Di andatura ellittica e ritmo misurato il film tenta di comunicare un indeterminato e diffuso senso di libertà. Documentario, Francia, USA2013. Durata 72 Minuti.
Il trapezista Fabrice Champion, paralizzato dopo un infortunio sul lavoro, riscopre la voglia e il desiderio di dedicarsi alle acrobazie. Espandi ▽
Fabrice Champion fu la star di una prestigiosa squadra di trapezisti. Durante una sessione di prove, precipitò su un collega. Nell'incidente, perse parzialmente la mobilità. Per alcuni anni, Fabrice provò svariate terapie e grazie alla sua straordinaria forza di volontà riuscì a recuperare l'uso della parte superiore del corpo. Mentre teneva una lezione alla National Circus School, incontrò Matias e Alexandre, due giovani acrobati. Insieme, inventarono un nuovo modo di intendere le acrobazie e, da quel momento, per Fabrice iniziò un modo nuovo di convivere con la sua paralisi. Recensione ❯
Per Slavko, che abita a Mostar, in Bosnia-Erzegovina, anche andare al funerale di un suo amico può diventare un serio problema. Espandi ▽
Quando un vecchio amico di Slavko, Ðulaga, muore, Slavko si sente obbligato ad andare al funerale. Ma nella sua città, Mostar in Bosnia-Erzegovina, questo semplice obbligo sociale potrebbe causargli molti problemi: con i suoi vicini o anche con pezzi grossi della politica locale. É una storia di vita quotidiana in una società fratturata e un mondo dove la paranoia, la commedia e il dramma co-esistono. Premio speciale della giuria e premio 'Heart of Sarajevo' per il miglior attore protagonista al Sarajevo Film Festival Recensione ❯
In un villaggio dell'Orissa, Biswajit è addestrato alla danza sacra eseguita da bambini che, indossando abiti e ornamenti femminili, rappresentano le Devedasi, spose del Dio Krishna. Espandi ▽
Biswajit, 15 anni, è uno degli ultimi Gotipua, un danzatore sacro di un villaggio dell'Orissa, in India. Alla nascita, è stato donato al tempio perché imparasse a danzare per il dio Shiva. Vestito e truccato come una giovane donna, Biswajit rappresenta l'amante del Dio. Ma a causa dei limiti d'età, è costretto ad abbandonare il tempio per un mondo a lui sconosciuto. Biswajit troverà la sua strada nel misticismo ascetico: è pronto a esibirsi nella sua ultima danza prima di rinascere a una nuova vita. Recensione ❯
Ispirato ad un saggio di Jonathan Franzen, Emptying the Skies espone il dilagante bracconaggio degli uccelli canori migratori in via di estinzione nell'Europa meridionale e mette in evidenza gli sforzi di coloro che rischiano la loro vita per fermare questa devastante tragedia ambientale. Recensione ❯
Una storia tratta dal romanzo bestseller di Chetan Bhagat "The 3 Mistakes of my Life". Espandi ▽
Tratto dal romanzo bestseller "The 3 Mistakes of my Life", il film racconta la storia di Godvin, narratore, con l'obiettivo fisso di far soldi, e dei personaggi che gli ruotano attorno, in particolare Ishaan, Ali e Omi. Recensione ❯
Un gruppo di anziani è pronto a tutto pur di evitare di soccombere alla crisi. Espandi ▽
La crisi finanziaria imperversa e a farne le spese è anche un gruppo di grintosi anziani, costretti ad affrontare difficoltà quotidiane. Uno di loro, a causa dei debiti accumulati, rischia adesso di perdere la casa. Per evitare che questo accada, il gruppo progetta di rapinare una banca. Recensione ❯
Sulle creste del Giura, ai confini del Val-de-Ruz nel canton Neuchâtel, sorge la scuola intercomunale di Derrière-Pertuis. Situato in una frazione di cinque case a 1153 metri di altitudine, l'istituto si trova al centro di una regione che i suoi abitanti chiamano «La Montagne», in una zona singolare, persa tra i pascoli. In questo paesaggio inviolato, ultimo baluardo del cantone sul confine delle Franches-Montagnes bernesi, Tableau noir indaga la vita della scuola seguendo per un anno una classe di sei allievi dai sei ai dodici anni, ciascuno coi propri successi e fallimenti. Recensione ❯
Questo film, ambientato nella Russia rurale, era stato inizialmente pensato come remake di uno dei grandi classici del western americano, Mezzogiorno di fuoco con Gary Cooper. Espandi ▽
Sasha, un ex uomo d'affari, decide di trasferirsi in un remoto villaggio nel nord della Russia e acquistare una fattoria, per condurre una vita tranquilla e pacifica dedicandosi alla coltivazione di patate. Qui si innamora di una ragazza del luogo. A sconvolgere la sua nuova serenità intervengono le autorità e un influente uomo d'affari locale, che si è messo in testa di acquistare la proprietà di Sasha. La polizia si schiera con il potente investitore, così come gli invidiosi abitanti dei villaggi vicini. Così, come da tradizione western, l'agricoltore combatte contro tutti per difendere la sua fattoria e la sua nuova vita. Recensione ❯
Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2013, il film è una storia d'amore ambientata in Afghanistan. Espandi ▽
Nevica a Kabul, e Mustafa, un cameriere precario, corteggia Wajma, studentessa giovane e carina. Tra i due inizia una relazione clandestina, appassionata e coinvolgente, senza rendersi conto che stanno per infrangere le dure regole della società tradizionale afgana. Dopo che Wajma scopre di essere incinta, e Mustafa rifiuta di sposarla, le certezze della ragazza crollano. Il padre si troverà davanti a un bivio: decidere di mantenere l'onore della sua famiglia, oppure scegliere per il bene di sua figlia. L'ultimo film di uno dei più acclamati registi afgani, che ha vinto il premio per la miglior sceneggiature all'ultimo Sundance Film Festival. Recensione ❯
L'omosessualità, l'aborto, il fatto di essere una "bastarda": Violette Leduc affronta i tabù degli anni Cinquanta senza alcuna ipocrisia. Espandi ▽
"Se si comincia un'autobiografia, bisogna andare fino in fondo» afferma Violette Leduc. L'omosessualità, l'aborto, il fatto di essere una "bastarda": Violette Leduc affronta i tabù degli anni Cinquanta senza alcuna ipocrisia. La sua sincerità intrepida le vale l'ammirazione e il sostegno di Simone de Beauvoir e circa cinquant'anni dopo il successo di pubblico de "La bastarda", i suoi libri seducono ancora per la loro forza e libertà. Esther Hoffenberg torna nei luoghi in cui Leduc ha vissuto e lavorato, a Parigi e a Faucon, per creare il ritratto di una scrittrice in grande anticipo sulla propria epoca. Un inno alla libertà e alla magia della parola. Recensione ❯