| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 118 minuti |
| Regia di | Luca Lucini |
| Attori | Luca Argentero, Moran Atias, Michele Placido, Dario Bandiera, Isabella Ragonese Gabriella Pession, Francesco Montanari, Filippo Nigro, Carolina Crescentini, Daniele Perrone, Sergio Friscia, Hassani Shapi, Lunetta Savino, Renato Pozzetto. |
| Uscita | venerdì 23 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| MYmonetro | 2,54 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 14 giugno 2019
Quattro matrimoni, mille peripezie e un solo obiettivo: pronunciare il fatidico sì. In Italia al Box Office Oggi Sposi ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 3,3 milioni di euro e 941 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Nel medesimo periodo e nella medesima città quattro coppie si devono sposare. Ci sono gli squattrinati che per non rivelare la loro indigenza ai parenti meridionali imbucheranno settantadue invitati al gigantesco e coattissimo matrimonio tra il mago della finanza (con annessi impicci mafiosi) e la giovane stellina televisiva e c'è la coppia multietnica composta dalla figlia dell'ambasciatore indiano e il pugliese di origini contadine che lavora nel commissariato in cui un PM tutto casa e lavoro si innamora della giovane promessa sposa di suo padre.
Oggi sposi non va liquidato come l'ennesima commedia a sfondo matrimoniale e non va nemmeno considerato un prodotto mediocre del nostro cinema simile a tanta commedia sentimentale ma un ottimo prodotto medio di quelli che andrebbero imitati, replicati e fatti girare. Il nuovo film di Luca Lucini è infatti uno splendido esempio di quel cinema industriale che non riusciamo ad avere, un film che si appoggia a tutti gli elementi più in voga (dal sentimentalismo comico sempre buono al trend bollywoodiano fino al fenomeno Argentero) orchestrandoli in un racconto non solo estremamente divertente ma anche raccontato e soprattutto diretto con una bravura eccezionale. Oggi sposi non è per nulla cinema autoriale ma fieramente commerciale capace di offrire al grande pubblico un prodotto d'intrattenimento di vera qualità, ce ne fossero di film così!
A scrivere ci sono, oltre a Fabio Bonifacci, anche Fausto Brizzi e Marco Martani (premiata ditta già responsabile di buoni exploit) mentre a recitare un cast di attori di primo piano e grandi caratteristi per i ruoli secondari. Su tutti però regna Luca Lucini, il più grande (anche perché purtroppo l'unico) mestierante del cinema italiano. L'unico che vuole lavorare con sceneggiature altrui, l'unico che non aspira ad essere autore, l'unico ad avere un'idea di cinema come arte commerciale del racconto e l'unico infine a pensare i suoi film come prodotti internazionali.
A differenza di tanti registucoli che fanno commedia in Italia Lucini si occupa davvero di "mettere in scena", non punta l'obiettivo verso chi parla ma cerca di trasportare la parola scritta in immagini, suoni e musica senza timore di tradire la tradizione italiana alla ricerca di una visione personale. Usa con sapienza tutti gli strumenti del cinema per mettere in scena una perfezione formale fatta di ambienti luminosi, personaggi leccati, colori splendenti e città immacolate, alla quale corrisponde sempre la vittoria dell'individualismo di uomini e donne che dietro i buoni sentimenti nascondono l'ansia di prevaricare e il gusto di ingannare gli altri per affermare se stessi.
Nicola, poliziotto pugliese col vizio della gonnella, è deciso a sposare Alopa, incantevole figlia dell'ambasciatore indiano a Roma. Chiara, precaria in dolce attesa, chiede la mano a Salvatore, sguattero siciliano che si sogna chef. Attilio, magnate della finanza, consegna cuore, anello e assegni sul conto di Sabrina, dimenticabile soubrette dimenticata dal pubblico e dai media. Fabio, PM diligente ed enfatico, vorrebbe impalmare Giada, massaggiatrice e arrampicatrice (sociale) che punta al patrimonio di famiglia. Tra fiori d'arancio, confetti e conflitti, etnici o d'interesse, le quattro coppie avanzeranno felici e immancabilmente contente verso l'altare.
Davanti ai "matrimoni all'italiana" di Luca Lucini non si sa se avvilirsi o andare in collera. La sua quinta commedia (sentimentale) promette originalità e restituisce stereotipi glassati. Quarant'anni dopo Indovina chi viene a cena? e due anni dopo il razzismo nostrano e borghese di Cristina Comencini (Bianco e nero), ci prova anche il regista milanese di "padri soli" e "uomini perfetti", misurandosi con una famiglia pugliese e bucolica alle prese con gemellaggi indiani e matrimoni bollywoodiani.
Il risultato è un'estrema semplificazione della formula romantica e una corsa a ostacoli fra luoghi comuni e sorrisi smaltati, fra murghi khasa e strascinati. La trama di Oggi sposi, che accompagna sull'altare una coppia multietnica e tre coppie autoctone, si sviluppa all'insegna di un accomodante automatismo, di una prevedibilità che non ammette frustrazioni delle attese e che stempera le gag nel risaputo, preoccupandosi nell'epilogo di assorbire qualsiasi segnale di sana cattiveria o di disillusione.
I titoli di coda annunciano senza imbarazzo che il film ha ricevuto i contributi statali perché riconosciuto d'interesse culturale. È evidente che chi ha elargito e chi ha beneficiato del finanziamento condividano il medesimo scollamento dalla realtà. Ma in quale Italia vivono i nostri registi? Oggi sposi trasfigura quella realtà in favola, ricostruendola come isterica "bomboniera" di uomini (e donne) a nozze, archiviando le figure del grottesco e facendosi inconsistente lezione di civiltà. Le coppie e le famiglie degli sposi messi in scena dovrebbero allora simbolizzare il tipico nucleo medio borghese, che si sposa per interesse (episodio Pession-Montanari) o per sconfiggere il timore dell'incontro sessuale e relazionale col sesso opposto (ep.Crescentini-Nigro), per legittimare una gravidanza (ep. Ragonese-Bandiera) o per avere compreso le priorità della vita schivando un proiettile.
Si può e si deve immaginare un altro cinema. Dal basso, con budget opportuni, con la sensibilità e la curiosità che viene dal guardarsi intorno con diligenza e umiltà. Basta con storielle miliardarie tutte uguali che soddisfano il successo, la bellezza, la realizzazione personale in un'Italia che esiste solo come sfondo per una, due, tre, quattro storie d'amore affogate in dialoghi inerti. Amori, bugie e confetti.
Nicola, promettente poliziotto pugliese con un passato da Don Giovanni, ha deciso di mettere la testa a posto e di sposare l'incantevole figlia dell'Ambasciatore indiano. C'è solo un problema: come farà Sabino, un contadino alla vecchia maniera, ad accettare che il figlio si sposi con rito Indù? Nel frattempo, Salvatore e Chiara, due giovani precari senza una lira e con un figlio in arrivo, mettono a punto un piano per organizzare un matrimonio a costo zero: far imbucare i loro 72 invitati alle nozze dell'avvenente soubrette Sabrina e di Attilio Panecci, magnate della finanza. Ancora non sanno però che anche qualcun altro ha deciso di "imbucarsi" al matrimonio del secolo. È Fabio Di Caio, PM romano che indaga da tempo sui loschi traffici di Panecci mentre cerca di dissuadere il suo anziano padre dallo sposare la sua nuova fiamma, una massaggiatrice poco più che ventenne.
ero andato al cinema scoraggiato dp aver letto commenti engativi in questo forum....ma mi sono piacevolmente ricreduto....tutti gli episodi sono interessanti e divertenti..fa ridere tanto senza scadere mai nel volgare....già questo è qualcosa...Il cast è in palle...in particolare Placido, Argentero e la coppia Bandiera - Aragonese...Parenti prendi esempioooo....Voto 7+
Tutti riuniti per lo stesso film. Oggi sposi vede infatti alla sceneggiatura la premiata ditta Brizzi e Martani (Notte prima degli esami, Ex) assieme a Fabio Bonifacci (Notturno bus, Diverso da chi?, Lezioni di cioccolato) coordinati da Luca Lucini (L'uomo perfetto, Solo un padre, Amore bugie e calcetto). Un trust di talenti con un team di attori di prima linea formidabili e caratteristi di provata esperienza.
Quattro matrimoni e un funerale. Quello della commedia all’italiana di una volta. La battuta non è granché, ma anche Oggi sposi non va per il sottile. Quindi niente paragoni azzardati, contentiamoci di quanto passa il convento: una farsa a episodi incrociati con diversi momenti riusciti e altri meno. È già molto, anche se con questi quattro matrimoni paralleli si poteva fare ben altro (vedi Diverso [...] Vai alla recensione »