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Ultimo aggiornamento martedì 23 dicembre 2025
La rivolta delle donne a un concorso di bellezza nel 1970. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 British Independent, In Italia al Box Office Il concorso ha incassato 63,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Londra 1970. Ventesima edizione del concorso di Miss Mondo. Il Women's Liberation Movement decide di boicottare la manifestazione nel corso della finale per opporsi al sistema patriarcale che vuole la donna come oggetto. Sally Alexander è una delle leader di un'azione che la porterà a scoprire anche altri aspetti dell'emancipazione femminile.
Philippa Lowthorpe, che ha fatto parte del gruppo di registi che hanno realizzato la serie The Crown, affronta, con uno stile molto classico e anche molto british, un avvenimento che segnò il percorso di un movimento di liberazione femminile che ancora oggi ha mete purtroppo non ancora conquistate.
Lo fa mettendo alla berlina il machismo reazionario ovviamente di un americano noto (Bob Hope) che fu l'ospite d'onore della serata finale e che venne sbeffeggiato dalle femministe. Ma soprattutto porta sullo schermo una sceneggiatura scritta da Rebecca Frayn e Gaby Chiappe che propone un ampio repertorio di modi di essere di donna in quegli anni.
Se la Sally Alexander di Kiera Knightley non abbandona mai maglioni a gilet e capelli lisci la Jo Robinson di Jessie Buckley è quanto di più arrembante si possa immaginare. Se la prima vuole modificare il sistema dall'interno la seconda è convinta che il sistema 'si abbatte e non si cambia'. Ma non sono solo loro ad essere poste in rilievo con i loro misbehaviours (i comportamenti scorretti del titolo originale). C'è la madre della prima, timorosa ma al contempo non dimentica delle sue ribellioni giovanili, c'è la moglie di Bob Hope frustrata ma non completamente domata, c'è, soprattutto, la figura della vincitrice di quell'edizione, Jennifer Hosten di Grenada, che fu la prima regina di bellezza non di razza bianca. Per lei, anche se può sembrare assurdo, quella esibizione di curve rappresentò uno stadio di emancipazione.
Ecco allora che un film senza particolari punte di eccellenza può sollecitare delle riflessioni sul presente. Rispetto a culture in cui il corpo femminile viene negato e costretto a vetuste coperture c'è una società occidentale in cui, grazie anche ai social e non solo, quest'ultimo viene esibito senza più alcun limite. Dove sta la libertà? Lowthorpe sembra suggerirci che si tratta sì di una problematica sociale ma che, come sempre anche quando lo si vuol negare, il politico ha inizio dal personale e quindi ogni donna deve poter essere libera di decidere da sé e per sé.
Londra, 1970. L'attivista per i diritti delle donne Sally Alexander si trova coinvolta - come tutti gli abitanti della sua città e della sua nazione - dal circo mediatico scatenato dal concorso di Miss Mondo, che Sally disapprova e che, ben presto, decide di osteggiare in prima persona attraverso picchetti, manifestazioni di dissenso e proteste di vario genere. Insieme con il suo gruppo di femministe, la protagonista pianifica addirittura di infiltrarsi nel pubblico per sabotare dall'interno l'organizzazione. Lei e le sue sodali, infatti, portano avanti la convinzione - non ancora una polemica ricorrente come oggi - che la manifestazione contribuisca alla diffusione di una visione popolare denigratoria e degradante nei confronti del genere femminile e che favorisca la mercificazione del corpo delle donne. Mentre combatte la sua crociata, però, Sally scopre che il concorso viene vissuto in maniera diametralmente opposta dalle modelle di colore che vi prendono parte e la femminista britannica si scontra con il fatto che, per queste concorrenti, Miss Mondo rappresenta un'enorme opportunità di portare avanti la propria lotta per il riconoscimento a livello fattuale di pari diritti per tutti, senza discriminazioni etniche di sorta.
Commedia inglese che racconta la storia dell'edizione del 1970 di Miss Mondo, poi vinta da miss Grenada, Jennifer Hosten, diventata così la prima vincitrice nera nella storia del concorso.
Quell'edizione è peraltro passata davvero alla storia per essersi svolta in mezzo a continue controversie: oltre alla contestazione femminista di cui parla il film, infatti, ci furono anche infinite polemiche legate al fatto che si presentarono ai nastri di partenza due diverse miss Sudafrica, una bianca e una nera, e alla stessa vittoria della Hosten, che si diceva fosse influenzata dalla presenza dell'allora primo ministro di Grenada, sir Eric Gairy, nella commissione giudicante.
Per quanto riguarda il cast, abbiamo nei ruoli principali l'accoppiata Keira Knightley-Gugu Mbatha-Raw, con quest'ultima - una delle attrici britanniche più in ascesa, negli ultimi anni - che interpretano le due protagoniste su lati differenti della barricata: l'attivista Sally Alexander e miss Grenada, Jennifer Josephine Hosten. Sono parte del film anche il talentuoso gallese Rhys Ifans (l'indimenticabile spalla di Hugh Grant in Notting Hill, per coloro ai quali il nome dice poco) e il caratterista statunitense Greg Kinnear, i quali guidano il gruppo degli altri attori con ruoli di supporto alla coppia di attrici principali tra cui notiamo pure: Jessie Buckley, Lesley Manville, Keeley Hawes e Phyllis Logan.
Questo"MIsbehavior"(Philippa Lowthorpe, scritto da Rebecca Frayne e Gaby CHiappe, 2020)e'certamente un documento, pur non essendo assolutamente un documentario: parla della contestazione inscenata da alcune femministe nel 1970 a Londra, durnate il concorso di "MIiss Mondo"(quando, per inciso, vinse la rappresentante di Grenada, ragazza di colore), quando , tra i presnetatori [...] Vai alla recensione »
Nel 1970 si tenne a Londra la 20ª edizione del concorso di bellezza che avrebbe incoronato Miss Mondo. Quell'edizione fu osteggiata soprattutto dal Women's Liberation Movement, di cui faceva parte Sally Alexander. Con lo sguardo di lei viene ricostruito il tentativo di quel movimento di boicottare la manifestazione, infiltrandosi fra il pubblico .Nulla da dire sugli intenti meritori di riportare all'attenzi [...] Vai alla recensione »