The Time Machine

Film 2002 | Fantascienza 120 min.

Regia di Simon Wells. Un film con Guy Pearce, Jeremy Irons, Orlando Jones, Samantha Mumba, Yancey Arias, Sienna Guillory. Cast completo Genere Fantascienza - USA, 2002, durata 120 minuti. - MYmonetro 2,42 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto dal classico della letteratura di fantascienza di H.G. Wells, “The Time Machine”. Al Box Office Usa The Time Machine ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 56,7 milioni di dollari e 22,6 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,42/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,88
CONSIGLIATO NÌ
Il remake di un "cult" del cinema di fantascienza (L'uomo che visse nel futuro).

Tratto dal classico della letteratura di fantascienza di H.G. Wells, "The Time Machine". Alexander Hartdegen, scienziato e inventore, vuole dimostrare che è possibile viaggiare nel tempo. La sua volontà diventa ostinazione dopo una tragedia personale che lo spinge a voler cambiare il passato. Sperimentando le sue teorie con una macchina del tempo di sua invenzione, Hartdegen viene scagliato nel futuro a 800.000 anni di distanza, e lì scopre che il genere umano è diviso in cacciatori ... e prede.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dal romanzo giovanile La macchina del tempo (1895) di H.G. Wells e dalla sceneggiatura di David Duncan ( The Time Machine , 1960), aggiornati da John Logan, S. Wells, pronipote dello scrittore ed esperto regista di lungometraggi di animazione, s'è messo al servizio della Dreamworks di Spielberg e di Warner Bros in un film di SF pedagogica, mirato a un pubblico popolare e infantile. A New York, verso la fine dell'Ottocento, un giovane scienziato inventa una macchina con cui viaggia nel passato prossimo per cercare inutilmente di modificarlo e mantenere in vita la fidanzata, morta in un incidente. Va nel futuro: nel 2030 e nel 2039 a New York, trovando guerra e distruzione, finché si spinge nell'802701 dove assiste al tremendo tramonto dell'umanità. All'attivo del film: il confronto tra il passo uno di George Pal ( L'uomo che visse nel futuro , 1960) e la computer-graphic ; le scenografie di Oliver Scholl, esaltate dalla fotografia di D.M. McAlpine; un passo narrativo spiccio e la malinconica figura di un bibliotecario olistico.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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Cento anni di cinema di fantascienza

Ossessionato dalla perdita della fidanzata Emma, uccisa da un rapinatore, il giovane e brillante professor Alexander Hartdegen, studioso di fisica e meccanica nella New York del 1899, dedica ogni energia alla creazione di una macchina del tempo con cui tornare indietro e impedire la disgrazia. Quando però vede le sue speranze frustrate dalla scoperta che, per quanti tentativi faccia, non è in grado di cambiare il passato e salvare l'amata, Alexander decide di partire verso il futuro. Ammira le meraviglie tecnologiche del 2030 ed assiste al disastro del 2037, anno che segna il crollo della civiltà causato da una micidiale pioggia di meteoriti: i frammenti della Luna dilaniata e spinta fuori dall'orbita dalle atomiche incautamente usate per costruire sul satellite lussuosi alloggi sotterranei. Privo di sensi, Alexander supera ignaro millenni e glaciazioni, per ritrovarsi nell'anno 802701. Raccolto e curato da Mara, che abita col fratellino Kalen in un incredibile villaggio abbarbicato sulle pareti verticali di uno strapiombo, lo scienziato scopre ben presto che l'esistenza bucolica dei suoi miti ospiti Eloi è minacciata dai Morlock, mostruosi ominidi che periodicamente emergono dal sottosuolo per catturarli e cibarsene. La stessa Mara viene rapita nel corso di una razzia, ed Alexander scende senza esitazione negli sconosciuti ipogei dei cannibali per tentare di salvarla. Ma scopre di essere atteso dalla mente superiore che governa non solo i brutali Morlock ma anche gli inconsapevoli Eloi. E' il Super Morlock, spietato umanoide albino dai grandi poteri mentali, unico essere vivente - oltre al sopravvissuto sistema Vox col quale Alexander aveva parlato nel 2030 - a conservare piena memoria del passato, e deciso a mantenere l'attuale terrificante equilibrio tra le due razze in cui si è divisa l'umanità.
Ottimo remake de L'uomo che visse nel futuro girato da George Pal nel 1960. Visivamente pregevole ed assai curato nelle scenografie e nei costumi, il film è stato accusato di essere niente più che una spettacolarizzata ma superficiale fanta-love-story. Un giudizio che non condividiamo, perchè questo Time Machine non sfigura di fronte al suo predecessore, al quale rende omaggio ricalcandone alcune significative sequenze, come quella del manichino che indica il trascorrere del tempo attraverso l'accorciarsi degli abiti femminili che indossa o quella dello sbriciolarsi dei libri tra le mani del protagonista. Per altri versi invece se ne discosta, presentandoci delle interessanti variazioni e degli aggiornamenti non banali. Uno è il sistema Vox, la biblioteca universale gestita da una unità fotonica che interagisce con l'esterno attraverso una immagine umana (che si accomiata da Alexander col classico saluto vulcaniano), biblioteca che sopravvive intatta nei contenuti ed in grado di fornire agli Eloi tutto il sapere di cui avranno bisogno. Un altro è la causa della caduta dell'umanità, che non viene attribuita alla solita guerra nucleare, ma - con un messaggio ecologista di livello interplanetario - fatta risalire allo sconsiderato assalto dell'uomo alla natura per motivi essenzialmente di profitto. L'ultimo è il Super-Morlock, la cui introduzione pone sotto una luce del tutto diversa il rapporto tra le due razze, sottraendolo alla casualità degli eventi per ricondurlo ad un preciso disegno nella lotta per la sopravvivenza della specie. Ed in questa ottica è lecito interrogarsi su chi siano davvero gli eredi dell'uomo: i remissivi, sognanti Eloi, con le loro canoe di bambù e le capanne che sembrano lampade cinesi, oppure i feroci, spaventosi Morlock, con la loro rudimentale meccanica, le fonderie, i metalli?©

THE TIME MACHINE
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 3 giugno 2018
elgatoloco

Dal classico di SF"THe Time Machine", romanzo di H.G.Wells di fine Ottocento(1895), dopo un film del 1960 dal titolo omonimo-su cui non si può"barare", con indebite variazioni semantiche...-questo film del 2002 diretto Simon Wells, di produzione USA(H.G:Wells era britannico), con interpreti di cui senz'altro il più famoso era/è Jeremey Irons.

mercoledì 29 agosto 2012
iChavez

All'effettivo giusto per considerare la questione, questo film vuole mettere mano in molti argomenti lasciando come riferisce la tua recensione molte domande a metà. Perché lei muore comunque? Per volontà "divina"? Era "destino"? Fermare la sua morte avrebbe provocato una frattura nel continuum spazio temporale che avrebbe provocato la distruzione dell'uni [...] Vai alla recensione »

mercoledì 29 agosto 2012
iChavez

All'effettivo giusto per considerare la questione, questo film vuole mettere mano in molti argomenti lasciando come riferisce la tua recensione molte domande a metà. Perché lei muore comunque? Per volontà "divina"? Era "destino"? Fermare la sua morte avrebbe provocato una frattura nel continuum spazio temporale che avrebbe provocato la distruzione dell'uni [...] Vai alla recensione »

sabato 16 maggio 2020
Onufrio

Apprezzabile remake de "L'Uomo che visse nel futuro" (1960). Pur cambiando varie scene, il film rimane godibile ed interessante, con l'innesto importante del sentimento amoroso che regala una maggiore emotività alla storia che segue comunque le grosse linee guida dell'originale. I viaggi nel tempo attirano sempre l'interesse dello spettatore ed in questo caso il giusto [...] Vai alla recensione »

martedì 31 dicembre 2019
Luca Pichinelli

Se Non hai visto il film "L'uomo che visse nel futuro" del 1960, questo film è tutto una novità e sicuramente può piacere. Ma se hai visto il primo film, questo qua è davvero scialbo. Le parti scopiazzate dal primo film del 1960 scorrono che è una bellezza, quelle cose che lo sceneggatore John Logan (qui unico sceneggiatore) ci ha messo di suo le trovo [...] Vai alla recensione »

lunedì 24 aprile 2017
Contrammiraglio

Totalmente privo di mordente.

venerdì 27 marzo 2015
Barolo

Buon remake di un vecchio film,tratto a sua volta da un bel libro.Buona sceneggiatura,begli effetti speciali.Dialoghi a volte un poò melensi.Nel complesso un lavoro sufficiente. Si può vedere

lunedì 15 marzo 2010
ultimoboyscout

Credo che un giretto tutti se lo farebbero più che volentieri! Film davvero carino, con un buon ritmo e un viaggio che porterà il protagonista a toccare epoche diversi e soprattutto scoprirà un mondo totalmente diverso. Buona regia, buona storia (sempre di un remake si tratta comunque) e un ottimo Guy Pearce contribuiscono alla riuscita del film.

sabato 18 aprile 2009
andrea 47

i remake dei film (sopratutto ricavati da libri di scrittori)non mi sono mai piaciuti.......e questo film a parte la buona scenografia iniziale dell'inghilterra con carrozze ,vestiti,cura nei dettagli,x venti minuti sembra un film sentimentale.successivamente arrivano effetti speciali buoni x incantare i giovani....comunque va fuori dalla storia del romanzo di H.

domenica 2 dicembre 2012
quiki

Mi sembra un po' pochino per un film!

Frasi
"Chi sei tu per giudicare 800.000 anni di evoluzione?"
Uber Morlock (Jeremy Irons)
dal film The Time Machine
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Crespi
L'Unità

Chi meglio di Simon Wells poteva dirigere un film ispirato a H.G. Wells? Se i cognomi non sono opinioni, la nuova Macchina del tempo non poteva fallire. E infatti il film è simpatico, divertente, impunito: un’avventura per ragazzini che non dispiacerà ai grandi, soprattutto a quelli che ricordano il vecchio film di George Pal (in italiano L’uomo che visse nel futuro, 1960: il remake lo omaggia con [...] Vai alla recensione »

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