Due vite per caso

Film 2010 | Drammatico 88 min.

Regia di Alessandro Aronadio. Un film con Lorenzo Balducci, Isabella Ragonese, Ivan Franek, Riccardo Cicogna, Sarah Felberbaum. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2010, durata 88 minuti. Uscita cinema venerdì 7 maggio 2010 distribuito da Lucky Red. - MYmonetro 2,76 su 23 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Due vite per caso ha incassato 21,1 mila euro .

Consigliato sì!
2,76/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,38
PUBBLICO 2,67
CONSIGLIATO NÌ
Vite parallele che si incontrano nella cronaca italiana più recente.
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 22 febbraio 2010
Recensione di Edoardo Becattini
lunedì 22 febbraio 2010

Matteo e Sandro guidano velocemente in una piovosa notte romana. Sandro si è ferito al pollice e Matteo lo sta conducendo al pronto soccorso, ma per un malfunzionamento dei freni, tamponano l'auto di due poliziotti in borghese che per pronta risposta li fermano, li perquisiscono e li colpiscono violentemente. Una volta rilasciati dalla questura, i due vorrebbero ottenere giustizia in tribunale ma un avvocato gli consiglia il patteggiamento per evitare ulteriori problemi. Il segno di quell'esperienza resta però dentro Matteo, facendo crescere in lui una rabbiosa frustrazione che si attutisce solo quando incontra Sonia, cameriera del locale Aspettando Godard. Ma cosa sarebbe successo se in quella stessa notte d'aprile Matteo avesse frenato in tempo?
Quando i principi della fisica dinamica si intrecciano con quelli della drammaturgia, il cinema si diverte a costruire universi paralleli che esplorano l'infinita potenza del caso sulle nostre vite. Sdoppiare l'esistenza dei personaggi e biforcare i sentieri del racconto sono pratiche che hanno affascinato tanto i grandi autori come Kieslowski o Resnais, quanto la commedia brillante (con Sliding Doors a far da calco permanente). Se ne serve anche Alessandro Aronadio per la sua opera d'esordio: un duplice sdoppiamento che da una parte ci racconta la "doppia vita di Matteo" e dall'altra incrocia esistenzialismo giovanilista e film d'attualità.
Delle due identità del film è sicuramente la prima la più debole, che accusa il peso di personaggi e situazioni troppo caricate e troppo poco definite (la violenta arroganza dei due poliziotti, la figura del losco gestore di origine ceca) e del blando citazionismo da giovane cinéphile (il fermo immagine di Antoine Doinel ne I quattrocenti colpi che ricorre con funzione preparatoria). Il reale, invece, fa ingresso più silenziosamente, un poco alla volta, attraverso una crescente presenza di notiziari che riportano situazioni della cronaca italiana più recente e illustrano il vero sostrato del film. Gli stupri, i linciaggi, gli scontri di piazza costituiscono il contesto che negli ultimi dieci anni ha fatto sviluppare all'Italia una coscienza schizofrenica che ha trovato pronta risposta nel giustizialismo personale e nell'odio comunitario. Il tentativo di Aronadio è quello di tematizzare questa schizofrenia da un punto di vista normalmente invisibile agli occhi dei media, quello dei ventenni, e di ricongiungere le due antitesi in una situazione molto vicina a quella dei fatti del G8 di Genova.
Ricongiungimento tragico quindi, anche se apparentemente pacificato nel suo non prendere una posizione netta (o meglio, nel prenderle entrambe). In realtà, anche se nel contesto filmico restano figlie della stessa rabbia giovanile, è difficile che alla fine restino dubbi anche solo per un attimo sull'identità della vittima e quella del carnefice.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Un'alternativa nella vita di Matteo Carli. Nel primo caso la sua auto urta quella di due poliziotti in borghese. Incarogniti lo picchiano, aprendo una catena di reazioni verso un probabile processo per resistenza a pubblico ufficiale. Nel secondo caso l'incidente non avviene, aprendo la sua vita verso un orizzonte radicalmente diverso. Scritta con Aronadio da Marco Bosonetto, che ha sceneggiato un proprio romanzo, questa opera prima racconta una società italiana profondamente malata. In entrambe le versioni Matteo ha la stessa rabbia, la stessa delusione, la stessa voglia di reagire. Sullo sfondo passano fatti di cronaca realmente avvenuti. G8 di Genova, violenze sulle donne, crescente intolleranza per gli immigrati. Interessante colonna musicale di Louis Siciliano. Fotografia: Mario Amura. Distribuisce Lucky Red.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 26 gennaio 2011
stefano73

Funziona in tutto. L'agressione arrogante e deprimente dei poliziotti. Le due vite parallele e così distanti solo per via di una semplice freneta giusta o sbagliata. In entrambi le vicende però predomina insoddisfazione e delusioni. Comunque ben recitato. Cattivo.

lunedì 24 gennaio 2011
lunetta

Davvero un film sorprendente:  due storie parallele, per la stessa persona (come sliding doors), con esordi diversissimi (il tamponamento della macchina della polizia, il successivo pestaggio, la rabbia accumulata e impotente, la denuncia degli stessi poliziotti, per  il primo matteo; la frenata in extremis prima della macchina dei poliziotti, il concorso vinto da carabiniere, con l'animo [...] Vai alla recensione »

sabato 24 gennaio 2015
enzo70

Le intermittenze della vita, parafrasando il titolo di un celeberrimo libro di Saramago. Matteo sta portando Sandro al pronto soccorso per curare una banale ferita alla mano. Ma nella foga non frena per tempo e tampona una macchina; alla guida di questa ci sono due poliziotti che mostrano il lato peggiore delle forze dell’ordine. Da questo momento si sdoppiano le due storie, quella reale, con [...] Vai alla recensione »

martedì 9 luglio 2013
gianleo67

Matteo Carli,giovane di bell'aspetto e belle speranze impiegato in un vivaio, sta accompagnando in ospedale il suo amico feritosi ad un dito quando la sua auto tampona accidentalmente quella civetta di poliziotti in borghese. Ne discendono i due agenti che li malmenano,li conducono in questura e li denunciano per lesioni e resistenza. Matteo rimane profondamente segnato da questa ingiustizia anche [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 maggio 2010
Cinefila

Un buon esordio quello del regista Aronadio! Il film merita attenzione, il ritmo è buono e il cast contribuisce a dare spessore alla storia: l'insofferenza dei giovani ai giorni nostri. In entrambe le vite vissute dal protagonista, apparentemente opposte, lo sfondo è lo stesso..disagio e senso di impotenza. Gli slanci di attivismo si manifestano attraverso la rabbia e la frustrazione.

sabato 20 novembre 2010
cinemaitaliano

Ahahahah...ma che film hai visto??? Un esordio notevolissimo per Aronadio, incredibile e inusuale per il panorama italiano. Un esordiente da tenere d'occhio seriamente!!!

mercoledì 16 giugno 2010
marym

il film racconta della doppia vita di un giovane, doppia nel senso che descrive come sarebbe la sua vita a seconda del fatto che una sera tamponi o no la macchina di due carabinieri in borghese. Bello, bello, bello. Lo consiglio vivamente a tutt, ma soprattutto ai giovani. Un film che descrive la rabbia di Matteo dopo che non solo è stato picchiato dai carabinieri, ma è denunciato [...] Vai alla recensione »

mercoledì 6 aprile 2011
Etta Calì

Questo il titolo che Alessandro Aronadio voleva originariamente dare al suo "Due vite x caso" e con cui chiama il locale attorno a cui ronzano Matteo e Sandro, non solo richiamo all'opera teatrale di Samuel Beckett e omaggio al lavoro di Godard... Un fortunato incontro con il giovane ed energico regista palermitano è stato illuminante riguardo il suo premiato ma emblematico film [...] Vai alla recensione »

sabato 27 novembre 2010
cinemaitaliano

Davvero un gran film!!! Attori bravissimi!

mercoledì 9 marzo 2016
stefano73

anche se tecnicamente scarso causa risorse economiche limitate il film ha un messaggio molto chiaro sul disagio giovanile nella periferia milanese e forti riscontri sulla nostra società. Bello il finale e il discorso del papà del protagonista che difende il figlio ed il suo lavoro. Dignità e rispetto per chi lavora e si impegna!

mercoledì 9 marzo 2016
stefano73

Scusate....la mia recensione del film é errata perché riferita ad un'altra pellicola.

venerdì 26 novembre 2010
LOMAX

Mi domando come un film del genere abbia potuto ottenere il riconoscimento dell'interesse culturale della Commissione per le Cinematografia. I fondi, che già scarseggiano, andrebbero utilizzati decisamente meglio. Film mediocre sotto tutti i punti di vista, dalla regia 'amatoriale' alle interpretazioni piatte e fredde senza un minimo di trasporto.

martedì 16 novembre 2010
doni64

Film incoerente,strano,ripetitivo,doppio inusuale,improponibile e complessivamente discreto.Voto 6

lunedì 1 novembre 2010
ultimoboyscout

Davvero bruttissimo, un film inguardabilissimo senza capo ne coda, una regia improbabilissima (ti prego Aronadio basta cos!), un cast oscenissimo e dico poco addirittura pochissimo (Papaleo e Ragonese a parte, gli altri Dio ce ne scampi e liberi). 80 minuti di tortura.

martedì 6 aprile 2010
hermes

eccoci qui. ANCORA. l'ENNESIMO FILM CON LORENZO BALDUCCI...SI PROPRIO LUI...IL FIGLIO DI ANGELO BALDUCCI..PRODOTTO DA ANNA FALCHI...SI PRORPRIO LEI...BASTAAAA MA AVETE ANCHE IL CORAGGIO DI FARLO USCIRE....ERANO A BERLINO (TUTTO PER MERITO VERO?) QUANDO AL POVERO LORENZO COMUNICARONO CHE IL PADRE CHE CI AVEVA RUBATO I SOLDI(TANTISSIMI) ANCHE PER FAR LAVORARE IL SUO "PICCOLINO" ERA IN CARCERE.

FOCUS
INCONTRI
giovedì 6 maggio 2010
Edoardo Becattini

La potenza del caso Matteo tampona l'auto di due poliziotti, conosce la cameriera Sonia e si dà alla militanza politica. Anzi, no. Matteo non tampona l'auto dei due poliziotti, conosce la borghese Letizia e decide di entrare in accademia per diventare poliziotto. Se può bastare il battito d'ali di una farfalla per scatenare un uragano, al disorientamento giovanile figlio del precariato e della disoccupazione basta una frenata sotto la pioggia, un'immagine percepita dal telegiornale o un incontro piacevolmente fortuito per dare pieghe opposte alla propria esistenza.

Frasi
Qui quando chiedi a qualcuno come va ti risponde sempre 'Si tira avanti'. Anche i giovanissimi ti rispondono 'si tira avanti'.
Io non volevo diventare uno che risponde 'si tira avanti'. Io volevo diventare uno che risponde 'si va bene!' oppure 'no va male!' ma mai 'si tira avanti'... Tu invece non lo dici mai, ma è come se lo dicessi. Io lo vedo eh, da come cammini, dalla tua faccia, da tutto insomma. Tu rispondi 'si tira avanti' anche se non rispondi e basta. Per quella storia del carabiniere, se ti serve smettere di... insomma, se ti da una scossa io sono contento, molto contento…"
Una frase di Pietro Carli (Teco Celio)
dal film Due vite per caso - a cura di Marina
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Valerio Caprara
Il Mattino

Tratto da un libro non banale, «Due vite per caso» è un buon biglietto da visita per Alessandro Aronadio. Giocando con una certa agilità e un preciso intento stilistico sul meccanismo alla sliding doors, il film mette parallelamente in scena le due vite ipotetiche di Matteo: poliziotto pronto a scagliarsi contro i manifestanti oppure no global dall'altra parte della barricata.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Chi ama il cinema ricorderà certamente quei due splendidi film, “Smoking” e “No Smoking”, che Alain Resnais nel ‘94 aveva-tratto da un ciclo di commedie del drammaturgo inglese. Alan Ayckhbourn intitolato “Intimate Exchanges”. Lo schema narrativo si metteva in moto in una direzione o in un’altra con delle conseguenze quasi opposte a seconda delle scelte cui volontariamente si dedicavano i personaggi. [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Prima o poi Carlo Giuliani e Mario Placanica dovevano essere raccontati per immagini. Meglio ci abbiano pensato il regista/sceneggiatore Alessandro Aronadio (classe '75) e lo sceneggiatore/scrittore Marco Bosonetto ('70), piuttosto che un Marco Tullio Giordana con un Rulli o un Petraglia alle tastiere del pc. Perché Due vite per caso è subito film sulla contemporaneità: culturale, sociale, cinematografica. [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Matteo è un ventitreenne romano che lavora come ragazzo di fatica in un vivaio della Capitale, e la sua vita è a un bivio, come spesso accade ai ventenni innanzi a scelte esistenziali importanti. Matteo può continuare ad essere un ragazzo come tanti, fidanzato e lavoratore, oppure aprire la sua vita al conflitto, alla violenza, all'ambiguità. Entrambe le soluzioni sono in lui possibili anche se antitetiche. [...] Vai alla recensione »

Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Mentre il fiorista precario Matteo (Lorenzo Balducci, proprio lui, il figlio dell’ex Presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo) si interroga sul destino, la vita gli offre risposte. Che portano ad esistenze opposte, come ad amori diversi. A risolvere la questione ci pensa il regista deb Alessandro Aronadio, mostrando in parallelo le “Due vite per caso” dell’amletico protagonista, [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Dentro una vita spericolata (e in un incipit alla Crash), Matteo Carli, eroe ventenne (precariamente fioraio), l'attore Lorenzo Balducci, non frena in tempo e viene sbriciolato e umiliato dal poliziotto tamponato (un perfetto Ivano De Matteo). In un'altra vita sovrimpressa, lo stesso personaggio, meno spericolato, riesce a frenare in tempo e... diventa carabiniere.

Maurizio Cabona
Il Giornale

«I filobus sono pieni di gente onesta», si diceva nel Sorpasso. Tuttora i filobus sono pieni, tuttora c'è chi pensa di meritare di più, ma non di sacrificarsi per averlo. Per esempio il giovanotto romano (Lorenzo Balducci) di Due vite per caso: è convinto d'aver diritti – oltre quelli civili –solo per il fatto d'esser nato. Il film lo pone in due situazioni: che tamponi un'auto, e abbia grane, o che [...] Vai alla recensione »

NEWS
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mercoledì 21 aprile 2010
Valeria Filippi

Grandi personaggi tra leggenda e realtà Attesissimo in tutto il mondo, arriva da Nottingham in Italia, passando per Cannes, il Robin Hood con le fattezze di Russell Crowe. A dirigere è Ridley Scott, che nella sua personale rilettura del mito si concentra [...]

winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
2010
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