| Titolo originale | Section 8 |
| Anno | 2012 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | Francia, USA |
| Regia di | James Mather, Stephen St. Leger |
| Attori | Maggie Grace, Guy Pearce, Peter Stormare, Joseph Gilgun, Lennie James, Vincent Regan Jacky Ido, Tim Plester, Anne-Solenne Hatte. |
| Uscita | mercoledì 25 luglio 2012 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 2,66 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 20 luglio 2012
I registi James Mather e Stephen St. Leger firmano una storia d'azione che vede tra i protagonisti Maggie Grace e Guy Pearce. Al Box Office Usa Lockout ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 14,2 milioni di dollari e 6,3 milioni di dollari nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Stati Uniti, 2079. Snow è un ex agente della CIA che non gode di una buona reputazione. Viene rimesso però in attività nel momento in cui si verifica un'emergenza. Emily, la figlia del Presidente si è recata su una prigione in orbita in cui sono stati 'congelati' i detenuti più pericolosi. Proprio in occasione del suo arrivo un detenuto, che viene da lei intervistato, riesce a prendere in mano la situazione risvegliando gli altri. E' necessario intervenire e la missione può essere affidata a un solo uomo: Snow.
Stephen St. Leger e James Mather hanno un ruolo che è molto prossimo a quello del prestanome per questo film che porta molteplici firme di Luc Besson. Un giorno qualcuno dovrà impegnarsi a studiare approfonditamente la factory Besson. Ne risulteranno di sicuro dei rilievi interessanti. Si riuscirà, tra l'altro, ad individuare con precisione analitica le strategie registiche e/o produttive con cui il più americano dei registi francesi riesce a imporre sul mercato prodotti di genere, spesso catalogabili come b-movies, che riescono però ad avere quasi sempre un quid che li diversifica dai concorrenti. Perché anche in questo Lockout ci viene chiesto in maniera perentoria di sospendere l'incredulità sin dalla prima sequenza in cui il protagonista riceve degli sganassoni che neanche Bud Spencer e Terence Hill ai bei tempi.
Tutto è di conseguenza sopra le righe (ivi compresi gli occhi del cattivo che più cattivo non si può) e non ha bisogno di giustificazioni. Anche perché l'ennesimo utilizzo del McGuffin di turno (una valigia) favorisce l'architettura di uno script in cui, quando ci si ferma per un dialogo tra il bruto e la bella, si deve conservare il ritmo. Sempre. Anche nelle situazioni più pericolose.
Cominciamo dal principio: i titoli di testa sono spettacolari ! !! !!! Da questi permea un fil rouge a trama comica e scanzonata che non ci si aspetterebbe e che spezza gradevolmente l'andamento della storia. Sia chiaro, la trama è lineare: agente incastrato finisce ingiustamente in prigione, può redimersi salvando la bella di turno che guarda caso è la figlia del presidente [...] Vai alla recensione »