Le particelle elementari

Film 2006 | Drammatico 113 min.

Regia di Oskar Roehler. Un film con Moritz Bleibtreu, Christian Ulmen, Martina Gedeck, Franka Potente, Nina Hoss. Cast completo Titolo originale: Elementarteilchen. Genere Drammatico - Germania, 2006, durata 113 minuti. Uscita cinema venerdì 21 aprile 2006 - MYmonetro 2,98 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un grottesco ritratto della società dal libro culto di Michel Houellebecqs "Les Particules élémentaires". Michael e Bruno sono fratellastri, ma non potrebbero essere più diversi. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office Le particelle elementari ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 446 mila euro e 77,4 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,98/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,53
PUBBLICO 3,06
CONSIGLIATO SÌ
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Dal romanzo omonimo di Michel Houellebecq un film che fa pensare.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Michael e Bruno sono figli della stessa madre ma di padri diversi. La madre li fa incontrare da adolescenti ma i due si ritroveranno poi da grandi. Il primo è divenuto un importante studioso di genetica mentre il secondo insegna ed è ossessionato dal sesso. Mentre il primo ritroverà una vecchia compagna di scuola con la quale potrà finalmente iniziare una relazione, il secondo avvierà un'intensa relazione sessuale con una donna conosciuta in una comunità che pratica tecniche orientali. Entrambi si troveranno di fronte a menomazioni gravi delle loro compagne.
Tratto dal romanzo omonimo (e molto discusso) di Michel Houellebecq, il film diretto da Oscar Roehler mantiene più di quanto prometta. Riesce cioè a dare una linearità narrativa alla scrittura sperimentale dell'autore letterario, ne stempera motivandoli i connotati razzistici e ci offre un'amara riflessione sulla sessualità nei nostri giorni di apparente liberazione. Le domande che ne emergono sono di quelle fondamentali.
In quale misura la sessualità è divenuta un condizionamento negativo invece che una fonte di piacere? Il corpo che non può più dare piacere fa sì che l'essere umano perda (oltre che di attrattività) di valore? Il film non pretende di emettere sentenze definitive in materia. Ci chiede però di interrogarci e lo sa fare senza pedanteria.

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Vite parallele, lontane e diverse di due fratellastri, Michael e Bruno, che hanno in comune una madre hippy e irresponsabile e la stessa inclinazione all'infelicità. Michael, talento matematico, è immerso nelle sue ricerche genetiche sulla clonazione umana, senza contatti con le donne. Bruno, professore, è ossessionato dal sesso e dalle sue devianze. Dopo essersi trovati al capezzale della madre morente, si imbattono in due donne che potrebbero cambiare le loro vite. La fonte del film è il 2° romanzo (1999) del discusso Michel Houellebecq che O. Roehler ha anche adattato, epurandone la forte componente erotica e annacquandone quel che i critici hanno definito "pessimismo cosmico". È una riduzione accademica che coniuga la superficialità con la pesantezza. M. Bleibtreu (Bruno) premiato al Festival di Berlino 2006 come miglior attore. V.M. 14 anni.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 2 ottobre 2012
marica romolini

Michael e Bruno sono fratellastri. Abbandonati dalla madre hippy e cresciuti dai rispettivi nonni, non potrebbero essere più diversi. O, meglio, le loro vite sono le reazioni speculari ed estreme alla medesima voragine affettiva, che l'uno cerca di colmare nella mistificazione di una scientifica asetticità, l'altro in un bulimico libertinaggio sessuale.

domenica 3 maggio 2015
gianleo67

Figli di padri diversi Michael e Bruno crescono separati, soffrendo per la continua assenza di una madre hippie e perennemente in viaggio. Ossessionati da un rapporto conflittuale ed antitetico con la sessualità, mentre Michael diventa un genetista di successo solitario e sessuofobo, Bruno è un professore liceale che riversa nella scrittura di testi deliranti e xenofobi le sue frustrazioni matrimoniali [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2012
paride86

Una madre hippie abbandone i suoi due figli a se stessi: uno diventerà sessuamane, l'altro asessuato. Melodramma mascherato da film d'introspezione, "Le particelle elementari" parla di tutti i peggiori sentimenti umani coniugando superficialità d'introspezione e pessimismo cosmico. Potrebbe sembrare un film d'ampie vedute, ma in realtà si tratta di una [...] Vai alla recensione »

sabato 14 maggio 2011
DARIO29

Non posso esprimere un voto per questo film, per 2 motivi:  Motivo 1) Non ho capito nemmeno dopo un corso di cinema, cosa voglia dire il regista Motivo 2) Questo film soffre della sindrome di Donnie Darko,ovvero,  forse vuole dire tanto ma alla fine non dice un cazzo. La psicologia dei personaggi interpretati nel film non permette di capire bene perchè  i personaggi sono quello [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 gennaio 2011
DARIO29

Mi piace il cinema tedesco lo trovo dinamico, coinvolgente, divertente. Ma questo film non sono riuscito a capirlo...insomma non ho capito dove volesse arrivare...non decolla mai. Un altro capolavoro alla donnie darko...ovvero una noia terribile.

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RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Berardi
Rolling Stone

Michel Djerzinski e Bruno Clément sono due fratellastri abbandonati a loro stessi da una madre postsessantottina convertitasi al misticismo new age. Nel corso di esistenze opposte e speculari uno diventerà biologo di fama, l'altro mediocre insegnante. L'assenza affettiva originale condizionerà le loro vite producendo esiti diversi: il geniale Michel, 4Oenne vergine incapace di qualsivoglia contatto [...] Vai alla recensione »

Luca Castelli
Il Mucchio

Ci vuole un bel coraggio a portare al cinema Le particelle elementari di Houellebecq. Perché qualunque sia il risultato, sai benissimo che non potrà mai arrivare al livello stratificato dell'opera d'origine. Trattandosi di un film destinato al grande pubblico, Oskar Roehler sceglie di puntare soprattutto sui suoi contenuti narrativi, lasciando alle deduzioni degli spettatori gli aspetti più problematici, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Strenuo assertore dell'agonia della civiltà occidentale, nonché caso letterario trai più enfatizzati degli ultimi anni, Michel Houellebecq arriva sullo schermo con l'adattamento del suo romanzo-culto del 1998. Lo ha diretto il tedesco Oskar Roehler, autore anche della (complessa) sceneggiatura, in cui si è concesso parecchie varianti rispetto alla pagina dello scrittore francese.

Valerio Caprara
Il Mattino

I film tedeschi da noi valgono zero al botteghino: senza opinare se è giusto o non è giusto, bisogna impedire che capiti lo stesso a Le particelle elementari di Oskar Roehler. Presentato ieri in concorso, il film presenta qualche punto debole, edulcora (come vedremo) il romanzo originario, insomma è tutt'altro che perfetto; sta di fatto, però, che ha l'immenso merito di affrontare con sintonia di fondo [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Si sfiora il ridicolo solo all'inizio, quando la goccia di sperma cancella l'inchiostro sul tema della lolita adolescente che l'arrapatissimo professor Bruno sta correggendo a modo suo. Ma trattandosi di Le particelle elementari, il film di Oskar Roehler tratto dal romanzo dello scorrettissimo Michel Houellebecq, quell'attimo è da considerare fuggente, un picco di cattivo gusto che non stona, anzi [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Noti romanzi francesi talora ispirano meno noti registi tedeschi. Oskar Roehler, l'Ozon tedesco, porta sullo schermo Le particelle elementari di Michel Houllebecq (Bompiani). A far paragoni, Houllebecq è insieme il Martin Walser e il Peter Handke francese, ovvero non conformismo più asocialità. L'atipica coalizione fra Houllebecq e Roehler è maturata nel lungo assedio del regista e del suo produttore, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Le particelle elementari presenta punti deboli ed edulcora il romanzo originario; sta di fatto, però, che ha il merito di affrontare con sintonia di fondo le pagine più audaci e ciniche pubblicate negli ultimi dieci anni. Michel Houellebecq vi ha dimostrato che un barlume di verità può accendersi solo grazie alla fusione tra brutalità e (com)passione della vita: mentre un plotone di colleghi se la [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Ciak

Se non avete letto il romanzo di Michel Houellebecq è arrivato il momento di farlo. Dopo averlo letto vi chiederete come abbia fatto Oskar Roehler a trarne un film. Perché, pur con molti cambiamenti rispetto al testo originale, c'è da rimanere stupiti di fronte alla scorrevole traduzione cinematografica di un testo così ostico e controverso. Per Roehler «Il romanzo è un momento chiave per comprendere [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Bruno e Michael. Stessa madre disinvolta ma vite parallele, diverse, lontane. Fratellastri antipodali. Il primo è un erotomane che affoga negli amplessi, spesso autoprovocati, il proprio male di vivere. Il secondo è un timido e (apparentemente) fragile scienziato, a un passo dalla scoperta del secolo (la clonazione umana). Il rapporto con due donne sembra offrire a entrambi una svolta, ma il destino [...] Vai alla recensione »

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Due fratelli. Figli di due padri diversi e segnati, fin dall’infanzia, da una madre sessualmente disinibita causa per entrambi di molti traumi. Uno dei due, soprattutto, Bruno, adesso insegnante in un liceo, ha fatto del sesso quasi la sua principale ragion di vita. L’altro, Michael, forse per reazione, il sesso lo ha quasi ignorato, dedicandosi per intero a delle difficili ricerche scientifiche.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Dalla tragedia alla satira, dall’invettiva al grottesco, dal sulfureo al quasi comico. Il film tratto dal best-seller di Houellebecq è un monumento di spregiudicatezza, dunque dividerà. Gli entusiasti ritroveranno i due fratellastri Michel e Bruno, opposti e complementari come due facce della stessa medaglia, e apprezzeranno il tono quasi da black comedy riservato dal regista alle loro disavventure. [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Su Michel Houellebecq la critica letteraria è divisa: per qualcuno l’autore di «Le particelle elementari» (Tascabili Bompiani) è uno dei più interessanti tra gli scrittori europei, mentre altri si sono addirittura meravigliati che il regista Oscar Roehler abbia portato il romanzo sullo schermo. Indipendentemente da ogni giudizio di valore, una spiegazione sta di sicuro nel fatto che Elementartailchen [...] Vai alla recensione »

Massimo Benvegnù
Il Riformista

Michael (Christian Ulmen) è un ricercatore molecolare, uno scienziato mite e geniale, rinchiuso nel suo mondo. La sua ossessione è trovare una via per la riproduzione asessuata dell'uomo, per liberarlo dalla schiavitù dell'attrazione. Non ha mai avuto una donna in vita sua, nonostante l'amica del cuore di gioventù (Franka Potente) sia da sempre innamorata di lui.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Film inguaribilmente e stilisticamente «old world», anche quando fa la parodia della sensibilità new-age, Le particelle elementari, diretto dal tedesco Oskar Roelher è ambientato in Germania ma è tratto dal best seller francese di Michel Houllebecq, lo scrittore che offende l'islam con più tatto di Oriana Fallaci e Theo Van Gogh messi insieme. Un libro cult, pubblicato in Italia da Bompiani, che il [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il Guardian di qualche giorno fa pubblicava l'elenco dei 50 migliori adattamenti da libro a film. Alcuni prevedibilmente ben riusciti, come "Lolita" di Vladimir Nabokov finito nelle mani di Stanley Kubrick. Altri un po' meno, come "Fight Club" di Chuck Palahniuk girato da David Fincher. Altri che sembravano impossibili, ad altissimo rischio di fucilazione da parte dei fan, e invece sono stati applauditi [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Non c’è rifugio invece per i protagonisti di The Elementary Particles (concorso), incapaci di tornare all’infanzia forse perché un’infanzia non l’hanno mai avuta e sono dunque condannati ai più cocenti scacchi esistenziali. Chi ha letto il best-seller di Houellebecq ricoda che i due fratellastri Michel e Bruno, figli della stessa madre ed entrambi abbandonati in tenera età, sono opposti e complementari [...] Vai alla recensione »

winner
miglior attore
Festival di Berlino
2006
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