Peninsula

Film 2020 | Azione, Horror, Thriller,

Titolo originaleTrain To Busan 2
Titolo internazionaleTrain to Busan 2 - Peninsula
Anno2020
GenereAzione, Horror, Thriller,
ProduzioneCorea del sud
Regia diSang-ho Yeon
AttoriGang Dong-Won, Jung-hyun Lee .
DistribuzioneTucker Film
MYmonetro 2,75 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Sang-ho Yeon. Un film con Gang Dong-Won, Jung-hyun Lee. Titolo originale: Train To Busan 2. Titolo internazionale: Train to Busan 2 - Peninsula. Genere Azione, Horror, Thriller, - Corea del sud, 2020, distribuito da Tucker Film. - MYmonetro 2,75 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Questa volta l'epidemia si verificherà quattro anni dopo i terribili avvenimenti del primo film e si propagherà fino ad estendersi all'intera penisola coreana. Al Box Office Usa Peninsula ha incassato 640 mila dollari .

Consigliato sì!
2,75/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Sequel ambizioso che torna in una Corea infestata di zombi dopo il successo di Train to Busan.
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 4 novembre 2020
Recensione di Tommaso Tocci
mercoledì 4 novembre 2020

La Corea del Sud viene investita dall'apocalisse zombi, e stavolta non c'è treno che tenga. In poco tempo l'intera penisola viene abbandonata e dichiarata inabitabile. Quattro anni dopo, l'ex-militare coreano Jung-seok si trova a Hong Kong, dove era sbarcato grazie all'ultima nave carica di superstiti. La vita da rifugiato è però grama. Le scarse opportunità e il pregiudizio ancora diffuso verso i coreani lo costringono a frequentare giri illeciti. Attraverso questi ultimi, gli viene proposta una missione tanto pericolosa quanto remunerativa: tornare in patria di nascosto, a Incheon, per recuperare un camion pieno di soldi e mettere in salvo il bottino.

Yeon Sang-ho si conferma regista d'azione dall'occhio vivace con un seguito che però perde di vista le qualità più preziose di Train to Busan.

Grande successo del 2016, il predecessore di Peninsula era infatti uno zombie movie asciutto e tirato, in grado di toccare temi più ampi (l'etica della solidarietà umana, il trattamento della società coreana) pur rimanendo immerso nell'intensità di un treno infestato di morti viventi, in cui tutto quello che importa è rimanere un metro, un sedile o un vagone davanti alla minaccia.

Peninsula inverte il moto di fuga e fa correre il protagonista Jung-seok all'indietro nel tempo e nello spazio, di ritorno entro il confine di un paese inabissato nell'apocalisse. Qui si spengono però le traiettorie parallele, visto che l'attesissimo sequel si muove in modo opposto a una linea retta: confuso nel gestire tre gruppi di personaggi, incerto nel ritmo, e incostante nel suo inseguire ogni bagliore che gli si para di fronte, come capita agli zombi ben "manovrati" dalle macchinine telecomandate della piccola Yu-Jin.

Proprio l'uso della luce è uno degli elementi più interessanti del film, che regala comunque pregevoli sequenze action, elevando una certa plasticosità della computer-grafica a motivo estetico tout court. Fasci di luce ambrata danzano sulla skyline di una città oscura, come a fare della lotta agli zombi un semplice gioco di ombre. Il mondo post-apocalittico di Yeon Sang-ho vuole concentrarsi sui vivi più che sui morti, e nella visione di una Corea abbandonata alle gang criminali (che terrorizzano gli ostaggi obbligandoli a combattere gli zombi nell'arena) si ritrova una certa deriva alla Mad Max, e più ancora al Fuga da New York di Carpenter.

Tra le molte idee che si perdono per strada, l'intrigante tema della geopolitica "ribaltata" tra le due Coree (esplorato con ancor meno enfasi di un altro blockbuster coreano recente, Ashfall), e l'ancor più attuale clima di tensione sociale all'esterno della zona in quarantena, in cui un popolo senza patria deve sopportare gli strali discriminatori di chi li vede come untori anche a distanza di anni dal disastro. Elementi esterni ben più notevoli di quelli interni, ridotti perlopiù a parabole convenzionali sul sacrificio altruistico.

Anche nelle declinazioni più riuscite, come Min-Jung, madre tostissima che ha tenuto il conto di tutte le auto che non si sono fermate quando aveva bisogno d'aiuto, Peninsula non azzecca l'alchimia tra i vivi in mezzo ai morti, e rimane imprigionato nei suoi confini larghi ma un po' vuoti.

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STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 24 ottobre 2020
Alessio Baronci
Sentieri Selvaggi

Quando nel 2016 uscì Train To Busan venne considerato il rappresentante più autorevole della rilettura orientale dello zombie movie. Gran parte del successo del film è ascrivibile alla regia di Yeon Sang-ho che, con lungimiranza, ha abbracciato il linguaggio tipico del cinema orientale e l'ha fatto interagire ancora una volta con le coordinate del genere.

venerdì 23 ottobre 2020
Emanuele Bucci
Ciak

Sono ormai quattro anni che la Corea è in quarantena: no, non per il Covid. Perché in Peninsula (di Yeon Sang-ho), tra i selezionati per Cannes 2020 e in anteprima a Roma (distribuirà in sala, nel 2021, Tucker Film), c'è un'epidemia di zombie, in grado di contagiare al primo morso. Chi ha fatto in tempo a fuggire dalla "Penisola", però, non se la passa comunque troppo bene: tra questi, c'è l'ex soldato [...] Vai alla recensione »

giovedì 22 ottobre 2020
Gian Luca Pisacane
La Rivista del Cinematografo

Tra le pandemie più famose del grande schermo, c'è di sicuro quella che porta a un'apocalisse zombi. Sono i mostri più celebri del secolo, hanno colonizzato ogni tipo di cultura, passando dalle grosse produzioni a progetti con budget più ridotto. Si sono dimostrati in grado di fare propaganda politica, attaccare il consumismo, portare avanti l'idea che a volte la quantità vale più della qualità.

NEWS
POSTER
lunedì 19 ottobre 2020
 

Dong-WonGang è un ex soldato che riesce a fuggire dalla penisola coreana, luogo ormai infestato da zombi e trasformata in un ghetto da altre nazioni che cercano di fermare la diffusione del virus. Rimandato con un equipaggio in missione per recuperare [...]

TRAILER
giovedì 2 aprile 2020
 

Regia di Sang-ho Yeon. Un film con Gang Dong-Won, Jung-hyun Lee. Guarda il trailer »

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