Il ritorno del monnezza

Film 2005 | Commedia

Regia di Carlo Vanzina. Un film con Claudio Amendola, Enzo Salvi, Elisabetta Rocchetti, Kaspar Capparoni, Gabriella Labate. Cast completo Genere Commedia - Italia, 2005, Uscita cinema venerdì 15 aprile 2005 Valutazione: 0,00 Stelle, sulla base di 10 recensioni.

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I fratelli Vanzina puntano sul remake della commedia popolare anni Settanta e rilanciano l'ispettore trash Nico Giraldi, detto Monnezza, portato al successo da Tomas Milian, interpretato ora da Claudio Amendola. In Italia al Box Office Il ritorno del monnezza ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,6 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.

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n.d.
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Tomas Milian torna nei panni del Monnezza in un film indifendibile.
Recensione di Davide Morena
Recensione di Davide Morena

Gli spudorati propugnatori della "cultura" del fango in questa italietta agonizzante, mettono a segno un colpo da maestro con questo monumento al nulla, escrementizio fin dal titolo. Questo "reprise" della fortunata serie degli anni '70, che vedeva Tomas Milian nei panni del trucido ispettore Giraldi, è di un bieco improponibile, indifendibile. Allora era sconveniente vantarsi di amare certo cinema, ma ci si concedevano senza troppi rimorsi quattro risate con Bombolo & soci, anche se sguaiate e poco edificanti. Oggi i paladini della grammatica crocefissa, dei "cazzi" e dei "fio de 'na mignotta" hanno sfondato le porte della decenza e sono seriamente decisi a scoperchiare la tomba di Dante e fare scempio delle sue reliquie. Poteva anche passare la pochezza dei Vanzina quando producevano i loro filmetti senza salire su alcun piedistallo, ma pretendere di far passare questo per "Cultura", e soprattutto trovare eco tra il pubblico, è veramente il segno della resa. Di tutto: del buongusto, delle idee, dell'arte, della cultura, dell'Italia.
Il film in sé è di gran lunga inferiore alla più misera puntata de "Il Maresciallo Rocca": la trama è inesistente; i dialoghi, quando non sono parolacce, sono se possibile ancor più volgari, di un qualunquismo da denuncia (su tutto i cinesi appellati "limoncelli"); solo restano sospesi da giudizio gli attori: sono pessimi, certo, ma perfettamente in parte, visto lo squallore di tutto ciò che hanno attorno.
Gli amanti degli originali degli anni '70 storceranno il naso per la dissacrazione; coloro che già detestavano quel cinema di genere avranno l'ennesima conferma che al peggio non c'è mai fine; per tutti gli altri, che lo apprezzino o meno, speriamo almeno nel senso civile di una virtù perduta: il pudore.

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In principio c'è Dardano Sacchetti che scrive la sceneggiatura per Il trucido e lo sbirro (1976) dove lo sbirro è Claudio Cassinelli e il trucido è un ladro di borgata, Sergio Marrazzi detto "er Monnezza", interpretato da Tomas Milian che riprende il personaggio, scrivendone i dialoghi, in La banda del trucido (1977). Intanto nel 1976, scritti da Mario Amendola, escono uno dietro l'altro Squadra antiscippo e Squadra antifurto con T. Milian (doppiato ancora da Ferruccio Amendola, nipote di Mario) nella parte del trucido poliziotto in borghese Nico Giraldi detto Monnezza perché ha le caratteristiche (fisiche e morali) del ladro precedente: la serie continua sino al 1984 con altri 9 "poliziotteschi". Vent'anni dopo è il turno di un 3° Amendola, Claudio, figlio di Ferruccio, nella parte di Rocky Giraldi, figlio di Nico Giraldi e suo epigono nella polizia di Roma. Scritto dai fratelli Vanzina in società col veterano Piero De Bernardi e l'apporto ai dialoghi del protagonista sull'esempio del suo precedessore Milian. La trama conta poco: dopo aver scoperto un giro clandestino di cinesi che sfruttano il lavoro minorile, Giraldi Jr. mette il naso su un grosso commercio di droga e di denaro riciclato nel quale sono implicati un avvocato mafioso e un ispettore di polizia infame e corrotto. Il bravo Amendola è abbastanza ruspante, ma purtroppo il film non lo è: politicamente corretto e moderatamente sboccato, è tutto messo in chicchere e piattini, debole come un cerino, piatto come un asse da stiro senza un sussulto né uno scatto. Vanzinamente mediocre.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 5 aprile 2016
ARISTOTELES

Di giustificabile,per la visione del film,c'è solo il ricordo di Tomas Milian e Bombolo. Purtroppo il resto fa acqua da tutte le parti: sceneggiatura pessima,fascino del protagonista inesistente,simpatia dei personaggi proposti sottozero. Nei primi dieci minuti avevo sperato in qualcosa di meglio poi il film ha preso la strada della delusione assoluta.

lunedì 11 marzo 2019
elgatoloco

"Il ritorno del Monnezza"di Carlo Vanzina(2005), scritto con Enrico Vanzina e con il protagonista Claudio Amendola(che vagamente si individua nella scrittura, con momenti di sinistra, per cui tutti i ricchi sono cattivi e corrotti, un qualcosa di abbastanza alieno dagli altri film dei Vanzina), è francamente insopportabile, a tratti, per la scarsa sceneggiatura che vuol ricalcare l'orgi [...] Vai alla recensione »

sabato 13 giugno 2009
Dany/Joker

Schifo

venerdì 17 gennaio 2020
elgatoloco

IN effewtti "Il ritorno del Monnezza"(2005, Carlo Vanzina)è un omaggio non richiesto a Bruno Corbucci e "ar Monnezza"(tra l'altro Tomas Milain ai tempi dell'uscita del film era ancora vivo ma non fu richiesto neppure per una partecipazione-apparizione, cosa della quale si era giustamente lamentato), in cui l'abuso di volgarità e la denuncia un po'gridata [...] Vai alla recensione »

domenica 12 maggio 2013
Ragthai

Quanto ci si puo' aspettare da questo genere, c'e' in giro di peggio.

martedì 31 dicembre 2013
giove1978

Bravo Amendola che ci ricorda Tomas Milian

lunedì 5 luglio 2010
LorenzoMnt

Di quelli con milian ne ho visti solo due,ma anche questo non è malaccio.Amendola non è un disastro,e chi se la cava meglio secondo me è Salvi,come se fosse il grande Bombolo.I vecchi sono però un alta cosa.Voto:8

sabato 4 dicembre 2010
ame25

..e divertente!!!

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Il ritorno del Monnezza è dedicato a lui, a Mario Amendola e a Bruno Corbucci, i tre che dagli anni ’70 in poi hanno scritto le avventure di questa immortale maschera; e a causa di questa dedica il nostro «lui», Dardano Sacchetti, è stato dato per morto, anche su giornali importanti. Invece Dardano sta benone, è un sessantenne super-arzillo dalla parlantina super-sciolta: «Sarò vivo finché Bruno Vespa [...] Vai alla recensione »

Alberto Castellano
Il Mattino

Il commissario Nico Giraldi è stato il protagonista della serie poliziottesca diretta da Bruno Corbucci dal '74 all'84: un poliziotto borgataro, diventato ben presto un'icona pop-trash. Con il solito tempismo e la vocazione a riprodurre i generi popolari, i fratelli Vanzina (Carlo regista ed Enrico sceneggiatore) riprendono il personaggio prolungandolo nell'attualità attraverso suo figlio Rocky.

Marco Giusti
Il Manifesto

Su una cosa siamo tutti sicuri. Il ritorno del Monnezza dei Vanzina è il film italiano più atteso dell'anno. I fan già scalpitano. Magari per poterlo massacrare, ma va detto che il tipo di attesa che si è creata nel misterioso mondo dei cinefili è quasi da stadio. Più che all'anteprima per i critici romani all'Adriano di Roma, divisi tra i tramezzini e le folli domande tecniche («Voi siete ispirati [...] Vai alla recensione »

Fabrizio Corallo
Il Mattino

Il trucido ispettore Nico Giraldi detto «Er Monnezza», reso popolare negli anni '70 e'80 da Tomas Milian in una serie di 11 film diretti da Bruno Corbucci (l'ultimo, del 1983, era «Delitto al Blue Gay») rivive oggi grazie a «Il ritorno del Monnezza», il nuovo film di Carlo Vanzina interpretato da Claudio Amendola, prodotto da Vittorio Cecchi Gori e distribuito da Medusa da venerdì in 250 copie.

Antonio Valenzi
L'Indipendente

Chissà perché ci voleva Tarantino per tornare a parlare di cinema di genere, quando da anni il fronte della selva cinefila vede e apprezza il trash dei ’70-’80. Misteri insondabili dei flussi e riflussi cinematografici che oggi - sull’onda di Kill Bill e di stratosferiche vendite home video – fanno planare sugli schermi italiani Il ritorno del Monnezza, con Claudio Amendola più sosia (efficace) che [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

Monnezza Tomas Milian, da Cuba via New York, giunge nel '60 in Italia e diventa uno dei giovani attori prediletti dal cinema "d'autore". Quando già il western italiano si "politicizza" diventa l'efferato bandito messicano e poi il buffo Provvidenza. A metà anni 70 nasce il genere "poliziottesco". Lo sceneggiatore Dardano Sacchetti crea per lui il personaggio di Monnezza, in particolare per Il trucido [...] Vai alla recensione »

Mauro Gervasini
Film TV

Se ne sentiva il bisogno? Lo dirà il botteghino, anche se il sospetto e cne gii autori, i fratelli Vanzina (alla sceneggiatura hanno collaborato anche Piero De Bernardi e Io stesso Claudio Amendola), più che del Monnezza abbiano nostalgia di una precisa stagione del nostro cinema popolare. Lecito. E condivisibile: ne abbiamo nostalgia anche noi. Tuttavia conviene aprire gli occhi: “quel” cinema è morto, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Nel dialetto romano, monnezza vuol dire spazzatura. Monnezza (e, nel caso del figlio piccolo, Monnezzino) era il soprannome di Nico Giraldi, un poliziotto alla Serpico senza divisa, bravo, disobbediente, sporco e sboccastissimo, interpretato da Tomas Milian irriconoscibile (capelli ricci lunghi sulle spalle, barba non rasata, sempiterno berretto di lana calato sulla fronte, occhiali da sole, occhi [...] Vai alla recensione »

Luca Barnabé
Ciak

Rocky, figlio del commissario Nico Giraldi, è nato a bordo di un camper lanciato a tutta velocità, in un finale cultissimo di Delitto a Porta Romana (1980) di Bruno Corbucci. Ora ha la stazza di Claudio Amendola, figlio del mitico Ferruccio, doppiatore di Milian nella serie storica. Come il babbo, è un poliziotto dai metodi spicci e sputa parolacce in rima.

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