Il Venerabile W.

Film 2017 | Documentario 100 min.

Titolo originaleLe Vénérable W.
Anno2017
GenereDocumentario
ProduzioneFrancia, Svizzera
Durata100 minuti
Regia diBarbet Schroeder
Uscitagiovedì 21 marzo 2019
DistribuzioneSatine Film
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Barbet Schroeder. Un film Titolo originale: Le Vénérable W.. Genere Documentario - Francia, Svizzera, 2017, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 21 marzo 2019 distribuito da Satine Film. Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Il racconto di un'istituzione e di come sia dilagante un'islamofobia violenta e distruttiva anche in un paese al 90% buddista, religione basata su pace e tolleranza. In Italia al Box Office Il Venerabile W. ha incassato 10 .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Barbet Schroeder va in Birmania per chiudere la sua trilogia sul Male. Un'atroce storia di odio del nostro tempo, un documento doloroso e importante.
Recensione di Marianna Cappi
domenica 21 maggio 2017
Recensione di Marianna Cappi
domenica 21 maggio 2017

Il "Venerabile Wirathu" è un influente monaco buddista che, attraverso la pubblicazione dei suoi scritti e la diffusione dei suoi discorsi, per quanto "sacro" rappresentante della più pacifica delle fedi, ha fomentato l'odio dei suoi seguaci nei confronti dei musulmani, spingendoli alla lotta armata e convincendoli che la loro religione fosse minacciata di estinzione. Tutto questo in una paese, la Birmania, nel quale il 90% della popolazione è buddista e professa la necessità di amare tutti gli esseri e la certezza che dalla violenza non possa nascere che altra violenza.
Tutti gli esseri, specifica Wirathu, tranne i musulmani, che egli paragona ai pescigatti: creature che si riproducono rapidissimamente, possiedono una natura aggressiva e distruggono senza eccezione alcuna l'ecosistema in cui si trovano.

Il documentario di Barbet Schroeder sul monaco in questione è un documento doloroso, spaventoso e altrettanto importante, in questi tempi di notizie poco accurate, quando non falsificate. Raramente la parabola di un disegno di genocidio è stata registrata con tanta chiarezza e in tempi tanto rapidi (per quanto, è ovvio, le radici affondano nel passato e nel profondo), se non nei libri di storia, alla voce "nazismo".

Non si tratta di un facile paragone: nella predicazione di Wirathu si contano, come in una lista nera, i punti che non possono mancare nel manuale del perfetto razzista. Innanzitutto, la questione stessa della razza: restringendo a proprio uso e consumo l'interpretazione di quella che il Buddha chiama "razza umana" alla sola "razza buddista birmana", il folle monaco ha creato e gonfiato a dismisura la percezione del pericolo che graverebbe su di essa, identificandolo nel vicino di casa: il bengalese di religione islamica. Quindi ha allargato a dismisura il suo consenso, propagandando filmati di sua produzione (in migliai di dvd gratuiti), colossali bugie, e arrivando ad incidere niente meno che sulla legislazione del Paese, per imporre, per esempio, il controllo delle nascite ai musulmani.

Mettendo insieme il materiale filmato di propria mano con l'archivio sterminato di immagini oggi a disposizione (i video realizzati con l'iPhone dai protagonisti degli eventi, nel 2012), Barbet Schroeder (di)mostra quanto pronta e repentina possa scattare la scintilla dell'odio, su un terreno coltivato a dovere, anche se questo terreno si trova nella terra della pace e della preghiera per antonomasia. Il suo affresco non è completo, il ruolo dei militari e quello di Aung San Suu Kyi solo accennato, e la voce degli stessi Rohingyas, i musulmani trasformati in nemici e costretti ad abbandonare le loro case e le loro città, è tenuta in minima considerazione, ma il film ha la lucidità di far capire che Wirathu non è la causa ma il mezzo di amplificazione di un odio presente e sotterraneo, le cui ragioni superano di gran lunga la retorica religiosa.

Le immagini amatoriali delle brutalità scatenatesi sono spesso insostenibili, ma a provocare lo sconcerto e la riflessione sono anche i momenti in cui Schroeder sposta la camera dall'Asia all'Europa rilevando pericolose corrispondenze.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 17 febbraio 2019
Fabio Ferzetti
L'Espresso

L'anima nera della campagna islamofoba sfociata nel genocidio dei Rohingya è un monaco buddista birmano, cranio rasato, saio d'ordinanza, aria paciosa incrinata da lampi di perfidia nello sguardo e sorrisetti contratti. Sconosciuto in Occidente, anche se nel 2013 ebbe l'onore di una copertina di Time («The Face of Buddhist Terror»), in patria il venerabile Wirathu è un capopopolo, condannato a25 anni [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
lunedì 4 marzo 2019
 

In Birmania, il "Venerabile W." è un monaco buddista molto influente. L'incontro con questa prestigiosa autorità è una catapulta diretta al centro di un razzismo che è parte integrante della quotidianità.

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venerdì 22 febbraio 2019
 

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