Le intermittenze del cuore

Film 2003 | Drammatico 105 min.

Regia di Fabio Carpi. Un film con Héctor Alterio, Assumpta Serna, Clement Sibony, Florence Darel, Vahina Giocante. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2003, durata 105 minuti.

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E' la storia, ambientata fra l'Italia, la Francia e la Svizzera, di un regista che prepara un film sulla vita di Proust commissionatogli da un produtt...

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO SÌ
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Dal trionfo a Montreal, nelle nostre sale (poche) il nuovo film di Carpi.

E' la storia, ambientata fra l'Italia, la Francia e la Svizzera, di un regista che prepara un film sulla vita di Proust commissionatogli da un produttore parigino e che, mentre il lavoro di scrittura procede, rivede alcuni momenti salienti della propria vita secondo i moduli della memoria involontaria, la grande scoperta proustiana. Così, attraverso una serie di libere associazioni (visive, tattili, auditive) riaffiorano alcune esperienze capitali del suo passato.

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Saul Mortara, vecchio regista che si prepara a un film biografico su Proust, rivede alcuni momenti salienti della propria vita secondo i moduli della memoria involontaria, teorizzata dall'autore della Recherche . Il lungometraggio di Carpi è, in senso letterale e metaforico, un film di viaggi, girato tra Roma, Torino, Venezia, Zurigo, Parigi, Illiers-Combray, Cabourg-Balbec - due luoghi proustiani - e in Lussemburgo. È un film sulla vecchiaia, assillo dell'autore sin da L'età della pace (1974), dominato dal tema e dalla figura del doppio, con 6 personaggi - 4 dei quali sdoppiati - e un settimo invisibile che li domina, il Tempo: sono 14 i flashback. Le intermittenze del cuore sono anche quelle della memoria, del desiderio, della conoscenza. È un film di citazioni: Proust e Thomas Mann soprattutto, ma anche Freud, Hemingway, Hoffman, Mallarmé. È un film sui rapporti tra letteratura e cinema, sceneggiatura e film, vita e letteratura. Tra le due Carpi preferisce la seconda. Di Saul Mortara non nasconde i limiti: il disimpegno dalle responsabilità pubbliche e private; l'attitudine a partenze e fughe; il narcisismo compiaciuto; l'abuso della facoltà di "vedersi vivere", non senza autocompassione; la scelta di "essere bi-presenti", di un'ubiquità senza spessore. ("Invecchiando non si diventa saggi, ma confusi.") È un film dove le parole danno sostanza alle immagini. Fotografia: Fabio Cianchetti. Scenografia: Amedeo Fago. Saul anziano ha la voce di O. Antonutti, giovane quella di F. Pezzulli. Musiche: Smetana, Franck, Verdi e 2 canzoni brasiliane. Prodotto dalla Buskin. Prix de l'innovation al Festival di Montréal 2003.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Da quel signore aristocratico che è Fabio Carpi tappa la bocca alla semplificazione che ci farebbe riconoscere in Le intermittenze del cuore e nel regista Saul Mortara un film e un personaggio autobiografici, citando una lezione proustiana di Giacomo Debenedetti: "il personaggio autobiografico non solo non è una imitazione, una copia conforme di quello reale, ma è una mimesi della sua persona profonda, [...] Vai alla recensione »

Stefano Silvestri
Il Manifesto

L'illusionismo creato dalle parole, il ricordo che irrompe improvviso sono diventati ancora cinema, nella magia della creazione di Fabio Carpi. Non ha certo voluto fare un film su Proust, ci dice, a dispetto del titolo Le intermittenze del cuore (da venerdì nelle sale) per quanto è facile perdersi nel labirinto delle scene. Seguiamo la superba interpretazione di Hector Alterio, per la quarta volta [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un’immagine bellissima e speculare apre «Le intermittenze del cuore» di Fabio Carpi: su un'imbarcazione scivolante lungo l'acqua, un uomo vecchio saluta un altro se stesso che a sua volta lo saluta. E’un regista. Pur con qualche riserva («C'è sempre qualcosa di magico e di arbitrario nel racconto di una vita») si prepara a realizzare un film sulla vita di Marcel Proust seguendo gli stessi procedimenti [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un anziano regista ebreo (Hector Alterio) che prepara un film su Proust ripercorre la sua intera vita sospinto avanti e indietro da ondate di memoria involontaria, come l’autore della Recherche . Ora è a Parigi dal suo produttore, più malandato (e necrofilo) di lui, ora è ragazzo a Venezia, dove studiò con un maestro privato al tempo delle leggi razziali; ora è nel sanatorio svizzero in cui trovò rifugio [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Saul Mortara, regista maturo, colto e anticonformista (Hector Alterio) trova un produttore colto, anticonformista e ipocondriaco per un bio-film, e relative recherches, su Proust. Fuori mercato perché se in Europa la tv privatizzata domina il cinema e produce solo cose da «prima serata» infarcibili di spot, insomma «merda», a chi interesserà mai Proust? Il regista arrovellandosi con la passione filologica [...] Vai alla recensione »

Emiliano Morreale
Film TV

Fabio Carpi continua da più di trent’anni un coerente ed eccentrico percorso nel cinema italiano, con opere colte, aperte allo scambio con le altre arti e a rimandi culturali alti. Questo suo ultimo film è una sorta di sobria rivendicazione di poetica: la storia di un anziano regista (Hector Alteiro, già visto in altri tre film del regista, ormai quasi un suo alter ego) che sta per cominciare un film [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Un anziano regista prepara un film sulla vita di Marcel Proust seguendo il procedimento di memoria involontaria identificato dallo scrittore. Il film non si farà per la morte improvvisa dei produttore: ma le libere associazioni, le intermittenze dei cuore, il ricordo che irrazionalmente e involontariamente nasce da un suono, un gesto, un sapore,il ritmo alterato d’un passo, riportano il regista ad [...] Vai alla recensione »

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