| Anno | 2011 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Francesco Patierno |
| Attori | Diego Abatantuono, Valerio Mastandrea, Valentina Lodovini, Renato Nuvoletti, Sandra Collodel Grazia Schiavo, Maurizio Donadoni, Vitaliano Trevisan, Riccardo Bergo, Sergio Bini Bustric, Fulvio Molena, Laura Efrikian. |
| Uscita | sabato 3 settembre 2011 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 2,71 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 13 settembre 2011
Dopo la dichiarazione xenofoba di un piccolo imprenditore locale, tutti gli extracomunitari di un paese veneto svaniscono improvvisamente. In Italia al Box Office Cose dell'altro mondo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 428 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Una città del Nordest d'Italia. L'immigrazione incide sul tessuto sociale. L'industriale Golfetto non la sopporta nella maniera più assoluta e scarica tutta la sua xenofobia in uno spazio a lui riservato nella tv locale che finanzia. Intanto fa ritorno a casa Ariele, un poliziotto con madre con Alzheimer e un tempo compagno della maestra Laura che ora attende un figlio da un africano. Un mattino però, dopo un fenomeno temporalesco anomalo, tutti gli extracomunitari e gli stranieri in genere scompaiono dal territorio. Bisogna arrangiarsi da soli.
Il debito con Un giorno senza messicani viene correttamente pagato sin dai titoli di testa. Perché l'idea di base è la stessa: là la California qui il Nordest, identica la sparizione. Le similitudini si fermano però a questo punto perché lo sguardo e il punto di vista divergono e non solo per ovvie diversità di latitudini, usi e costumi. Se nel film di Sergio Arau e Jareli Arizmendi una parte consistente degli accadimenti veniva filtrata dai notiziari televisivi (con conseguente evidenziazione della manipolazione di massa) qui la televisione c'è ma la sua capacità di assoggettamento delle coscienze non si articola sulle notizie ma sulla visceralità più becera. Quando sentiamo blaterare Golfetto di cammelli e stati africani inesistenti viene immediatamente in mente (tanto per non fare nomi) Borghezio. La tecnica è la stessa, la volgarità analoga tanto che viene il dubbio che la produzione debba pagare all'eurodeputato parte dei diritti di sceneggiatura. Il film di Patierno trova la sua forza proprio nell'ignoranza che pervade il tessuto sociale traducendosi talvolta in violenza e che viene perfettamente esemplificata dal personaggio del taxista. Cose dell'altro mondo affronta il discorso della necessità della presenza degli immigrati per la stessa sopravvivenza del trend di vita proprio di coloro che più ne contrastano la presenza. Lo fa con i toni della commedia alternando la disinibita irruenza di un Abatantuono (che ogni tanto dimentica di interpretare un veneto e torna ad accenti milanesi) con la levità surrealmente efficace di Valerio Mastandrea, il quale interpreta un personaggio che si muove in una sorta di tempo sospeso in cui il compito primario sembra essere il reagire e non l'agire. L'esito è divertente e interessante. In più occasioni nella storia del cinema (e non solo) la commedia è riuscita a far arrivare a un vasto pubblico delle idee che il dramma o la riflessione 'alta' avrebbero costretto nella ristretta cerchia dei già convinti. Ogni volta che ciò accade è giusto felicitarsi abbandonando qualsiasi tipo di sopracciglio alzato.
Sarebbe una cosa dell’altro mondo se un giorno d’improvviso sparissero tutti gli immigrati che lavorano in Italia, o segnatamente nell’ (a volte) xenofobo nord-est: immondizie che si accumulano per strada, la ditta del “sciur Brambilla” trevigiano, Abatantuono, senza quasi più operai, classi scolastiche e prigioni quasi vuote, anziani soli che vanno [...] Vai alla recensione »
Il prossimo 3 Settembre 2011 arriva al cinema la commedia italiana Cose dell’altro mondo, con Diego Abatantuono e Valerio Mastandrea e diretta da Francesco Patierno, che torna sul grande schermo dopo il suo ultimo successo Il mattino ha l’oro in bocca. Con questo ultimo film, questo giovane regista cerca di soffermare l’attenzione degli italiani sulla problematica molto attuale della presenza degli extracomunitari nel nostro paese.
Si può ridere dell'immigrazione? Con Cose dell'altro mondo Francesco Patierno ci prova e ci riesce, rendendo in immagini i mugugni e i desideri di tanta gente e di tanti politici ansiosi di restituire l'Italia agli italiani. Soprattutto il nord-est agli indigeni, perché è Diego Abatantuono, interprete ideale di un grintoso e arrogante industriale del nord est che dalla sua tv predica il ritorno a casa [...] Vai alla recensione »