Samnang ha 20 anni e sogna di diventare una stella della danza. Tutto cambia quando scopre che il suo condominio potrebbe essere a breve demolito. Espandi ▽
Cambogia, 2017. Uno dei simboli della capitale Phnom Penh è il cosiddetto White Building, enorme complesso di case popolari risalente agli anni sessanta. Ormai fatiscente, la costruzione municipale sta per essere demolita e il terreno su cui sorge venduto. Le molte famiglie all’interno discutono se accettare i soldi che vengono loro offerti per sgomberare. Una è quella di Samnang, un ragazzo appassionato di danza che sogna di vincere una competizione televisiva. L’incertezza sul futuro degli amici e sulle condizioni di salute del padre rende il momento ancora più difficile. Curioso frutto di una convergenza tra cinema di finzione, documentario, avvenimenti reali e storia personale, White Building è insieme cronaca di un periodo turbolento e omaggio a un simbolo architettonico-culturale cambogiano.
Buon esordio su un soggetto di profondo interesse, il film tratta in modo indiretto i temi della rigenerazione urbana e della speculazione edilizia, che hanno anche attratto un’eccellenza, nonché studioso della materia, come Jia Zhang-ke nel ruolo di produttore. Quando si aggiungono i buoni valori tecnici, in particolare fotografia e scenografia, tutto lascia sperare che su una demolizione disastrosa si siano anche gettate le fondamenta di una carriera per Neang. Recensione ❯
Un documentario che cattura l'anima di uno dei quartieri più difficili di Napoli, le speranze e i dolori di una comunità in cerca di redenzione. Espandi ▽
Nell'ultimo decennio, per combattere il notevole innalzamento del livello di criminalità minorile, il sistema giudiziario italiano ha operato seguendo una serie di direttive che permettono agli organi giurisdizionali di allontanare i bambini dalle famiglie coinvolte con la criminalità organizzata. Bambini come Entoni, dodicenne irrequieto e attaccabrighe dei quartieri Spagnoli di Napoli. Sua nonna, Dora, a dispetto di un passato non proprio irreprensibile, è disposta a tutto pur di mantenerlo sulla buona strada. Nascondino offre una rappresentazione accurata e senza precedenti dei sobborghi di Napoli e cattura l'anima di un quartiere al contempo vituperato e spettacolarizzato, le speranze e i dolori di una comunità in cerca di redenzione. Recensione ❯
L'omaggio alla storia dell'ANAC offre a Martinotti l'occasione per mostrare l'evoluzione nei decenni del rapporto tra cultura e società. Documentario, Italia2021. Durata 73 Minuti.
La storia del cinema italiano attraverso l'associazione che ne riunisce tutti gli autori. Espandi ▽
L'Associazione Nazionale degli Autori Cinematografici fu fondata nel 1952 e nasceva per opera di un gruppo di autori tra i quali figuravano Age, Sergio Amidei, Alessandro Blasetti, Mario Camerini, Carlo Lizzani, Ettore G. Margadonna, Mario Mattoli, Mario Monicelli, Tullio Pinelli, Furio Scarpelli, Franco Solinas, Rodolfo Sonego, Cesare Zavattini. Dell'ANAC potevano far parte registi e sceneggiatori cinematografici. Le finalità, espresse nello statuto, comprendevano obiettivi culturali e politici direttamente collegati al grande tema della libertà di espressione. Recensione ❯
Sei persone, a bordo di una crociera in mare, una delle quali sta vivendo i suoi ultimi giorni e desidera vivere un'ultima storia d'amore. Espandi ▽
Amici da quando sono usciti di prigione, Gerard, Ary e Philippe hanno giurato di rimanere sempre onesti. 20 anni dopo, Gerard scopre che sta per morire. I suoi due amici vogliono offrirgli un ultimo amore, poiché lui ripeteva sempre: l'amore è meglio della vita. Recensione ❯
Una commedia che segue le vicende di un gruppo di amiche ambiziose provenienti da Harlem, New York City, mecca della Black Culture in America. Espandi ▽
Le vicende di un gruppo di amiche ambiziose provenienti da Harlem, New York City, mecca della Black Culture in America. Camille è una giovane e conosciuta professoressa di antropologia alla Columbia con una profonda conoscenza delle norme di corteggiamento nelle varie culture, ma continua ad avere problemi con la sua vita amorosa; Tye è la creatrice di successo di una dating-app per persone queer che preferisce mantenere a distanza di sicurezza le sue vulnerabilità - nonché eventuali partner romantici; Quinn è un'inguaribile romantica e stilista benestante che sta provando a sdebitarsi con il mondo mentre è impegnata a portare avanti la sua attività che fatica a decollare; Angie è un'attrice e cantante piena di fiducia in sé, vivace e senza filtri, che vive a scrocco - ma alla grande - con Quinn. Insieme vivranno il passaggio dai loro vent'anni alla successiva tappa delle loro carriere, relazioni e sogni di ragazze di città. Recensione ❯
Il documentario è firmato da due giovani registi: Federico de Sivo e Federico Annibale. Prodotto da Michelangelo film (massimo Spano) e Kokè Lab, la pellicola racconta il rapporto di amicizia fra Mohammed - un migrante siriano bloccato ad Atene da più di 5 anni - e Federico (co-regista del film) - giovane romano che lo va a trovare per qualche giorno nella capitale greca. Recensione ❯
Thailandia, anni 60: Mam è divisa dall'amore per due uomini: un capitano ambizioso e un ragazzo dal cuore nobile ma codardo. Quando il capitano le chiede di partire con lui, Mam dovrà fare la sua scelta. Espandi ▽
Nella Thailandia degli anni sessanta, Maem è una giovane ragazza che vive con il padre orologiaio, facendosi impartire lezioni di filosofia. Il cuore di Maem sembra diviso tra la possibilità di due corteggiatori, il primo un umile conducente di risciò, l’altro un ufficiale dell’esercito molto sicuro di sé. Dalla giovinezza alla vecchiaia, Maem finirà per accudire il marito che ha scelto mentre entrambi si trovano al crepuscolo delle rispettive vite, appesantiti dalla storia personale ma anche da quella del paese che a essa si intreccia. Dramma essenziale e di poche parole, il film inizia come una ricostruzione storica ma finisce per rallentare progressivamente fino a raggiungere una stasi in cui si riconoscono soltanto il rimorso e la memoria. A volte delicato e a volte brutale, Anatomy of Time regala una ricerca formale degna della ricca tradizione del cinema thailandese contemporaneo, con un’ambiziosa per quanto criptica riflessione sul tempo a dargli significato. Recensione ❯
Sono cresciuti nelle terre della dittatura e della sorveglianza, in cui le immagini sono censurate, le foto vengono bruciate, i pensieri sono cauti e le bocche tacciono. Nel corso degli anni hanno fatto film, documentato la vita, la loro vita, almeno per quanto possibile. La notte hanno furtivamente catturato suoni per consentire ai sensi di completare l'immagine. Quelli che apparentemente sembrano essere racconti e immagini disorganici, fanno in realtà emergere una coerente sensibilità emotiva, dalla quale si sviluppa una singolare prospettiva storica insieme al tentativo di dire quanto è rimasto taciuto e immerso nel silenzio. Un racconto in prima persona che oscilla tra una prospettiva senza tempo, personale e intima, e una all'esatto opposto: vasta, contemporanea e politica. È il viaggio di una regista e della sua compagna, dei suoi amici e delle loro famiglie, a volte come rivoluzionari in patria, a volte come esuli nell'Europa odierna, a volte come attivisti, registi, amanti e persone in ascolto. Un viaggio contemplativo che passa dal silenzio alla voce, dalla cecità alla vista e che parla del modo in cui il cinema ha reso tutto questo possibile e ha salvato le loro vite. Recensione ❯
Il protagonista della storia è un giovane e talentuoso meccanico della centrale, Tylor Tuskmon, che sogna di poter fare carriera fino ad affiancare i suoi idoli Mike e Sulley nel produrre energia facendo ridere i bambini. Espandi ▽
Serie tv animata, basata sul successo Pixar Monsters & Co. Le storie dei due protagonisti, Mike e Sulley, erano già state approfondite con un secondo film, intitolato Monsters University, che, strutturato a prequel, mostrava i loro anni di formazione per diventare poi degli spaventatori. La serie, invece, sarà una sorta di sequel del progetto originale e mostrerà le nuove avventure di Mike e Sulley dopo la fine del primo film. Recensione ❯
Dopo un incidente una donna perde la memoria ma sembra acquisire nuove abilità. Espandi ▽
Quando Soo-jin si risveglia dopo un brutto incidente non ricorda più nulla, persino suo marito Ji-hoo, che le è rimasto sempre accanto, le sembra un estraneo. La donna però ha maturato l'abilità di percepire quando le persone che le vivono accanto potrebbero essere in grave pericolo. Ji-hoo si dimostra molto scettico e teme che l'incidente abbia compromesso l'emotività della moglie. Recensione ❯
Doo-hyun, che si chiama "Goblin", va in prigione per essersi accusato di Young-min che ha ucciso il loro capo. Espandi ▽
Doo-hyun, che si chiama "Goblin", va in prigione per essersi accusato di Young-min che ha ucciso il loro capo. Rilasciato dopo 10 anni, Doo-hyun viveva una vita normale, ma Young-min arriva al punto di rapire la figlia di Doo-hyun per tenere la bocca chiusa. Infuriato, Doo-hyun cerca vendetta e annuncia il ritorno del vero "Goblin". Recensione ❯
Gli abitanti di un villaggio della Corsica osservati dal regista Pascal Tagnati. Espandi ▽
In un villaggio corso immerso tra le montagne, ognuno vive l'estate a modo suo: i bambini giocano, gli adolescenti flirtano e gli anziani commentano il passare del tempo nel loro bar locale. Nel caldo di agosto, basta poco perché la tensione aumenti. Recensione ❯
Il film punta l'attenzione su le problematiche, le cause e le conseguenze della dispersione scolastica. Espandi ▽
Che cosa sognano in ragazzi oggi? Perché molti abbandonano la scuola? E che cosa fa la comunità per impedire questo scolastico? A chiederselo è il documentario Sogni di carta di Claudio D’Elia realizzato grazie al progetto V.E.R.S.O.A del Consorzio Sintesi e selezionato da Con i Bambini, che utilizza un finanziamento del Fondo di contrasto alla povertà educativa minorile per lavorare sul territorio nazionale, e in particolare le arre periferiche del Sud, per creare un modello di intervento che rimuova gli ostacoli all’educazione dei minori. Sabatini, con evidente empatia naturale e senza nessuno degli atteggiamenti divistici che si potevano temere da una ex Miss Italia, avvicina con diplomazia i suoi interlocutori e li ascolta senza giudicare: e loro si lasciano andare all’emotività di un argomento che tocca da vicino tutti i diretti interessati. La contromisura a questo allontanamento dalla scuola, suggerisce il documentario, passa attraverso il rafforzamento (o la creazione ex novo) di una comunità educante, dove “tutta la società – famiglia, scuola, ma anche vicini di casa o negozianti di quartiere - si prende cura dei propri ragazzi”. Recensione ❯