Kotoko

Film 2011 | Drammatico 91 min.

Anno2011
GenereDrammatico
ProduzioneGiappone
Durata91 minuti
Regia diShin'ya Tsukamoto
AttoriShin'ya Tsukamoto, Cocco .
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Shin'ya Tsukamoto. Un film con Shin'ya Tsukamoto, Cocco. Genere Drammatico - Giappone, 2011, durata 91 minuti. Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Tsukamoto, dopo le visioni oniriche della saga dedicata a Tetsuo, prende in esame la storia di una donna sull'orlo di una crisi di nervi. Il film è stato premiato al Festival di Venezia,

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO NÌ
Scheda Home
Critica
Cinema
Trailer
Un film ossessivo, dilaniato e maniacale sulla lacerazione dell'inconscio mentale.
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 9 settembre 2011
Recensione di Gabriele Niola
venerdì 9 settembre 2011

Kotoko ha un problema, ci vede doppio, nel senso che la sua mente sdoppia le persone che vede, una reale e una no, una positiva e una negativa (che cerca di attaccarla), senza che lei possa distinguere quale esista e quale sia frutto della sua immaginazione. Il suo disagio mentale è acuito dallo stress dovuto alla cura del figlio neonato che tra pianti, urla ed esigenze lentamente porta la madre al totale esaurimento. Quando le viene levato l'affido le cose sembrano migliorare, una nuova storia d'amore però riporterà in superficie ansie, paure e sdoppiamenti.
E' da Nightmare detective (escludendo la parentesi di ritorno alla serie Tetsuo) che Shinya Tsukamoto sta operando uno slittamento dall'ossessione per la mutazione e la lacerazione della carne a quella per l'inconscio mentale, un movimento analogo a quello compiuto da un altro regista a lui simile per temi come David Cronenberg. Un passo in fondo non gigantesco, le ansie di Tetsuo, Tokyo fist e A snake of june finivano nella carne ma cominciavano nella mente e si nutrivano dell'oppressione dell'asfalto e del metallo cittadino.
In Kotoko tutto ciò è ancor più esplicito. Nei suoi momenti migliori il nuovo film di Tsukamoto racconta di una mente spaccata dal rumore ossessivo delle pentole metalliche contro i fornelli, dalle strette mura d'asfalto del palazzo in cui vive e dal pianto del bambino. La quiete arriva solo durante il canto o in campagna.
Il guaio del film è che non mantiene la forza e l'impatto che solitamente sono la cifra del regista giapponese lungo tutta la narrazione. Impennate visive e improvvise intuizioni (o anche solo visioni pienamente tsukamotiane) interrompono lunghi momenti che sono riflessivi solo nelle intenzioni del regista.
Questa volta è l'insostenibile ansia della maternità e della cura di un'altra vita, piccola e fragilissima ma in grado di indurre i peggiori pensieri, a preoccupare il regista. E sebbene Kotoko non possa dirsi tra le migliore opere di Tsukamoto, è sufficiente anche solo il modo impaurito e sinceramente timoroso con il quale filma il desiderio di omicidio del figlio da parte della madre, a confermare di essere di fronte ad uno dei più grandi registi di sempre.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 25 agosto 2012
Monsieur Campo''

Inquietante e moderno come solo Tsukamoto sà essere, visto all'Asian Film Festival di Reggio Emilia. Spero che presto venga presentato nelle sale Italiane per inquietare anche voi....

venerdì 9 ottobre 2015
Peer Gynt

Inguardabile film del regista estremo Tsukamoto, che ci rappresenta la follia della protagonista con una mdp a mano agitatissima e nevrotica, una giustapposizione di realtà e allucinazione che non sempre riusciamo facilmente a discernere, una violenza estrema che la protagonista, nella sua follia, vive dentro il suo cervello ed esplicita anche su se stessa e su coloro che provano verso di lei [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
sabato 10 settembre 2011
Luca Volpe

Va al lungometraggio giapponese Kotoko il premio della sezione Orizzonti nell'ambito della 68. Mostra del cinema di Venezia. Il film, diretto da Shinya Tsukamoto, racconta di una donna la cui mente sdoppia le persone che vede, creando un'immagine reale [...]

NEWS
giovedì 8 settembre 2011
Nicoletta Dose

Essere madre ai tempi della pazzia non è una questione semplice da affrontare. Il regista giapponese Shinya Tsukamoto, dopo aver affrontato il tema della disumanizzazione di fine secolo con Tetsuo (nel 1989 il primo, nel 2008 l'ultimo capitolo della trilogia [...]

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