Hannah

Film 2017 | Drammatico, +13 95 min.

Regia di Andrea Pallaoro. Un film con Charlotte Rampling, André Wilms, Stéphanie Van Vyve, Simon Bisschop, Jessica Fanhan. Cast completo Titolo originale: Hannah. Genere Drammatico, - Italia, Belgio, Francia, 2017, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 15 febbraio 2018 distribuito da I Wonder Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,56 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 24 febbraio 2021

Il ritratto intimo di una donna che, dopo l'arresto del marito, inizia una lenta discesa verso la depressione. Il film è stato premiato a Venezia, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, Al Box Office Usa Hannah ha incassato 11,5 mila dollari .

Consigliato nì!
2,56/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO NÌ
Charlotte Rampling giganteggia per profondità e realismo in un film radicale, ambizioso, volutamente estenuante.
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017
Recensione di Ilaria Ravarino
venerdì 8 settembre 2017

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni - lavare il cane, comprare i fiori, stendere il bucato - ha perso improvvisamente di senso. Suo marito è finito in carcere, lasciandola da sola, e suo figlio non vuole parlarle. L'ombra del sospetto, un sospetto annichilente e impronunciabile, si allunga sulla sua stessa vita: chi è davvero suo marito? Perché lei è l'unica che sembra credere alla sua innocenza?

Radicale, ambizioso, volutamente estenuante: dopo l'ottimo esordio del 2013 con Medeas, Andrea Pallaoro mette in scena, in chiave antinarrativa, il dolore di una donna paralizzata dalla propria insicurezza, schiacciata dal peso della pressione sociale, incapace di ricostruirsi un'identità. E sceglie di farlo rinunciando quasi completamente al racconto, riducendo all'osso i dialoghi, frenando la progressione della trama fino quasi a fermarla.

Hannah accompagna in carcere il marito e da allora la sua lotta per ricostruirsi una quotidianità priva di turbamenti è anche quella dello spettatore, cui Pallaoro non concede praticamente nulla: pochi appigli narrativi nascosti in gesti quotidiani, scarni dialoghi dispensati con severo rigore e silenzi protratti, pesanti come il piombo. Non è certamente un film facile, Hannah, nel suo pretendere (attenzione) senza concedere (soddisfazione), respingente per scelta, estetica, (anti)narrazione.

Rifiutata la strada "facile" del racconto, Pallaoro si concentra con caparbia sul volto, il corpo, l'espressività della sua grandissima protagonista, una Charlotte Rampling sempre sullo schermo, inquadrata a distanza ravvicinata per cogliere ogni sfumatura della lentissima e dolente presa di coscienza del personaggio. Un vero e proprio stalking visivo che Rampling sostiene con la classe di un'attrice capace di lavorare in sottrazione, desaturando i sentimenti, in un'austerità emotiva che ben si intona alla monacale impalcatura del film.

Ma una Rampling che giganteggia per profondità e realismo (poteva forse essere altrimenti?) non basta a salvare Hannah da un certo autocompiacimento intellettuale, come se la scelta di abbandonare l'artificialità della sceneggiatura avesse comunque condotto all'artificiosità del contenuto. Diventa così a tratti irritante il ricorso al teatro sperimentale come metafora dei turbamenti della protagonista - è solo recitando le battute dei testi che studia per il corso di teatro, che Hannah riesce a verbalizzare sentimenti indicibili - così come è meccanica la punteggiatura "poetica" degli incontri stranianti che la donna fa in metropolitana.

Coraggioso nell'intraprendere un percorso alternativo al racconto di un dolore che disintegra identità e coscienza, Hannah commette l'errore di innamorarsi del proprio approccio, smarrendo la strada nel mezzo. E perdendo, peccato, la potenza accumulata nel primo slancio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 15 febbraio 2018
Eva K.

Ti guardo con amore mi sembra una frase appropriata per la cifra stilistica e narrativa di questo film.  L'opera di Pallaoro è un film sensoriale, rarefatto nei contorni, capace di far emergere il senso dei silenzi. Hannah è Hannah in ogni piccolo frammento di vita, tra solitudine e smarrimento che lo stesso spettatore può interiorizzare e percorrere.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 14 febbraio 2018
Pedro Armocida
Il Giornale

Hannah cerca di aggrapparsi alla routine quotidiana per sopravvivere all'arresto del marito proprio come lo spettatore cerca di aggrapparsi alla magnifica interpretazione di Charlotte Rampling (Coppa Volpi come migliore attrice alla Mostra di Venezia) per riuscire a muoversi nel rarefatto universo urbano immaginato da Andrea Pallaoro all'opera seconda.

NEWS
VIDEO RECENSIONE
martedì 6 febbraio 2018
 

Hannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni - lavare il [...]

MOSTRA DI VENEZIA
sabato 9 settembre 2017
 

La 74esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia si conclude con la vittoria di The Shape of Water di Guillermo Del Toro, un'opera dalla portata estetica e morale esemplare che rinnova le affinità tra l'uomo e il mondo marino.

GALLERY
sabato 9 settembre 2017
 

È con il monologo interiore di Hannah che si chiude il Concorso della 74. edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Quarto film italiano della Selezione ufficiale, dopo quelli di Virzì, Riso e Manetti Bros, il lavoro del trentino Andrea Pallaoro è [...]

winner
coppa volpi migliore int. femminile
Venezia
2017
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