Il giovane favoloso

Film 2014 | Biografico, 137 min.

Titolo internazionaleLeopardi
Anno2014
GenereBiografico,
ProduzioneItalia
Durata137 minuti
Regia diMario Martone
AttoriElio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco Paolo Graziosi, Iaia Forte, Sandro Lombardi, Raffaella Giordano, Edoardo Natoli, Giovanni Ludeno, Federica de Cola, Giorgia Salari, Isabella Ragonese, Sergio Albelli, Gloria Ghergo, Giuseppe Affinito, Eugenio Allegri, Fernando Beccaceci, Laura Bianchi, Marco Brandizi, Andrea Caimmi, Pippo Cangiano, Salvatore Cantalupo, Renato Carpentieri, Salvatore Caruso (II), Maria Rosa Caselli, Filippo Chierici, Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi, Roberto De Francesco, Gino De Luca, Pio del Prete, Enza Di Blasio, Gennaro Di Colandrea, Angela Di Matteo, Roberto Di Pietro, Carlo Falciani, Denis Fasolo, Federico Fazioli, Jurij Ferrini, Tiberio Fiori, Giuseppe Gavazzi, Anna Gigante, Lorenzo Gleijeses, Viola Graziosi, Giovanni Guerra, Franco Javarone, Veronica Lazar, Demi Licata, Giuliano Longone, Valter Malosti, Claudia Mancinelli, Fabrizio Mangoni, Niccolò Marino, Luisa Martone, Savino Marè, Nello Mascia, Andrea Mitri, Enzo Moscato, Francesco Moscato, Giancarlo Moscato, Giovanni Moschella, Danilo Nigrelli, Salvatore Olivazzi, Ginestra Paladino, Kostas Papanastasiou, Carmine Paternoster, Renaud Personnaz, Andrea Renzi, Bruna Rossi, Enzo Salomone, Elia Sampaolesi, Rosa Sarti, Mattia Sbragia, Federica Stoppini, Duilio Antonio Vaccari, Edoardo Olivucci Vitangeli, Luciana Zazzera.
Uscitagiovedì 16 ottobre 2014
TagDa vedere 2014
Distribuzione01 Distribution
MYmonetro 3,54 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Mario Martone. Un film Da vedere 2014 con Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco. Cast completo Titolo internazionale: Leopardi. Genere Biografico, - Italia, 2014, durata 137 minuti. Uscita cinema giovedì 16 ottobre 2014 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 3,54 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 14 novembre 2014

La breve vita del poeta di Recanati. Introverso e triste, ma capace anche di ironia e slanci. Ha vinto 4 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 13 candidature e vinto 5 David di Donatello, 3 candidature e vinto un premio ai Globi d'oro, In Italia al Box Office Il giovane favoloso ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 6,1 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
3,54/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 4,00
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo.
Recensione di Paola Casella
Recensione di Paola Casella

Il giovane favoloso inizia con la visione di tre bambini che giocano dietro una siepe, nel giardino di una casa austera. Sono i fratelli Leopardi, e la siepe è una di quelle oltre le quali Giacomo cercherà di gettare lo sguardo, trattenuto nel suo anelito di vita e di poesia da un padre severo e convinto che il destino dei figli fosse quello di dedicarsi allo "studio matto e disperatissimo" nella biblioteca di famiglia, senza mai confrontarsi con il mondo esterno.
Mario Martone comincia a raccontare il "suo" Leopardi proprio dalla giovinezza a Recanati, seguendo Giacomo nella ricerca costantemente osteggiata da Monaldo e da una madre bigotta e anaffettiva delineata in poche pennellate, lasciandoci intuire che sia stata altrettanto, e forse più, castrante del padre: sarà lei, più avanti, a prestare il volto a quella Natura ostile cui il poeta si rivolgerà per tutta la vita con profondo rancore e con la disperazione del figlio eternamente abbandonato.
La prima ora de Il giovane favoloso, dedicata interamente a Recanati, è chiaramente reminescente dell'Amadeus di Milos Forman, così come il rapporto fra Giacomo e Monaldo rimanda a quello fra Mozart e suo padre. Ma non c'è margine per lo sberleffo nell'adolescenza di Leopardi, incastonato nei corridoi della casa paterna e in quella libreria contemporaneamente accessibile e proibita. In queste prime scene prende il via il contrappunto musicale che è uno degli elementi più interessanti della narrazione filmica de Il giovane favoloso, e che accosta Rossini alla musica elettronica del tedesco Sasha Ring (alias Apparat)e al brano Outer del canadese Doug Van Nort.
Attraverso un salto temporale, ritroviamo Leopardi a Firenze, dove avvengono gli incontri con l'amata Fanny e con l'amico Antonio Ranieri, entrambi fondamentali nel costruire la geografia emotiva del poeta. È del periodo fiorentino anche il confronto con la società intellettuale dell'epoca, che invece di cogliere la capacità visionaria di Leopardi in termini di grandezza artistica ne intuiscono la pericolosità in termini "politici", in quanto potenziale sabotatrice di quelle "magnifiche sorti e progressive" che il secolo cominciava a decantare.
L'atto conclusivo, dopo una breve sosta a Roma, si svolge a Napoli, città per cui Martone prova un trasporto emotivo evidente nel rinnovato vigore delle immagini (ma il segmento potrebbe estendersi meno a lungo, nell'economia della narrazione). Alle pendici del Vesuvio si concluderà la parentesi di vita di Leopardi, strappandogli l'ultimo grido di disperazione con la poesia La ginestra, summa del suo pensiero esistenziale.
Martone racconta un Leopardi vulnerabile e struggente, dalla salute cagionevole e l'animo fragile, ma dalla grande lucidità intellettuale e l'infinita ironia. Elio Germano "triangola" brillantemente con le sensibilità di Leopardi e di Martone, prestando voce e corpo, sul quale si calcifica l'avventura umana e intellettuale del poeta, alla creazione di un personaggio che abbandona la dimensione letteraria, e la valenza di icona della cultura nazionale, per abbracciare a tutto tondo quella umana. La riscoperta dell'ironia leopardiana, intuibile nei suoi poemi, ben visibile nei suoi carteggi, è una potente chiave di rilettura moderna del poeta. "La mia patria è l'Italia, la sua lingua e letteratura", dice il giovane Giacomo. E Martone ci ricorda che nella lingua e letteratura di Leopardi si ritrovano le radici dell'Italia di oggi.
In questo modo Leopardi esce dai sussidiari ed entra nella contemporaneità, continuando quella missione divulgativa che il regista napoletano ha cominciato ad intraprendere con Noi credevamo. Martone fa parlare i suoi protagonisti in un italiano oggi obsoleto ma filologicamente rigoroso, e fa recitare in toto a Leopardi le sue poesie più memorabili, strappandole alle pareti scolastiche e ai polverosi programmi liceali. Germano interpreta quei versi senza declamarli, reintegrandoli nel contesto umano e storico in cui stati concepiti, e restituendo loro l'emozione della scoperta, per il poeta nel momento in cui le ha scritte, e per noi nel momento in cui le (ri)ascoltiamo. Nelle sue parole torna, straziante, la malinconia "che ci lima e ci divora", nei suoi dilemmi esistenziali ritroviamo i nostri.
Martone recupera anche la dimensione affettiva di Leopardi, raccontandolo con immensa tenerezza, e senza mai indulgere nella pietà per i tormenti fisici del poeta, che orgogliosamente rivendica la propria autonomia di pensiero intimando: "Non attribuite al mio stato quello che si deve al mio intelletto". E ne sottolinea la valenza politica, facendo dire al poeta: "Il mio cervello non concepisce masse felici fatte di individui infelici". Infine identifica nel poeta un precursore del Novecento nel collocare il dubbio al centro della conoscenza: "Chi dubita sa, e sa più che si possa". Quel che emerge sopra a tutto è una profonda affinità elettiva fra Martone e Leopardi, un allineamento di anime e di sensibilità artistiche: attraverso il poeta, il regista racconta quella condizione umana "non migliorabile", a lui ben nota e non "sempre cara", di sentirsi straniero ovunque e in ogni tempo. Il Leopardi di Martone si ricollega idealmente al Renato Caccioppoli di Morte di un matematico napoletano in quell'impossibilità per alcuni di essere nel mondo, oltre che del mondo.
Il giovane favoloso è un film erudito sulla sensibilità postmoderna che ha collocato Leopardi fuori del suo tempo, origine della sua immortalità e causa della sua umana dannazione. Martone costruisce una grammatica filmica fatta di scansioni teatrali, citazioni letterarie e immagini evocative ai limiti del delirio, come sanno esserlo le parole della poesia leopardiana. All'interno di una costruzione classica si permette intuizioni d'autore, come l'urlo silenzioso di Giacomo davanti alle intimidazioni del padre e dello zio, o le visioni del poeta nella parte finale della vita. Il giovane favoloso "centra" in pieno la parabola di un artista che sapeva guardare oltre il confine "che da tanta parte dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". E ci invita a riconoscerci nel suo desiderio di infinito.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 7 settembre 2014
gaiart

Il giovane favoloso   “Non vivono fino alla morte,  se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita”     A parte l’interpretazione magistrale di Elio Germano, uno dei più grandi attori italiani, il giovane (Elio) è favoloso non solo narrando il Leopardi, con le sue ansie e problematiche fisiche crescenti negli anni, (volgendo a un finale [...] Vai alla recensione »

FOCUS
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domenica 19 ottobre 2014
Roy Menarini

Il cinema italiano, tra muto e sonoro, tra grande schermo e televisione, ha raccontato tutto e tutti: Dante, Leonardo, Cristoforo Colombo, Galileo, Verdi, Garibaldi, e poi i grandi uomini del Novecento, da Ferrari a Olivetti, da Fermi a Mattei, da Pasolini a Falcone. Che non avesse mai tentato l'impresa di raccontare Leopardi (e Manzoni, anche) è sorprendente, almeno considerando la vocazione pedagogica della nostra narrativa per immagini, sostenuta con risultati contraddittori dalla televisione di Stato o con fondi pubblici.

Frasi
io non ho bisogno di stima, di gloria o di altre cose simili. Io ho bisogno di amore, di entusiasmo, di fuoco..di vita.
Una frase di Giacomo Leopardi (Elio Germano)
dal film Il giovane favoloso - a cura di kiara (Elisewin)
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Ed ecco finalmente il Giacomo Leopardi di Mario Martone e di Elio Germano: Il giovane favoloso, secondo la definizione di Anna Maria Ortese. Non è una passeggiata, è un film che impegna. Ma non annoia, neanche per un attimo dei suoi cospicui 135 minuti. C'è troppo da emozionarsi per potersi annoiare. Il regista (sceneggiatore con Ippolita di Majo) e il suo interprete hanno creato un Leopardi di loro [...] Vai alla recensione »

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mercoledì 7 ottobre 2020
 

Quando la letteratura incontra il cinema. Dal 24 ottobre nella biblioteca di Cologno Monzese. Vai all'articolo »

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lunedì 21 settembre 2015
 

Sono Il giovane favoloso di Mario Martone, Latin Lover di Cristina Comencini, L'attesa di Piero Messina, Mia Madre di Nanni Moretti, Nessuno si salva da solo di Sergio Castellitto, Non essere cattivo di Claudio Caligari, Per amor vostro di Giuseppe M. [...]

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mercoledì 17 giugno 2015
 

Sono stati consegnati ieri a Palazzo Farnese a Roma i premi cinematografici della 55esima edizione del Globo d'Oro 2015, riconoscimento ideato nel 1960 dalla Stampa Estera per promuovere la cinematografia italiana.

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venerdì 8 maggio 2015
 

Il giovane favoloso di Mario Martone è il Film dell'anno 2015 per i Giornalisti Cinematografici Sngci che hanno, per questo, già assegnato ben tre Nastri al titolo che, nell'ultima stagione, ha clamorosamente vinto sia la sfida della qualità che quella [...]

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mercoledì 3 settembre 2014
 

Leopardi è un bambino prodigio che cresce sotto lo sguardo implacabile del padre, in una casa che è una biblioteca. La sua mente spazia ma la casa è una prigione: legge di tutto, ma l'universo è fuori.

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martedì 2 settembre 2014
 

La sesta giornata della Mostra del Cinema ha visto sfilare sul red carpet i protagonisti de Il giovane favoloso di Mario Martone, ma anche Lisa Cholodenko e Frances McDormand per Olive Kitteridge. Per Nymphomaniac (Volumi I e II) - presentato senza censure [...]

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Secondo il direttore artistico Alberto Barbera, la Mostra del cinema di Venezia sarà "sorprendente": è questo l'aggettivo da lui più spesso usato per descrivere la selezione di 55 film inediti, scelti fra oltre 1500 lungometraggi (e 1600 corti), nell'arco [...]

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