Alice e il sindaco

Film 2019 | Commedia, +13 103 min.

Titolo originaleAlice et le maire
Titolo internazionaleAlice and the Mayor
Anno2019
GenereCommedia,
ProduzioneFrancia
Durata103 minuti
Al cinema19 sale cinematografiche
Regia diNicolas Pariser
AttoriFabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz Maud Wyler, Alexandre Steiger, Pascal Reneric, Thomas Rortais, Thomas Chabrol.
Uscitagiovedì 6 febbraio 2020
TagDa vedere 2019
DistribuzioneBim Distribuzione, Movies Inspired
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,65 su 41 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Nicolas Pariser. Un film Da vedere 2019 con Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz. Cast completo Titolo originale: Alice et le maire. Titolo internazionale: Alice and the Mayor. Genere Commedia, - Francia, 2019, durata 103 minuti. Uscita cinema giovedì 6 febbraio 2020 distribuito da Bim Distribuzione, Movies Inspired. Oggi tra i film al cinema in 19 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,65 su 41 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un politico si affida a una giovane filosofa per ritrovare gli stimoli. Inizialmente la cosa sembra funzionare, ma non durerà molto. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, 3 candidature a Lumiere Awards, In Italia al Box Office Alice e il sindaco ha incassato 235 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
3,65/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,28
PUBBLICO 3,67
CONSIGLIATO SÌ
Pariser si conferma autore audace e ispirato in una commedia filosofica sull'impotenza della politica ad agire.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 dicembre 2019
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 11 dicembre 2019

A qualche mese dalle elezioni municipali, il sindaco di Lione non ha più idee. Dopo trent'anni di vita politica è come svuotato. In suo soccorso, l'entourage comunale recluta una giovane normalista. Il ruolo di Alice Heimann è rigenerare la capacità di pensare del sindaco e la visione necessaria all'azione politica. Introdotta nel cerchio della fiducia, Alice rivela un'agilità innata per la 'cosa politica' fornendo carburante alla macchina municipale. E la macchina riparte ma gli scossoni e i sobbalzi non tarderanno a costringerla alla sosta forzata.

Rivelato nel 2015 da un thriller politico paranoico e promettente (Le Grand Jeu), Nicolas Pariser si impone con Alice e il sindaco come il regista per eccellenza del film politico francese.

La politica, reale o sognata, diventa il terreno di (gran) gioco di un autore audace e ispirato, erede di Rohmer, a cui l'ultimo film fa esplicitamente riferimento. Ammiratore del suo cinema, Nicolas Pariser segue studente un corso del regista alla Sorbona a cavallo del ventunesimo secolo e dimostra la sua ammirazione nel titolo, omaggio limpido a un classico di Éric Rohmer, L'albero, il sindaco e la mediateca. Commedia filosofica sulla ruralità, l'ecologia e le manovre politiche, il film di Rohmer ospitava un giovane Fabrice Luchini, non ancora sindaco socialista (interpretato da Pascal Greggory) ma insegnante nel cuore della Francia rurale.

Lontano dal fare della politica un uso funzionale, gioco di sosia o semplice motore per commedia o thriller, Pariser opta per la frontalità del reale. Alice e il sindaco rende conto di un consiglio comunale, delle forze di potere in gioco ma soprattutto del consolidarsi della relazione filiale tra una giovane normalista e un sindaco consumato. Attraverso la loro interazione, il regista affronta la natura e l'etica della politica, intesa come amministrazione del bene pubblico coerente a un sistema di valori.

Nell'arena politica schiera una giovane donna di lettere, disorientata davanti a un mondo politico che naviga a vista e cerca nella sua giovinezza un po' di carburante per ravvivare la fiamma, e un vecchio lupo, un sindaco in crisi che rappresenta tuttavia l'utopia di un governante (ancora) illuminato.

Se lo stile sobrio di Anaïs Demoustier elude lo stereotipo della generazione Y, appassionata delle nuove tecnologie ma smarrita nel mondo a dispetto degli studi brillanti, Fabrice Luchini non si limita a mostrare quello che è l'incarnazione di un'istituzione, con tutta l'autorità di cui necessita, ma restituisce una sorta di spossatezza che si confonde con la sua volontà di controllo.

Luchini è pienamente se stesso, riconosciamo la sua immagine pubblica ma una gravità inusuale altera il suo istrionismo. Il suo Paul Théraneau possiede una vita propria (sindaco di Lione progressista) e non deve niente a nessun modello francese conosciuto (né Sarkozy, né Hollande, né Macron). Come Luchini sembra aver abitato il cinema di Rohmer con cui condivide la passione per la parola letteraria, l'erudizione dei dialoghi, la riflessione intellettuale, la finezza comica.

Eppure, ancora una volta, la parola luchiniana è impedita, non si dispiega. I suoi personaggi preferiti sembrano essere uomini in crisi, confrontati con la vanità del loro linguaggio, che sia da Rohmer ma anche da Jacquot (Niente scandalo), Ozon (Nella casa), Dumont (Ma Loute) e recentemente Mimran (Parlami di te). Paul Théraneau si aggiunge alla galleria. Il suo sindaco non è un cattivo politico, al contrario, ha delle convinzioni sincere, una volontà di trasmissione e di condivisione, un interessamento generoso ma non ha più nessuno a cui dare credito. Il sorriso che gli regala Alice svanisce presto e lascia il posto alla malinconia delle passioni incompiute che Luchini restituisce perfettamente. La sua voce acquisisce progressivamente una limpidezza, una forma di chiarezza che non gli conoscevamo.

Davanti a lui Alice non è né una fata, né un'amante potenziale. La loro relazione ha il buon gusto di restare platonica e permette al sindaco di fare i conti coi desideri sfumati e di accettare la necessità di chiudere un capitolo. Alice da par suo ascolta e riflette sulla modestia in un mondo megalomane che condanna al limbo i suoi appunti e le sue osservazioni pertinenti. Le sue parole serviranno tuttavia a galvanizzare Théraneu, riacceso (provvisoriamente) in una requisitoria contro i mostri della finanza.

Trascendendo il potere, sollevano insieme la visione della politica, delle parole, delle idee rigenerandosi mutualmente. Rappresentanti di due generazioni confuse e sole, si consolano trovando un tempo per il dialogo, un tempo rubato alle agende compresse, un tempo per (ri)generare la parola politica. Trovare il tempo è anche costruire l'acme del film in un lungo piano sequenza di redazione di un discorso sulla guerra economica e gli enfants della Repubblica, prolungamento trasparente del discorso elettorale di François Hollande a Bourget, un discorso rimasto senza seguito. Il film osa reclamare il diritto al seguito pur siglando una dichiarazione di fulminante impotenza della politica ad agire.

Rappresentazione della crisi democratica che colpisce la Francia, Alice e il sindaco chiude con una domanda, lasciando lo spettatore libero di decidere per la rinascita o per l'abbandono. Con la medesima volontà di gratitudine e di trasmissione che spingeva gli autori della Nouvelle Vague a moltiplicare i piani sui loro libri prediletti, Nicolas Pariser lascia che la sua camera indugi sulle opere consultate da Alice per aiutare il sindaco a ri-pensare. Le ultime parole del film si applicano allora a un personaggio di Herman Melville, Bartleby, lo scrivano che "preferiva di no". È Alice a regalare il libro a Théraneau in fondo al film, spalancando l'abisso della riflessione: come (anche) le migliori volontà sono passate dal "guardare le cose diversamente" a "preferire di no"?

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 17 febbraio 2020
thomas

Ma com'è possibile che, di fronte ad una crisi economica che in Europa dura dal 2008, innescata dalla voracità della finanza senza regole, aggravata dal fatto che i ricchi stanno diventando enormemente più ricchi ai danni di tutti, la gente non crede più nella sinistra? Com'è possibile che in questo periodo di crisi economica, i partiti di sinistra, che hanno [...] Vai alla recensione »

domenica 9 febbraio 2020
FabioFeli

Alice (Anaïs Demoustier) ha insegnato filosofia a Oxford, ma non è una filosofa anche se viene assunta come tale dal Comune di Lione per “fornire idee” al  sindaco socialista, Paul (Fabrice Luchini), svuotato di energie ed obbiettivi. Un compito ingrato, perché poco chiaro. Alice, deliziosa 30enne, butta là che il politico ha l’obbligo di essere modesto [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2020
Ghisi Grütter

Nel film “Alice e il sindaco” è rappresentata la crisi della sinistra francese attraverso un confronto e uno scambio generazionale. Siamo a Lione e Alice (interpretata da una brava Anaïs Demoustier) è una giovane trentenne laureata in lettere che ha studiato a Oxford, dove si manteneva dando lezioni di filosofia. Viene selezionata per un ruolo che appare sovradimensionato [...] Vai alla recensione »

sabato 15 febbraio 2020
Maramaldo

Anatole France la riscontrava... nell'Onnipotente. Nicolas Parisier, più terra terra, la intravede nella sindrome che i detentori di potere spesso attraversano. Un trauma che da noi viene superato serenamente anzi facendo finta di niente, quando ti accorgi di essere a corto di trovate per tirare a campare o di espedienti per galleggiare ancora, ciò che in Francia chiamano avere idee. [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 febbraio 2020
Giovanni_B_southern

Luchini non sbaglia un colpo. Il cinema francese non sbaglia un colpo. Una riflessione profonda sulle cose vere e la 'falsità' del potere. Cosa dire : consigliatissimo!

domenica 9 febbraio 2020
no_data

Ma che film insulso! Noioso, tanta pubblicità, dialoghi banali in rapporto al tema serio e importante. Luchini non mi ha mai entusiasmato. Nicolas Pariser: mi segno il nome così non ci casco più. Bah!!

Frasi
Mi sono svegliato una mattina che non avevo più idee. Non riesco a riflettere...
Una frase di Paul Theraneau (Fabrice Luchini)
dal film Alice e il sindaco - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 7 febbraio 2020
Valerio Caprara
Il Mattino

Raffinatissimo, sin troppo. Politicamente veemente, ma di parte. Interpretato alla grande, ma nessuno dei personaggi risulta gradevole. Culturalmente agguerrito, ma grazie all' overdose delle citazioni. Parlato deliziosamente, ma noi lo vediamo doppiato. Straordinariamente veristico, dunque spesso noioso. Rohmeriano in purezza, ma gli spettatori non sono tutti intenditori da cineclub.

domenica 9 febbraio 2020
Fabio Ferzetti
L'Espresso

L'occhio è stanco, la faccia floscia, la voce opaca. Il sindaco di Lione (meraviglioso Fabrice Luchini) non ha più tanta voglia di fare il sindaco, e si vede. La politica è il suo mondo, la sua passione, la sua missione (la politica, non il potere, sarebbe un altro film). Eppure le idee che una volta «venivano da sole» ormai latitano. Per tornare a pensare ci vuole un aiuto, ma un aiuto speciale. Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2020
Roberto Nepoti
La Repubblica

Alice, giovane laureata in filosofia, trova lavoro al municipio di Lione. Il suo compito è sviluppare delle idee per ridare la carica al sindaco Paul Théraneau che, logorato da trent'anni di potere, teme di non saper più pensare. Benché opposti per formazione, età, ideologia, tra la pivella e il politico attorniato da yes-men si stabilisce una complicità, che innesca gelosie.

sabato 15 febbraio 2020
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

I saloni austeri del comune, inaugurazioni, piani regolatori e bilanci, uffici stampa, e agguerriti staff. Eminente anche a livello nazionale, ma esaurito, anzi ormai incerto sul suo primato, il sindaco di Lione ha bisogno di... idee da una giovane dipendente laureata in filosofia, capace di pensiero e indipendenza, timida, ma non manipolabile. La relazione compone una sorta di dialogo d'azione tra [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 febbraio 2020
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

Il potere logora chi ce l'ha, o almeno lo inaridisce. È il presupposto da cui parte la commedia drammatica francese «Alice e il sindaco» di Nicolas Parisier. Alice è una trentenne filosofa neoassunta al Comune di Lione che scopre che l'ufficio per il quale è stata selezionata ha subito una rimodulazione e un taglio. Si ritrova così addetta alla «futurologia», con il compito vago di fornire idee nuove [...] Vai alla recensione »

venerdì 14 febbraio 2020
Filiberto Molossi
Ombre Mosse

Chi non lo vorrebbe un lavoro così? Essere pagati per vedere le cose da un'altra prospettiva: la propria. E' quello che fa bene, anzi benissimo, il francese Nicolas Pariser che, in una società che ti costringe a invecchiare precocemente, gira una commedia progressista intelligente e schietta, inserendosi con la forza della dialettica nella frattura tra mondo politico e intellettuale, per mettere a [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 febbraio 2020
Alessandra De Luca
Ciak

Le elezioni municipali sono alle porte, ma il sindaco di Lione, dopo trent'anni di vita politica non ha più idee. In suo aiuto arriva la giovane Alice Heimann, chiamata a offrire al sindaco nuovi spunti di riflessione ed energie necessarie all'azione politica. In Comune tutto sembra rimettersi in moto, ma quella crisi lascerà il segno. Considerato l'erede di Eric Rohmer, Nicola Pariser affida alla [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 febbraio 2020
Stefano Giani
CineSalotto

Alice è una ragazza come tante e, come tante, cerca lavoro. Paul è un politico affermato ma - purtroppo per lui - a corto di idee. E quando la giovane trova un impiego, le chiedono a sorpresa di imbeccare con nuovi spunti quel sindaco di Lione che non ne ha più. Una trama curiosa e decisamente nuova rispetto a quelle che circolano, soprattutto in Italia.

domenica 9 febbraio 2020
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Paul Théraneau (Fabrice Luchini) ha fatto assumere Alice Heimann (Anaïs Demoustier) perché gli dia delle idee. Lei è una giovane filosofa. Lui, sindaco di Lione, è un buon politico con una lunga militanza socialista. Ma è disorientato. Che senso ha il suo mestiere? Per la verità, non lo considera un mestiere, ma una vocazione: la vocazione di percorrere la strada che da A conduca a B.

domenica 9 febbraio 2020
Alberto Cattini
Gazzetta di Mantova

Alice, una trentenne laureata in lettere, e solide letture di filosofia, viene assunta come consulente del sindaco socialista di Lyon, Paul Théraneau. Le viene richiesto di fornirgli delle "idee", senz'altra specificazione, affidandosi alla sua cultura, alla freschezza di una mente non ancora contagiata dai compromessi, dall'usura della politica che chiede formule recepibili dagli elettori.

domenica 9 febbraio 2020
Massimo Lastrucci
Ciak

Giovane laureata in filosofia con qualche esperienza all'estero e d'insegnamento, Alice Heimann viene contattata e assunta dal Comune di Lione con un incarico particolare: "Dovrai trovare idee per il sindaco". Già perché Paul Théraneau, un tempo brillante punta di diamante del Partito Socialista, dopo trent'anni di totale dedizione alla causa politica confessa la sua impasse: "Non riesco più a pensare [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2020
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Pura fantascienza, per gli spettatori italiani. Sospettiamo, pure per gli spettatori francesi. Esistono i racconti morali, titolo collettivo di sei film diretti da Éric Rohmer (fa da modello qui "L' albero, il sindaco, la mediateca" - la mediateca era il feticcio dei sindaci progressisti anni 90, non più solo libri). Esiste l'apologo filosofico, genere pochissimo adatto al cinema.

sabato 8 febbraio 2020
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Cosa sono le idee? E come possono realizzarsi attraverso la politica? Sono solo alcune delle domande che il regista Nicolas Pariser pone allo spettatore in "Alice e il sindaco", storia di una fugace e altalenante sintonia tra una giovane filosofa (Anaïs Demoustier) e il primo cittadino di Lione (Fabrice Luchini), esponente di spicco del partito socialista che soffre una crisi di pensiero e, per questo, [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2020
Enrico Danesi
Giornale di Brescia

Nicolas Pariser è un regista francese che ama le storie politiche in un'epoca in cui quasi più nessuno riconosce dignità all' "arte di governare". Dopo cortometraggi in tema («Le jour où Ségolène a gagnè» del 2008, «La République» del 2009) e il thriller complottista «Le grand jeu» (2015), approfondisce ora la materia con «Alice e il sindaco», sguardo in apparenza stravagante sulla gestione della "polis". [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2020
Claudio Fraccari
La Voce di Mantova

L'attempato sindaco progressista di Lione, Paul Théraneau, non ha più idee. Politico navigato, sente il bisogno di ritrovare lo smalto perduto (il carburante per il suo motore, come dice lui). A tal fine viene assunta la giovane Alice, con l'incarico di suggerirgli nuovi pensieri. Tutti la considerano una filosofa, mentre lei insiste di aver studiato lettere; in breve, entra in confidenza con il sindaco, [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2020
Massimiliano Schiavoni
Quinlan

Laureata in filosofia e rientrata in Francia da Oxford, Alice è chiamata a un nuovo incarico a Lione con il preciso compito di rivitalizzare le idee del sindaco locale, Paul Théraneau, eccellente amministratore socialista che, giunto a un punto luminoso della propria carriera politica, si accorge di aver esaurito la propria riserva di idee e ispirazione.

venerdì 7 febbraio 2020
Davide Zanza
VivilCinema

La carriera di Paul Théraneau, sindaco di Lione, prende una svolta inaspettata: alla vigilia delle nuove elezioni si trova a corto di idee, diretta conseguenza di un malessere soprattutto esistenziale, tra mille dubbi e poche certezze. La soluzione è rappresentata da Alice, giovane e brillante filosofa. Il film di Nicolas Pariser gioca sul confronto tra due menti brillanti, riproponendo il classico [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 febbraio 2020
Giulia Bianconi
Il Tempo

Che dire di Fabrice Luchini. E' un attore magnifico, carismatico, sempre all'altezza dei ruoli che interpreta. Un mattatore del cinema francese. Anche in "Alice e il sindaco", al cinema dal 6 febbraio con Bim Distribution, dà prova di essere un ottimo performer, ma stavolta non c'è solo lui a fare la differenza. In questa commedia intellettuale, misurata ed elegante, diretta da Nicolas Pariser (premiata [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2020
Teresa Marchesi
Huffington Post

La Francia è un altro pianeta? No. Perché allora è semplicemente inconcepibile che da noi si produca un film come "Alice e il sindaco" di Nicolas Pariser? Non è solo l'arte sempre sublime di Fabrice Luchini a renderlo prezioso (a proposito, ci sarà ancora lui in un bel film che esce a marzo con Lucky Red, "Il meglio deve ancora venire"). E' la scelta di fare cinema, senza demagogie, sulla dignità [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2020
Chiara Parma
Cult Week

Il giovane regista parigino Nicolas Pariser, classe '74, ispirato dal connubio tra filosofia, legge e storia del cinema, esordisce nella regia nel 2015 con Le grand jeu, vincendo il premio Louis Delluc per l'opera prima. Alice e il Sindaco è il suo secondo film. Tenero e gentile, come da buon film francese che si rispetti, il racconto vuol essere una critica alla superficialità e all'incoerenza che [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2020
Cristina Piccino
Il Manifesto

Il sindaco di Lyon Paul Théraneau non riesce a pensare. Non più ha idee proprio lui con alle spalle anni di intuizioni che gli hanno permesso di costruirsi un'immagine politica vincente dentro al partito socialista e alla guida della sua città. Di sé dice: «Sono una macchina da corsa con un motore potente ma senza benzina». In un impeto di sincerità è pure costretto a ammettere che la crisi non è [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 febbraio 2020
Francesco Alò
Il Messaggero

AAA cercasi filosofa per far pensare il sindaco. È come se il municipio di Lione avesse messo in giro questo bizzarro annuncio di lavoro e allora ecco la giovane ricercatrice Alice venire assunta dal primo cittadino socialista Paul Théraneau. Questo bellissimo film racconta uno scambio intergenerazionale attraverso il rapporto sempre più profondo, rispettoso e delicato, tra i due.

giovedì 6 febbraio 2020
Stefano Giani
Il Giornale

Alice cerca lavoro e una dimensione di vita. Non è la sola in una grandeur che le offre di fare l'ispiratrice di idee per un sindaco a secco. Dopo l'iniziale stupore per lo strano impiego, la ragazza si scopre in perfetta sintonia con il politico, condividendo insoddisfazioni e depressioni. Per tutti sarà però la svolta. Garbata e piacevole commedia francese che si lascia amare per l'originalità della [...] Vai alla recensione »

mercoledì 5 febbraio 2020
Roberta Loriga
Sentieri Selvaggi

Alice e il sindaco rientra in quella parte di cinema francese rimasto fedele al lascito politico e sociale trasmesso dalla Nouvelle Vague. Quel "cinema della parola" che riporta alla mente uno dei maestri del movimento, Éric Rohmer, scrittore di dinamiche semplici e perlopiù quotidiane dove i personaggi sono la rappresentazione di un esame sociale ed etico che pone l'uomo al centro di tutto.

mercoledì 5 febbraio 2020
Matteo Mazza
Duels.it

Secondo lungometraggio di Nicolas Pariser, Alice e il sindaco si maschera da commedia filosofico-politica per raccontare la vicenda di Paul Théraneau, sindaco di Lione in piena crisi professionale che per rimediare all'impasse si fa affiancare da Alice Heimann, giovane filosofa chiamata a produrre idee nuove. Come se bastasse il pensiero a innescare l'azione.

mercoledì 5 febbraio 2020
Chiara Borroni
Cineforum

Alice si dirige a passo svelto verso il municipio di Lione, attraversa le strade, scende le scale, accelera per non essere in ritardo. Un motivetto la accompagna attraverso la città mentre diventa sempre più piccola nel campo che si allunga; e la segue ancora dentro all'enorme palazzo, sotto gli immensi lampadari di cristallo, lungo i corridoi che la portano a un anonimo ufficio con una scrivania. Vai alla recensione »

mercoledì 5 febbraio 2020
Gianni Canova
Elle

Un tempo aveva un migliaio di idee al giorno. Forti, innovative, convincenti. Ora di idee non ne ha più. È stanco. Sindaco di una grande città nel Sud della Francia, galleggia nella routine. Ripete fiaccamente le stesse formule di rito, senza più slanci visionari o progettuali. Per stimolarlo di nuovo a pensare, il suo staff gli procura un'assistente -una giovane laureata in filosofia - che ha come [...] Vai alla recensione »

martedì 4 febbraio 2020
Michele Anselmi
Cinemonitor.it

Arriva il festival di Sanremo, che tutto azzera, infatti si placano le uscite settimanali dei film. Potrebbe essere un vantaggio per "Alice e il sindaco", straordinaria commedia di Nicolas Pariser, francese, 45 anni, nelle sale il 6 febbraio con Bim e Movies Inspired. Un film impensabile in Italia, lo dico con dispiacere, benché l'argomento dovrebbe interessarci: si parla di politica, di idealismo, [...] Vai alla recensione »

martedì 4 febbraio 2020
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Lione, cerimonia istituzionale. Mentre risuona la Marsigliese, lo sguardo del sindaco appare perso nel vuoto. Prima di Alice e il sindaco, secondo film di Nicolas Pariser, c'è la memoria del cinema. "Suonate la Marsigliese!" incitava, in Casablanca, Laszlo, l'eroe della Resistenza, per sovrastare le voci dei tedeschi nel locale di Rick. E l'inno nazionale francese, cantato in coro da tutti gli esuli, [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 febbraio 2020
Roberto Manassero
Film TV

Alice, trentenne laureata in lettere, viene assunta come consulente di Paul Théraneau, sindaco socialista di Lione. Le viene offerto un lavoro che in realtà un lavoro non è: elaborare delle idee, osservare la realtà da un'altra prospettiva. Ma cosa sono le idee? Vaghe visioni del futuro o modelli di condotta del presente? E come possono servire a una sinistra alternativa alla destra populista e al [...] Vai alla recensione »

lunedì 3 febbraio 2020
Valeria Vignale
Tu Style

"Non le sembra di sbattere la testa da 30 anni contro lo stesso muro?". Così Alice Heimann, giovane filosofa, dice al sindaco di Lione, un uomo che ha trovato nella politica la sua vocazione ma che, dopo una lunga carriera, si sente inaridito, sfiduciato e senza più idee. Per questo ha assunto Alice: per dargli spunti di riflessione, anche provocatori.

giovedì 16 gennaio 2020
Sara Del Corona
Marie Claire

«Sarò schietta. Non le sembra di sbattere contro un muro da almeno 30 anni? Non le sembra di essere incapace di risolvere qualsiasi problema? Credo che i cittadini abbiano questa impressione. L'impressione di un'impotenza infinita». Alice Heimann, la protagonista, una filosofa chiamata per "stimolare le riflessioni" del sindaco di Lione in campagna elettorale, dice candidamente una delle più terribili [...] Vai alla recensione »

sabato 18 maggio 2019
Fabien Lemercier
Cineuropa

"Avrei amato gli uomini loro malgrado". Questa citazione di Jean-Jacques Rousseau, tratta da Le fantasticherie del passeggiatore solitario e che si delinea al centro di Alice et le maire di Nicolas Pariser, presentato alla 51ma Quinzaine des Réalisateurs del 72° Festival di Cannes, riflette abbastanza bene l'approccio del cineasta francese che ancora una volta attinge al mondo reale della politica [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 febbraio 2020
Jérémie Custon
Télérama

Calarsi nella politica contemporanea per decodificare i giochi di potere è un esercizio che il cinema francese fa piuttosto di rado, con eccezioni vertiginose come Il ministro. L'esercizio dello stato di Pierre Schoeller. Ci prova anche Alice e il sindaco, con un tono da commedia, sulla carta poco aggressivo. Con i suoi occhi da vecchio gattone persi nel vuoto della solitudine, Fabrice Luchini interpreta [...] Vai alla recensione »

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mercoledì 8 gennaio 2020
 

A qualche mese dalle elezioni municipali, il sindaco di Lione non ha più idee. Dopo trent'anni di vita politica è come svuotato. In suo soccorso, l'entourage comunale recluta una giovane normalista. Il ruolo di Alice Heimann è rigenerare la capacità di [...]

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venerdì 3 gennaio 2020
Massimiliano Carbonaro

Un sindaco trova nuovi stimoli nel confronto con una giovane filosofa. Tutto sembra funzionare, ma durerà? Dal 6 febbraio al cinema. Guarda il trailer »

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giovedì 28 novembre 2019
 

Un politico si mette nelle mani di una filosofa. Vai all'articolo »

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