Lazzaro Felice

Film 2018 | Drammatico, +13 130 min.

Regia di Alice Rohrwacher. Un film Da vedere 2018 con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani. Cast completo Titolo internazionale: Happy as Lazzaro. Genere Drammatico, - Italia, 2018, durata 130 minuti. Uscita cinema giovedì 31 maggio 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,26 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 2 aprile 2021

Lazzaro e Tancredi sono legati da una grande amicizia. Un'amicizia vera e intatta che nel tempo porterà Lazzaro alla ricerca di Tancredi. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, ha ottenuto 9 candidature a David di Donatello, ha ottenuto 4 candidature agli European Film Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Spirit Awards, In Italia al Box Office Lazzaro Felice ha incassato 493 mila euro .

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Consigliato sì!
3,26/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO 2,94
CONSIGLIATO SÌ
Un cinema libero, destrutturante, girovago. Un cinema che merita di essere seguito.
Recensione di Paola Casella
lunedì 14 maggio 2018
Recensione di Paola Casella
lunedì 14 maggio 2018

La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che la coltivano senza ricevere altro in cambio che la possibilità di sopravvivere sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti, senza nemmeno le lampadine perchè a loro deve bastare la luce della luna. In mezzo a quella piccola comunità contadina si muove Lazzaro, un ragazzo che non sa neppure di chi è figlio ma che è comunque grato di stare al mondo, e svolge i suoi inesauribili compiti con la generosità di chi è nato profondamente buono. Ma qual è il posto, e il ruolo, della bontà fra gli uomini?

Come saprà risorgere questo Lazzaro per continuare a testimoniare che il bene esiste, e attraversa le vicende umane senza perdere la propria valenza rivoluzionaria?

Alla sua terza regia Alice Rohrwacher fa intraprendere al suo protagonista, e alla comunità che lo circonda, un cammino che è anche il proprio, all'interno di un cinema che deve molto a Olmi e Zavattini ma continua a spingersi oltre lungo un terreno che frana e si modifica continuamente sotto i suoi (e i nostri) piedi. Non è facile tenerle dietro mentre attraversa un'arcadia senza tempo che è anche un microcosmo di sfruttamento, dove il lupo è assai più giusto e buono dell'essere umano che lo teme. Il suo linguaggio parte da atavico e diventa postmoderno, racconta un vento che soffia senza tregua per spazzare via la protervia del potere e uno sputo nel piatto dell'ingiustizia sociale senza per questo negare che il Bene e il Male percorrono il tempo senza cambiarlo, riproponendosi all'infinito.

La fionda che Tancredi, il figlio della Marchesa, regala a Lazzaro è come la cinepresa per Rohrwacher, ben consapevole della sua pericolosità: Alice si piazza sempre in medias res, fra le foglie di tabacco, dentro ai letti disfatti dei contadini, dietro lo sguardo puro del suo protagonista. Lazzaro è un'occasione come lo è il cinema di Alice Rohrwacher, che è tutto finto, nel senso di reinventato e ricreato, ma conserva radici profondamente reali, italiane prima che universali, rurali piuttosto che bucoliche.

Il suo percorso creativo richiede un'attenzione che il grande pubblico forse non le tributerà, ma non abbiamo dubbi che lei continuerà a camminare sul filo e a cercare, anche a tentoni. Il suo cinema è libero, destrutturante, girovago: e per questo merita di essere seguito, anche quando (o forse proprio perchè), come nel caso di Lazzaro felice, appare non a fuoco e non risolto.

Se il suo film precedente parlava del meraviglioso, Lazzaro felice racconta "la santità dello stare al mondo senza miracoli, senza poteri o superpoteri", esprimendosi in una lingua della quale la stessa Rohrwacher non conosce fino in fondo gli stilemi, ma che cerca di imparare immaginandosela, spingendo anche noi (seppur recalcitranti) a fare altrettanto.

Lazzaro cammina felice - e in qualche modo indenne - in mezzo a inganni grandi e piccoli portando la sua verità senza giudicare nessuno. E crede senza l'obbligo di convincere, crede ancora nella fondamentale bontà dell'uomo, della quale non chiede mai prova perchè ne è lui stesso conferma.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 1 giugno 2018
vanessa zarastro

Nei suoi possedimenti di coltivazione di tabacco de l’Inviolata, una ventina di anni fa la Marchesa de Luna (interpretata da Nicoletta Braschi), teneva una cinquantina di contadini - li chiamava ancora “mezzadri” - in condizione di semi-schiavitù. Lontani dal mondo e dai media, senza alcuna istruzione, ai sequestrati sempre in debito con lei, la Marchesa faceva credere di essere [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
domenica 3 giugno 2018
Roy Menarini

Non sarà Lazzaro felice (guarda la video recensione) a ricomporre la faglia che permane tra grande pubblico e cinema d'autore, o tra sostenitori del nuovo realismo e critici che vorrebbero film più attenti al gusto degli spettatori. Nulla di male, Alice Rohrwacher difende orgogliosamente il proprio linguaggio, e non rimane certo inascoltata, visti i premi che continua a mietere e la recente Palma per la miglior sceneggiatura ottenuta a Cannes 2018.
Certo, rimane qualche perplessità di fronte a scelte così divaganti e talvolta a rischio di pamphlet contro la contemporaneità, da cui pare essere attraversato Lazzaro felice, ma poi le intuizioni che spiazzano ogni volta mettono al riparo l'opera dalle cadute più vistose, anche grazie a un uso molto sapiente dell'ironia e talvolta del comico.

Lazzaro è senza dubbio un puro, uno dei personaggi ingenui e inclassificabili del cinema italiano.

Nella nostra storia, il puro è stato spesso messo in scena, per esempio da Pier Paolo Pasolini, che li cercava nel sotto proletariato o che rovesciava figure sacre (come il Cristo di Il Vangelo secondo Matteo) per riportarne la figura dentro i confini della cultura folclorica ed etnica. Diverso il caso del ragazzo ingenuo e a contatto con le culture contadine, caro certamente a Ermanno Olmi (cui Lazzaro felice è stato spesso avvicinato, forse non sempre per buone ragioni) e di più al primo Pupi Avati, che ci sembra più pertinente come orizzonte almeno nella parte iniziale del lavoro di Alice Rohrwacher.
Il puro, però, nel cinema italiano (pensiamo anche al Francesco giullare di Dio di Rossellini) è stato un mezzo per raggiungere due risultati contrapposti: avvicinare alla comprensione popolare un sentimento religioso, magari vago e misterioso, ma portatore di sensibilità ed empatia. Oppure per far saltare la gabbia ideologica della classe borghese, e qui torniamo a Pasolini (Teorema) o, per rimanere in area, a Sergio Citti, che pare davvero l'influenza più forte della seconda parte, quella urbana, di Lazzaro felice.

Frasi
Gli esseri umani sono come bestie, animali. Liberarli vuol dire renderli consci della propria condizone di schiavitù e, quindi, destinarli alla sofferenza. Per adesso patiscono, ma non lo sanno.
Marchesa Alfonsina De Luna (Nicoletta Braschi)
dal film Lazzaro Felice - a cura di Francesco D'Addio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
venerdì 1 giugno 2018
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Che la santità sia cosa non solo di tutti i giorni, ma ordinaria, persino anonima, comunque marginalizzata e fraintesa, se non vilipesa, lo sostiene Alice Rohrwacher, premiata al 71° Festival di Cannes da poco concluso per la sceneggiatura (ex aequo con Three Faces di Jafar Panahi) di Lazzaro felice. Già miracolato, e risorto, del Vangelo di Giovanni, qui Lazzaro (Adriano Tardiolo, perfetto) è innocuo [...] Vai alla recensione »

NEWS
PRIME VIDEO
giovedì 28 febbraio 2019
Paola Casella

La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che la coltivano senza ricevere altro in cambio che la possibilità di sopravvivere sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti, senza nemmeno le lampadine perchè a loro deve [...]

NEWS
giovedì 18 ottobre 2018
 

La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che la coltivano senza ricevere altro in cambio che la possibilità di sopravvivere sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti, senza nemmeno le lampadine perchè a loro deve [...]

NEWS
lunedì 4 giugno 2018
Francesca Ferri

"Chi va a vedere Lazzaro felice, è attirato non solo dal riconoscimento di Cannes, ma anche dalla dichiarazione della regista-sceneggiatrice Alice Rohrwacher. È un film, dichiara la Rorhrwacher, che racconta "la santità dello stare al mondo e di non [...]

NEWS
mercoledì 30 maggio 2018
Francesca Ferri

Oltre la favola, una storia vera di soprusi, ingiustizie e tirannia. Lazzaro Felice di Alice Rohrwacher, premiato al Festival di Cannes con la Palma d'oro per la Miglior Sceneggiatura, viaggia indietro nel tempo, sfogliando le pagine della storia, per [...]

NEWS
mercoledì 30 maggio 2018
Francesca Ferri

Maggio si conclude con l'attesissimo Lazzaro felice (guarda la video recensione) e giugno si apre con il ritorno del classico 2001: Odissea nello spazio. Se volete scoprire il film che ha vinto la Palma d'oro per la miglior sceneggiatura al Festival [...]

VIDEO RECENSIONE
lunedì 28 maggio 2018
A cura della redazione

La Marchesa Alfonsina de Luna possiede una piantagione di tabacco e 54 schiavi che sopravvivono sui suoi terreni in catapecchie fatiscenti. In quella comunità si muove Lazzaro, un ragazzo profondamente buono che non sa neppure di chi è figlio ma è comunque [...]

NEWS
mercoledì 23 maggio 2018
Francesca Ferri

Continua la Guerra Fredda tra Netflix e il festival di Cannes per chi deve avere l'ultima parola. "Tutti i film della competizione devono essere aperti alla distribuzione in sala", il delegato generale del festival di Cannes, Thierry Frémaux, sembrava [...]

GALLERY
lunedì 14 maggio 2018
 

Alice Rohrwacher è tornata al Festival di Cannes a quattro anni da Le meraviglie. Il suo film Lazzaro felice ha ricevuto molti applausi facendo commuovere tutti i giovani protagonisti, presenti per la prima volta alla kermesse.

winner
miglior scenegg.ra
Festival di Cannes
2018
Con Adriano Tardiolo nella parte di Lazzaro
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