Il Mostro di St. Pauli

Film 2019 | Thriller, Horror V.M. 18 115 min.

Titolo originaleDer Goldene Handschuh
Titolo internazionaleThe Golden Glove
Anno2019
GenereThriller, Horror
ProduzioneGermania, Francia
Durata115 minuti
Regia diFatih Akin
AttoriJonas Dassler, Margarete Tiesel, Mark Bohm, Marc Hosemann, Adam Bousdoukos Katja Studt, Tristan Göbel, Hark Bohm, Philipp Baltus, Victoria Trauttmansdorff, Uwe Rohde.
Uscitagiovedì 29 agosto 2019
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18
MYmonetro 2,15 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Fatih Akin. Un film con Jonas Dassler, Margarete Tiesel, Mark Bohm, Marc Hosemann, Adam Bousdoukos. Cast completo Titolo originale: Der Goldene Handschuh. Titolo internazionale: The Golden Glove. Genere Thriller, Horror - Germania, Francia, 2019, durata 115 minuti. Uscita cinema giovedì 29 agosto 2019 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 18 - MYmonetro 2,15 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un serial killer colpisce ad Amburgo. In Italia al Box Office Il Mostro di St. Pauli ha incassato 7,8 mila euro .

Consigliato no!
2,15/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,29
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Il ritratto accurato di un degrado umano. Ma manca la materia prima di un film: soggetto e sceneggiatura.
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 11 febbraio 2019
Recensione di Giancarlo Zappoli
lunedì 11 febbraio 2019

Amburgo. Quartiere di St. Pauli, negli anni Settanta. Un'area frequentata da alcolizzati, prostitute, giocatori d'azzardo e altre anime solitarie. Fitz Honka è uno di loro e non è certo aiutato dal suo aspetto decisamente poco attraente. Ha un lavoro fisso e vive in un attico nel più totale disordine. È lì che porta donne anziane incontrate in un sordido locale chiamato il Golden Glove. Dopo aver cercato, inutilmente, di avere un rapporto sessuale con loro (è impotente) le uccide e le fa a pezzi. Conserva le membra in uno sgabuzzino ed incolpa del cattivo odore che regna nelle stanze la famiglia greca che abita sotto di lui.

Fatih Akin, in questa occasione, si rifà ad eventi di cronaca nera che si sono effettivamente verificati ad Amburgo e che sono stati narrati dal romanziere Heinz Strunk in un suo libro del 2016.

L'obiettivo sembrerebbe essere quello di denunciare il degrado umano che permane e si amplifica in una società come quella tedesca che ha visto il proprio territorio devastato e che in quegli anni sta confrontandosi con una straordinaria ripresa economica e con il terrorismo. Tutto questo però resta sullo sfondo. Del terrorismo non si fa cenno e con poche battute si ricordano le deportazioni. Tutto viene quindi a concentrarsi su una descrizione lombrosianamente analitica delle perversioni di Honka e del suo degrado materiale e morale.

Il Golden Glove, con i suoi vari relitti umani, fa da bacino in cui andare a cercare le vittime delle cui sofferenze e morti Akin non risparmia nulla allo spettatore. Il ritratto è accurato fino al minimo dettaglio e le fotografie d'epoca che scorrono a fianco dei titoli di coda testimoniano l'attenzione filologica che si è voluta garantire alla ricostruzione.

Ciò che però sembra mancare è la materia prima di un film: soggetto e sceneggiatura. Akin si rivela totalmente a corto di materiali narrativi e quindi si trova costretto a continui ritorni nel Golden Glove dove però la storia non procede e gli avventori sono sempre gli stessi e con le stesse vicende (se si escludono una appartenente all'Esercito della Salvezza e un incauto ragazzino). Non gli resta quindi che farci assistere ogni volta con abbondanza di particolari agli atti violenti che Honka esercita sulle sue vittime con uno sguardo che si trasforma progressivamente in un compiacimento del tutto fine a se stesso.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
sabato 31 agosto 2019
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Ne parliamo per mettervi in guardia. Non ci andate. Non importa se il turco-tedesco Fatih Akin è il vostro regista preferito dai tempi di "La sposa turca", vincitore dell'Orso d'oro alla Berlinale 2004 - allora era bravissimo, lo è rimasto per qualche film. Non importa se avete visto "Charlie Says" sulla comune assassina di Charles Manson, se vi state godendo "Mindhunter", se avete visto il film su"Ted [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 agosto 2019
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

Un omicida seriale nella Germania Ovest degli anni '70. Era «Il mostro di St. Pauli», come il titolo del film del regista tedesco d'origine turca Fatih Akin, noto in particolare per «La sposa turca». L'operaio Fritz «Fiete» Honka è piccolo, sgraziato, ha il naso rotto, i denti marci ed è strabico: dietro l'apparenza da povero disgraziato c'è un uomo violento, sessuomane benché impotente e alcolista. [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Emiliano Morreale
La Repubblica

Strano esperimento per Akin, regista tedesco di origine turca che ha dato il meglio come narratore dell'incontro-scontro tra culture, ma da un po' sembra essersi perso. Sulla base di un romanzo di successo, racconta la storia vera di Fritk Honka (Jonas Dassler), che uccise in maniera efferata almeno 4 prostitute nella Amburgo dei primi anni 70. Fin dalle prime inquadrature, la regia insiste sui dettagli [...] Vai alla recensione »

giovedì 29 agosto 2019
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Un film drammatico che diventa horror, come quell'orrore che si sono trovati di fronte i pompieri, intervenuti (era il quindici luglio del 1975), in un appartamento di Ottensen. Mentre erano impegnati a spegnere un incendio, i vigili del fuoco ritrovarono, in alcune buste, resti, in putrefazione e nauseabondi, appartenenti a varie donne, nascosti nello stanzino di un lurido attico appartenente a Fritz [...] Vai alla recensione »

mercoledì 28 agosto 2019
Matteo Galli
Close-Up

Nessuno in Italia conosce Heinz Strunk (1962), musicista, performer, scrittore tedesco di grande successo. Nessun editore del nostro paese si è preso la briga di tradurre in italiano i suoi romanzi poco rispondenti al cliché del romanzo tedesco ponderoso e cerebrale Il più celebre romanzo di Strunk, capace di vendere qualcosa come 500.000 copie nell'arco di dieci anni, reca il titolo Fleisch ist mein [...] Vai alla recensione »

martedì 27 agosto 2019
Andrea Chimento
Cineforum

La vera storia di Fritz Honka, serial killer ossessionato dall'alcool e dalle donne, che ha terrorizzato la città di Amburgo negli anni Settanta. Due anni dopo Oltre la notte, Fatih Akin torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia disturbante e tragica: lo fa utilizzando un registro grottesco, forse con l'intenzione di sdrammatizzare, rendendo così il suo lavoro una serie di sequenze [...] Vai alla recensione »

martedì 27 agosto 2019
Aldo Spiniello
Sentieri Selvaggi

Il mostro di Amburgo. La storia squallida e terribile di Fritz Honka, che agli inizi degli anni '70 uccise quattro donne, per lo più attempate prostitute adescate nel quartiere a luci rosse di St. Pauli. Proprio lì, in un locale chiamato "Der Goldene Handschuh", il guanto giallo, un ritrovo malfamato di vecchi ubriaconi e marginali di ogni tipo, l'assassino incontrava le sue vittime, le faceva bere, [...] Vai alla recensione »

martedì 27 agosto 2019
Roberto Manassero
Film TV

Il mostro di St. Pauli è un film che prende alla lettera il compito che si è prefissato: raccontare in tutto il suo squallore la vicenda vera di Fritz Honka, serial killer che tra il 1970 e il 1975 uccise almeno quattro prostitute nel quartiere a luci rosse di Amburgo, il St. Pauli del titolo italiano (l'originale Der goldene Handschuh, "il guanto d'oro", fa invece riferimento al sordido locale che [...] Vai alla recensione »

martedì 2 luglio 2019
Alessandra De Luca
Ciak

Cronaca delle orrorifiche imprese del "mostro di Amburgo", il celebre serial killer tedesco Fritz Honka, guardiano notturno ossessionato dal sesso, che negli anni Settanta uccise molte donne, creature marginali come lui, spesso attempate, alcolizzate e sole, attirate nel suo squallido e sudicio appartamento nel quartiere a luci rosse di Sankt Pauli con la promessa di un goccetto.

lunedì 11 febbraio 2019
Massimo Causo
Duels.it

Un'altra donna, morta. Giace sul letto di un fetido appartamento di St. Pauli, il quartiere a luci rosse di Amburgo. Siamo negli anni '70 e il suo carnefice, che si accanisce su di lei prima di farla a pezzi, è Fritz Honka, uno dei serial killer più famosi nella storia criminale tedesca: quattro vittime accertate prima che un incendio nel suo appartamento ne facesse scoprire i resti decomposti, stipati [...] Vai alla recensione »

domenica 10 febbraio 2019
Cristina Piccino
Il Manifesto

È mai stato un regista interessante Fatih Akin? Retrospettivamente viene da dire di no anche quando venivano celebrati i suoi esordi come Kurz und schmerzlos (1998) sintonizzato sulla nuova onda dei Kanak Sprak (dal titolo del romanzo di Feridun Zaimoglu), i figli degli immigrati turchi, esplosa negli anni Novanta. La «cucina» di comunità turca, Amburgo, rivisitazioni del genere, commedia specialmente, [...] Vai alla recensione »

domenica 10 febbraio 2019
Enrico Azzano
Quinlan

Amburgo, anni Settanta. Quartiere di St. Pauli. Bevitori abituali e prostitute, scommettitori falliti e altre anime solitarie animano la vita notturna nel quartiere. Fritz Honka è uno di loro, un uomo basso dai lineamenti respingenti, sgraziato anche nel fisico. È uno dei tanto frequentatori abituali del baraccio Zum Goldenen Handschuh (The Golden Glove).

NEWS
TRAILER
mercoledì 31 luglio 2019
 

Regia di Fatih Akin. Un film con Marc Hosemann, Jonas Dassler, Adam Bousdoukos, Katja Studt. Dal 29 agosto al cinema. Guarda il trailer »

POSTER
venerdì 26 luglio 2019
 

Amburgo. Quartiere di St. Pauli, negli anni Settanta. Un'area frequentata da alcolizzati, prostitute, giocatori d'azzardo e altre anime solitarie. Fitz Honka è uno di loro e non è certo aiutato dal suo aspetto decisamente poco attraente.

NEWS
lunedì 10 giugno 2019
 

Amburgo. Quartiere di St. Pauli, negli anni Settanta. Un'area frequentata da alcolizzati, prostitute, giocatori d'azzardo e altre anime solitarie. Fitz Honka è uno di loro e non è certo aiutato dal suo aspetto decisamente poco attraente.

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