Palermo Shooting

Film 2008 | Drammatico 124 min.

Anno2008
GenereDrammatico
ProduzioneGermania
Durata124 minuti
Regia diWim Wenders
AttoriCampino, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku, Letizia Battaglia, Harry Blain, Sebastian Blomberg, Inga Busch Alessandro Dieli, Melika Foroutan, Irina Gerdt, Gerhard Gutberlet, Francesco Guzzo, Wolfgang Michael, Anna Orso, Jana Pallaske, Lou Reed, Udo Samel, Axel Sichrovsky, Giovanni Sollima.
Uscitavenerdì 28 novembre 2008
DistribuzioneBim Distribuzione
MYmonetro 2,23 su 52 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Wim Wenders. Un film con Campino, Giovanna Mezzogiorno, Dennis Hopper, Olivia Asiedu-Poku, Letizia Battaglia, Harry Blain, Sebastian Blomberg, Inga Busch. Cast completo Genere Drammatico - Germania, 2008, durata 124 minuti. Uscita cinema venerdì 28 novembre 2008 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 2,23 su 52 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un fotografo di grande successo decide di mollare la sua vita e di andare a vivere a Palermo, dove incontra una bellissima restauratrice. In Italia al Box Office Palermo Shooting ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 118 mila euro e 52,1 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,23/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 1,44
PUBBLICO 3,19
CONSIGLIATO NÌ
Wenders manca il bersaglio volendo dire troppo e non lasciando spazio all'invisibile di cui tesse le lodi.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 24 maggio 2008
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 24 maggio 2008

Finn un fotografo il cui lavoro è molto apprezzato in campo internazionale, è un uomo costantemente in azione. Il suo cellulare è sempre in funzione, dorme pochissimo (e quando dorme ha incubi) e suo lettore mp3 è sempre in funzione. Una sera, mentre si trova alla guida della sua auto, vede, come si suol dire, la morte in faccia rischiando un incidente dalle conseguenze letali. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona la Germania e si reca a Palermo con l'alibi di un servizio fotografico con Milla Jovovich ma in realtà vuole azzerare la propria esistenza per ripartire da capo. L'ossessione della morte però non lo abbandona. Si vede colpito o sfiorato da frecce scagliate da un essere misterioso che lo segue. A mitigare solo in parte questa sensazione provvede l'incontro con Flavia, una restauratrice impegnata su un grande affresco cinquecentesco raffigurante il trionfo della Morte.
Wim Wenders, a differenza della Morte rappresentata da un Dennis Hopper biancovestito, manca completamente il bersaglio. Dopo le interessanti esperienze di La terra dell'abbondanza e Non bussare alla mia porta, il regista decide di far ritorno in Europa ripartendo dalla terra che gli ha dato i natali: la Germania.
La sua identificazione con il protagonista si potrebbe definire purtroppo palese non tanto sul piano narrativo (anche se sicuramente lo è anche su questo versante) quanto piuttosto su quello della riuscita complessiva dell'opera. Come si diceva una volta: 'bella la fotografia'. Perché su questo versante il film è affascinante sia quando si muove nella metallica e glamourous atmosfera di Düsseldorf sia quando si trasferisce nei vicoli e nelle piazze di una Palermo delabré. Lo è invece sempre meno man mano che procede in una didascalica riflessione sull'uomo, la vita e la morte sfiorando il ridicolo involontario nel dialogo finale che vorrebbe essere denso di concetti ben più adatti a un romanzo tascabile da stazione ferroviaria. Il regista e sceneggiatore ha in questa occasione il difetto capitale di voler dire e spiegare tutto non lasciando alcuno spazio proprio a quell'invisibile di cui vorrebbe tessere le lodi. Ottimo sarebbe stato approfondire il discorso sulla falsificazione del reale che la fotografia ormai può realizzare ad altissimi livelli e che viene suggerito inizialmente (e poi didascalicamente ribadito). Ottimo se Shooting Palermo non avesse utilizzato a piene mani proprio quella tecnologia digitale che pretende di mettere in discussione e non ci avesse offerto un overdose di product placament decisamente imbarazzante.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Acclamato fotografo di moda, Finn ha tutto quando scampa alla morte in un incidente d'auto vicino a Düsseldorf. Deciso a mollare tutto, si mette in viaggio e arriva a Palermo durante la festa dei morti dove, grazie all'incontro con una restauratrice, vede "Il trionfo della morte", affresco di Palazzo Abatellis e, faccia a faccia, incontra la Morte, impersonata da un crudele biancovestito Hopper, rapato e con sopracciglia depilate, che gli spiega perché non deve più aver paura: la morte non è una fine ma un passaggio. 1° film europeo di Wenders dopo 14 anni, dedicato a Bergman e Antonioni, morti nello stesso giorno del 2007. Dopo l'edizione di Cannes (144'), fischiata e massacrata, Wenders l'ha rimontato e asciugato. Cineasta viaggiatore che ha passato la vita a stedeschizzarsi, Wenders ha fatto un film tedeschissimo nel senso metafisico dei massimi sistemi: la Vita e la Morte, il Sogno e la Realtà, lo Spazio e il Tempo, l'Arte come Bildung (formativa, didattica), l'Arte e la Fotografia e, in un film pieno di effetti digitali, una dura critica al Digitale come correzione, manipolazione, pretesa di reinventare la realtà (fotografica). Nonostante tutto, è da non perdere perché Wim - che qui non si nega nulla - rimane Wenders. Campino (Andreas Frege), cantante dei Toten Hosen, la più famosa rock band tedesca, regge quasi tutto il film sulle spalle con il suo carisma. Fotografia (fascinosa): Franz Lustig.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 5 aprile 2009
Camillo Triolo

Il film è dedicato a due grandi registi Bergman ed Antonioni morti nello stesso giorno, il trenta luglio del 2007, mentre il film era in lavorazione, un fatto del tutto casuale al quale si vuole dare un significato, riportandolo all'inizio dei titoli di coda. Penso che se Sciascia fosse morto nello stesso giorno e non il 20 novembre del 1989 sarebbe figurato anche lui nella dedica.

domenica 22 gennaio 2012
fedeleto

Un fotografo ,alla ricerca di immagini nuove e assillato da incubi alquanto inspiegabili,decide di andare a Palermo per fare un servizio e per prendersi una piccola vacanza.Credera' di essere inseguito da un arciere incappuciato e l'incontro con una donna che dipinge un caso analogo lo portera' su una strada bizarra,e forse capira' che il vero senso della vita e' vivere.

mercoledì 15 ottobre 2014
Howlingfantod

  Ci sono tutti gli stilemi del suo cinema in questo tardo Wenders, quasi   come condensati e ripresi in dialoghi e forme diverse si respirano le arie del primo Wenders di “Falso movimento” o “Nel corso del tempo”  . Si ha l’impressione  come in molte sue opere che ogni dialogo sia una domanda esistenziale, ogni immagine una filosofia e che [...] Vai alla recensione »

mercoledì 22 aprile 2009
/bizzarrevisioni.iobloggo.com

Che Wim Wenders fosse in empasse creativa si era capito. Che lo fosse fino al punto da presentare un film di fattura così mediocre, ancora no. Palermo Shooting racconta la crisi esistenziale di un fotografo a seguito di uno sventato incidente stradale che gli sarebbe potuto costare la vita. Da qui inizia il viaggio, fisico (a Palermo appunto) e mentale, alla ricerca del vero significato della vita [...] Vai alla recensione »

martedì 22 novembre 2011
Nalipa

Credo sia tra i più bei films  dell'ottimo regista tedesco! Coloro che lo hanno criticato credo debano rivederlo!

lunedì 8 novembre 2010
nickolson

Non capisco l'accanimento della critica....

lunedì 22 novembre 2010
blade

Ho sempre osservato con attenzione Wenders dall'attimo in cui un uomo cadde dalla moto "Il cielo sopra Berlino". Ho letto il forum e i commenti del pubblico e della critica, si parla di Palermo in buona e in cattiva luce o della città da cui il personaggio del film arriva, è evidente che non dovrebbero esistere campanilismi facili per noi italiani.

venerdì 11 settembre 2009
astromelia

immagini,sonoro,dialoghi,bello.........

sabato 31 dicembre 2016
dario

Un Wenders che non vorrestri proprio vedere. C'è la sua abilità di fotografo, ma è al servizio di una storia strampalata che il regista non sa proprio ome condure. Del resto, i suoi film sono farti tutti così, alla fin fine. 

Frasi
Non c'è uscita dall'uscita!
Una frase di Frank (Dennis Hopper)
dal film Palermo Shooting - a cura di jack
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Wim Wenders di ritorno dai deserti americani compie il tragitto Dusseldorf-Palermo dentro le allucinazioni sonore e visive di una star del gruppo punk Die Toten Hosen, Campino, nella parte di un fotografo quarantenne senza più desideri. Wim riparte dalla sua città natale e va verso sud dove trova la luce in un affresco del XV secolo, uno scheletro a cavallo che vola sulla città lanciando frecce trasparenti, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

C'è un fotografo tedesco stressato dal successo: cellulare bollente, lettore mp3 in overdose, poco sonno e molti incubi. Una notte, mentre guida l'automobile come sempre sull'orlo della crisi di nervi, rischia un incidente mortale. È il momento di cambiar pagina e partire alla volta del Mediterraneo... L'incipit di «Palermo Shooting» è suggestivo, soprattutto perché l'operatore Franz Lustig coglie [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Tutte le ossessioni di Wenders in un film che aggiorna il mito del Faust all'era digitale. Il tempo, l'invisibile, l'Altrove. Gli "angeli" che misteriosamente ci indicano il cammino. Il rapporto sempre ambiguo con le immagini, cartina da tornasole di un'epoca ossessionata dal controllo e dalla riproducibilità. La tecnologia come chiave del nostro modo di guardare al mondo, dunque a noi stessi.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

In Palermo Shooting, di Wim Wenders, Andreas Frege è il nichilista alter ego del regista: un professionista dello scatto che riflette sul valore delle immagini. Ma il film non fa centro. «Una cosa è certa: è una rottura di palle, quando una cosa va a puttane ». Parola più, parola meno, così certifica Finn Gilbert (Andreas Frege, alias Campino), il fotografo affermato e chiarissimo professore universitario [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

E con Palermo Shooting (Filmare Palermo) Wenders è stato giustamente fischiato dalla stampa all'ultimo Festival di Cannes, il quale l'aveva ammesso fuori concorso e posto in chiusura, per ridurre i danni. Ma avrebbe dovuto respingerlo. Quei fischi hanno però influito beneficamente sull'ego del regista, che ha saggiamente ridotto la durata del film.

Roberto Nepoti
La Repubblica

Dopo il "fiasco" a Cannes, Wim Wenders ha accorciato e alleggerito Palermo Shooting; ma non poteva far miracoli: il suo nuovo film resta una divagazione assurda su temi troppo pesanti (la Vita, l' Amore, la Morte), immersa in un' atmosfera necrofila e piena di umor (senza traccia di humour) nero. Fotografo alla moda, Finn (lo interpreta Campino, leader del gruppo punk-rock tedesco Die Toten Hosen) [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

È successo e succederà a tutti i grandi registi sbagliare un film. Da qualche anno, però, a Wim Wenders succede troppo spesso. Dispiace molto, infatti, ritrovare il regista che lanciò proprio a Cannes «Il cielo sopra Berlino» trasformato in un mistico veggente di anime, per di più attirato dagli equivoci brividi dell'esotismo. Ex pellegrino sapiente delle lande statunitensi, Wenders s'era già misurato [...] Vai alla recensione »

Stenio Solinas
Il Giornale

Sogni, fantasmi e apparizioni non hanno fortuna qui al Festival di Cannes, e così come era stato fischiato sere fa La frontiera dell'alba di Filippe Garrel, ieri è stata la volta di Palermo Shooting (Appuntamento a Palermo) di Wim Wenders. La cosa ha un sapore particolare perché se il primo è una sorta di icona di un cinema intellettuale tenuto in grande considerazione in Francia, il secondo lo è del [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

Il titolo avrebbe dovuto mettere sull'avviso: Palermo Shooting, dove "to shoot" significa contemporaneamente sparare, colpire, fotografare, riprendere. Scivolone conclusivo per il festival di Cannes, la cui competizione si chiude con il nuovo film di Wim Wenders che, lasciato da parte lo sguardo lineare dei suoi ultimi film americani, si abbandona a derive lynchiane che, privo com'è di senso dell'umorismo,n [...] Vai alla recensione »

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