| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 81 minuti |
| Regia di | Stefano Tummolini |
| Attori | Antonio Merone, Lucia Mascino, Chiara Francini, Tiziana Avarista, Francesco Grifoni Mario Grossi, Saschat, Francesco Zecca, Michele D'Aiello. |
| Uscita | venerdì 7 novembre 2008 |
| Distribuzione | Ripley's Film |
| MYmonetro | 2,98 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 19 dicembre 2025
Una mattina d'estate Salvatore osserva l'orizzonte di dune che si staglia sul blu del cielo, oltre c'è la spiaggia e un'intera giornata da trascorrere. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Un altro pianeta ha incassato 58,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Una mattina d'estate, Salvatore si addentra tra le dune che costeggiano il mare per un incontro occasionale con un uomo; un atto silenzioso e privo di sentimento. Ancora non sa che in spiaggia sta per incontrare un gruppo di donne che lo costringerà a fare i conti proprio con le parole e con i sentimenti, quelli sepolti nel passato e quelli che potrebbero sbocciare in un futuro che ha già fatto capolino.
Girato in una settimana in HDV nella spiaggia di Capocotta, nei pressi di Torvajanica, Un altro pianeta di Stefano Tummolini è un prodotto alieno tanto rispetto alle consuetudini produttive -980 euro di budget in tutto, auto-reperiti ed autogestiti- quanto rispetto alla commedia italiana odierna, poiché riporta in auge e in atto il progetto zavattiniano di mostrare novanta minuti consecutivi della vita di un uomo e farne uno spettacolo non di pop art ma di umana materia.
Nella finzione, nell'unità di luogo dell'oasi naturista e nell'unità di azione di un'unica giornata, dalla mattina al tramonto, Salvatore è un gay un po' macho e molto rozzo, che vorrebbe solo starsene in pace con i suoi ricordi ma viene concupito da tre ragazze di passaggio e da un loro amico giovane e malizioso, di nome Cristiano.
La staccionata che separa il bagnasciuga dalle dune, separa il crudo realismo della sequenza iniziale dal rohmeriano racconto d'estate che prosegue sulla sabbia. La sintesi di tesi e antitesi apparirà al tramonto, non a caso nell'ora del raggio verde, di nuovo tra le dune, esplorate, questa volta, con sguardo mutato e passo leggero.
Dissertando con il mezzo filmico di natura (leopardiana), naturismo e naturalismo, Un altro pianeta raggiunge vette di inatteso spasso e sorprendente calibratura degli ingredienti dolci e amari che lo compongono.
I protagonisti, Salvatore e Daniela, si presentano inizialmente con un'identità fittizia, più facilmente riconoscibile e socialmente accettabile (il poliziotto, la zitella), salvo poi svelarsi e svelarci i loro segreti nel calore dell'amicizia che nasce sguardo dopo sguardo, gaffe su gaffe. Parimenti, dietro il lancio che lo vorrebbe scabroso, tra le righe di un dialogo solo apparentemente ingenuo, si dipana un minuetto scritto da uno sceneggiatore rodato (lo stesso Tummolini, all'esordio nella regia del lungometraggio), provato e riprovato con gli attori prima del giorno del ciak, originale e straniante come sono il personaggio di Salvatore e la sua elaborazione del lutto alla luce del sole, possibilmente senza slip.
Avverte Antonio Merone, attore protagonista nonché sceneggiatore: «Le persone sono pianeti complessi, la sessualità è uno degli elementi che ci definisce. Ci siamo divertiti a giocare con i luoghi comuni sul sesso, specie quelli che riguardano i gay. Per ribaltarli. Ma l’orientamento sessuale è solo un punto di partenza per affrontare il tema dell’identità».