Genova

Film 2008 | Drammatico, 92 min.

Regia di Michael Winterbottom. Un film con Colin Firth, Catherine Keener, Hope Davis, Willa Holland, Perla Haney-Jardine. Cast completo Genere Drammatico, - Gran Bretagna, 2008, durata 92 minuti. Uscita cinema venerdì 16 ottobre 2009 distribuito da Officine Ubu. - MYmonetro 2,20 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 24 novembre 2017

Il film racconta la storia di un professore di nome Joe che in seguito alla perdita della moglie in un incidente stradale, decide di partire con le due figlie per un viaggio di un anno. In Italia al Box Office Genova ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 64,6 mila euro e 20,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato no!
2,20/5
MYMOVIES 1,50
CRITICA 2,13
PUBBLICO 2,96
CONSIGLIATO NÌ
Girato in digitale con apprezzabile economia di mezzi, minimalismo e rapidità, un film che cerca un rapporto simbiotico con la città.
Recensione di Gabriele Niola
giovedì 15 ottobre 2009
Recensione di Gabriele Niola
giovedì 15 ottobre 2009

Mary e Kelly rimangono orfane di madre dopo un incidente stradale che rischia di uccidere anche loro. Joe invece, il padre, non era presente e ora deve recuperare le fila della sua famiglia. Per farlo accetta un lavoro a Genova, spostando se stesso e le figlie dall'America in Italia. Arrivano d'estate per ambientarsi prima che inizi l'anno scolastico e tra puntatine al mare, visite turistiche e apparizioni fantasmagoriche tutti e tre dovranno venire a patti con il lutto e ricomporre il rapporto con gli altri.
Si entra con suggestioni rosselliniane di emozionanti viaggi in Italia e si esce con la cocente delusione di un film commissionato e mal riuscito dove nemmeno Genova sembra interessante.
Michael Winterbottom, regista altre volte interessante, non riesce a cogliere e sfruttare a pieno i molti spunti con cui egli stesso contamina il suo film. Il mutamento interiore esemplificato dal trasferimento in una nuova città, lo spaesamento fisico (i personaggi si perdono sempre) che rispecchia quello interiore, il nucleo familiare che cerca un nuovo equilibrio e ancora il contrasto di due culture e due modi di vita diversi (quello americano e quello italiano) sono solo sforzi intellettuali che lo spettatore si deve affrettare a sviluppare senza l'aiuto del regista per avere qualche soddisfazione.
Girato in digitale con apprezzabile economia di mezzi ed evidente rapidità, Genova cerca un rapporto simbiotico con la città del titolo, rinunciando a darne un'immagine cartolina e preferendo mostrare quello che serve alla storia (i vicoli sporchi e pieni di topi, la prostituzione come anche le spiagge assolate e i monumenti). Le vie e la loro fauna dovrebbero essere il contraltare dei veri protagonisti della storia, i tre americani in cerca di se stessi lontani da casa, invece non riescono ad essere più che una curiosità da straniero.
Forse non è un'opera pensata per gli italiani o forse non è un'opera pensata e basta. Winterbottom sembra più a suo agio con uno stile di racconto barocco e dalla mano pesante invece che con questo minimalismo raffinato e delicato, in questo non c'è nulla di male, basta conoscere se stessi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 ottobre 2009
il caimano

Il film racconta di un disperato tentativo di risalita di una famiglia dal dramma di una perdita. Per Michael Winterbottom si tratta di una storia profondamente intimista e personale, drammatica, ed in questo ha i suoi pregi e i suoi difetti. Il film è comunque di grande impatto emotivo: riesce a coinvolgere lo spettatore che si immedesima del dolore straziante di una famiglia disperata.

FOCUS
INCONTRI
venerdì 9 ottobre 2009
Gabriele Niola

Partire da Genova e ritornare a Genova. E' curioso il percorso seguito da Michael Winterbottom per il suo film tutto incentrato sul capoluogo ligure: "Genova non è stata una scelta ma il punto di partenza per il film. Certo ciò che viene raccontato non ha a che vedere strettamente con la città e potrebbe succedere ovunque, tuttavia il fatto di girare proprio in quei luoghi ha dato un taglio particolare alla storia".

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Il regista inglese Michael Winterbottom ha due figlie ragazzine; ama Genova «bella e inquietante, città gemella di Venezia»; voleva realizzare un film in Europa, pensando a "Moderato cantabile", il romanzo di Marguerite Duras; ha sempre amato le investigazioni interiori, le psicologie. Questa volta sua protagonista è una famiglia mutilata: dopo la morte tragica della madre, il padre inglese e due figlie [...] Vai alla recensione »

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