Alice e il sindaco

Un film di Nicolas Pariser. Con Fabrice Luchini, Anaïs Demoustier, Nora Hamzawi, Léonie Simaga, Antoine Reinartz.
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Titolo originale Alice et le maire. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 103 min. - Francia 2019. - Bim Distribuzione uscita giovedì 6 febbraio 2020. MYMONETRO Alice e il sindaco * * * 1/2 - valutazione media: 3,58 su 23 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Una Lione sontuosa Valutazione 3 stelle su cinque

di Ghisi Grütter


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sabato 8 febbraio 2020

Nel film “Alice e il sindaco” è rappresentata la crisi della sinistra francese attraverso un confronto e uno scambio generazionale. Siamo a Lione e Alice (interpretata da una brava Anaïs Demoustier) è una giovane trentenne laureata in lettere che ha studiato a Oxford, dove si manteneva dando lezioni di filosofia. Viene selezionata per un ruolo che appare sovradimensionato rispetto alle sue capacità: fare da consigliera al Sindaco. O meglio una procacciatrice di “idee”. L’attuale sindaco socialista Paul Thereneau (interpretato dal sempre bravissimo Fabrice Luchini), un ex pubblicitario convertitosi e dedicatosi completamente alla politica, una volta era pieno di idee - «Avevo venticinque, quaranta, cinquanta idee ogni giorno» le confessa -, ma con il tempo e con la routine si è spento. Dopo trent’anni di attività politica è stanco e affaticato e ha quindi bisogno di “sangue giovane”, cioè di essere stimolato e di avere un interlocutore valido per rigenerarsi. Lasciato dalla moglie e senza figli, trova in Alice un’esponente della nuova generazione priva delle tradizionali ideologie ma piena di vitalità e di buon senso. Alice deve appuntare note quotidiane da mandare al sindaco ogni mattina per motivarlo e stimolarlo.
Tra loro si instaura un inatteso rapporto d’amicizia, per certi versi di padre e figlia, nel senso di differenti mentalità a confronto, dall’atra di reciproco scambio in cui la più giovane, talvolta, si presta all’ascolto dei problemi dell’adulto.
Alice si trova come una bambina nelle scarpe con i tacchi della mamma, in un ruolo più grande di lei a cui non era certo preparata. Ma con la tipica incoscienza giovanile, che fa dire ciò che si pensa senza opportunismi e compromessi, riesce a stimolare di nuovo Paul Thereneau che ritroverà la voglia di lottare e riprenderà anche a leggere, considerato negli ultimi anni un lusso per la frenetica attività politica e istituzionale.
Costruito come dei “dialoghi filosofici”, l’azione avviene solo attraverso scambi di battute. I dialoghi sono un po' faticosi da seguire (specie per chi l’ha visto in originale) in quanto pieni di citazioni d’autori come Rousseau, Orwell e Melville. Inoltre, non è mai del tutto chiaro cosa esattamente lei scriva per stimolare il Sindaco.
Sul finale, in un unico piano-sequenza dove scrivono il discorso per l’Eliseo a quattro mani, sembrerebbe che Paul sia approdato a una posizione un po' manichea (giovanile?) in cui tutte le colpe sono delle banche e dei banchieri.
Lo strano rapporto tra l’anziano politico e la giovane filosofa è l’incrocio di due solitudini: quella di lui perché crede nella politica come missione - così: «La politica è come la musica o la pittura: tutta la vita, sempre o niente» -, mentre quella di lei è per non avere le idee precise su cosa vuole realmente dalla vita né nel privato né nel pubblico, come peraltro moltissimi giovani ai giorni d’oggi.
Come rilevano molti critici, in questo film è palese il debito d’ispirazione di Nicolas Pariser con Eric Rohmer: confeziona un cinema di parola come una precisa dimensione intellettuale. Basti citare “L'Arbre, le maire et la médiathèque” del 1993 dove il maestro - contrario all’idea della costruzione di una mediateca che dovrà abbattere un albero - era interpretato proprio da Fabrice Luchini.
Ma a mio avviso, l’unica grande e vera protagonista di “Alice e il sindaco” è Lione, una ricca città borghese che ne esce vincitrice e di cui si vedono gli edifici lungo il Rodano e si apprezzano sia Notre-Dame de Fourvière sullo sfondo, sia il Renzo Piano Building Workshop della Cité Internationale.
Presentato al Festival di Cannes 2019 nella Quinzaine des Realisateurs, il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, 3 candidature a Lumiere Awards.

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Uscita nelle sale
giovedì 6 febbraio 2020
Distribuzione
Il film è oggi distribuito in 19 sale cinematografiche:
Showtime
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