La polvere del tempo

Film 2008 | Drammatico +13 125 min.

Titolo originaleTrilogia II: I skoni tou hronou
Anno2008
GenereDrammatico
ProduzioneGrecia, Italia, Germania, Francia, Russia
Durata125 minuti
Regia diTheodoros Angelopoulos
AttoriWillem Dafoe, Bruno Ganz, Michel Piccoli, Irène Jacob, Christiane Paul, Reni Pittaki, Kostas Apostolidis, Alexandros Mylonas, Norman Mozzato Alessia Franchin, Valentina Carnelutti, Tiziana Pfiffner, Chantel Brathwaite, Herbert Meurer, Alexandra Maria Lara, Oliver Unkel.
Uscitamercoledì 1 giugno 2011
DistribuzioneMovimento Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,63 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Theodoros Angelopoulos. Un film con Willem Dafoe, Bruno Ganz, Michel Piccoli, Irène Jacob, Christiane Paul, Reni Pittaki, Kostas Apostolidis, Alexandros Mylonas, Norman Mozzato. Cast completo Titolo originale: Trilogia II: I skoni tou hronou. Genere Drammatico - Grecia, Italia, Germania, Francia, Russia, 2008, durata 125 minuti. Uscita cinema mercoledì 1 giugno 2011 distribuito da Movimento Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,63 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un regista ripercorre con la memoria una lunga storia d'amore passata attraverso cinquant'anni di storia e molti paesaggi differenti. In Italia al Box Office La polvere del tempo ha incassato 101 mila euro .

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Consigliato nì!
2,63/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 2,57
PUBBLICO 2,89
CONSIGLIATO SÌ
Un regista rivoluzionario che conserva troppe immagini del suo vecchio cinema.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 febbraio 2009
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 febbraio 2009

A, regista americano di origine greca, si reca a Cinecittà per ridare il via a un film di cui aveva improvvisamente interrotto le riprese senza fornire spiegazioni. Il film racconta la storia di Eleni, sua madre, che nella vita ha amato due uomini ed è stata a sua volta riamata nonostante la vita e le vicende politiche l'abbiano in passato separata a lungo da loro. Gli eventi che hanno segnato la seconda metà del Ventesimo Secolo, a partire dalla morte di Stalin, vengono rivisitati con trasferimenti nel tempo e nello spazio. Si passa dal Kazakistan alla Siberia, dall'Italia alla Germania agli Stati Uniti. Si tratta di un flusso di ricordi che si fanno presente mentre la vita di A. è turbata dalla separazione dalla moglie e dalla scoperta del dolore che attraversa l'animo della figlia adolescente.
Capitolo secondo di una trilogia The Dust of Time si configura come un film di Angelopouolos in cui il regista letteralmente deborda. Per un giovane spettatore che si accosti per la prima volta al suo cinema l'effetto può essere davvero affascinante ma per chi ne conosca la filmografia l'esito è profondamente diverso.
Sembra quasi che il regista abbia voluto realizzare una sorta di riassunto per immagini e situazioni del suo cinema. Solo che le masse, le nebbie, gli interventi teatrali, l'uso dello spazio e degli stessi piani sequenza (qui molto meno presenti rispetto al passato) avevano nel suo cinema una potenza che ne facevano, in più di un'occasione, dei veri capolavori. Oggi la coazione a ripetere (pur avendo a disposizione un cast davvero d'eccezione) prevale su tutto. Ciò che prima trasmetteva una lettura definita e 'forte' della Storia e degli uomini più o meno consapevolmente attori o vittime di essa si è trasformato in un museo delle cere autodedicato. Forse per il Maestro è giunta l'ora di fermarsi a meditare sul senso del fare cinema in un mondo che cambia. Quando i rivoluzionari cominciano a conservare se stessi i tempi non sono felici.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

È il film più sottovalutato del 2011, ma vale la pena di vederlo anche soltanto per il duetto Ganz/Piccoli nella 2ª parte. È un lungo viaggio nel tempo: dal 1949-1953 al 31 dicembre 1999. Altrettanto lungo il viaggio nello spazio: Mosca, Siberia, Austria, Berlino, Roma, Parigi, Toronto. Si passa da un evento storico all'altro: arrivo di immigrati greci di sinistra, morte di Stalin, destalinizzazione (parziale), persecuzione degli ebrei all'Est. È la 2ª parte di una trilogia, scritta dal vecchio Anghelopulos con Petros Markaris e Tonino Guerra, aperta con La sorgente del fiume (2004). Come l'altro, è un film di molte bellezze e dai toni svarianti, qua e là inaridito non tanto dal manierismo, ma dai passaggi temporali (flashback) troppo ellittici o troppo compiaciuti sul tema del titolo, le paure, gli smarrimenti, le insicurezze. Nello scavo e nei contrasti dei sentimenti è forse il film più melodrammatico di Anghelopulos, ma non sembra un demerito. Non a caso la fotografia di Andrea Sinasos indugia sulla nebbia, sul buio, e le musiche di Eleni Karaindrou (pianoforte, organo, canzoni) hanno un'importante funzione narrativa. Ammirevole prova degli attori, compresa la Jacob nella difficile parte di madre e nonna. Finale liberatorio finalmente aperto sul futuro.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 6 giugno 2011
pipay

Il film copre un arco temporale che va dalla morte di Stalin al periodo che precede e segue la cosiddetta "guerra fredda". Ma parte da questi ultimi anni, quando un regista arriva a Cinecittà per continuare un film che aveva lasciato in sospeso. Da qui, attraverso una serie di flash-back, si svolge un viaggio a ritroso nel tempo. Ed è proprio questo itinerario della memoria e dell'anima, che costituisce [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 giugno 2011
Francesco2

Non avevo mai visto al cinema un film di Anghelopoulos. "Paesaggio nella nebbia" l'ho "Saltato" perché all'epoca avevo quindici anni, ed altre cose, che non sempre a Palermo è stato facile distribuire, a me comunque non interessavano più di tanto. I suoi estimatori lo considerano un visionario del cinema, che in una (Ri)costruzione che attribuisce un [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 giugno 2015
Howlingfantod

Un film ad andamento lento, come i lunghi illuminanti piani sequenza del compianto maestro greco, un opera votata alla riflessione, alla ricerca di un tempo perduto che non è. Un film certamente Proustiano ed anche faticoso da seguire, pesante e relegato magari ad alcuni vecchi clichè cinematografici, in special modo quelli dello stesso regista, il film si snoda infatti su diversi piani narrativi, [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 giugno 2011
Flyanto

  Film dove un regista racconta le vicende amorose della madre verso due uomini attraverso lo scorrere del tempo e degli eventi storici. Triste e con delle lungaggini che ne causano la non perfetta riuscita. Un grande cast di attori che, comunque, non riescono a risollevare del tutto il film.

martedì 7 giugno 2011
brian77

Angelopoulos è sempre un macigno che ti arriva dritto sul collo e ti lascia tramortito. Pesante, pesantissimo. Soprattutto nelle scene di metacinema, col regista che va a fare il film, roba da prodotto d'autore d'altri tempi, oggi stantio, stucchevole. E quei dialoghi soffocanti negli interni, con le voci (dei doppiatori, ahimé) che sussurrano e biascicano battute... [...] Vai alla recensione »

domenica 5 giugno 2011
astromelia

rispetto al primo il film scorre meglio sempre infarcito di eventi tragici, la storia di gente che ha sofferto alla quale non è stata riservata nessuna gioia, per lo spettatore è un impegno psicologico seguire la trama che a tratta non risulta chiara,un'andirivieni di date epoche con una protagonista che sembra non invecchiare mai nonostante la sua storia.

martedì 31 maggio 2011
rokkosiffredi

bel film!!!

FOCUS
INCONTRI
martedì 31 maggio 2011
Ilaria Ravarino

Le colazioni con Tarkovskij. Le discussioni con Godard. I ricordi con Marcello Mastroianni e le serate in sala con i grandi del cinema italiano, «fari della conoscenza» dice lui, che gente come Antonioni (il suo preferito) o Fellini l’ha conosciuta e amata per davvero. Qualsiasi cosa si pensi del suo cinema, Theodoros Angelopoulos è un pezzo di storia della cultura europea. A quasi 80 anni il maestro del cinema greco è un artista ancora in grado di guardare lucidamente al presente, attaccato all’idea del «cinema come rivoluzione», incapace di arrendersi di fronte a un mondo sempre più lontano da [...]

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

È da considerarsi superato il cinema del 75enne maestro Theo Anghelopoulos, epico cantore di destini umani travolti dal fiume in piena della Storia? Secondo capitolo di una trilogia iniziata con La sorgente del fiume, La polvere del tempo mette in scena, fra Roma e Berlino, il paesaggio di un plumbeo presente in cui si aggira Willem Dafoe, regista di origine greca alle prese con un film che, rievocando [...] Vai alla recensione »

Silvana Silvestri
Il Manifesto

Il ventesimo secolo definitivamente finito ci appare oggi quasi come un sogno, come il viaggio poetico di ispirazione umanistica che ci fa compiere Angelopoulos nella Polvere del tempo, presentato alla Berlinale 2009 fuori concorso, prodotto da Amedeo Pagani (tra gli altri coproduttori) e distribuito dalla Movimento Film che veicola i film dei grandi maestri.

Alberto Crespi
L'Unità

L’inizio è familiare: un lungo carrello ci porta verso l’ingresso di Cinecittà, mentre una voce fuori campo mormora: «La storia non è finita… le storie non finiscono mai». Se uno volesse essere maligno, anche i film di Theo Anghelopulos sembrano non finire mai, ma nel caso del nuovo La polvere del tempo c’è un sottile piacere a perdersi nel racconto fluviale creato dal grande greco.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un regista senza nome che deve fare un film sulla storia movimentata e dolorosa dei suoi genitori. Un film che finisce per impadronirsi del suo autore abolendo i confini fra passato e presente, immaginazione e realtà. Un triangolo amoroso che si snoda lungo mezzo secolo di storia, dalla morte di Stalin ai nostri giorni, e attraversa le tempeste del secondo ’900 senza mai trovare una soluzione.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Il regista greco Theo Angelopoulos non dovrebbe avere bisogno di presentazioni. Con le sue opere degli anni 70, in particolare la trilogia sulla storia greca formata da I giorni del '36 assieme a La recita e I cacciatori, si collocò tra i nomi di punta dell'innovazione internazionale. Appartenente a una generazione (nato nel '35) cinematograficamente abbeveratasi all'estetica e alla poetica dei rottamatori [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

È sempre una garanzia il venerato maestro greco Théo Angelopoulos. Non occorre neanche avere troppo sonno arretrato: ne basta solo un briciolo per addormentarsi soavemente davanti ai suoi capolavori, che tra l’altro hanno il pregio di avanzare, con maestosa lentezza, tra lunghi silenzi. Il miracolo si perpetua con La polvere del tempo, secondo atto di una trilogia, per la quale vale la definizione [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO
martedì 31 maggio 2011
Nicoletta Dose

Un incontro tanto desiderato, finalmente arrivato. E sullo sfondo di una piccola relazione privata che rinasce, i drammi della Storia che si impongono. Nella clip in esclusiva de La polvere del tempo (al cinema dal 1 giugno), una folla seria, posata e [...]

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