Il documentario che vi porterà nel cuore della Bestia. Espandi ▽
Sam Dunn è un antropologo di 30 anni che ha scritto la sua tesi di laurea sulla situazione dei rifugiati guatemaltechi. Recentemente ha deciso di studiare la situazione di una cultura diversa, quella che è stata una parte di quando aveva 12 anni: la cultura del Heavy Metal. Sam si mette in viaggio nel globo per trovare il motivo per cui questa musica è stato costantemente stereotipata, respinta e condannata, eppure è così tanto amata con tanta passione da parte dei suoi milioni di fans. Recensione ❯
Otto episodi che, con ironia, propongono idee su come ognuno di noi possa migliorare il mondo con semplici "strategie": denaro con
data di scadenza, disoccupati a noleggio, terapie di gruppo, ecc. Espandi ▽
Otto episodi che, con ironia, propongono idee su come ognuno di noi possa migliorare il mondo con semplici "strategie": denaro con
data di scadenza, disoccupati a noleggio, terapie di gruppo, ecc. Misure inconsuete per spingere il mondo ad uscire dal letargo. Recensione ❯
L'esodo di due milioni di spagnoli che hanno cercato la prosperità in Europa negli anni sessanta: partiti per qualche mese, sono rimasti
trent'anni. Espandi ▽
L'esodo di due milioni di spagnoli che hanno cercato la prosperità in Europa negli anni sessanta: partiti per qualche mese, sono rimasti
trent'anni. Un film che cerca di colmare una lacuna nella recente storia della Spagna e di saldare un debito con i protagonisti dei
momenti difficili. Recensione ❯
Il gruppo dei Magicians non esiste più da quando la chitarrista, Ja-eun, si è buttata dalla finestra, la sera del 31 dicembre. Il suo compagno rileva un bar in mezzo a un bosco che piaceva alla ragazza. Espandi ▽
Il gruppo dei Magicians non esiste più da quando la chitarrista, Ja-eun, si è buttata dalla finestra, la sera del 31 dicembre. Il suo compagno rileva un bar in mezzo a un bosco che piaceva alla ragazza. Tre anni dopo la tragedia, una sera d'inverno, i membri del gruppo si ritrovano e rievocano con nostalgia quel bel periodo della loro vita. Girato in tempo reale e in un unico piano sequenza, Mabubsadul trasporta lo spettatore in un mondo fiabesco, sospeso tra passato e presente. Le immagini cupe, quiete, in bianco e nero contrastano con altre, molto colorate, facendo rivivere il tempo perduto. Fantomatica, ammaliante, Ja-eun ossessiona i personaggi, appare e scompare, s'insinua nei loro pensieri, alimenta senza sosta i loro ricordi. Recensione ❯
Una famosa copywriter viene uccisa e le indagini vengono trasmesse in diretta televisiva, costringendo gli investigatori a convivere con l'invadente mondo dei media. Recensione ❯
Donne e transessuali che, usando il proprio corpo come risorsa, si risollevano economicamente, migrano o raggiungono il benessere agognato. Espandi ▽
Donne e transessuali che, usando il proprio corpo come risorsa, si risollevano economicamente, migrano o raggiungono il benessere agognato. Recensione ❯
I tedeschi Jan, Rudy e Angie, la finlandese Kati, l'ungherese Lázló, la spagnola Ana e la cubana Rosa si incontrano ai confini del mondo, nella calda Andalusia, pronti a giocarsi il tutto per tutto per ricostruirsi una vita. Espandi ▽
I tedeschi Jan, Rudy e Angie, la finlandese Kati, l'ungherese Lázló, la spagnola Ana e la cubana Rosa si incontrano ai confini del mondo, nella calda Andalusia, pronti a giocarsi il tutto per tutto per ricostruirsi una vita. Un messaggio facile da comprendere: la felicità non è legata all'età, alla nazionalità e ai soldi, e forse a volte si può trovare proprio intraprendendo il sentiero più tortuoso. Recensione ❯
Charlie Daines è un detective messo alla prova da uno sofisticato psicopatico che si nasconde dietro internet. Una morte via web il caso da risolvere. Recensione ❯
Un film che sfata un mito: che il copyright della guerra appartenga ai Repubblicani. Espandi ▽
Perché combattiamo. Una dichiarazione e una domanda. Una scelta non casuale: il titolo del film vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance nel 2005 riprende quello dei documentari di propaganda realizzati da Frank Capra nel 1945. Jarecki parte dal discorso d'addio che Dwight D. Eisenhower fece alla nazione nel 1961, nel momento in cui l'America si trovava a un bivio: assumere una leadership morale o abdicare ai valori repubblicani per sposare una visione imperialista della storia. La crescita a dismisura del "military-industrial complex" marcava - per il presidente convertito in critico del sistema - l'inizio di un'era in cui le scelte della politica sarebbero state determinate dal business dell'industria bellica. Una tragica profezia. Un film che sfata un mito: che il copyright della guerra appartenga ai Repubblicani. Recensione ❯
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