Notizie dall'Italia

Film 2013 | Drammatico, +13 94 min.

Regia di Roberto Andò. Un film Da vedere 2013 con Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Michela Cescon. Cast completo Titolo originale: Viva la libertà. Titolo internazionale: Long Live Freedom. Genere Drammatico, - Italia, 2013, durata 94 minuti. Uscita cinema giovedì 14 febbraio 2013 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,56 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 13 settembre 2019

Il segretario del principale partito d'opposizione, Enrico Oliveri, è in crisi. Una sera, senza lasciare traccia, si dilegua. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto 2 Nastri d'Argento, 12 candidature e vinto 2 David di Donatello, In Italia al Box Office Notizie dall'Italia ha incassato 2,4 milioni di euro .

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Consigliato sì!
3,56/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,86
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
Composto come un haiku, un film intenso che rivela una bellezza spiazzante.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 14 febbraio 2013
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 14 febbraio 2013

Enrico Oliveri è uomo di sinistra e segretario del principale partito dell'opposizione. Contestato durante un congresso e sconfitto da un recente sondaggio, decide di concedersi una pausa e di lasciarsi alle spalle moglie, casa, paese e partito. 'Esule' a Parigi, dove lo accoglie Danielle, amante di un'estate a Cannes e segretaria di edizione nel cinema, Enrico è paralizzato e confuso sulla vita condotta e quella ancora da condurre. Nel mentre a Roma Andrea Bottini, fedele collaboratore, prova a riparare al danno riempiendo il vuoto con un 'pieno' singolare. Enrico ha un fratello gemello appena dimesso da una clinica psichiatrica che potrebbe arginare temporaneamente l'eclissamento del segretario. Bottini propone a Giovanni Ernani, professore di filosofia affetto da una depressione bipolare, di sostituirsi al fratello sul palcoscenico della politica. Giovanni non si fa certo pregare e divertito indossa gli scomodi panni del fratello, sorprendendo molto presto giornalisti, opinione pubblica e membri del partito. A colpi di poesia e di buona coscienza, Giovanni risale la scala del gradimento e incoraggia gli italiani a ricominciare brechtianamente da se stessi. In Francia intanto Enrico ritorna a frequentarsi intimamente, recuperando il suo senso e il senso delle cose. All'approssimarsi dell'alba Enrico e Giovanni muoveranno i loro passi nella stessa direzione, figure di spalle che se ne vanno nella pioggia verso un domani migliore.
Garbo, leggerezza, intensità, sono queste le qualità di Viva la libertà che in una poesia e un giro di danza rivela una bellezza spiazzante e intende la difficoltà della rappresentazione dell'uomo politico al cinema. Composto come un haiku, componimento poetico giapponese in tre versi declamato dal segretario di Servillo nella sede impersonale del partito, Viva la libertà ripropone la semplicità della sua costruzione e il valore alla sua base, ovvero l'intenzione di restituire al linguaggio la propria essenza pura. E pura è la partitura di passi e passaggi che allacciano il doppio di Enrico Olivieri a un'ideale Angela Merkel, accolta con un impercettibile baciamano e 'condotta' con l'eleganza del gentiluomo. Se il segretario della sinistra di Roberto Andò è complice passivo della politica-spettacolo fatta di gossip e scenografie pacchiane, di silicone e glamour, di nani e ballerine imposti dalla televisione e dai modelli culturali berlusconiani, il suo gemello, diverso e filosofo, è portatore di una gentilezza, immune all'amour propre e alle certezze a buon mercato dietro cui nascondersi o con cui autoingannarsi. Ma nella fuga da sé e in cerca dell'altro da sé, Enrico comprenderà allo stesso modo che non si può godere appieno di se stessi senza un'altra persona. Danielle sul set francese, quello reale e quello finzionale, risveglierà in Enrico quel potenziale innato di amorevolezza che la società soffoca e corrompe, recuperandolo alla visione smarrita e a un linguaggio nudo.
Compendiando senza 'ricalcare' i caimani, i divi e gli usurai di Moretti, Sorrentino e Garrone e recuperando la lezione di un cinema italiano che rappresenta la realtà interpretandola e non spiegandola, Roberto Andò realizza un film sul disagio del potere, meglio, dell'essere immagine del potere, lasciando transitare indifferentemente il suo politico dalle recite di una tribuna politica al set. Il mestiere è chiaramente lo stesso, identico il metodo attoriale, medesimo l'attore. Politico sullo schermo per tutte le stagioni, Toni Servillo, già Andreotti inafferrabile per Sorrentino e padre teorico dell'Italia Unita di Martone, si emancipa dal ruolo intravedendo l'altrove per sé, il Paese e il cinema italiano. Assediato dal suo personaggio e dalla forza del destino, il corpo imperscrutabile e meccanico del 'divo' si scioglie nella danza, nell'ouverture bofonchiata di Verdi, nella poesia di Brecht, nel sorriso dopo un bacio. Come Volonté diventava per Petri prima Lulù Massa (La classe operaia va in paradiso) e poi Aldo Moro (Todo modo), Servillo riduce le distanze tra 'operaio' e potente fino a far coincidere, in un primo piano spiato dal Bottini di Mastandrea, l'uomo ordinario con quello straordinario. Ernani, alla maniera dell'omonimo verdiano, finisce dunque per comprendere Enrico e Giovanni, il 'bandito' e il conte, la farsa e la tragedia, il comico e il sublime, l'oscurità e il conforto onirico. Quello realizzato dal cinema di Federico Fellini, il cui intervento veemente, dietro la grana di un filmato di archivio, invita artisti e spettatori a tenere gli occhi aperti anche quando c'è scritto che è proibito guardare. Andò, traducendo in immagini il suo romanzo ("Il trono vuoto"), ci regala gli ultimi versi di Fellini, i più belli, contro una legge censoria che divorava il cinema, tagliava i paesaggi, alterava il ritmo rendendo i film irriconoscibili e noi poveri incivili.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 luglio 2013
ANDREA GIOSTRA

 Viva la libertà (2013) (recensione di Andrea Giostra) Non c’è più alcun dubbio che oggi Tony Servillo sia il più bravo e il più grande degli attori viventi italiani. Vederlo recitare ed interpretare “il doppio”, che rimanda inevitabilmente alla migliore storia della letteratura occidentale sul tema, è un piacere per l’anima cinefila [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Io sono qui per far sì che domani non si dica: "I tempi erano oscuri perchè loro hanno taciuto!""
Una frase di Enrico Oliveri / Giovanni Ernani (Toni Servillo)
dal film Notizie dall'Italia - a cura di Mattia LP
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Toni Servillo si fa in due. È Oliveri, segretario del maggior partito di sinistra, che decide di concedersi una pausa dal difficile momento politico e personale e si rende irreperibile. Chiede segreta ospitalità a Parigi a una vecchia fiamma, Danielle (Valeria Bruni Tedeschi) sposata con un regista e madre di una bambina. A Roma l'assistente del politico scomparso (Valerio Mastandrea) corre ai ripari. [...] Vai alla recensione »

winner
nastro speciale
Nastri d'Argento
2013
winner
miglior scenegg.ra
Nastri d'Argento
2013
winner
miglior attore non protag.
David di Donatello
2013
winner
miglior scenegg.ra
David di Donatello
2013
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