| Anno | 2015 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Guido Chiesa |
| Attori | Diego Abatantuono, Andrea Pisani, Matilde Gioli, Francesco Di Raimondo, Marco Zingaro Barbara Tabita, Antonio Catania, Francesco Facchinetti, Nicola Nocella, Uccio De Santis, Niccolò Senni, Umberto Sardella, Valeria Perri, Rosario Altavilla, Gabriele Boscaino, Gustavo Caputo, Anna Cofano, Nicola Conversa, Sabina De Giorgi, Marco Fanizzi, Alessandro Genovesi, Donato Livieri, Mario Lucarelli, Piero Madaro, Mirko Mastrocinque, Maria Valentina Principi, Armando Quaranta, Saviana Scalfi. |
| Uscita | giovedì 29 ottobre 2015 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 novembre 2015
Dopo il film Io sono con te Guido Chiesa torna alla regia di un film dedicato alla mancanza di responsabilità dei figli di un imprenditore di successo. In Italia al Box Office Belli di papà ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 4,1 milioni di euro e 1,5 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Vincenzo è un imprenditore pugliese che ha raggiunto il successo a Milano. Sua moglie è morta da qualche anno e i tre figli sono cresciuti nella sua assenza, ma anche in quella bambagia di cui i soldi di papà (e il suo senso di colpa) li ha circondati. Matteo, il primogenito, tracima idee "da un milione di dollari" e progetti "innovativi" insensati; Chiara frequenta locali alla moda e si intrattiene con Loris, detto da Vincenzo "il coglione", PR di ristoranti trendy e reinventore della Milano da bere; Andrea è iscritto a filosofia e in due anni non ha dato nemmeno un esame, ma in compenso si è portato a letto metà della facoltà over 50. Vincenzo decide allora di inscenare il fallimento della sua ditta per costringere i figli a rimboccarsi le maniche e provare un'esperienza nuova: lavorare per vivere. Non solo, si trasferisce con loro in Puglia, nella casa fatiscente dei suoi defunti genitori, allontanando i ragazzi dalle comodità della Milano vicina all'Europa.
Belli di papà ha una premessa comica potente, una sceneggiatura (del regista Guido Chiesa e di Giovanni Bognetti) ricca di battute gustose, ed è ben servito da un cast azzeccato che può contare sul peso massimo Diego Abatantuono nel ruolo di Vincenzo e sui pesi leggeri (ma non inconsistenti) Andrea Pisani, Matilde Gioli e Francesco Di Raimondo in quelli dei figli. Ciò che difetta al film, purtroppo, è la regia: le inquadrature sono convenzionali, i tagli di montaggio eccessivi e zeppi di errori di continuità, gli scambi di battute non vengono mai interrotti "in levare", col risultato che l'effetto comico "collassa". Per citare il film stesso, è una regia curiosamente "inerte", che invece di sostenerla sminuisce tutta la comicità insita nella sceneggiatura.
Ciò che manca è il ritmo, ahimé l'elemento essenziale di ogni buona commedia: un ritmo che i singoli interpreti (soprattutto Abatantuono, Gioli e un inedito Francesco Facchinetti) possiedono istintivamente e cercano di amministrare nello spazio loro assegnato. Ma è uno spazio dilatato in cui gli attori si perdono, vanificando il loro impegno e talento.
C'è anche, in Belli di papà, una componente sgradevole che non ha nulla a che spartire con la cattiveria esilarante della commedia classica all'italiana, e molto con il disagio del regista nel sentirsi un pesce fuor d'acqua davanti a un testo che non solo non origina con lui ma che è il remake di una commedia messicana, Nosotros los nobles. Di qui le battute sessiste, il termine "pezzente" usato ripetutamente, i vaffanculo, gli sputi nei piatti, la cena famigliare filmata come uno spot del Mulino Bianco. Nulla di tutto questo fa parte dello stile o del talento di Guido Chiesa, la cui cifra comica è semmai quella di Lavorare con lentezza: sbullonata, anarchica e deliziosamente retrò.
Film decisamente prevedibile che strappa qualche risata per la prima mezz'ora grazie alla verve di Abatantuono e alle caratterizzazioni dei tre coprotagonisti. Che il film puntasse soprattutto a mostrare dei ricchi debosciati alle prese con le difficoltà del quotidiano (espediente da due soldi per far contenti i poveracci che vanno a vedere il film) lo si poteva capire già dal trailer ma certo non [...] Vai alla recensione »