La casa di Ninetta

Film 2024 | Drammatico 80 min.

Anno2024
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata80 minuti
Regia diLina Sastri
AttoriMaria Pia Calzone, Angela Pagano, Lina Sastri, Francesca Tizzano .
TagDa vedere 2024
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Lina Sastri. Un film Da vedere 2024 con Maria Pia Calzone, Angela Pagano, Lina Sastri, Francesca Tizzano. Genere Drammatico - Italia, 2024, durata 80 minuti. Valutazione: 3,5 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Ultimo aggiornamento venerdì 22 marzo 2024

Ninetta è una donna anziana affetta da Alzheimer. Sua figlia, che la ama profondamente, ne racconta il passato. La prima regia cinematografica di Lina Sastri, tratto dal suo omonimo libro, già adattato in spettacolo teatrale.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA
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CONSIGLIATO SÌ
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Cinema
Trailer
Lina Sastri trova la versione definitiva della narrazione del proprio rapporto con la figura materna.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 22 marzo 2024
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 22 marzo 2024

Lucia è un'attrice che raggiunge la città in cui è nata e cresciuta, Napoli, per andare a trovare l'anziana madre Ninetta che è affetta dal morbo di Alzheimer ed è accudita da ben tre badanti. Mentre si trova nella casa materna Lucia ripercorre la propria infanzia leggendo la non facile vita familiare della madre. Nonostante questo la donna aveva saputo conservare una straordinaria vitalità.

Lina Sastri trova con questo film la versione definitiva della narrazione del proprio rapporto con la figura materna.

Nato inizialmente come un racconto pubblicato in forma di libro e divenuto poi un monologo teatrale il legame profondo tra l'attrice la madre ha trovato ora la forma cinematografica. Il cinema ci ha sicuramente guadagnato perché può ora annoverare un'attrice che sa fare la regista. Il rischio poteva essere quello di trasferire in qualche misura il testo teatrale sullo schermo. Invece Sastri, perfettamente consapevole del mezzo, non si limita a raccontare la già di per sé interessante e complessa genitrice ma ci offre un ritratto di Napoli com'era e di Napoli com'è.

Da questo traspare un amore altrettanto grande, seppure ovviamente in forma diversa, quanto quello per Ninetta. Lina/Lucia non indulge nella descrizione della malattia. La presenta ma quasi come occasione per riflettere sul ruolo che i figli debbono assumere, anche con una sofferenza interiore, quando si ritrovano ad essere genitori dei propri genitori. I quali, come fossero regrediti in un'infanzia a cui non si può accedere (quella che Pupi Avati ha definito come Una sconfinata giovinezza) , hanno bisogno di un accudimento simile a quello che un tempo diedero alla loro prole.

In questo rapporto d'amore per la madre è necessario per la protagonista rivivere la propria infanzia con il fratello senza trascurare od omettere le difficoltà. Come quella di un padre incapace di controllare i propri scatti così come le proprie pulsioni tanto da trasferirsi in Brasile creandosi un'altra famiglia. Ma mostrando anche la luminosità di una donna incurante del denaro, consapevole com'era della sua volatilità, e capace di cantare con una voce straordinaria scoperta dalla figlia quasi per caso. Lina/Lucia nel narrare della madre non nasconde gioie e dolori della propria vita, in particolare di quella sentimentale, operando così un confronto seppure per via indiretta.

In questa narrazione la sceneggiatura però non si rinserra all'interno dei nuclei familiari e anche quando siamo nella casa di Ninetta, che dà il titolo al film, ci viene chiesto di vivere la città. Si pensi ai personaggi delle tre badanti, ognuna delle quali è cesellata per mostraci modi differenti di vivere Napoli. Oppure al mago, o alla leggenda del monaciello.

Tutti elementi che non sono utilizzati per produrre folklore ma per farci comprendere come nel capoluogo campano il presente e il passato convivano. Così come in fondo il passato di Ninetta continua a vivere sia nell'aldilà che nell'al di qua grazie a una figlia che ha scritto con le parole e con la luce un tributo alla donna che le ha dato la vita e le ha permesso di essere la persona e l'interprete capace di trasmettere sentimenti intensi senza mai cadere nella retorica o nel luogo comune.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 16 maggio 2024
max

Si tratta di un film ben fatto che riesce a farti entrare nella storia della famiglia di Lina Sastri attraverso una narrativa condita di tenerezza, amore, ironia e sottolineata da una musica a tratti anche particolarmente coinvolgente. Consiglio di andarlo a vedere.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 9 maggio 2024
Valerio Caprara
Il Mattino

Un film tutto al femminile e la città di Napoli. Tematiche da fare tremare le vene e i polsi considerando la marea di retorica, ideologia, speculazione, per non parlare delle sconfortanti esternazioni dei cosiddetti minimi comuni spettatori, che stanno accompagnando le sortite similari in tv e in sala. Con «La casa di Ninetta», da oggi nei cinema partenopei, con anteprima alle 20.

NEWS
[LINK] FESTIVAL
venerdì 22 marzo 2024
Giancarlo Zappoli

L'attrice esordisce alla regia con un film tratto dal suo omonimo libro, già adattato in spettacolo teatrale. Presentato al BIF&ST. Vai all'articolo »

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