Un eroe

Film 2021 | Drammatico, 127 min.

Regia di Asghar Farhadi. Un film Da vedere 2021 con Sarina Farhadi, Amir Jadidi, Mohsen Tanabandeh, Fereshteh Sadre Orafaiy. Cast completo Titolo originale: A Hero. Genere Drammatico, - Francia, 2021, durata 127 minuti. Uscita cinema lunedì 3 gennaio 2022 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 3,69 su 32 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 6 dicembre 2021

Asghar Farhadi torna girare in Iran dopo Tutti lo sanno. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 2 candidature a Satellite Awards, a National Board, ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Un eroe ha incassato 557 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,69/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,67
PUBBLICO 3,89
CONSIGLIATO SÌ
Asghar Farhadi torna in Iran e firma il film sociale perfetto.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 15 luglio 2021
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 15 luglio 2021

Rahim Soltani ha contratto un debito che non può onorare. Per questa ragione sconta da tre anni la pena in carcere. Separato dalla moglie, che gli ha lasciato la custodia del figlio, sogna un futuro con Farkhondeh, la nuova compagna che trova accidentalmente una borsa piena d'oro. Oro provvidenziale con cui 'rimborsare' il suo creditore. Rahim pensa di venderlo ma poi decide di restituirlo con un annuncio. La legittima proprietaria si presenta, l'oro è reso e il detenuto promosso al rango di eroe virtuoso dall'amministrazione penitenziaria che decide di cavalcare la notizia, mettendo a tacere i recenti casi di suicidio in cella. Rahim diventa improvvisamente oggetto dell'attenzione dei media e del pubblico. Ma l'occasione di riabilitare il suo nome, estinguere il debito e avere una riduzione della pena, diventa al contrario il debutto di una reazione a catena dove ogni tentativo di Rahim di provare la sua buona fede gli si ritorcerà contro.

Dopo due esperienze internazionali poco convincenti (Il passato e Tutti lo sanno), Asghar Farhadi torna nel suo paese e dimostra con A Hero di sapere infilare come nessuno le derive della società iraniana, logorata dalla burocrazia, la diffidenza, la manipolazione.

Attraverso il destino di Rahim e della sua impossibile redenzione, Farhadi avvia un'implacabile meccanica che concentra tutti i difetti di un regime che ha eretto il perdono e la redenzione a virtù pubbliche e mediatiche. Come in tutti i suoi film, il protagonista è alle prese con un dilemma etico e come ogni volta il regista pratica un pessimismo morale che condanna i suoi personaggi ancora prima che i titoli comincino. Rahim Soltani non fa eccezione e si dibatte inutilmente. La sua parabola finisce dove tutto è cominciato, nella prigione da cui esce 'in licenza' disegnando la geometria sociale di un Iran ossessionato dall'integrità di facciata e esasperato da incessanti negoziazioni, amplificate dall'intervento a gamba tesa dei social network.

Eroe per un giorno e povero diavolo per sempre, il protagonista vaga per le strade della sua città in cerca di riscatto, stringendo al petto un 'certificato di merito' assegnato dalla stessa comunità che adesso è pronta a sbranarlo perché nell'ansia di fare bene, Rahim ha fatto tutto male. Tutte le menzogne e le mezze-verità finiranno per screditarlo, soprattutto agli occhi sempre umidi del suo bambino, eco del Bruno Ricci desichiano (Ladri di biciclette).

Mai così inflessibile, Farhadi non risparmia nessuno, debitori e creditori, prigionieri e carcerieri, diavoli e santi, sorprendendo lo spettatore con colpi di scena che non forzano mai la logica narrativa. E quella logica è decisamente perturbante. Proviamo un'empatia profonda per il personaggio principale, sempre sorridente e confidente nel tentativo di uscire da una situazione assurda. Ma più prova ad evadere da quella prigione a cielo aperto e più si chiude dentro, inquadrato dietro ai vetri, urtato dalla cattiva fede dei suoi interlocutori, impegnati ad abusarne o a prenderne le distanze in nome di un paese perfetto, di cui il sistema mediatico si fa eco mostruoso.

Girato ad altezza d'uomo, A Hero è il film sociale perfetto che non impone nessuna morale al pubblico e dona un'idea dell'era digitale in Iran. Amir Jadidi, incredibilmente fiducioso e irrimediabilmente sconfitto, è l'eroe del titolo e di un film dove tutti hanno ragione e tutti hanno torto. Ciascuno giudica in funzione dei suoi criteri (e dei suoi interessi) personali. Ancora una volta il cinema di Farhadi ci ricorda che ci sono troppe ombre nella luce per mantenere stretta la nostra versione del mondo. Sempre parziale, sempre soggettiva. Chi può arrogarsi la verità? Certamente non Asghar Farhadi che lascia l'affaire Rahim irrisolto e invita lo spettatore a prendere le parti dell'uno o dell'altro, facendolo dubitare e facendogli cambiare posto nello svolgimento della trama. Il suo talento è di nuovo quello di rendere appassionante i casi di coscienza dei suoi personaggi, il groviglio kafkiano che li lega, li oppone e li conduce sempre verso il conflitto (e lo scacco).

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 6 gennaio 2022
thomas

Se il Cinema è raccontare la vita in forma artistica attraverso la tecnica delle immagini in movimento, e se la vita è un susseguirsi di situazioni che è possibile raccontare al meglio proprio con la tecnica delle immagini in movimento, il Cinema diventa Vita ogni volta che produce un capolavoro come "Un eroe".Farhadi supera se stesso e dirige il suo miglior film di sempre innalzandosi al livello dei [...] Vai alla recensione »

FOCUS
CELEBRITIES
mercoledì 29 dicembre 2021
Marzia Gandolfi

Da qualche anno Asghar Farhadi si è imposto nel panorama internazionale col suo cinema teso e preciso. Di una precisione diabolica. Una separazione (Orso d’oro a Berlino 2011 e Oscar al miglior film straniero nel 2012), Il passato, Il cliente, Tutti lo sanno (guarda la video recensione) sono bombe a orologeria che piazzano personaggi e spettatori al cuore di impressionanti turbolenze sociali e politiche. Una meccanica implacabile immaginata dall’autore iraniano come un tour de force. Allineato con le opere precedenti di Farhadi, Un eroe è un mélange di suspense e cronaca sociale. Partito da una situazione quasi banale, che finisce per prendere proporzioni smisurate e per divorare il protagonista, emerge in permanenza elementi che sembrano contraddire quello che vediamo.

Questa volta si tratta del destino di Rahim (Amir Jadidi), finito in prigione per un debito che non ha potuto onorare. In due giorni, il povero diavolo passa dallo status umiliante di detenuto insolvente a quello di uomo onesto, esemplare e celebre. Un piedistallo morale da cui precipiterà altrettanto rapidamente rientrando in prigione. In mezzo una borsa di monete d’oro trovata dalla fidanzata del protagonista che deve decidere se usarla per saldare il debito o riconsegnarla al legittimo proprietario, diventando l’eroe del titolo. Il dilemma morale è da sempre il motore del racconto per Farhadi che pedina da vicino redenzioni impossibili. Ogni film finisce per trasformarsi in una macchina infernale per i suoi personaggi, ogni film gioca con lo spettatore facendolo dubitare di quello che ha visto o che crede di aver visto.

Dopo Tutti lo sanno (guarda la video recensione), ‘remake’ spagnolo dei suoi capolavori, Farhadi ritorna a girare nel suo Paese e nella sua lingua limpida che aggiunge materia ai volti, all’intrigo, ai décor. Ma è pure vero che il cinema di Farhadi trascende le frontiere e le produzioni internazionali (Il passato, Tutti lo sanno (guarda la video recensione)) disegnando sottili variazioni attorno a un genere (il thriller sociale) e a temi ricorrenti (la famiglia, l’integrità, la morale, la reputazione). In Un eroe ritroviamo il suo dispositivo abituale, le stesse risorse psicologiche e lo stesso rigore geometrico. Come seguisse un metronomo, il suo cinema misura il medesimo dominio e la stessa formidabile empatia per la condizione umana. Una qualità che emerge sotto le ombre e la sofisticazione della storia. Lo stile, opposto a quello di Makhmalbaf e dei suoi epigoni, è nervoso e guidato da una macchina da presa che non ha un posto fisso ma trova sempre quello giusto, la giusta angolazione, la giusta velocità, la giusta distanza. Farhadi dipinge il mondo usando i toni del quotidiano ed eludendo i cliché del cinema iraniano. Antisimbolista ma pure antinaturalista, è un regista all’incrocio di due generazioni che si serve ‘liberamente’ del cinema per evidenziare le infinite contraddizioni dell’Iran. Paese che conosce col cuore e di cui districa i nodi e le ipocrisie con un fascino perverso.
 

Le sue storie seminano ostacoli lungo la strada di questo o quell’altro personaggio, valorizzano le sue attrici come i suoi attori che lavorano sulle sue sceneggiature “finché è necessario”, “finché le parole non sono diventate così naturali per loro che sullo schermo sembrano improvvisare”. La pratica di incarnare come respirare le qualità di scrittura di Farhadi è un’altra delle caratteristiche essenziali del suo cinema. La performance attoriale attiva i meccanismi di sceneggiatura fino al virtuosismo, fino a distillare con una meticolosità sorprendente i comportamenti umani all’interno della società. La società è quella iraniana ma al di là delle specificità, facilmente identificabili, le tensioni, le condizioni, le questioni trattate sono universali.
 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
lunedì 21 febbraio 2022
Luca Pacilio
Gli Spietati

La filmografia di Farhadi è consegnata alla costruzione di teoremi narrativi complessi, in cui, individuati dei principi, da un lato si conduce la vicenda su territori che interrogano, anche moralmente, lo spettatore, dall'altro, con lo scioglimento dei nodi tematici, si propone, sulla scorta delle premesse, una dimostrazione. È in questo preciso equilibrio tra geometrie narrative e risposte emotive [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
lunedì 27 dicembre 2021
 

Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes e in corsa per il Golden Globe come miglior film straniero. Dal 3 gennaio al cinema. Guarda la clip »

TRAILER
lunedì 6 dicembre 2021
 

Regia di Asghar Farhadi. Un film con Sarina Farhadi, Amir Jadidi, Mohsen Tanabandeh, Fereshteh Sadre Orafaiy, Sahar Goldust. Da lunedì 3 gennaio al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
venerdì 26 novembre 2021
 

Il film vincitore del Gran Premio Speciale della Giuria al festival di Cannes 2021 rappresenterà ufficialmente l'Iran agli Oscar 2022. Vai all'articolo »

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 15 luglio 2021
Marzia Gandolfi

Nessuno come lui sa raccontare le derive della società iraniana logorata dalla burocrazia e dalla diffidenza. Dal 3 gennaio al cinema. Vai all'articolo »

winner
gran premio della giuria
Festival di Cannes
2021
winner
miglior scenegg.ra originale
National Board
2021
winner
miglior film straniero
National Board
2021
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