| Titolo originale | The Goonies |
| Anno | 1985 |
| Genere | Avventura, |
| Produzione | USA |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Richard Donner |
| Attori | Josh Brolin, Sean Astin, Jeff Cohen, Martha Plimpton, Joe Pantoliano Corey Feldman, Kerri Green, Ke Huy Quan, John Matuszak, Robert Davi, Anne Ramsey, Lupe Ontiveros, Mary Ellen Trainor, Keith Walker, Curtis Hanson. |
| Uscita | lunedì 4 dicembre 2023 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,65 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 settembre 2023
I Goonies, scatenato gruppo di ragazzini abitanti nel quartiere di Goon Docks, devono dare l'addio alle case dove sono nati e cresciuti. In Italia al Box Office I Goonies ha incassato 325 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Il ragazzino Mikey Walsh e suo fratello maggiore Brandon sono prossimi allo sfratto dal quartiere dei Goon Docks, nella cittadina di Astoria, nell'Oregon. La zona è destinata a una vasta ristrutturazione, che probabilmente investirà anche le case dei loro amici. Per questo quando in soffitta Mikey trova la mappa del tesoro del pirata Willy l'orbo, convince i coetanei Data, inventore provetto, Chuck, goffo e goloso, e Mouth dalla parlantina inarrestabile, a seguirlo in un'avventura che li porterà a navigare insidiosi tunnel. Brandon e due ragazze della sua età, Stephanie e Andrea, li accompagnano cercando di proteggerli, ma sulle loro tracce c'è anche la pericolosa famiglia criminale italoamericana dei Fratelli.
Il ritorno nelle sale cinematografiche di I Goonies è l'occasione per ricordare un film che ha segnato una generazione, ma pure per valutarne l'influenza e la resistenza al peso degli anni che passano.
Partiamo dalla polisemia del titolo, intraducibile e infatti rimasto identico in italiano e in lingua originale: i protagonisti si danno il nome di "Goonies" perché sono ragazzi dei Goon Docks. Ma i Goon Docks sono del tutto fittizi e quindi il ragionamento va invertito, ossia il quartiere si chiama così per dare ai ragazzi proprio quel nome, che in una accezione un po' in disuso secondo il dizionario di Cambridge indica uno sciocco. Goon inoltre è anche il termine che identifica gli sgherri criminali e quindi si riferisce anche ai Fratelli, non certo la più sveglia delle bande malavitose. Insomma è tutto un gioco di parole, emblematico dello squisito gusto ludico del film, sceneggiato da Chris Columbus e diretto da Richard Donner con la produzione di Steven Spielberg (che secondo alcuni resoconti dal set fu praticamente un co-regista). In effetti è un film dal sapore assolutamente spielberghiano, con il suo gusto per l'avventura e l'umorismo, realizzato per piacere astutamente a più fasce d'età: tanto che ci sono due team di protagonisti, i bambini e gli adolescenti. Oltre ad aver anticipato di un anno Stand By Me - Ricordo di un'estate, che per altro ne riprese un attore in Corey Feldman, I Goonies fa sentire ancora oggi la sua influenza come uno dei principali precursori della serie Stranger Things. La ricetta è infatti simile: ragazzini un po' sfigati degli anni '80 che si avventurano in bicicletta, con un gruppo di adolescenti al seguito, tra cui una ragazza con gli occhiali e i capelli da maschiaccio, migliora amica di una ragazza più carina, esattamente come la Barb di Stranger Things.
Al tempo stesso però la tipizzazione dei caratteri dei Goonies oggi pare figlia di altri tempi, meno politicamente corretti, in particolare per il ragazzino asiatico fissato con la tecnologia e per la domestica che parla solo spagnolo e si esprime in modo caricaturale. Ma pure i cattivi italoamericani non mancano di stereotipi sugli italiani, con la fissazione per la mamma, per l'opera e per la cucina. Sono comunque cose su cui si chiude un occhio volentieri perché facilmente riconducili al contesto produttivo, mentre a essere invecchiata male è la recitazione dove, soprattutto nella seconda parte, per sottolineare le emozioni e la paura i personaggi gridano spaventati con una frequenza davvero eccessiva, sopportabile oggigiorno solo ai più nostalgici o ai più piccoli. In compenso però rimane immutato lo stupore per set davvero impressionanti, realizzati nel dettaglio in modo artigianale, ben prima dell'arrivo della CGI. La grotta con il galeone del pirata e la sua stanza del tesoro evocano ancora oggi il senso di meraviglia della vera avventura, del resto I Goonies nasce come una sorta di Indiana Jones ad altezza di bambino, con buffi italoamericani e giganti buoni al posto dei nazisti. Tra le figure più memorabili del film c'è il deforme Sloth, che significa bradipo a indicarne la lentezza mentale. Una vittima della madre, che si scoprirà non solo lo chiama in modo offensivo ma è pure causa della sua disgrazia, avendolo fatto più volte cadere da bambino. Interpretato dall'ex giocatore di football americano John Matuszak sotto un pesante trucco, ha una forza così straordinaria che dà occasione a Richard Donner si concedersi un auto-omaggio, facendogli sfoggiare una T-Shirt di Superman e usando il motivo del suo film come accompagnamento. Inoltre ci sono almeno due cameo memorabili, quello di Steven Spielberg e quello di Cindy Lauper, che incise il brano "The Goonies 'R' Good Enough" appositamente per il film. I Goonies, infine, lanciò almeno due carriere notevoli: quella di Sean Astin, tornato alla gloria con Il Signore degli Anelli e non a caso tra i protagonisti della seconda stagione di Stranger Things, e quella di Josh Brolin, alla sua prima prova su grande schermo. Giusto allora continuare a considerarlo un cult movie.
Un cult movie indimenticabile, capace di far sognare anche quando l'infanzia è passata... Un film che affascina superando le barriere apparentemente invalicabili dell'età... questi quattro preadolescenti (tra cui brilla Mouth, interpretato da Corey Scott Feldman) accompagnati da tre adolescenti (ovvero Martha Plimpton, che fu la fidanzata di River Phoenix per [...] Vai alla recensione »
Fresco di smagliante restauro in 4K, torna sugli schermi un capolavoro dell'avventura, nipote dei romanzi di Mark Twain e nonno della serie "Stranger things". Prezioso perché contiene il Dna del cinema di Spielberg, che lo ha scritto e prodotto (e appare anche in un cameo): una miscela di comico e fantastico dove un gruppo di adolescenti abitanti nel Goon (ma Goonies significa anche "scarti") va alla [...] Vai alla recensione »