L'amore buio

Film 2010 | Drammatico 110 min.

Regia di Antonio Capuano. Un film con Irene De Angelis, Gabriele Agrio, Luisa Ranieri, Corso Salani, Valeria Golino. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2010, durata 110 minuti. Uscita cinema venerdì 3 settembre 2010 distribuito da Fandango. - MYmonetro 2,61 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Una storia di violenza e tenerezza tra i palazzi borghesi, i bassi della rabbia, il carcere di Nisida. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office L'amore buio ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 80,8 mila euro e 19,2 mila euro nel primo weekend.

Consigliato nì!
2,61/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,92
CONSIGLIATO SÌ
Nonostante la solita maestria questa volta Capuano incappa nei peggiori difetti del cinema italiano.
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 1 settembre 2010
Recensione di Gabriele Niola
mercoledì 1 settembre 2010

Un ragazzo e una ragazza. Area napoletana. Uno chiuso, introverso, insofferente e per di più confinato in galera, l'altra ugualmente problematica ma confinata in una vita borghese e cittadina dalla quale sembra voler fuggire ma in cui rimane invariabilmente confinata. I due però sono uniti da qualcosa di più che un'affinità elettiva e la frequentazione di diversi psicologi, le loro vite hanno avuto una svolta negativa nel medesimo momento, in un evento che li ha coinvolti entrambi.
Antonio Capuano si è distinto lungo tutta la sua carriera da regista (dal folgorante esordio con Vito e gli altri fino al recente successo di La guerra di Mario) per il modo sincero, immediato eppur delicato di parlare dell'infanzia dura nei quartieri meno vivibili dell'area napoletana. Non risparmiando niente agli spettatori quanto a realismo, nè facendo facili concessioni alla spettacolarizzazione della disperazione, è stato uno dei cantori più costanti e poetici di quel mondo (come sottolinea Luna Rossa).
Per questo meraviglia come L'amore buio, ennesimo capitolo dell'indagine nella realtà più degradata, tradisca proprio quest'aspettativa. Sebbene coadiuvato, come sempre, da un direttore della fotografia d'eccezione (in questo caso Tommaso Borgstrom), non solo abile ma anche lasciato di libero di osare (forse la caratteristica più felice del film) e più in generale da un reparto tecnico di prim'ordine, lo stesso L'amore buio sembra soffrire dei peggiori difetti generalmente imputati al cinema italiano più pigro e inconcludente: silenzi che vogliono essere espressivi, sguardi nel vuoto sofferenti e una trama ridotta all'osso, dovrebbero sostenere un film che non riesce a trovare, come capitava in passato, la vitalità popolare con la quale Capuano salva sempre i suoi esecrabili protagonisti.
Forse non è un caso che stavolta, oltre al racconto di un giovane carcerato, il regista si misuri con un territorio a lui poco familiare ma tanto caro al nostro cinema contemporaneo, ovvero l'interno medio borghese fatto di noia e contrasti futili, di male di vivere inspiegabile e di prigioni della mente. E così come la famiglia mediamente borghese rappresentata anche il film di Capuano si presenta medio, senza quelle violenze operate al linguaggio cinematografico accompagnate alla delicatezza dello sguardo cui ci aveva abituato.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

7° lungometraggio scritto e diretto dal napoletano Capuano, esposto alla 67ª Mostra di Venezia nelle Giornate degli Autori dove vinse 4 premi delle giurie collaterali. Quattro giovani proletari stuprano Irene, adolescente come loro. Ciro, uno dei 4, la mattina dopo va a denunciare sé e gli altri. Dal carcere comincia a scrivere lettere alla sua vittima. S'incontrano una volta sola, ignorandosi, ma anche in lei, borghese di famiglia benestante, qualcosa è cambiato. Dall'incomunicabilità e dalla violenza, con fatica e dolore, hanno compiuto un percorso aperto alla possibilità di scambio, di una riparazione, di un perdono. Ha il suo limite nella parte borghese della vicenda. Premio FEDIC (Federazione Italiana Cineclub) con questa breve motivazione: "Racconta con lucidità critica ed emotiva due aspetti diversi di Napoli, città contraddittoria". Ultimo film di Corso Salani.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 10 gennaio 2011
Dano25

Il film si regge su un tema purtroppo sempre d'attualità come lo stupro di gruppo ma la mancanza di ritmo e le atmosfere cupe lo rendono un pò noioso e certo non aiuta la durata. Il degrado socio-ambientale e il "tirare a campare" dei giovani in tali condizioni non giustificano comportamenti violenti e la visione di un carcere poco duro ma più familiare aggiunge [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 settembre 2010
Francesco2

Sono passati quattordici anni da "Pianese Nunzio 14 anni a Maggio". Come avveniva in maniera relativamente didascalica lì, il ragazzino si presenta(Ma non al PUBBLICO, quanto ad un altro protagonista del film, e forse non è differenza da poco), dopo essere stato (co)protagonista di uno stupro. In seguito Capuano ci introduce, volutamente senza alcun commento sonoro, al carcere minorile dove verrà racchiuso [...] Vai alla recensione »

martedì 17 marzo 2015
kimkiduk

Non conosco Capuano. Mi sono avvicinato al film in punta di piedi. Argomento e location abbastanza rivisti; regista italiano; attori giovani nuovi. Mi aspettavo simil fiction. Poi ho visto il film e lette le critiche e non posso che dire "NON CONCORDO". Non concordo soprattutto con la critica di Mymovies. Ho trovato questo film pieno di NON banalità, pieno di silenzi intensissimi (vedi [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 agosto 2011
kaipy

io friulana, ho dovuto guardarlo con i sottotitoli per non udenti. non importa. va bene così. un film denso, intenso. una ragazza struprata che non riesce a superare ciò che ha vissuto un ragazzo che vuole affrontare ciò che ha fatto due ragazzi che lottano e non si arrendono

martedì 15 febbraio 2011
ipno74

Questo è il primo film di Capuano che vedo, quindi non sarò attendibile. Posso dire che lui è un bravo regista, ha delle genialità nelle riprese che non vedevo da molto tempo. Purtroppo quando si cerca una sceneggiatura originale, si incappa in storie troppo assurde. Poi non condivido il fatto di fare film con parti in dialetto, in quanto molti italiani non capiscono [...] Vai alla recensione »

martedì 22 maggio 2018
vale

film molto bello,purtroppo sempre con temi mediatici attuali e con un finale struggente: Ciro esce dal carcere e si volta a cercarla con lo sguardo,lei non c'è fisicamente,sta in America,eppure il suo cuore è di fronte al ragazzo... un finale diverso,un lieto fine per i due sarebbe stato troppo inverosimile e irrealistico

domenica 11 dicembre 2011
IlparereDelPubblico

Peccato perchè poteva essere un bel film ben diretto con una buona fotografia e sceneggiatura ma totalmente privo di ritmo recitato abbastanza male e con dialoghi da latte alle ginocchia..In dialetto napoletano senza sottotitoli molte cose non si capiscono ma questo non è un difetto perchè tra qualche anno il dialetto si perderà e ci resteranno solo i film e le canzoni

mercoledì 15 settembre 2010
mongomery

l'amore buio è il film che mi ha ricondotto e riconciliato con il cinema italiano da molti anni non vedevo un film così bello e toccante dai tempi di -Ladro di Bambini di Gianni Amelio altro raro esempio di un cinema -cinema-come sapevano farlo nel passato del quale pare si sia perso ogni memoria

Frasi
Quando io nella mia testa penso "amore"come fai tu a sapere che lo sto pensando? Non lo sai,non lo puoi sapere, è un amore che non puoi vedere, sta dentro i muri del carcere. Quando scaveranno non troveranno niente, invece se lo scrivi,"amore" io lo posso leggere.
Una frase di Ciro (Gabriele Agrio)
dal film L'amore buio - a cura di envivi
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Castellano
Il Mattino

I microcriminali liberi e vagabondi di «Vito e gli altri» sono finiti in galera, il quattordicenne Pianese Nunzio ora ne ha 16 e porta alle estreme consequenze i suoi istinti violenti, il mondo borghese e quello sottoproletario entrati in cortocircuito in «La guerra di Mario» circoscrivono di nuovo i propri confini e restano rigorosamente separati. «L’amore buio» di Antonio Capuano, presentato a Venezia [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ci sono registi che sanno raccontare bene certi mondi e non altrettanto bene certi altri. È il caso di Antonio Capuano, bravissimo nel riprodurre la vitalità sanguigna e viscerale dei ragazzi sottoproletari dei bassi di Napoli, non altrettanto efficace quando racconta la borghesia (vedi La guerra di Mario). Qui la storia si divide in due metà: una parla di una ragazza della Napoli bene che è stata [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 3 settembre 2010
Nicoletta Dose

Piccola grande Miral Ci sono giorni in cui il cinema spezza la quotidianità degli spettatori, coinvolgendoli in storie surreali ambientate in luoghi lontani. Le sale del weekend accolgono film per tutti i gusti, portando vicino a noi conflitti distanti [...]

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