Before the Frost

Film 2018 | Drammatico 104 min.

Regia di Michael Noer. Un film con Jesper Christensen, Bertil De Lorenzi, Adam Fischer, Gustav Dyekjær Giese, Oscar Dyekjær Giese. Cast completo Titolo originale: Før frosten. Genere Drammatico - Danimarca, 2018, durata 104 minuti. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Un agricoltore povero della Danimarca del XIX secolo si sforza di dare a sua figlia un futuro migliore e decide di darla in sposa ad un ricco proprietario terriero.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
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Violento, glaciale e paludoso, un dramma che posa sulle spalle curve di Jesper Christensen, attore solido e straordinario.
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 26 ottobre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
venerdì 26 ottobre 2018

Nella Danimarca del XIX secolo, i contadini si preparano all'inverno che promette solamente gelo e fame. Jens, proprietario terriero caduto in rovina, combatte con tutti i mezzi il declino della sua fortuna, sottolineato dai vicini e dal parroco, che lo umilia pubblicamente spostandolo nelle ultime panche della chiesa. L'arrivo di un ricco possidente svedese, deciso ad allargare i suoi possedimenti, è l'occasione per Jens di risalire la china. In cambio di una pensione tranquilla e della sicurezza dei suoi cari, compresi due nipoti ereditati dalla sorella defunta, offre la figlia in sposa al signore. Il matrimonio, unico mezzo di sopravvivenza, diventa però il punto di non ritorno della sua famiglia, sacrificata sull'altare della ricchezza.

Before the Frost è ambientato nel cuore del XIX secolo, un'epoca ingrata per le donne, soggette e sottomesse, in qualsiasi circostanza, agli uomini.

Un'epoca che si prolungherà per molto tempo ancora. Racconto di cinismo, di meschinità, di crudeltà e di perversità, Before the Frost usa le donne come merce di scambio in una società puramente patriarcale. Al centro dell'intrigo c'è l'ombra che pesa su un padre, la frenesia che lo possiede e la maledizione che distruggerà la sua famiglia. Come in "Cime tempestose" o in "Madame Bovary", nel film di Michael Noer i personaggi si sposano per soldi, la distinzione tra uomo e animale è cancellata, le vite bruciate (letteralmente) in nome della proprietà e dello status sociale. Inserito in un contesto secolare, Before the Frost evoca una condizione umana universale e moderna: il prezzo da pagare nelle relazioni e all'interno di una struttura fortemente codificata in cui a contare sono solo i desideri dei più forti e dei più ricchi.

Il dramma del film posa sulle spalle curve di Jesper Christensen, attore solido e straordinario che ha condiviso le melanconie di Lars von Trier. Le proteste del suo fattore cedono alla rassegnazione e all'inesorabile che lo colpisce in faccia con un 'colpo di martello' e lo lascia attonito e muto nell'ultimo piano. Un piano in cui si lascia portare dalla danza e dalla vita, su cui ha perso la presa e il controllo. Più a suo agio nelle paludi del suo Paese che nella Guinea francese di Henri Charrière (Papillon), il regista danese, poco dotato per le scene d'azione, è decisamente portato per i percorsi interiori dei suoi eroi. Ma se la prigionia di Papillon si tuffa nel mare ed emerge dai flutti un uomo nuovo, la pena di Jens è un viaggio all'inferno senza redenzione.

La natura selvaggia si armonizza al racconto, alla violenza del milieu sociale e all'odio che i personaggi nutrono gli uni verso gli altri, contribuendo a creare l'atmosfera infernale, e impermeabile alla luce, del film. I rovesci atmosferici (pioggia, neve, vento) si accordano allo stesso modo ai protagonisti, se la natura è senza pietà, quella umana lo è altrettanto. All'aridità del paesaggio, Noer associa quella dei sentimenti.

Violento, glaciale, paludoso, Before the Frost è a immagine di chi lo abita ed è abitato da un istinto di autoconservazione che travolge ogni morale e passa unicamente per la dominazione. La tragedia del protagonista è quella del desiderio, desiderio di libertà, di potere, di vendetta, desiderio, senza concessione, di adempimento assoluto e di abolizione dei limiti. L'esperienza del desiderio nel film è sempre un'esperienza tragica che va ben al di là della fortuna e non lascerà nessuno indenne. L'epilogo è il trionfo della morte sulla vita, la vittoria radicale del male.

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