Mammuth

Film 2010 | Commedia 92 min.

Anno2010
GenereCommedia
ProduzioneFrancia
Durata92 minuti
Regia diBenoît Delépine, Gustave Kervern
AttoriGérard Depardieu, Yolande Moreau, Isabelle Adjani, Benoît Poelvoorde, Miss Ming Blutch, Philippe Nahon, Bouli Lanners, Anna Mouglalis, Siné, Dick Annegarn, Catherine Hosmalin, Albert Delpy, Gustave Kervern, Bruno Lochet, Remy Kolpa, Noël Godin, Serge Larivière, Eric Monfourny, Serge Nuques, Zoé Weber.
Uscitavenerdì 29 ottobre 2010
DistribuzioneFandango
MYmonetro 2,82 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Benoît Delépine, Gustave Kervern. Un film con Gérard Depardieu, Yolande Moreau, Isabelle Adjani, Benoît Poelvoorde, Miss Ming. Cast completo Genere Commedia - Francia, 2010, durata 92 minuti. Uscita cinema venerdì 29 ottobre 2010 distribuito da Fandango. - MYmonetro 2,82 su 28 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Gérard Depardieu è Mammuth, un sessantenne che - in sella alla sua moto - parte alla riscoperta delle strade della sua gioventù. Il film ha ottenuto 3 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Mammuth ha incassato 220 mila euro .

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Consigliato sì!
2,82/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 3,13
PUBBLICO 2,62
CONSIGLIATO SÌ
Denuncia comica e surreale dell'alienazione dell'operaio dal tessuto sociale.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 febbraio 2010
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 19 febbraio 2010

Mammuth, così soprannominato dal nome della moto degli anni '70 che non usa più da tempo, va in pensione a 60 anni. Ha lavorato da quando ne aveva 16 e l'ultimo datore di lavoro (in un mattatoio) gli riconosce di non aver mai fatto un giorno di assenza. Ora Mammuth non sa come trascorrere le giornate ma una soluzione gli arriva dalla ricostruzione dei contributi pensionistici. Nel passato l'uomo ha lavorato in diversi luoghi e molti si sono 'dimenticati' di versare il dovuto. Mammuth sale allora sulla moto e parte alla ricerca di documenti ripercorrendo cosi le strade della sua gioventù. Accompagnato però da un fantasma. Si tratta di Yasmine, il suo primo amore morta in un incidente di moto.
Depardieu si mette totalmente nelle mani di Delépine e Kervern per questo film che si chiude con una dedica al figlio Guillaume recentemente scomparso e amico dei due registi. La sua mole ormai spropositata invade il film ma, al contempo, se ne lascia trasportare come sulla moto da cui prende il nome. I due registi fanno cinema d'arte allo stato puro a partire dal tipo di supporto visivo estremamente sgranato che utilizzano per le riprese. Loro obiettivo è mostrare l'assurdità di una società che rinserra un uomo in un posto di lavoro alienandolo così da un tessuto sociale che si è trasformato e ha fatto proprio dello sfruttamento dell'opera altrui uno dei cardini della sua sopravvivenza.
Delépine e Kervern sono molto abili, nella prima parte del film, a sottolineare, con efficaci tratti di comicità surreale, il disagio che pervade un protagonista costretto a rientrare in un quotidiano che aveva rimosso dalla sua vita. Così come sanno accompagnarlo nelle prime tappe del viaggio in cui entra in contatto con un'umanità varia nei confronti della quale non sa bene come reagire.
Il film però finisce con il perdere di vigore nell'ultimo terzo quando si vuole forzare sul registro dell'astrazione finendo con il dare l'impressione di un'improvvisazione un po' fine a se stessa. Mammuth parte su una moto rombante e torna alla fine del viaggio in motorino. È un po' quello che succede alla sceneggiatura.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dopo aver lavorato tutta la vita senza nemmeno un giorno di malattia, compiuti i 60 operaio va in pensione e scopre che molti suoi datori di lavoro non gli hanno versato i contributi. Decide che la soluzione più veloce è andare lui stesso a riscuoterli. Monta in sella alla sua vecchia moto, una Mammuth, e si mette in viaggio. Tornando nei luoghi della sua giovinezza capisce di essere stato sempre considerato da tutti un imbecille ignorante e perde ancor più il senso della vita. L'incontro con una nipotina cambia le cose. La fisicità di Depardieu, al servizio di un personaggio di poche parole, nostalgico, rozzo e vitale, invade lo schermo, in questa recherche del passato, del tempo perduto, sullo sfondo di un'ambientazione di proletariato urbano emarginato, di situazioni di comicità surreale, popolate di una galleria di personaggi, reali e onirici, iperrealistici. Girato in 16 mm, con immagini sgranate e volutamente simili a riprese fatte con un telefonino, è dedicato al figlio di Depardieu, amico dei due autori, prematuramente scomparso a 37 anni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 4 gennaio 2012
osteriacinematografo

E’ la storia di Serge, un sessantenne che decide di andare in pensione dopo una vita dedicata interamente al lavoro. L’uomo deve percorrere a ritroso il proprio iter lavorativo alla ricerca dei vari datori di lavoro e degli improbabili contributi versati a suo pro. Scopriamo presto un uomo totalmente estraneo alla società in cui sembra non essersi mai calato, scopriamo la vera essenza di Serge, [...] Vai alla recensione »

domenica 31 ottobre 2010
francesca meneghetti

Grande, per essere grande, in tutti i sensi, Depardieu, lo è. E il soprannome di Mammuth gli si addice – ahimè, per chi ricorda la sua sfolgorante bellezza, nel volto e nel corpo, in Novecento di Bertolucci. Ma non bastano i capelli lunghi e biondi, molto più di quelli di Lebosky, e la moto per fare di lui un indomito nostalgico hippy sessantenne, che, sul punto di varcare la soglia della pensione, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 novembre 2011
Francesco2

Ancora la provincia francese, che ci avevano illustrato Guediguan e questi stessi registi nel loro precedente "Louise e Michel"; ma penso anche a "Marius e Jeannette". Un cinema mai consolatorio, alle volte semmai consolante, perché senza abbandonarsi a stupidi ottimismi (Ed anzi, a volte, trasfigurando la realtà in maniera caricaturale, come in questo caso), non evita di lanciare tiepidi messaggi [...] Vai alla recensione »

sabato 23 febbraio 2013
Eugenio

Di nuovo la Francia,ancora protagonista di una dolce-amara commedia targata Benoît Delépine e Gustave de Kervern. I due registi anarco-insurrezionalisti dopo il surreale Louise Michel tornano ad occuparsi di un tema assai “caldo” e attuale: il ritorno alla quotidianità delle proprie azioni dopo un’alienante esistenza lavorativa.

mercoledì 25 maggio 2011
ipno74

Buon film con Depadieu che però non ha un gran ritmo. La sceneggiatura è buona anche a volte la regia è un pò lenta. Una regia a volte lenta ma anche geniale, con richiami del passato con la vera pellicola anni '70. Storia di un'uomo afflitto per la morte della sua ragazza o storia di una sera.

domenica 7 novembre 2010
Claudia

Il lavoro è il vero protagonista di Mammuth. Il lavoro che di volta in vola è alienante, amato, mancato, odiato. Serge, il protagonista, lo ama troppo, al punto da vedere la sua vita vuota nel momento in cui raggiunge l'età della pensione. Scopre però che alcuni suoi datori di lavoro non gli hanno versato i contributi, quindi parte in sella alla sua vecchia moto per [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 novembre 2010
Luca Scialo

Serge, per tutti Mammuth per la stazza fisica e per il nome della moto degli anni '70 che ha ma che ormai non usa più, va in pensione. Nella sua vita ha svolto tantissimi lavori manuali, avendo cominciato a 16 anni, ma molti dei suoi ex capi non gli hanno versato i contributi utili per avere la pensione. Dunque riprende la sua vecchia motocicletta, anche dietro consiglio della moglie Catherine, [...] Vai alla recensione »

domenica 14 novembre 2010
ablueboy

Nel ritrarre un pensionato alle prese con il problema di recuparare le pezze giustificative per la sua pratica pensionistica,  gli autori, come già in Louise-Michel, propongono una veduta fortemente stilizzata su una coppia di personaggi ai margini della società, riproponendoin chiave ipermoderna il tema dell'emarginazione e del proletariato.

martedì 4 gennaio 2011
sider

Un fantozzi alla francese, solo che almeno Villaggio voleva far ridere e non aveva la pretesa di voler lasciare un segno indelebile nella cinematografia. Mi si contesterà di non aver compreso il disagio della dura realtà, ma è questo il punto: Questa non è realtà. Questa non è l'emarginazione.

sabato 23 ottobre 2010
xdeex

grandiosa regia, umorismo e attori !!!

venerdì 8 aprile 2011
Ragthai

Davvero noioso, lo sconsiglio ai non amanti del cinema francese.

domenica 31 ottobre 2010
giancarlo isaia

Nel suo genere è,a mio avviso, un buon film non capisco la palese negatività della critica da voi pubblicata, intendo quella di "Le Monde", mentre non leggo "il Messagero" "La Repubbica " e "La stampa" che trattano il film con tutt'altro tenore

domenica 29 dicembre 2013
Great Steven

MAMMUTH (FRANCIA, 2010) di GUSTAVE DE KERVERN & BENOîT DELéPINE. Interpretato da GéRARD DEPARDIEU – YOLANDE MOREAU – ISABELLE ADJANI – MISS MING – BENOîT POELVOORDE § Serge Pilardosse va finalmente in pensione dopo quarantaquattro anni di lavoro onesto e puntiglioso: nella sua vita ha fatto il buttafuori, ha lavorato presso un’azienda [...] Vai alla recensione »

lunedì 25 aprile 2011
dario

Troppo caricaturale, poche idee, sceneggiatura allo sbando, qualche furberia e tanto snobismo. Il tutto per una morale di fondo quanto mai banale. Certi tocchi non sono male, la regia non è dozzinale, ma sono poche cose in uno spettacolo volutamente dimesso, con qualche punta di sadismo letterario. Non manca una sensazione di assurdità voluta e perseguita cocciutamente, con supponenza. [...] Vai alla recensione »

martedì 15 febbraio 2011
brenusu

mercoledì 13 luglio 2011
Vittorio

Concordo pienamente con la critica....il film va diviso in due parti, la prima parte è splendida, una piccola poesia, una metafora della vita....poi pero' la parte finale diventa forzata, scialba e con un finale un po' troppo scontato!! Peccato... Complessivamente da vedere....

martedì 19 ottobre 2010
kayton

A chi ha appena scoperto che la vita da precari a tempo indeterminato non consentirà di avere la pensione minima, questo film farà sorridere. Amaramente. Serge (Gerard Depardieu), da poco andato in pensione, scopre che molti dei suoi ex datori di lavoro non gli avevano regolarmente versato i contributi. Così, spinto dalla moglie Catherine (Yolande Moreau), rispolvera la sua vecchia [...] Vai alla recensione »

venerdì 21 gennaio 2011
ultimoboyscout

Una commedia anche di denuncia, ma vista in chiave leggera e simil-comica, con soli attori brutti, con Depardieu alla ricerca della sua vita passata. On the road alla francese, non convince del tutto ma non si può dire che sia brutto.

FOCUS
INCONTRI
venerdì 22 ottobre 2010
Luca Volpe

Gustave Kervern si definisce un tipo forse un po' pazzo, certamente sopra le righe, ed il suo aspetto del resto sembra non contraddirlo. Capelli scompigliati, barba lunga e look da turista in vacanza, il regista francese incontra la stampa a margine della proiezione di presentazione (la prima in Italia) del suo ultimo lavoro cinematografico, Mammuth, con Gérard Depardieu e Yolande Moreau. L'occasione è offerta dalla seconda edizione del France Odeon di Firenze, Festival del Cinema Francese che – riprendendo la lunga tradizione di France Cinéma – intende diventare una sorta di trampolino di lancio [...]

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Attenzione: film-Ufo. Chi ha visto Louise-Michel conosce il mix di beffarda ferocia e furiosa malinconia dei due guastatori Kervern e Delépine, ma Mammuth va oltre. Calando il divo Depardieu nel ruolo di un enorme e laconico operaio del mattatoio in età da pensione che inforca la sua maximoto anni 70, una rarissima Mammuth, appunto, e parte alla ricerca dei fogli paga della sua gioventù, ovvero del [...] Vai alla recensione »

Jacques Mandelbaum
Le Monde

D'une certaine manière, tout le monde a eu vingt ans en 1969. Tout le monde a adoré Easy Rider, de Dennis Hopper, ce bras d'honneur à la société bien pensante devenu le film phare de la contre-culture américaine, et plus généralement de l'aspiration à la liberté. Tout le monde pensera toujours, pour le dire autrement, n'avoir pas démérité de sa jeunesse.

Alberto Crespi
L'Unità

Oggetto da maneggiare con cura. Sarebbe facile dirvi: andate a vedere Mammuth, è un bel film con Un Depardieu monumentale. Voi, magari, ci andate. E se non siete stati avvertiti, passate metà del film a gridare «fuoco!», a litigare con la maschera, a maledire il proiezionista e tutti i suoi avi. Poi, se al cinema lo sanno (non è detto!), vi dicono che il film è proprio così, che non c'è alcun inconvenient [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Tutt'altro che un capolavoro, «Mammuth» è uno di quei film che strappa un briciolo di simpatia anche agli spettatori più refrattari. Meglio dire subito, peraltro, che la messinscena si sorregge tutta sulla strenua performance di Gérard Depardieu, a suo pieno agio nel raggiungere vette sublimi giocando sulle concordanze tra il protagonista di finzione e la propria autentica personalità.

Boris Sollazzo
Liberazione

Guardate Mammuth e non azzardatevi più a lamentarvi delle riforme pensionistiche degli ultimi 20 anni in Italia. Gerard Depardieu e la sua odissea nei contributi ci dimostrano che in Francia, lo sciopero generale insegna, non se la passano meglio di noi. Ma Benoit Delépine e Gustaven de Kervern, dopo Louise-Michel, questa volta il lavoro lo prendono come pretesto per un on the road su una Mammut d'epoca [...] Vai alla recensione »

Maurizio Acerbi
Il Giornale

Serge, detto Mammuth, operaio da poco in pensione, è costretto ad inforcare la sua vecchia moto per andare a trovare tutti i suoi precedenti datori di lavoro e farsi così consegnare le dichiarazioni mancanti per ottenere il vitalizio. Strepitosa commedia «on the road», surreale e grottesca, su rapporti umani ed etica del lavoro, interpretata da un magistrale Depardieu affiancato dalla brillante Yolande [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ancora una volta è la Francia, dopo Risorse umane e A tempo pieno di Laurent Cantet e Louise-Michel di Benoît Delépine e Gustav Kervern, a mettere la crisi del lavoro e le preoccupazioni dei lavoratori al centro del cinema europeo. Con Mammuth, diretto sempre da Delépine e Kervern, si parla soprattutto di previdenza sociale, o meglio della sua latitanza, in un universo di precarietà.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Grande e grosso, un armadio con i capelli lunghi sulle spalle, l'ex operaio Depardieu intraprende sulla sua vecchia preziosa motocicletta Mammuth, un viaggio alla ricerca di certi documenti mancanti nel suo dossier per la pensione. Il pellegrinaggio tra gli ex datori di lavoro risulta del tutto infruttuoso: ma il viaggio, con le sue avventure, i suoi incontri, il suo dinamismo, restituisce al viaggiatore [...] Vai alla recensione »

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