Advertisement
I segreti di Il mio vicino Totoro

Arriva al cinema dopo 20 anni ed è più bello di prima.
di Gabriele Niola

L'opera più personale di Miyazaki

mercoledì 16 settembre 2009 - Approfondimenti

L'opera più personale di Miyazaki
Il regalo più bello quest'anno lo fa la Lucky Red che riporta al cinema uno dei più originali e curiosi film di Hayao Miyazaki di cui in Italia esisteva solo un'edizione Home Video. Totoro va al cinema ridoppiato con voci simili a quelle del doppiaggio originale ma con un adattamento migliore che corregge alcuni errori della precedente versione.
L'unico film del maestro giapponese ambientato nella realtà (sebbene contaminata dal fantastico) è anche la sua opera più personale, dato che molte parti ricordano momenti della vita del regista, ed è diventato negli anni il simbolo della sua casa di produzione, lo Studio Ghibli, nonché l'emblema di quel modo di fare animazione per il quale ogni lacrima nasconde una gioia ed è originata da particolari emotivi (un certo modi di tenersi il vestito per la paura, una spazzolata ai capelli o anche solo uno sguardo fisso). Il mio vicino Totoro prende ispirazione da molte storie classiche (Alice nel paese delle meraviglie in primis) ma sa inventare una mitologia tutta personale, racconta personaggi prima che raccontare fatti e mira a intrattenere il pubblico più infantile proponendogli figure, sentimenti e situazioni talmente coinvolgenti da risultare interessanti ed emotivi anche per il pubblico adulto.
Di cosa è malata la mamma delle protagoniste? Perché si trasferiscono in una nuova casa? Da dove vengono i loro nomi? Tutto nel film risponde a una logica difficilmente intellegibile dalla sola visione del film ma che in nuce contiene il succo dell'animismo miyazakiano.

Una storia dai tratti reali
Il 1988 è stato l'anno più importante per la storia dell'animazione giapponese da quando esiste e tutto per merito dello Studio Ghibli. Quell'anno infatti Isao Takahata avrebbe distribuito Una tomba per le lucciole e Hayao Miyazaki Il mio vicino Totoro, due film rischiosi perché non esattamente in linea con quanto si faceva all'epoca, anche all'interno dello stesso rivoluzionario Studio Ghibli.
Per quanto riguarda Hayao Miyazaki il suo film precedente, Laputa, non era andato bene come quello che era venuto ancora prima, quel Nausicaa della Valle del Vento che era stato una vera rivelazione. C'era bisogno di un successo e Il mio vicino Totoro invece provava a battere strade per nulla sicure, con una storia dalla difficile scansione (la trama non segue il consueto andamento) e priva di una controparte forte, cioè di un cattivo in grado di catalizzare le attenzioni del pubblico. La speranza era che i due film riuscissero se non altro a compensarsi nel caso uno andasse male. L'esito fu ovviamente un trionfo per entrambi e il lancio definitivo dello Studio Ghibli.
Per fare questo film però Miyazaki fece qualcosa che mai si è ripetuta con tale forza nelle altre sue opere: ha preso spunto dalla propria vita. Non a caso il mondo in cui si svolge il film è tra i più reali tra quelli creati dal maestro, un Giappone degli anni '60 nel quale all'insaputa di quasi tutti operano gli spiriti della natura come Totoro.
C'è una famiglia, con una madre malata di una malattia che ricorda molto la tubercolosi di cui soffrì anche la madre di Miyazaki quando lui era piccolo e c'è una casa molto grande (almeno per gli standard cittadini cui sembrano abituate le bambine protagoniste) la cui architettura sembra proprio predisposta per accogliere un malato di tubercolosi, vista la disposizione originale di alcune stanze (fatto confermato dal maestro in diverse interviste). Ma soprattutto c'è un mondo fantastico sempre presente oltre che nei fatti anche nelle parole e nelle fantasie delle bambine che quando non pensano a Totoro sono afflitte dal terrore che qualcosa possa succedere alla madre ricoverata.
Se si dovesse quindi riassumere Il mio vicino Totoro in poche parole si potrebbe dire che è la storia di come due bambine non sostenendo la pressione e la paura della morte della madre malata si rifugino continuamente in quei mondi fantastici fortemente legati all'animismo giapponese che poi si rivelano più vicini alla realtà delle cose di quanto si creda.

I molti debiti miyazakiani
Nulla è definitivamente originale. Anche in un'opera geniale e fulminante come Il mio vicino Totoro molti elementi sono mutuati da altre storie, altre tradizioni o anche altri film. Miyazaki poi non ne ha mai fatto mistero né ha cercato di nasconderlo.
In Il mio vicino Totoro c'è innanzitutto il respiro di Alice nel paese delle meraviglie (matrice che poi tornerà anche in quell'altro capolavoro che è La città incantata) solo evocato dal mondo parallelo che le due bambine scoprono o esplicitamente citato con il buco di rami che dà accesso alla tana di Totoro o con il gatto-autobus dotato di modi di fare e di un sorriso che molto ricorda lo Stregatto di Carrol e poi di Disney.
Anche i vari animaletti, spiriti, gatti-autobus e poi Totoro non sono creature totalmente inventate. In parte provengono dall'immaginazione del regista ma molto lo debbono alle favole moderne che andavano nel periodo in cui Miyazaki era bambino. Sono quindi la rielaborazione contemporanea di storie infantili moderne che parlano di contatti con la natura, l'universo fantastico con cui, viste le sue fisse, deve essere cresciuto il regista che per età anagrafica si è trovato nel momento di passaggio tra il Giappone rurale e quel moderno e metropolitano.
Grande attenzione va poi posta anche ai nomi dei personaggi! Come ci spiega sempre Miyazaki in La città incantata, il nome è importantissimo, non solo ha un significato preciso nella cultura giapponese ma è anche lo scrigno che contiene l'identità individuale. Dunque per le due protagoniste, Mei e Satsuki, il fatto di avere un nome che significa Maggio per una e "il quinto mese dell'anno" per l'altra è segno di una certa complementarietà tra il carattere razionale e volto alla praticità della sorella grande e quello più infantilmente istintivo della minore. Due dimensioni dell'essere femmina che sono una tipica contrapposizione nel cinema di Miyazaki e che qui trovano un inedito rapporto di sorellanza.

Gallery


Una storia dai tratti reali
I molti debiti miyazakiani
Il trailer
news correlate
in Primo Piano

{{PaginaCaricata()}}

Home | Cinema | Database | Film | Calendario Uscite | MYMOVIESLIVE | Dvd | Tv | Box Office | Prossimamente | Trailer | Colonne sonore | MYmovies Club
Copyright© 2000 - 2021 MYmovies.it® - Mo-Net s.r.l. Tutti i diritti riservati. È vietata la riproduzione anche parziale. P.IVA: 05056400483
Licenza Siae n. 2792/I/2742 - Credits | Contatti | Normativa sulla privacy | Termini e condizioni d'uso | Accedi | Registrati