Socialmente pericolosi

Film 2016 | Drammatico

Regia di Fabio Venditti. Un film con Vinicio Marchioni, Fortunato Cerlino, Michela Cescon, Blu Yoshimi, Massimo Wertmüller. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2016, Uscita cinema martedì 24 gennaio 2017 distribuito da Running Tv International. Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di -1 recensione.

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Casa di reclusione di Sulmona, il famigerato 'Carcere dei suicidi'. Un giornalista televisivo entra per osservare e capire.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 1,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NO
Valente imprime al film la sua visione unilaterale che non giova alla complessità della storia.
Recensione di Paola Casella
Recensione di Paola Casella

Fabio Valente è un giornalista televisivo abituato a trattare argomenti scomodi. Durante una visita al carcere di Sulmona per investigare sul numero elevato di suicidi dietro le sbarre, Fabio viene convocato dal boss della camorra Mario Spadoni che vuole raccontargli la sua vita. Fra i due nascerà un'amicizia che metterà a rischio la reputazione di Fabio e preoccuperà non poco la sua famiglia. Contestualmente il giornalista inaugurerà Socialmente pericolosi, l'associazione culturale che ha organizzato un programma di recupero per i ragazzi dei Quartieri spagnoli di Napoli, offrendo loro un'alternativa di vita rispetto alla criminalità organizzata: fra questi c'è anche il figlio del boss, fino a quel momento destinato a seguire le orme del padre.

Fabio Valente ha scritto e diretto Socialmente pericolosi basandosi integralmente sulla propria autobiografia, e questo purtroppo è la radice del problema.

Valente infatti non ha la terzietà per raccontare filmicamente una storia vissuta in prima persona, anzi due: perché la parabola della sua amicizia con il boss resta separata dal resoconto della creazione del programma di recupero, documentato nel film dalle riprese che Valente ha effettuato per la Rai prima intervistando i ragazzi dei Quartieri spagnoli, poi dando loro l'opportunità di riscattarsi diventando loro stessi reporter. Non sempre la contaminazione dei linguaggi filmici confluisce in un lavoro coerente e coeso: qui le due storie viaggiano in parallelo e si incontrano solo nelle intenzioni del regista.
Per girare la storia dell'amicizia fra il boss e il giornalista ci sarebbe voluto un regista totalmente estraneo alla vicenda, che ne avrebbe potuto raccontare meglio le ambiguità e accogliere la valenza metaforica, invece di attenersi rigidamente ai fatti. Valente imprime al film la sua visione unilaterale che non giova alla complessità della storia e perde di vista la prevedibile reazione di chi, guardando il film, si chiederà perché non si racconti mai il passato criminale del boss, trasformandolo in un tipo saggio e carismatico quanto l'attore che lo interpreta, Fortunato Cerlino. Se da un lato demonizzare il boss non gli avrebbe dato alcuno spessore narrativo, dall'altro farne l'(anti)eroe della storia è irrispettoso di chi della camorra è vittima, oggi come ieri.

Paradossalmente poi la storia raccontata da Valente finisce per contraddire la premessa alla base del suo lavoro nei Quartieri spagnoli, ovvero che siano le circostanze a consegnare chi vive nel degrado al crimine, e che, data una diversa opportunità, tutti possano cambiare. Socialmente pericolosi sembra invece dimostrare che esistano inclinazioni "naturali" irredimibili: se fosse stato questo lo scopo della storia sarebbe stato anche interessante (come insegna un film come Animal Kingdom), ma qui l'intento era opposto, e il risultato è dunque contraddittorio.
Peccato, perché in mano ad un altro regista la storia dell'amicizia fra il boss e il giornalista sarebbe stata davvero coinvolgente, ricca di luci ed ombre e priva di santini (le interazioni fra Fabio e la moglie sindacalista sono davvero stereotipate, sia per l'impostazione fortemente televisiva delle scene, sia per l'interpretazione insolitamente legnosa di Michela Cescon). Funzionano meglio le scene fra Cerlino e Vinicio Marchioni nei panni di Fabio grazie all'empatia naturale fra i due attori, anche se il copione non li aiuta a sviluppare livelli più profondi di dialogo. La carne viva di Socialmente pericolosi resta quella documentaria: le riprese nei bassi di Napoli, le testimonianze dei ragazzi che li abitano, l'entusiasmo dei giovani neoreporter estrapolati dal loro ambiente e mandati in giro per la Penisola a raccontare l'Italia del terremoto e del degrado, per una volta non campano, ma anche quei luoghi fortunati in cui la criminalità quasi non esiste. Data la sua esperienza di giornalista investigativo Valente avrebbe potuto costruire un efficace lungometraggio di realtà basato su quel materiale: lì la sua conoscenza diretta della materia sarebbe stato un potente assist, e non un tallone d'Achille.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 27 gennaio 2017
jeros

Ho visto l'anteprima a Milano. non avevo aspettative e sono rimasto molto soddisfatto della serata. Sicuramente esistono molte criticità legate all'inesperienza registica, ma la storia raccontata, il ritmo e le riflessioni che porta con se questo film fanno velocemente scivolare via le perplessità (più che altro tecniche).

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