| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 130 minuti |
| Regia di | Laurence Dunmore |
| Attori | Johnny Depp, Samantha Morton, John Malkovich, Rosamund Pike, Tom Hollander, Johnny Vegas Kelly Reilly, Jack Davenport, Richard Coyle, Francesca Annis, Rupert Friend, Paul Ritter, Stanley Townsend, Tom Burke, Hugh Sachs, Trudi Jackson. |
| Uscita | venerdì 10 febbraio 2006 |
| MYmonetro | 2,50 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento sabato 21 marzo 2009
Johnny Depp fa rivivere le avventure sensuali, irriverenti e commoventi di John Wilmot, secondo Conte di Rochester, poeta scellerato e di talento che condusse la sua breve e scapestrata esistenza comportandosi come una rockstar della Restaurazione. In Italia al Box Office The Libertine ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1,8 milioni di euro e 660 mila euro nel primo weekend.
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Dal buio compare un bellissimo Johnny Depp in versione tardo secentesca ad avvisare le signore che non piacerà loro affatto e che niente farà a tal fine. E, nonostante la scarsa credibilità di tale enunciato, riuscirà perfettamente nello scopo nelle due ore del film. In tutti i sensi.
Il personaggio incarnato da Depp è John Wilmot, secondo conte di Rochester, poeta alla corte di Carlo II in Inghilterra, in un momento storico in cui il vizio e la lussuria regnano più del Re. E Wilmot di tanta decadenza è non solo compiaciuto: ne è una vera e propria incarnazione, l'uomo "alla moda" del tempo.
Il Re confida in lui e gli commissiona una commedia teatrale che delizi i diplomatici francesi. Wilmot lo ripaga con un assurdo pastiche surreal-pornografico che manda in bestia il Re. L'autore si dà alla macchia, lasciando la godereccia Londra e la giovane attrice di cui si è innamorato (se è lecito il termine). Non sarà né il re, né la moglie dal cuore infranto, né la giovane artista a prenderselo, ma la sifilide.
Chi ha mestiere ne ha messo, in questo esordio di Dunmore: Johhny Depp con la consueta dedizione, affiancato da un discreto John Malkovich (Re Carlo) e da una Samantha Morton indigesta fin dalla prima apparizione. Il contesto è una Londra, città e campagna, fumosa ed ebbra di vizio e perdizione, fotografata in tinte fosche che ricercano la luce di candela, riuscendovi ma risultando opprimente alla lunga.
Frasi a effetto ma sconnesse, dialoghi messi insieme a martellate, voragini di senso, avvelenano la materia prima fornita a Johnny Depp perché potesse costruire un personaggio laido ma attraente. L'attore c'è, ed è più affascinante del personaggio che interpreta. Il che non è un bene.
Dal buio e nel buio John Wilmot (1647-80), secondo conte di Rochester , racconta se stesso. Una vita scabrosa e frenetica, disseminata di trasudanti avventure sessuali, conversazioni al limite dell’osceno, viaggi notturni nella lordura delle strade londinesi, fra bettole e puttane. Espulso dal regno per aver scandalizzato la corte declamando un poema poco ortodosso, Wilmot (Johnny Depp) vi [...] Vai alla recensione »
Abbiamo tanto sperato che, dopo Nevermore e La fabbrica di cioccolato, Johnny Depp facessse finalmente un film per grandi, lasciando perdere i babysitteraggi più o meno ortodossi. Quando appare con i riccioloni fino alle spalle, su fondo nero, e annuncia ”non vi piacerò” (segue una sfilza di sconcezze) sembra che The Libertine possa finalmente cacciare l’attore dalla stanza dei bambini.