The Black Dahlia

Film 2006 | Drammatico V.M. 14 121 min.

Regia di Brian De Palma. Un film con Josh Hartnett, Scarlett Johansson, Aaron Eckhart, Hilary Swank, Mia Kirshner. Cast completo Genere Drammatico - USA, Germania, 2006, durata 121 minuti. Uscita cinema venerdì 29 settembre 2006Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,90 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 19 luglio 2018

Lee e Bucky sono poliziotti nella Los Angeles del 1947. L'omicidio raccapricciante di una starlet, su cui sono chiamati a indagare, sconvolgerà le loro esistenze. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office The Black Dahlia ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 2,3 milioni di euro e 852 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,90/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,70
PUBBLICO 2,99
CONSIGLIATO SÌ
Pur smarrendo la sua straordinaria capacità narrativa al servizio del romanzo di Ellroy, De Palma mantiene tutta la sua eleganza geometrica.
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 30 agosto 2006
Recensione di Marzia Gandolfi
mercoledì 30 agosto 2006

Lee Blanchard e Bucky Bleichert sono poliziotti nella Los Angeles del 1947. Ex pugili in categorie differenti si incontrano e si scontrano sul ring e nella vita, dove condividono una donna e un'ossessione. La prima è la bionda e raffinata Kay, compagna di Blanchard e prostituta riabilitata, la seconda è Betty Ann Short, la Dalia Nera, prostituta perduta perché assassinata e orribilmente mutilata sotto le lettere che comporranno il suo epitaffio (Hollywoodland). La ricerca dell'assassino della Dalia, braccato e scovato sotto la polvere di stelle della città degli angeli, condurrà i due investigatori lontano da qualsiasi forma di moderazione emotiva e professionale. Ombre del e dal passato e amori illeciti dal sapore necrofilo finiranno per consumarli e per determinarne la sorte, opposta come il ghiaccio e il fuoco.
Lo squilibrio e l'irrequietezza degli antieroi creati dalla penna noir di James Ellroy tracima nella trasposizione cinematografica di Brian De Palma che apre la 63° edizione del festival del cinema di Venezia. Se il cinema dell'"intoccabile" De Palma mantiene tutta la sua eleganza geometrica, regalando alla sua storia un altro superlativo scavalcamento a scoprire, dietro le palazzine di Los Angeles, il corpo straziato della sua Dalia, dall'altra parte sembra smarrire la sua straordinaria capacità narrativa. Raffinato esteta della messa in scena, il regista americano tradisce un'imbarazzante, perché inspiegabile, mancanza d'intendimento. Lo straordinario romanzo di Ellroy, necessariamente compresso in centoventi minuti e liberamente aggiornato nel suo epilogo, investiga su un crimine restituendo l'affresco di un'epoca, quella del dopoguerra, e i ritratti degli uomini e delle donne che lo avevano subito o agito. La sua rilettura per lo schermo è incapace di prendere una direzione esplicita e finisce per scontentare sia i lettori del romanzo, questo è congenito, sia coloro che ignorano le pagine di Ellroy, questo è invece spiacevole. Il racconto è lacunoso: troppe omissioni o troppe informazioni, troppe piste intraprese e poi smarrite, sprecate in un finale spiegato in due battute.
I punti di forza, come quelli lirici ci sono e non mancano di incantare: la Los Angeles fine anni Quaranta ricostruita in Bulgaria da Dante Ferretti; la straordinaria Dalia di Mia Kirshner, fragile e vulnerabile come la Vivien Leigh di Un tram che si chiama desiderio, seducente e civettuola come la sua Scarlett, di cui pronuncia alcune battute in un inserto del film; l'interpretazione di Aaron Eckhart, farabutto e gentiluomo come il capitano Rhett Butler di Clark Gable, che toglie ogni speranza al più giovane e immaturo Josh Hartnett. Colpo di grazia è pure l'inserzione de L'uomo che ride di Paul Leni, film muto del 1928 che sostituisce e traduce in immagine L'Homme qui rit di Victor Hugo, citato da Ellroy nel suo romanzo e chiave decisiva per lo scioglimento della trama. Scarlett Johansson e Hilary Swank sono invece fuori parte e fuori tempo, almeno quello del divismo e del cinema d'oro che iniziò quando Hollywood perse la Dalia, la testa e la Land.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 20 giugno 2023
samanta

James Elroy, autore di romanzi polizieschiè stato spesso tradotto in film (ben otto tra cui: L.A. Confidential, Immagini sporche)  come la Dalia nera uscita nel 2006 con la regia di Brian De Palma. Sia il romanzo che ovviamente il film sono stati ispirati da un fatto reale l'omicidio di Elisabeth avvenuto a Los Angeles nel 1947, la Short aveva 21 anni ed era arrivata a L.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Dopo avere aperto Venezia con tutto il «glamour» hollywoodiano del caso, Black Dahlia è uscito dal vortice mediatico: forse la grande attesa è stata delusa, soprattutto da parte dei fans di James Ellroy. Il grande scrittore americano era a Venezia assieme a Brian De Palma e ai numerosi attori e si è naturalmente dichiarato soddisfatto del film: ma la sensazione che stesse adempiendo a un obbligo contrattual [...] Vai alla recensione »

winner
miglior scenogr.
Nastri d'Argento
2007
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