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La douleur: un film sul sacrificio, l'attesa, la resistenza

Il regista Emmanuel Finkiel mostra di avere coraggio da vendere e attenzione alla letteralità del testo della Duras, ampiamente esposto, contenuto e offerto. Al cinema.
di Roy Menarini

La douleur

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Mélanie Thierry (37 anni) 17 luglio 1981, Saint-Germain-en-Laye (Francia) - Cancro. Interpreta Marguerite Duras nel film di Emmanuel Finkiel La douleur.
sabato 19 gennaio 2019 - Focus

Il rapporto di Marguerite Duras con il cinema è almeno triplice. Primo, la scrittura per il cinema: il punto più alto, ma non l'unico, è ovviamente Hiroshima mon amour di Alain Resnais, che appartiene all'autrice quanto al regista della rive gauche. Secondo, la letteratura ispirata al cinema: è dall'approdo al Nouveau Roman, per poi proseguire con la fase tarda della sua carriera letteraria, che la Duras imprime una svolta cinematografica alla sua scrittura, con osmosi evidenti che spaziano dal linguaggio utilizzato al ritmo sintattico. Terzo, il cinema: Duras è stata una cineasta molto apprezzata, i cui film in Italia non hanno praticamente circolato, con una passione particolare per le derive e gli squilibri del rapporto tra parola e immagine, o tra finzione e costruzione. Nel suo film più programmatico, Détruire dit-elle, il flusso di coscienza di alcuni pensionati che dialogano in modo torrenziale e stordente mina alle basi la convenzione narrativa; in India Song, pochi anni dopo, un amore contrastato collassa in un contesto di eros, thanatos e riflessione teorica; in Le camion Gérard Depardieu e la stessa Duras si fanno riprendere mentre leggono la sceneggiatura, smontando tutta la pratica del fare cinema. Sono solo tre esempi.

Intellettualismo? Poesia? Della grandezza letteraria di Marguerite Duras pochi ormai dubitano, del suo cinema - spesso rifiutato dalle distribuzioni e persino dai festival francesi - invece si è dimenticato tutto.
Roy Menarini

L'impressione è che il tentativo di Emmanuel Finkiel con La douleur sia quello di armonizzare il cinema d'essai contemporaneo con gli inquinamenti testuali e narrativi della scrittrice e dei suoi film. Del resto, essendo il romanzo omonimo una tarda ripresa autobiografica di una forma diaristica, la rifrazione tra l'autrice e la se stessa protagonista permette di ampliare il raggio d'azione.


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In foto una scena del film La douleur.
In foto una scena del film La douleur.
In foto una scena del film La douleur.

E quel che ne esce è effettivamente un risultato ibrido e affascinante, anche se a dire il vero non perfettamente compiuto. Grazie ad attori che fanno di tutto per non soffocare nel rischio della fiction in costume d'alta qualità (cui sembrano tendere costumi, scenografia e luci), La douleur mantiene almeno un nocciolo intatto, quello del testo durasiano, i cui tormenti e le cui spigolose riflessioni sono tanto impietosi quanto veritieri. Ecco perché forse La douleur non è il tipo di film che va proiettato nelle scuole per richiamare la memoria delle deportazioni (quelle francesi furono le più misconosciute), o per condannare la Seconda Guerra mondiale.

La vicenda di persone che hanno sacrificato letteralmente tutto al frangente della Storia, talvolta sopravvivendo per miracolo (come accaduto a Robert Antelme, all'epoca marito di Marguerite) è molto più forte e intensa del resto. E vale come storia universale, più che particolare.
Roy Menarini

Così come universale è il tema del cambiamento: che cosa succede quando due persone che stanno condividendo ideali di ribellione e resistenza, oltre che la propria vita e le proprie tragedie (a Marguerite e Robert morì una figlia nel 1942), si allontanano sentimentalmente proprio quando irrompe la violenza del regime?

La douleur è dunque principalmente un film sull'attesa, che la guerra finisca, che Robert (salvato nella realtà dal giovane Mitterand) ritorni, ma anche che si possa ricominciare ad amare chi si vuole e a creare una famiglia, a generare nuove vite e nuove scritture. Un progetto eccessivo, forse, per le spalle di Finkiel, che ha però coraggio da vendere e attenzione alla letteralità del testo della Duras, ampiamente esposto, contenuto e offerto.


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