| Anno | 2005 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Carlo Vanzina |
| Attori | Claudio Amendola, Enzo Salvi, Elisabetta Rocchetti, Kaspar Capparoni, Gabriella Labate Paolo Triestino, Alessandro Di Carlo, Luis Molteni. |
| Uscita | venerdì 15 aprile 2005 |
| MYmonetro | Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 10 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 15 gennaio 2016
I fratelli Vanzina puntano sul remake della commedia popolare anni Settanta e rilanciano l'ispettore trash Nico Giraldi, detto Monnezza, portato al successo da Tomas Milian, interpretato ora da Claudio Amendola. In Italia al Box Office Il ritorno del monnezza ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,6 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NO
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Gli spudorati propugnatori della "cultura" del fango in questa italietta agonizzante, mettono a segno un colpo da maestro con questo monumento al nulla, escrementizio fin dal titolo. Questo "reprise" della fortunata serie degli anni '70, che vedeva Tomas Milian nei panni del trucido ispettore Giraldi, è di un bieco improponibile, indifendibile. Allora era sconveniente vantarsi di amare certo cinema, ma ci si concedevano senza troppi rimorsi quattro risate con Bombolo & soci, anche se sguaiate e poco edificanti. Oggi i paladini della grammatica crocefissa, dei "cazzi" e dei "fio de 'na mignotta" hanno sfondato le porte della decenza e sono seriamente decisi a scoperchiare la tomba di Dante e fare scempio delle sue reliquie. Poteva anche passare la pochezza dei Vanzina quando producevano i loro filmetti senza salire su alcun piedistallo, ma pretendere di far passare questo per "Cultura", e soprattutto trovare eco tra il pubblico, è veramente il segno della resa. Di tutto: del buongusto, delle idee, dell'arte, della cultura, dell'Italia.
Il film in sé è di gran lunga inferiore alla più misera puntata de "Il Maresciallo Rocca": la trama è inesistente; i dialoghi, quando non sono parolacce, sono se possibile ancor più volgari, di un qualunquismo da denuncia (su tutto i cinesi appellati "limoncelli"); solo restano sospesi da giudizio gli attori: sono pessimi, certo, ma perfettamente in parte, visto lo squallore di tutto ciò che hanno attorno.
Gli amanti degli originali degli anni '70 storceranno il naso per la dissacrazione; coloro che già detestavano quel cinema di genere avranno l'ennesima conferma che al peggio non c'è mai fine; per tutti gli altri, che lo apprezzino o meno, speriamo almeno nel senso civile di una virtù perduta: il pudore.
Di giustificabile,per la visione del film,c'è solo il ricordo di Tomas Milian e Bombolo. Purtroppo il resto fa acqua da tutte le parti: sceneggiatura pessima,fascino del protagonista inesistente,simpatia dei personaggi proposti sottozero. Nei primi dieci minuti avevo sperato in qualcosa di meglio poi il film ha preso la strada della delusione assoluta.
Il ritorno del Monnezza è dedicato a lui, a Mario Amendola e a Bruno Corbucci, i tre che dagli anni ’70 in poi hanno scritto le avventure di questa immortale maschera; e a causa di questa dedica il nostro «lui», Dardano Sacchetti, è stato dato per morto, anche su giornali importanti. Invece Dardano sta benone, è un sessantenne super-arzillo dalla parlantina super-sciolta: «Sarò vivo finché Bruno Vespa [...] Vai alla recensione »