Lo scafandro e la farfalla

Film 2007 | Drammatico +13 112 min.

Regia di Julian Schnabel. Un film Da vedere 2007 con Mathieu Amalric, Emmanuelle Seigner, Marie-Josée Croze, Anne Consigny, Patrick Chesnais. Cast completo Titolo originale: Le scaphandre et le papillon. Genere Drammatico - Francia, 2007, durata 112 minuti. Uscita cinema venerdì 15 febbraio 2008 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,79 su -1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Jean-Dominique Bauby, caporedattore di 'Elle' si trova totalmente paralizzato. Unico suo contatto con il mondo il battito di ciglia di un occhio. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 3 candidature e vinto 2 Golden Globes. In Italia al Box Office Lo scafandro e la farfalla ha incassato 478 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,79/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 3,35
PUBBLICO 3,62
CONSIGLIATO SÌ
Una prova di grande umanità in un film di elevato livello artistico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Jean-Dominique Bauby si risveglia dopo un lungo coma in un letto d'ospedale. È il caporedattore di 'Elle' e ha accusato un malore mentre era in auto con uno dei figli. Jean-Do scopre ora un'atroce verità: il suo cervello non ha più alcun collegamento con il sistema nervoso centrale. Il giornalista è totalmente paralizzato e ha perso l'uso della parola oltre a quello dell'occhio destro. Gli resta solo il sinistro per poter lentamente riprendere contatto con il mondo. Dinanzi a domande precise (ivi compresa la scelta delle lettere dell'alfabeto ordinate secondo un'apposita sequenza) potrà dire "sì" battendo una volta le ciglia oppure "no" battendole due volte. Con questo metodo riuscirà a dettare un libro che uscirà in Francia nel 1997 con il titolo che ora ha il film.
Julian Schnabel ha assunto sulle sue spalle un incarico gravoso perché è vero che i film che portano sullo schermo le vicende di portatori di gravi handicap (soprattutto se ispirate a storie realmente accadute) commuovono facilmente la grande platea. È però anche vero che, con una tematica in parte vicina a questa abbiamo avuto nel 2004 Mare dentro di Alejandro Amenábar con l'interpretazione da premio di Javier Bardem e la fatica di Mathieu Amalric poteva risultare improba. Sia l'attore che il regista conseguono il grande risultato di offrirci una prova di grande umanità nel contesto di un film di elevato livello artistico.
L'occhio del protagonista diventa la soglia che permette al pesante e inerte scafandro del suo corpo di liberare (anche se faticosamente) la farfalla del pensiero. La voce interiore imprigionata di Jean-Do ci rivela al contempo l'orrore della condizione e l'indomabile spinta all'espressione di sé. Il giornalista pensa, desidera, soffre, grida dentro di sé. È un grido in cerca di una bocca che possa tradurlo in suoni e parole. Il battito delle ciglia (che ricorda non a caso il battito d'ali di una farfalla) si traduce in lettere e le lettere in parole. Schnabel e Amalric riescono a non fare retorica e al contempo a commuovere profondamente liberandosi dal falso pietismo che spesso accompagna queste storie 'vere'. Raggiungono il risultato grazie a un attento lavoro di flasback che si integra alla perfezione con la descrizione di un corpo che da apertura al mondo si è trasformato in sepolcro. Tutto ciò senza lanciare proclami né a difesa strenua della vita né a favore dell'eutanasia. Il che, di questi tempi, è già un merito di per sé.

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LO SCAFANDRO E LA FARFALLA
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 10 maggio 2016
Great Steven

LO SCAFANDRO E LA FARFALLA (FR/USA, 2007) diretto da JULIAN SCHNABEL. Interpretato da MATHIEU AMALRIC, PATRICK CHESNAIS, EMMANUELLE SEIGNER, MARIE-JOSéE CROZE, ANNE CONSIGNY, NIELS ARESTRUP, MAX VON SYDOW, EMMA DE CAUNES Jean-Dominique Bauby è uno stimato giornalista e padre di famiglia che lavora per la rivista Elle. Un giorno, mentre percorre in automobile una strada di campagna [...] Vai alla recensione »

martedì 7 settembre 2010
davidestanzione

JeanDo(minique) Baby, giornalista, padre di due figli, piomba in quella che (convenzionalmente) è ritenuta la buia cecità (dimezzata, per sua fortuna) del coma, la “non vita vissuta”, la paralisi motoria avviluppante (ma cosciente) che la medicina definisce “sindrome locked-in”. Persa la funzionalità del corpo e dell’occhio destro, a Jean Do rimane [...] Vai alla recensione »

venerdì 6 aprile 2018
Lore64

Perfetto esemplare di arte degenerata, che in una società degna di questo nome andrebbe compensato col rogo della pellicola e il manicomio pel regista. Invece di raccontare una storia il film, perfettamente in linea colla tendenza dell'epoca, ci propina un'ammuina di sporiferi quadretti di vita quotidiana senza il minimo tentativo di approfondire la natura della malattia, la possibilità [...] Vai alla recensione »

mercoledì 21 marzo 2012
gabriellaprezioso

Mi sono trovata catturata dai pensieri di Jean-Do, nel buio della mia stanza ascoltavo ciò che gli altri non udivano, ho guardato il mondo anche io come lo vedeva lui, come nei sogni, quando parli e nessuno ti sente. L'immaginazione e la memoria sono davvero poche delle cose che salvano in qualunque caso, quello che desidereremmo fare e non abbiamo fatto e soprattutto potremmo non fare mai perchè va [...] Vai alla recensione »

giovedì 5 gennaio 2012
Intra

Jean-Do, redattore capo della prestigiosa rivista Elle, colpito da un ictus a soli 42 anni, rimane paralizzato dalla testa ai piedi, e incapace di comunicare con il mondo esterno, pur conservando una mente lucida. Solo la palpebra del suo occhio sinistro riesce ancora a muoversi. Da questo battito di ciglia riparte la rinascita del protagonista che, a poco a poco , si lascia alle spalle la disperazione [...] Vai alla recensione »

giovedì 14 maggio 2009
serpico

ESTREMAMENTE PROFONDO

domenica 13 settembre 2015
darkovic

inquietantei,ntenso e sconvolgente,bellissimo

martedì 10 marzo 2015
il befe

ok

martedì 10 marzo 2015
il befe

bello

lunedì 29 ottobre 2012
em.ina

sublime introspezione attraverso l'affresco di una vita distrutta.

sabato 11 agosto 2012
queen251

e potersi raccontare sorretto dall'immaginazione e dalla memoria sempre vivi, in un corpo ormai morto, ad eccezione di uno spiraglio che fa da tramite tra lui ed il mondo esterno. Il film non scade mai nella retorica o nella banalità. Brani del libro che è riuscito a realizzare battendo le ciglia anzichè i tasti di una macchina da scrivere, accompagnano lo spettatore per [...] Vai alla recensione »

domenica 7 giugno 2009
claudus

Anche con "Basquiat" e "Mare Dentro" il regista ci mostrava delle prigioni. Questo film è solo apparentemente girato da Julian Schnabel,perchè quel giornalista...Quell'uomo, era diventato una telecamera fissa nelle mani del mondo

Frasi
Ero cieco e sordo, non mi serviva necessariamente la luce dell'infermità per vedere la mia vera natura
Una frase di Jean-Dominique Bauby (Mathieu Amalric)
dal film Lo scafandro e la farfalla - a cura di irene
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Storia vera di Jean-Dominique Bauby, brillante giornalista parigino, direttore di Elle. Lo scafandro è l'immobilità che paralizza il suo corpo dopo un ictus, la farfalla è il battito delle ciglia dell'occhio sinistro con cui arriva a lasciarsi intendere e a scrivere un libro prima di morire. La vicenda struggente è molto ben raccontata nel film, il migliore che Julian Schnabel abbia sinora diretto [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«La mer qu'on voit danser le long des golfes clairs a des reflets d'argent»: intenerita dalla nostalgia, la voce di Charles Trenet "riempie" il nero dello schermo. Poi s'accende una luce chiara, percorsa da immagini incerte, e si intuisce che la macchina da presa sta guardando il mondo stando "dentro" Jean-Dominique Bauby (Mathieu Amalric). In platea, infatti, noi vediamo quello che il suo occhio vede. È [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

Lo diceva Godard e lo confermava Orson Welles. Il cinema lo si impara in tre giorni. Ma se non hai niente da tirare fuori dal cuore e dalla testa, non basterà una vita per creare un buon film. Il Leone del neoimpressionismo newyorchese degli '80 Julian Schnabel continua a fare film meravigliosi da totale autodidatta. Ogni tanto abbandona il pennello e imbraccia con vigore la cinepresa per raccontare [...] Vai alla recensione »

Callisto Cosulich
Left

La nostra vista ci fa partecipi dello stesso universo al quale appartengono gli oggetti e le persone che rientrano nel campo visuale. Al cinema, invece, abbiamo la sensazione di trovarci al cospetto di una realtà diversa dalla nostra, ma che sempre realtà rimane, come se fossimo affacciati a un altro universo. È la teoria dei filmologi, fondata su rigorosi principi psicofisici.

Dario Zonta
L'Unità

Un uomo di successo, direttore di una famosa rivista francese, Elle, un giorno viene colto da ictus e cade in coma. Al risveglio vede lo sfarfallio di una luce bianca accecante, frazionata da sprazzi di colore sfocati, prismatici, geometrici, espansi. Lentamente, il contorno di figure umane in camice, anticipate dall'eco di voci lontane e poi vicine, voci e figure che ora si fanno giganti e mostruose, [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Si comincia al buio. Solo voci. Poi delle immagini, ancora indistinte, dei colori, via via da sfocati a nitidi. Quindi delle figure, soprattutto facce, in primo piano. Ed ecco una voce chiara che si rivela presto di qualcuno che sta vedendo e ascoltando quello che noi vediamo e ascoltiamo. Però quello che crede di dire, realizza presto che gli altri non arrivano a sentirlo.

Roberta Ronconi
Liberazione

Siamo in piena sindrome da scafandro, scientificamente nota come "locked-in syndrome". Quando la mente di un umano si ritrova incastrata in un corpo che non risponde più ad alcun comando. E' il caso del giornalista Jean Dominique Bauby, direttore della rivista francese "Elle", quarantenne di grande vitalità che improvvisamente un malore trasforma in un corpo immobile.

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Almeno quanto il tema di "Lontano da lei", il soggetto dello Scafandro e la farfalla era da affrontare con le precauzioni con cui si avvicina un serpente velenoso. Figurarsi: la storia (vera) di un quarantenne - Jean-Dominique Bauby, caporedattore della rivista Elle - colpito da una malattia che lo rese ostaggio del proprio corpo, del tutto paralizzato salvo un occhio.

Philippe Azouri
Libération

Il regista e artista Schnabel ha adattato per il grande schermo il best seller autobiografico di Jean-Dominique Bauby, caporedattore di Elle, completamente paralizzato in seguito a un'emorragia cerebrale. Il risultato è difficile da giudicare. Non si tratta di un film commerciale in senso stretto, visto che per metà il regista ha scelto il punto di vista soggettivo, monoculare, paralizzato di un uomo [...] Vai alla recensione »

Arianna Finos
Il Venerdì di Repubblica

Jean-Dominique Bauby aveva vissuto i suo primi 43 annida re dell'alveare. Direttore dell'edizione francese di Elle, circondato da donne che gli altri uomini potevano solo sognare. Poi, nel 1995, un ictus devastante cambiò la sua vita. Per sempre. Il coma, il risveglio, la sindrome locked-in: mentalmente vigile ma prigioniero dentro il suo corpo, in grado di comunicare solo attraverso il battito della [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

Julian Schnabel has made three feature films: “Basquiat,”“Before Night Falls” and now “The Diving Bell and the Butterfly.” All are biographical, examining the lives of real people, and in each case the protagonist struggles with a condition of literal or metaphorical imprisonment. Jean-Michel Basquiat, Mr. Schnabel’s younger colleague in the New York art scene of the 1980s, is trapped by addiction [...] Vai alla recensione »

Randy Kennedy
The New York Times

THE paintings on broken plates that made Julian Schnabel an art-world star in the early 1980s seemed to announce their importance not just by their retrograde swagger but also by their sheer weight. Hanging one on a wall was like suspending a cabinet full of Buffalo china. The other day in a former smelting factory near the Gowanus Canal in Brooklyn a bunch of new paintings that he had hanging on [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Murato vivo: ecco il dramma vissuto (purtroppo nella realtà) dal brillante giornalista francese Jean-Dominique Bauby, colpito a quarantuno anni da una rara sindrome cerebrale che lo rese sino alla morte completamente paralizzato benché cosciente. Il multiforme artista americano Julian Schnabel ne ha tratto il suo terzo film, «Lo scafandro e la farfalla», giustamente premiato all'ultimo festival di [...] Vai alla recensione »

Raffaella Giancristofaro
Film Tv

Nel 1995 Jean-Dominique Bauby, 43 anni, caporedattore di “Elle” Francia, durante un viaggio in auto avverte un malore ed è ricoverato d’urgenza nell’ospedale sul mare bretone di Berck. Il corpo completamente paralizzato, riesce a esprimersi solo muovendo la palpebra dell’occhio sinistro. Grazie a una logopedista e a una copista detta un diario dalla sua degenza (edito in Italia da Ponte alle Grazie). [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Alto il quoziente di difficoltà di questo nuovo progetto, set francese, di Julian Schnabel, artista Usa prestato al grande schermo da qualche anno. Un ictus paralizza i mille muscoli del corpo protagonista, lasciando libertà di espressione a una sola ciglia. Ma quella ciglia basta e avanza a Mathieu Amalric se non per candidarsi all'Oscar della migliore interpretazione dell'anno, per sprigionare coreografie [...] Vai alla recensione »

Luca Barnabé
Ciak

Eccentrico pittore, Julian Schnabel si dedica saltuariamente al cinema. Lo scafandro e la farfalla, tratto dal romanzo autobiografico di Jean- Dominique Bauby (ed. Tea), ricostruisce vita e malattia dell'ex capo redattore di Elle, dandy e donnaiolo, che, a soli 42 anni, in seguito a un ictus, si ritrova completamente immobile. A eccezione di una palpebra.

Toni Viola
Avvenire

Premio per la miglior regia a Cannes, quattro nominatiion agli Oscar del prossimo 24 febbraio. E da ieri nelle sale italiane il bellissimo e commovente Lo scafandro e la farfalla del regista americano Julian Schnabel, che racconta la vicenda drammaticamente reale del francese Jean-Dominique Bauby. Colpito da ictus all'età di 42 anni, Bauby (autore di successo e redattore capo della prestigiosa rivista [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Il cinema secondo l'occhio sinistro di Jean-Dominique Bauby, irrequieto caporedattore di Elle colpito da un ictus che lo paralizzò nel 1995, a 43 anni. Scientificamente si dice «locked-in», il corpo bloccato e la mente lucida. Col movimento della palpebra Bauby segnalò una per una le lettere dell'alfabeto necessarie a comporre un'autobiografia che il pittore-cineasta Schnabel («Basquiat», «Prima che [...] Vai alla recensione »

Violetta Bellocchio
Rolling Stone

Un ictus lascia il giornalista donnaiolo Jean-Dominique Bauby paralizzato ma cosciente. Possibilità di recupero: zero. Lui prima vuole morire, poi decide di dettare le sue memorie sbattendo una palpebra, l'unica cosa che gli funziona. Da uno spunto simile (e con l'ingombrante bollino della storia vera in primo piano) ci si aspettava un'epopea della commozione forzata, della serie "la volontà umana [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

I film penitenziali, mostrando malati inguaribili, sono la forma attuale del «memento mori». In un'epoca secolarizzata, più che al pentimento, però, inducono alla profilassi, specie se le patologie sono le più note. Non lo è quella dello Scafandro e la farfalla di Julian Schnabel, che somiglia a un ictus. Undici anni fa essa colpì il quarantenne direttore della rivista francese Elle, Jean-Dominic Bauby, [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
martedì 12 febbraio 2008
Tirza Bonifazi Tognazzi

Una vita da pittore Prima di affermarsi come regista Julian Schnabel era già celebre come pittore. Le sue opere hanno fatto il giro del mondo passando dal Metropolitan Museum of Art di New York al Centre Georges Pompidou di Parigi.

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2007
winner
miglior regia
Golden Globes
2008
winner
miglior film straniero
Golden Globes
2008
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