| Titolo originale | The Great Gatsby |
| Anno | 2013 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Australia, USA |
| Durata | 142 minuti |
| Regia di | Baz Luhrmann |
| Attori | Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Joel Edgerton, Isla Fisher Jason Clarke, Elizabeth Debicki, Amitabh Bachchan, Callan McAuliffe, Adelaide Clemens, Jack Thompson, Arthur Dignam, Kate Mulvany, Elliott Collinson, Gus Murray, Kasia Stelmach, Simon Edds, Alison Benstead, Henry Byalikov, Chris Proctor, Brendan Maclean, Kim Knuckey, Jey Osman, Stefan Mogel, Joel Amos Byrnes, Alex Lissine, Brenton Prince, Stephen James King, Drew Pearson, Conor Fogarty, Bill Young, Felix Williamson, Goran D. Kleut, Jake Ryan, Hamish Michael, Heather Mitchell, Eddie Ritchard, Barry Otto, Max Cullen, Vince Colosimo, Richard Carter, Jacek Koman, Gemma Ward. |
| Uscita | giovedì 16 maggio 2013 |
| Tag | Da vedere 2013 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,90 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 17 settembre 2013
Tratto dal romanzo omonimo di Francis S. Fitzgerald, il nuovo e maestoso adattamento di Baz Luhrmann. Ha vinto 2 Premi Oscar, Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 BAFTA, 3 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, In Italia al Box Office Il grande Gatsby ha incassato 7,4 milioni di euro .
Passaggio in TV
il film è stato trasmesso venerdì 13 marzo 2026 ore 8,10 su SKYCINEMAROMANCE
Il grande Gatsby è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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CONSIGLIATO SÌ
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Nella primavera del 1922, il giovane Nick Carraway si trasferisce a Long Island, in una villetta che confina con la villa delle meraviglie di Gatsby, un misterioso milionario che è solito organizzare feste memorabili e del quale si dice di tutto ma si sa molto poco. Cugino della bella e sofisticata Daisy Buchanan, moglie di un ex campione di polo, Nick viene a conoscenza del passato intercorso tra Daisy e Gatsby e si presta ad ospitare un incontro tra i due, a cinque anni di distanza. Travolto dal clima ruggente dell'età del jazz, da fiumi di alcol e dalla tragedia di un amore impossibile, Nick si scoprirà testimone, complice e disgustato, del tramonto del sogno americano.
Tra la versione del 1974, sceneggiata da Coppola ma cinematograficamente poco consistente, e la rilettura odierna firmata Baz Luhrmann, che invece carica l'impianto visivo fino quasi a soffocare la voce amara e toccante del romanzo di Scott Fitzgerald, è lecito sognare una giusta temperatura di trasposizione, che resta ancora ideale, e rinnova la sfida ai cineasti a venire, com'è nella natura dei grandi classici di fare.
Non c'è dubbio, infatti, che nel libro di Fitzgerald ci sia un corpo che domanda di essere tradotto esattamente con il linguaggio del cinema e della musica: è quello che parla della trasformazione fisica del protagonista, dei costumi che indossa, dell'architettura che abita, degli straordinari eventi che ospita; dell'epoca che incarna. E non è tanto su questo fronte, come verrebbe da pensare pregiudizialmente, che il film di Luhrmann è ridondante: il regista australiano sa animare come pochi altri una festa cinematografica e qui lo conferma a più riprese, sulle note di un r'n'b contemporaneo che aspira a giocare il ruolo inebriante che all'epoca giocava il jazz. Ma c'è anche un'anima, nel romanzo, autobiografica e disperata, che parla molto più in sordina di quanto non faccia il film di Luhrmann, che pecca in più riprese di un'eccessiva esplicitazione dei sentimenti in campo, si compiace rovinosamente nel finale, e di fatto non trova una via altrettanto personale, se non quella di ripetere modi e caratteri di Moulin Rouge.
Tobey Maguire, nei panni di Nick Carraway, sembra infatti ricalcare la figura dello scrivano tragico di Ewan McGregor, al punto che il regista inventa per lui una cornice gemella e superflua, mentre il Gatsby di Leonardo Di Caprio, straordinario nella performance silenziosa e nella restituzione della solitudine del sognatore e dell'ambizioso (anche in virtù dei ruoli già indossati che si porta appresso), subisce suo malgrado la sorte del film a cui dà il nome, perdendo mistero e fascino man mano che l'orologio scorre e tentando invano di elevare la tensione alzando la voce.
D'altronde, insistendo sul tema del guardare e dell'essere guardati, è il regista stesso a fornire un'indicazione per la lettura del suo lavoro. Nick è un osservatore della vita, un voyeur, Gatsby ha la fama di essere una spia e vive per raggiungere quella luce verde al di là dell'acqua che guarda senza posa, i due si tengono sotto controllo dalle rispettive finestre, mentre un paio di giganteschi occhi maschili (simili a quelli di donna dipinti da Francis Cugat, che Fitzgerald volle come copertina) scruta come un dio pagano il distretto operaio dove i ricchi sostano per il tempo dei loro sporchi comodi. Luhrmann, cioè, denuncia per primo e ribadisce ad oltranza il carattere eminentemente visivo del proprio operato, invitando il pubblico a godere dei fuochi d'artificio, dello "spettacolo spettacolare", e dissuadendolo dal "pretendere troppo", come impudentemente osa invece fare Gatsby.
Sono iniziate lo scorso 5 settembre in Australia le riprese di Il grande Gatsby, l'attesissimo adattamento cinematografico dell'acclamato romanzo di F. Scott Fitzgerald. Sarebbe solo un'altra - l'ennesima - versione del dramma letterario pubblicato nel 1925 se non fosse che a dirigerla è il cineasta visionario Baz Luhrmann, che per riportare sullo schermo questo classico della letteratura si affiderà al 3D. Per chi non fosse interessato all'aspetto tecnologico del film, c'è sempre il cast stellare ad attirare l'attenzione, con Leonardo DiCaprio nel ruolo di Jay Gatsby, Carey Mulligan in quello di Daisy Buchanan e, tra gli altri, Tobey Maguire nelle vesti di Nick Carraway. DiCaprio, che aveva già offerto una prova magistrale nei panni di Howard Hughes nel biopic di Martin Scorsese The Aviator, è l'attore perfetto per incarnare Gatsby, il "prototipo dell'uomo solo", caratteristica che ha marcato tutti i personaggi che ha portato sul grande schermo negli ultimi anni. Baz Luhrmann si conferma così un regista capace di scegliere accuratamente i suoi attori, e siamo certi che la sua versione di Il grande Gatsby sarà uno spettacolo spettacolare. Non c'è che attendere il prossimo novembre 2012, quando il film uscirà in sala, giusto due mesi dopo la presentazione ufficiale alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.
Terzo remake cinematografico dopo quello del ’49 e quello del ’74 con Robert Redford e Mia Farrow e la sceneggiatura di Coppola, questa versione de “Il grande Gatsby” diretta da Buz Luhrmann rilegge con ritmo, atmosfera e stile fiammeggiante il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald sulla caduta di valori nella società Usa prima della crisi del ’29, e sulla perdita di identità di un uomo a causa di [...] Vai alla recensione »
Una premessa: conosco il cinema. Ho lavorato anni a Hollywood, i peggiori della mia vita. È vero, e MYmovies.it lo ha colto qualche tempo fa, che il cinema mi ha ucciso. Avevo dei timori per questo nuovo derivato del mio romanzo. Sempre lo scrittore teme il regista, soprattutto quando il regista intende sostituirsi allo scrittore riducendo il romanzo a propria immagine e somiglianza. Il "Gatsby" di questo Baz Luhrmann, rilevo, ha raccolto molte critiche, scarsi favori, ma io dico che.
Film perfetto per l'inaugurazione (naturalmente fuori concorso) di un grande erudito festival mondialpopolare, soprattutto in tempi di crisi non solo cinematografica, ecco finalmente materializzarsi e quindi umanizzarsi, la quarta ma non certo ultima cineversione di "Il grande Gatsby". Già metabolizzata da mezzo mondo per la minacciosa invasione pubblicitaria iniziata mesi fa, 50 milioni di incassi [...] Vai alla recensione »