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Ultimo aggiornamento giovedì 8 maggio 2014
Dopo la morte del marito, Rosetta deve combattere insieme alla figlia Sofia per difendere la sartoria di famiglia.
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CONSIGLIATO N.D.
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All'inizio dei fantastici anni '60, dopo l'improvvisa morte del marito, "sarto per soli uomini", Rosetta (Maria Grazia Cucinotta), bella e ammaliante donna di un paese del Sud, viene abbandonata da tutti, e deve combattere, accanto alla figlia Sofia (Marta Gastini), per difendere la sua dignità e la sartoria di famiglia, che le circostanze impongono di chiudere.
L'assessore Cordaro (Ninni Bruschetta), uomo potente, con la complicità dei paesani e di un "testa di legno" (Ernesto Mahieux), vuole impossessarsi di tutti i palazzi del borgo medievale e trasformarli in alberghi per turisti d'assalto. L'immobile delle "due vedove", con vista mare, è al centro del sinistro progetto. Le due reagiscono alle continue vessazioni sfidando i ben pensanti del paese e riaprendo la "sartoria per soli uomini".
Intanto, Salvatore (Alessio Vassallo), un giovane artista ambulante dal fascino zingaresco, fa innamorare Sofia. Con l'approvazione di mamma Rosetta e lo stupore dei paesani i due si sposano. Ma la ragazza non riesce ad avere figli, e i benpensanti cominciano a lanciare sospetti sull'autenticità del matrimonio. La frequentazione maschile della sartoria riaccende le diffamazioni: per tutti, la bottega è solo la copertura ad una casa d'appuntamento.
Quando tutto sta per precipitare, Rosetta scopre di essere incinta.
Ma chi sarà il padre di quella creatura?
Intingete una pellicola nello squallore. Aggiungete un tonnellata di stereotipi, un canile di attori e l’imprevedibilità di un sasso. Mescolate il tutto e avrete: La Moglie del Sarto. In un cinema popolato solamente da quattro anime sbadiglianti, ci siamo sorbiti un polpettone melenso di rara bruttezza. La storia sta in piedi come un ubriaco sui pattini.