Manaslu - La montagna delle anime

Film 2018 | Documentario, +13 100 min.

Titolo originaleManaslu - Berg Der Seelen
Anno2018
GenereDocumentario,
ProduzioneAustria
Durata100 minuti
Regia diGerald Salmina
AttoriHans Kammerlander, Reinhold Messner, Werner Herzog, Michael Kuglitsch, Dominik Maringer Stefan Plangger, Leo Seppi, Simon Gietl, Christian Bianco, Marco Boriero, Sarah Born (II), Verena Buratti, Benno Steinegger.
Uscitamartedì 14 gennaio 2020
DistribuzioneMescalito Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Gerald Salmina. Un film con Hans Kammerlander, Reinhold Messner, Werner Herzog, Michael Kuglitsch, Dominik Maringer. Cast completo Titolo originale: Manaslu - Berg Der Seelen. Genere Documentario, - Austria, 2018, durata 100 minuti. Uscita cinema martedì 14 gennaio 2020 distribuito da Mescalito Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Il ritratto della vita di Hans Kammerlander, uno dei più grandi scalatori del nostro tempo. In Italia al Box Office Manaslu - La montagna delle anime ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 62,5 mila euro e 23,8 mila euro nel primo weekend.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Traguardi, sfide e rimorsi dello scalatore Hans Kammerlander: tanti piani narrativi, spirito titanico.
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 30 dicembre 2019
Recensione di Raffaella Giancristofaro
lunedì 30 dicembre 2019

Scalatore, guida alpina, maestro di sci, Hans Kammerlander, nato a Campo Tures (Bolzano) nel 1956, è un recordman di scalate su cime oltre gli ottomila metri. Nel 1984, con Reinhold Messner che lo vuole come compagno, compie l'impresa di due di seguito, il Gasherbrum I e II, nel giro di una settimana. Nel 1996 raggiunge la cima dell'Everest senza maschera d'ossigeno e ne discende in sci, detenendo un primato tuttora imbattuto che gli porta successo e fama mondiali. Temperato dalla fatica fisica appresa da bambino nel maso dei genitori, innamorato della montagna dall'età di 8 anni, non ha mai smesso di porsi obiettivi sempre più difficili ("Gli obiettivi sono più importanti dei ricordi" è uno dei suoi motti).

L'unica spedizione che segnato negativamente il curriculum di Kammerlander, ma prima di tutto la sua vita personale, è stata quella del 1991 sul Manaslu, in Pakistan, quando ha perso in tragiche circostanze gli amici e colleghi di scalata, ben più prudenti di lui, Karl Grossrubatscher e Friedl Mutschlechner.

Una ferita che lo accompagna (insieme a quella di un incidente provocato per ubriachezza alla guida) e che vorrebbe non superare ma in un certo modo onorare, chiudendo un ciclo e tornando a salire proprio quel monte pieno di pericoli.

È una produzione ricca e altisonante a restituire le gesta ineguagliate e le debolezze di uno sportivo della montagna. Manaslu - La montagna delle anime si presenta come uno spericolato mix di ricostruzione fiction (a partire da quando Hans è bambino e poi giovane guida alpina sui pascoli sudtirolesi), materiale d'archivio, privato e giornalistico, un incontro recente con il regista Werner Herzog curioso - ovviamente - dei suoi limiti umani, alcuni inserti di monaci buddisti che lavorano pazientemente a un mandala di sabbia, momenti in cui Kammerlander - in studio di registrazione - incide la sua voce come filo narrativo della propria storia. Il tutto mantenendo come linea guida la drammatizzazione delle sue temerarie imprese sportive, reinterpretate in età adulta da Michael Kuglitsch (e a 8 anni e da 20 a 30 alternativamente da Leo Seppi e Simon Gietl).

Uno sforzo produttivo non indifferente per un'altisonante biografia sportiva che rimette in scena il proprio oggetto affiancando di continuo le immagini e le parole del suo alter ego a quelle coeve del protagonista stesso.

Non che la scelta sia da respingere in sé, ma l'iper presenzialismo di Kammerlander rispetto a tutte le altre voci non giova all'insieme, e nonostante lo "special guest" Werner Herzog e l'evidente professionalità dei valori tecnici, il film lascia in bocca un sapore di operazione eccessivamente celebrativa e titanica, tra riprese mozzafiato, accumulo di ralenti ed effetti carichi di enfasi e un taglio fiabesco o ai confini con il new age nel rappresentare rispettivamente l'infanzia e la rinascita nepalese del campione.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 7 gennaio 2020
Caterina Bogno
Film TV

Come quella di tanti colleghi più o meno celebri, anche la vita dell'alpinista Hans Kammerlander è tutta scandita da un'incessante dialettica di trionfi e ferite, di nobili slanci e di pulsioni oscure. Nel curriculum dell'altoatesino figurano diversi primati (12 ottomila senza ossigeno, la discesa dall'Everest e dal Nanga Parbat con gli sci) e altrettante tragedie (la morte di due compagni sul Manaslu, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 22 novembre 2019
 

Il ritratto della vita di Hans Kammerlander, uno dei più grandi scalatori del nostro tempo. Vai all'articolo »

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