Hiroshima mon amour

Film 1959 | Drammatico, +16 91 min.

Anno1959
GenereDrammatico,
ProduzioneFrancia
Durata91 minuti
Regia diAlain Resnais
AttoriEmmanuelle Riva, Bernard Fresson, Eiji Okada .
Uscitalunedì 28 aprile 2014
TagDa vedere 1959
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,15 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Alain Resnais. Un film Da vedere 1959 con Emmanuelle Riva, Bernard Fresson, Eiji Okada. Genere Drammatico, - Francia, 1959, durata 91 minuti. Uscita cinema lunedì 28 aprile 2014 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,15 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Lei è francese, ha avuto un tragico amore con un soldato tedesco che l'ha portata alla disperazione ma, almeno apparentemente, ha superato quel periodo angoscioso. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Hiroshima mon amour ha incassato 51,7 mila euro .

Consigliato assolutamente sì!
4,15/5
MYMOVIES 4,34
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,23
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un'opera che consente al suo autore di sperimentare le potenzialità del cinema.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Una donna francese e un uomo giapponese hanno trascorso la notte insieme. Lei è a Hiroshima per girare un film come attrice. Sono entrambi felicemente sposati e lei deve ripartire il giorno successivo per la Francia. Tra di loro e il momento in cui dovranno lasciarsi si insinua il passato recente della città devastata dalla bomba atomica americana e quello prossimo di lei giovane ragazza di Nevers che si innamora di un tedesco nella Francia occupata.
Alain Resnais, al suo esordio nel lungometraggio, realizza un'opera destinata a lasciare un segno imperituro nella storia del cinema. Il regista aveva realizzato un rigoroso e penetrante documentario sull'Olocausto (Notte e nebbia) e la produzione gli chiese di replicare l'esperienza riflettendo sul nucleare. Ma Resnais non era e non è mai stato regista disposto a ripetersi e quindi, dopo più di tre mesi di preparazione con un intellettuale conoscitore profondo della cultura nipponica, opta per un film di finzione. Cerca quindi la collaborazione di una scrittrice per giungere a una sceneggiatura che, come avrà modo di dichiarare nel corso di un'intervista, gli consenta di "opporre il lato enorme, mostruoso, fantastico di Hiroshima, alla minuscola piccola storia di Nevers, che ci è rinviata attraverso Hiroshima, come la luce fioca di una candela è rinviata ingrandita e rovesciata dalla lente". Superate le ipotesi Françoise Sagan e Simone de Beauvoir sarà Marguerite Duras a fornirgli quella struttura che mescola la memoria con la cancellazione del passato, Hiroshima e Nevers, la coppia che si è momentaneamente formata e quanto non è possibile eliminare dalle reciproche vite, la Storia e le storie. E' il funzionamento della mente che si fonde con il sentimento e l'istinto quello che percorre un'opera il cui autore sperimenta, nel senso più pieno ed efficace del termine, le potenzialità del cinema. Il rapporto tra le immagini e il suono, ad esempio, è spesso spiazzante. I suoni dell'Hiroshima dell'"oggi" vengono sovrapposti alle inquadrature sulla Nevers dell'occupazione nazista per fornire la sensazione dell'irrompere del ricordo all'interno dell'attuale relazione ma può accadere anche il contrario. Così come al tempo e allo spazio viene negata la linearità in favore di una continuità tra l'ieri e l'oggi, tra Nevers e Hiroshima. Di fronte a un amore 'proibito' e all'indicibile violenza del massacro nucleare Resnais voleva porre lo spettatore dinanzi a quella che definiva "la grande contraddizione (che) consiste nel fatto che abbiamo il dovere e la volontà di ricordarci, ma siamo obbligati a dimenticare per vivere". Ci è riuscito con una profondità e uno stile inarrivabili.

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a cura della redazione

Una mano di donna accarezza, palpa e graffia una spalla maschile. Su un letto, strettamente abbracciati, due corpi si stringono con i movimenti lenti e ciechi delle meduse, dei serpenti, delle foglie spostate dal vento. La donna è francese, venuta a Hiroshima per girare un film. Hanno passato la notte insieme. È la mattina. Disteso sul ventre, l'uomo si è assopito. La sua mano si muove lentamente, come in un sogno. La donna lo guarda intensamente. A Nevers, su una strada inondata dal sole, nella medesima posizione, un soldato è disteso. La sua mano è animata dai movimenti incerti dell'agonia. Questo tedesco fu il suo primo amore. «Negli amori casuali nasce qualche volta la voglia di amare». Parlano: lui è sposato e felice, lei è sposata e felice. L'amore sorge tra di loro, ed essi sanno che non potrà iscriversi nel mondo ordinato della loro vita.
La donna riparte il giorno dopo per la Francia. Restano loro solo 24 ore per fuggirsi e ricercarsi nelle strade, nelle piazze, nei caffé, nelle camere, nelle sale di attesa, 24 ore per riconoscere con l'altro il viso dell'amore e la sua impossibilità. Nevers, Hiroshima, Nevers. Il presente, il passato si confondono. Un solo tempo esiste, quello, attuale, dell'incontro. Come a 18 anni attraverso i prati ed i boschi di dicembre, le strade d'aprile, nelle grange e nelle rovine, lei correva a ritrovare il proprio amante! Ah! Come fu giovane a Nevers. Ah! Come fu folle a Nevers. Da legare. Da chiudere in una camera. Da imprigionare in una cantina per nascondere a questa città tranquilla la vergogna di una felicità non difendibile. Ubriaca, davanti a tutti, perduta nel fondo di un caffé, nel pieno della notte, si dà così all'uomo che l'ascolta, nella memoria risorta di questo amore. Per poter vivere bisogna dimenticare: Hiroshima, la morte atomica, quell'amore e questo. Un giorno, una notte, si sono legati a questo tempo così breve di cui non possono far uso, da cui non possono sfuggire. Ma è abbastanza per dimostrare che l'istante che permette la totale coincidenza di due corpi nell'abbraccio contiene anche la distanza lacerante che nulla può, al limite, abolire tra due esseri.
Marguerite Duras

Recensione di Stefano Lo Verme

Un'attrice francese si trova a Hiroshima per girare un film pacifista; mentre è in città, la donna ha un'ardente relazione con un architetto giapponese. Ma il loro rapporto, breve e appassionato, rievoca alla memoria di lei il ricordo di un amore sfortunato che, durante la guerra, l'aveva legata a un giovane soldato tedesco nella Francia occupata dai nazisti, e che si era concluso tragicamente.
Due corpi nudi avvinghiati l'uno all'altro, intervallati dalle immagini degli orrori di Hiroshima. La macchina da presa si sofferma sulla pelle dei due amanti, mentre una voce fuori campo dichiara "Non hai visto niente a Hiroshima". Alle sale e ai corridoi del museo di Hiroshima segue la luce abbagliante che si riverbera fra i resti della città, nelle stesse strade in cui la prima bomba atomica sviluppò un inferno da diecimila gradi che avrebbe provocato 100.000 morti nell'arco di un secondo, dissolvendo ogni cosa intorno a sé. In circa 15 minuti, il regista Alain Resnais ci presenta uno dei più indimenticabili incipit nella storia del cinema, per uno dei film-simbolo della sua carriera. Tratto da un romanzo della nota scrittrice Marguerite Duras, che ne ha anche firmato la sceneggiatura, Hiroshima mon amour è stato il primo lungometraggio di Resnais, già autore dell'apprezzato documentario Notte e nebbia (1956), sul dramma dell'Olocausto, e resta ancora oggi uno dei massimi capolavori della cinematografia francese.
Presentato al Festival di Cannes del 1959, il film è considerato il capostipite della Nouvelle Vague (insieme con I quattrocento colpi di Truffaut, uscito nello stesso anno), grazie al suo stile assolutamente innovativo, sia per quanto riguarda le scelte registiche, sia per l'originalità del montaggio e della costruzione narrativa. L'intensa passione fra due personaggi senza nome, un'attrice francese (Emmanuelle Riva) ed un architetto giapponese (Eiji Okada), consumata nel corso di un giorno e mezzo, si intreccia con la tragedia di Hiroshima, la città devastata dall'esplosione della bomba atomica, e con la consapevolezza che "tutto ciò si ripeterà". Ma Hiroshima mon amour è innanzitutto un film sul tempo e sulla memoria, i due temi che costituiscono l'essenza più profonda della pellicola. Grazie ad un formidabile uso dei flashback, Resnais costruisce il suo film come un viaggio nell'animo della protagonista, che durante il soggiorno a Hiroshima si trova a rivivere i dolorosi ricordi della sua adolescenza.
Ed è così che presente e passato si fondono l'uno con l'altro, in un continuo susseguirsi di salti temporali, secondo le regole del flusso di coscienza. La relazione fra la protagonista ed il suo amante, in una Hiroshima ancora segnata dalle ferite della guerra, rievocherà alla mente della donna i giorni trascorsi da ragazza nella natia città di Nevers, e il suo amore proibito per un giovane tedesco all'epoca della guerra. Hiroshima mon amour diventa dunque anche una commovente riflessione sul dolore e sulla solitudine, nella quale la sofferenza di una singola persona viene messa in rapporto con quella di un'intera nazione, e in cui realtà e immaginazione, memoria ed oblio, amore e morte formano una serie di contrasti che si rispecchiano nel conflitto interiore del personaggio interpretato dalla Riva. Da antologia la colonna sonora composta da Georges Delerue e Giovanni Fusco e la bellissima fotografia in bianco e nero di Sacha Vierny.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Lei è francese, ha avuto un tragico amore con un soldato tedesco che l'ha portata alla disperazione ma, almeno apparentemente, ha superato quel periodo angoscioso. Si è sposata e ha dei figli. Arriva a Hiroshima per girare un documentario sulla città distrutta dall'atomica e incontra un giovane architetto giapponese che lavora per la ricostruzione della città. I due si innamorano e la loro breve relazione serve alla donna per rivivere, e raccontare, l'orrore della guerra. Le immagini suggerite dalla memoria della donna si alternano alla straziante visione della città, ancora bruciata.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

In Giappone per un film sulla pace, un'attrice francese ha una relazione appassionata con un architetto giapponese. Quest'amore le ricorda quello che durante la guerra ebbe nella natia Nevers con un giovane soldato tedesco, ucciso sotto i suoi occhi. Su un testo di Marguerite Duras, Resnais, cineasta della memoria, ha fatto un film incantatorio e dialettico la cui importanza innovatrice e precorritrice nell'evoluzione del linguaggio filmico ha superato la prova del tempo. Il suo fascino nasce dall'impiego dei contrari (Nevers e Hiroshima, l'amante tedesco ucciso e l'amante giapponese di 36 ore senza domani, l'etnia e la cultura diverse, il passato e il presente, la percezione e l'immagine mentale, la necessità della memoria e la fatalità dell'oblio, il dialogo e il monologo, il documentario e la poesia, la realtà quotidiana e l'incantatrice litania erotica), dalla dialettica tra fascinazione e decostruzione, tra partecipazione e distanziazione. Nel trasformare il ricordo (uno stato) in memoria (un atto) la donna si libera di quell'incantesimo e ricomincia a vivere. Fotografia di Sacha Vierny e Michio Tanasaki, musiche di Giovanni Fusco e Georges Delerue. Una data nella storia del cinema. Distribuito in Giappone nel 1961 come Un'avventura di 24 ore . Parzialmente rifatto in H-Story (2001) di Nobuhiro Suwa.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 2 agosto 2010
G. Romagna

Lei, francese, si trova ad Hiroshima per girare un film sulla pace. Lui, di Hiroshima, è un architetto. Entrambi sono sposati. Si incontrano, si amano, fugacemente, prima che lei torni in Francia. Ella le racconta la sua storia, di un amore giovanile per un soldato tedesco, cresciuto all'interno della seconda guerra mondiale, la cui morte all'interno del conflitto, assieme alla repressione dei genitori [...] Vai alla recensione »

domenica 3 gennaio 2016
Great Steven

HIROSHIMA MON AMOUR (FR/GIAP, 1959) diretto da ALAIN RESNAIS. Interpretato da EMMANUELLE RIVA, EIJI OKADA, STELLA DASSAS, PIERRE BARBAUD, BERNARD FRESSON Un’attrice francese va a Hiroshima per girare un film, e là s’innamora di un architetto giapponese. Tuttavia il ricordo del suo passato, e unico, amore, per la precisione con un soldato tedesco ucciso sotto i suoi occhi, offusca [...] Vai alla recensione »

venerdì 1 dicembre 2017
stefano capasso

Una donna francese è ad Hiroshima per girare un film come attrice. Incontra un uomo giapponese e vivono una storia d’amore che è al termine perché lei il giorno dopo ripartirà per la Francia. Nel raccontarsi evocheranno la loro storia passata e soprattutto i traumi subiti per via delle analogie con le distruzioni subite a causa della guerra.

venerdì 13 ottobre 2017
Marco Dell''Utri

La distesa documentazione degli orrori di Hiroshima che apre il film (come un testimone tra il Resnais degli esordi e il grande Maestro che già si annuncia) introduce alle atmosfere che saranno del cinema di Antonioni: quelle dei silenzi che aprono alla incombente e cupa gravità dell’essere. E le forme che l’essere assume nel film sono quelle dell’amore impossibile, [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 ottobre 2017
Marco Dell''Utri

 La distesa documentazione degli orrori di Hiroshima che apre il film (come un testimone tra il Resnais degli esordi e il grande Maestro che già si annuncia) introduce alle atmosfere che saranno del cinema di Antonioni: quelle dei silenzi che aprono alla incombente e cupa gravità dell’essere. E le forme che l’essere assume nel film sono quelle dell’amore impossibile, [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 ottobre 2017
Marco Dell''Utri

La distesa documentazione degli orrori di Hiroshima che apre il film (come un testimone tra il Resnais degli esordi e il grande Maestro che già si annuncia) introduce alle atmosfere che saranno del cinema di Antonioni: quelle dei silenzi che aprono alla incombente e cupa gravità dell’essere. E le forme che l’essere assume nel film sono quelle dell’amore impossibile, [...] Vai alla recensione »

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Marco Dell''Utri

 La distesa documentazione degli orrori di Hiroshima che apre il film (come un testimone tra il Resnais degli esordi e il grande Maestro che già si annuncia) introduce alle atmosfere che saranno del cinema di Antonioni: quelle dei silenzi che aprono alla incombente e cupa gravità dell’essere. E le forme che l’essere assume nel film sono quelle dell’amore impossibile, [...] Vai alla recensione »

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Marco Dell''Utri

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lunedì 28 gennaio 2013
Luca Scialo

Un'attrice francese si trova a Hiroshima per girare un film sulla pace. Conosce un uomo del luogo e passa una notte senza pretese. Entrambi sono felicemente sposati. Ma lui vorrebbe rivederla ancora. Ecco che lei le confessa una tragedia successagli da giovane, quando si innamorò di un ufficiale tedesco poi ucciso. Un amore che le costò il ripudio della comunità della piccola [...] Vai alla recensione »

mercoledì 20 aprile 2011
il cinefilo

Tra i tanti"parallelismi"cinematografici che possono dirsi"azzardati"quello di HIROSHIMA MON AMOUR è senz'altro tra i più rischiosi e difficili:la forza dell'amore e della passione tra un uomo e una donna possono essere accostati alla tragedia che ha travolto il Giappone nel 1945,come si evince dalle prime scene?probabilmente NO ma questo non sminuisce(sebbene"l'alternanza"iniziale tra le effusioni [...] Vai alla recensione »

martedì 25 novembre 2014
Maria Cristina Nascosi Sandri

HIROSHIMA, mon amour, di Alain RESNAIS - Rec. di Maria Cristina NASCOSI SANDRI. Più che uno splendido film, un capolavoro. E questo capita a molte opere prime, perché tale fu, per Resnais, dal punto di vista della fiction, sorretto, comunque, da un altrettanto splendido soggetto e sceneggiatura di cui fu autrice una Duras in gran forma. Difficile, a volte, nel corso del film, capire la mano dell'uno [...] Vai alla recensione »

venerdì 16 aprile 2010
jacopo-bologna

hiroshima mon amour contiene aspetti stilistici di grande suggestone, è un film dove l'estetica di ogni componente è esaltata, non serve dibattersi sul debito forte della letteratura con Proust Bergson e neppure sui dialoghi fortemente d'impatto della Duras dove nulla è lasciato al caso. Le immagini di Hiroshima dilaniata e hiroshima in festa, decontestualizzandole,avrebbero la stessa realisticità [...] Vai alla recensione »

sabato 21 febbraio 2015
il befe

indimenticabile opera

lunedì 5 maggio 2014
brian77

Ho qui la frase di un grande critico francese, Jacques Lourcfelles, di cui consiglio il "Dictionnaire du cinéma" ed.Laffont, Paris: scoprirete che un famoso dizionario italiano si è per così dire molto molto molto "ispirato" alle sue schede, che per la verità sono nell'originale molto raffinate. Lourcelles, mitico esponente della cinefilia coltissima  [...] Vai alla recensione »

Frasi
Se potessimo fare pubblicità alla pace come a un detersivo, allora forse... chissà...
Dialogo tra Lui (Eiji Okada) - Lei (Emmanuelle Riva)
dal film Hiroshima mon amour
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