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Ultimo aggiornamento venerdì 21 dicembre 2012
Quando Alain ha sposato Nathalie non sapeva che avrebbe sposato anche tutta la sua famiglia. In Italia al Box Office Troppo Amici, Praticamente Fratelli ha incassato 278 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ex animatore allergico al posto fisso, Alain è sposato con Nathalie, direttrice di un supermarket, da cui ha avuto due figli, l’esagitato Lucien e il neonato Prosper. Ai problemi di stabilità della coppia si somma l’invadenza dei parenti della donna: le storie del fratello Jean-Pierre, avvocato d’ufficio in crisi economica, e dell’ignara cognata Catherine, prototipo della mamma borghese e antipatica, della fragile sorella Roxane e del quasi-fidanzato Bruno, affascinante medico di colore puntualmente scambiato per infermiere che accetta di accompagnarla ad una cena di famiglia poco dopo averla conosciuta.
Dietro al ritratto di un gruppo di persone accomunate da legami di sangue, Troppo amici tratta della difficoltà della crescita e del peso delle aspirazioni (mancate). Ogni personaggio, a partire da quell’Alain attraverso il quale ci caliamo nella vicenda, difatti è dipendente da un altro oppure perso appresso ad un sogno che non si è realizzato. Se i tre fratelli hanno modo di esistere solo tutti insieme, “come le cozze a uno scoglio” stando alle parole di Alain, quest’ultimo mal sopporta una dipendenza che esclude, per forza di cose, l’egocentrismo sul quale si basa il lavoro dell’uomo di spettacolo: i ricordi della sua carriera da animatore, i video delle esibizioni come le magliette con il nome d’arte Pipo in bella mostra rappresentano per il figlio Lucien un affrancamento dalla normalità, un antidoto alla durezza di una realtà in cui si deve affrontare la separazione di due genitori. Le caratteristiche migliori del film diretto da Eric Toledano e Olivier Nakache sono la disinvoltura nell’affrontare i diversi e complessi temi proposti, il brio della messa in scena, la cura delle trovate comiche (la cornice pakistana o quella ebraica che rimandano ad altri tipi di racconto). Nonostante una coda che pur chiarificando l’asse portante della storia nel rapporto padre-figlio rappresenta una discesa nella retorica più fastidiosa, siamo di fronte ad un lavoro in grado di intrattenere in maniera intelligente grazie alla precisione della scrittura e a una notevole capacità di sintesi, si pensi alla scena iniziale o alla situazione-tipo della cena.
Dalla commedia pura all'umorismo più sottile fino alla commozione, le avventure di questa famiglia disfunzionale che assomiglia a mille altre rappresentano, nel percorso dei due registi, la prova generale per il più riuscito Quasi amici, il cui successo ai botteghini italiani giustifica il ripescaggio – nello stesso 2012 – di questo titolo di tre anni più vecchio. In una compagnia d’attori variamente capace spicca il medico di origine senegalese interpretato da Omar Sy.
Il film è totalmente diverso da Quasi amici, hanno stili completamente diversi però non per questo non è da vedere. Ovviamente Quasi amici è un capolavoro e questo film non ne è all'altezza però è stata furba la scelta italiana di mandare nelle sale cinematografiche questo film (precedente a Quasi amici) dopo l'onda del successo di Quasi amici [...] Vai alla recensione »
Troppo bravi Nakache e Toledano. Oscuri carneadi dalle nostre parti fino al successo planetario di Quasi amici (316 milioni di euro di incasso nel mondo), i due registi tornano domani nelle sale italiane con Troppo amici, titolo italiano furbo e fedele (Tellement proches: letteralmente Troppo intimi) di una loro pellicola addirittura del 2009. Difficile stare dietro alla trama vorticosa.