La signora della porta accanto

Film 1981 | Drammatico, 106 min.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1981 con Henri Garcin, Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Roger Van Hool, Veronique Silver. Cast completo Titolo originale: La femme d'à côté. Genere Drammatico, - Francia, 1981, durata 106 minuti. Uscita cinema lunedì 5 febbraio 2024 distribuito da Cineteca di Bologna. - MYmonetro 3,60 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 31 ottobre 2023

Dopo dieci anni di lontananza, due ex amanti si scoprono vicini di casa. Sono entrambi sposati, ma riallacciano la loro appassionata relazione, che prende da subito una piega morbosamente violenta. In Italia al Box Office La signora della porta accanto ha incassato 35 mila euro .

Consigliato sì!
3,60/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 3,70
CONSIGLIATO SÌ
Truffaut rilegge l'amour fou senza farsi affascinare dalle derive del feuilleton ma osservando i suoi protagonisti oggettività, ma anche con comprensione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

In un paese vicino a Grenoble la signora Odile Jouve, che gestisce il circolo del tennis, introduce la vicenda di Mathilde e Bernard. Philippe, controllore di volo, e sua moglie Mathilde vanno a vivere in una casa che si trova di fronte a quella di Bernard Coudray, di sua moglie Arlette e il figlio Thomas. Mathilde e Bernard si sono amati di un amore passionale otto anni prima e ora fingono di non conoscersi. Era stata lei a voler troncare la loro relazione ma adesso entrambi si trovano di fronte a un sentimento che riesplode dando origine a una catena di eventi che coinvolgono anche le reciproche famiglie.

Il progetto risale a diversi anni prima della sua realizzazione e a cui si pensava dovessero partecipare come protagonisti Jeanne Moreau e Charles Denner.

La collaborazione con Gérard Depardieu per L'ultimo metrò si unisce a questa riflessione: "Quando ebbi l'occasione di vedere, fianco a fianco, Fanny Ardant e Gérard Depardieu (alla serata dei Cèsars), ebbi la sensazione che cinematograficamente quella fosse una bella coppia, due figure alte, il biondo e la bruna, un uomo apparentemente semplice ma complicato, una donna apparentemente complicata ma in realtà semplice come un arrivederci."

Truffaut ha spesso amato il numero dispari nelle vicende amorose identificandolo con il numero 3, In Jules e Jim, in La calda amante così come in Le due inglesi, le opere più rappresentative in materia mutavano le appartenenze sessuali ma il cosiddetto triangolo dominava. Ora il rischio è quello della 'banalità' delle due coppie ma viene evitato grazie al personaggio di madame Odile.

E' colei che ha vissuto il fuoco della passione che ha lasciato un segno indelebile sul suo corpo così è accaduto a Mathilde. E' alla sua 'saggezza' che viene chiesto di introdurre e chiudere la vicenda ma anche di indicare una possibile via d'uscita grazie a una scelta che compie con grande consapevolezza.

Truffaut rilegge l'amour fou senza farsi affascinare dalle derive del feuilleton ma osservando i suoi protagonisti con l'oggettività, ma anche con la comprensione, di chi, in fasi diverse della vita, ha vissuto le loro angosce, le loro ansie, i loro abbandoni. Lo fa, senza preoccuparsi delle possibili critiche degli intellettuali, recuperando anche la cultura erroneamente ritenuta 'bassa': "Ciascun film, ciascun romanzo, sempre che siamo ancora in grado di vedere e di leggere, sembra parafrasare la nostra pietosa avventura, ogni canzone sentita alla radio parla di noi, denuncia i nostri errori e conferma il nostro annientamento : 'senza amore non si è niente'".

Guida alla visione.
Marzia Gandolfi
giovedì 9 aprile 2020

François Truffaut guarda Le Dames de la côte alla televisione e scopre Fanny Ardant, il suo largo sorriso, i suoi occhi ardenti, la sua femminilità brillante e tragica. È un coup de foudre: Fanny Ardant sarà Mathilde, la sua signora della porta accanto e soprattutto la donna accanto nella vita.

Nella finzione è quella che ha amato dieci anni prima Bernard (Gérard Depardieu) di un amore distruttivo e adesso lo ritrova per fatalità nella casa accanto. È quella che può svenire in un parcheggio sotto i colpi di un bacio o mormorare con le cicatrici sui polsi che l'amore fa male. Dieci anni dopo niente è cambiato, gli ex amanti sono diventati vicini, si sono rifatti una vita e si sentono cresciuti, finalmente capaci di diventare amici. Eppure i loro corpi non sentono ragione. Sono fatti per intendersi e per bruciare ancora.

Ma Mathilde e Bernard non si amano mai nello stesso momento e nella stessa misura. Il film avanza allora verso qualcosa di ineluttabile e dentro una topografia precisa. Davanti a Depardieu, colosso vinto dalla collera, Fanny Ardant si consuma. Madame Jouve, eroina delle canzoni di Édith Piaf sopravvissuta all'amore, ci racconta la storia del loro amour fou. Una passione incompatibile col quotidiano. Né con te né senza di te è la conclusione del film. Bruciare insieme all'inferno è l'unica soluzione.

Recensione di Stefano Lo Verme

Bernard Coudray vive serenamente con la giovane moglie Arlette e il loro bambino Thomas in una villa nella campagna francese; almeno fino al giorno in cui non arrivano i loro nuovi vicini di casa, Philippe e Mathilde Bauchard. Tra Bernard e Mathilde, che in passato erano stati amanti, non ci vuole molto tempo perché si riaccenda la passione, una passione che li riporterà l'uno fra le braccia dell'altra...
Nel penultimo film della sua carriera, il mitico regista François Truffaut torna ad occuparsi di uno dei temi centrali del suo cinema, ovvero quello dell'amour fou, dell'incontrollabilità della passione amorosa e del potere (auto)distruttivo dell'Eros. Sceneggiato dal regista insieme a Suzanne Schiffman e Jean Aurel, e interpretato da un eccellente Gérard Depardieu e da una splendida Fanny Ardant (al suo debutto sul grande schermo, e all'epoca compagna di Truffaut anche nella vita), già avviata a diventare una delle maggiori attrici del cinema europeo, La signora della porta accanto è un commovente e toccante melodramma dei sentimenti che costituisce una delle vette più alte nella produzione del celebre cineasta francese.
L'intera storia del film è raccontata in flashback attraverso la voce narrante di uno dei personaggi chiave della pellicola, madame Jouve (la bravissima Véronique Silver), la proprietaria di un club di tennis che è stata testimone impotente degli eventi riguardanti i due protagonisti, e che incarna lei stessa l'esempio più perfetto di un'assoluta dedizione alla persona amata, anche a costo di sacrificare se stessi e la propria felicità (come lo spettatore apprenderà quando verrà a conoscenza delle tristi vicende private della donna). Alla descrizione delicata e realistica della vita in una placida cittadina di provincia, che scorre imperturbabile tra cene con i vicini di casa, partite a tennis, ricevimenti in giardino e chiacchiere tra amici, fa da contrappunto l'amore esplosivo e incontenibile fra Bernard e Mathilde; un amore però (come accade in moltissimi altri film di Truffaut, da Jules e Jim a La calda amante, da Le due inglesi ad Adele H.) impossibile da conciliare con la realtà quotidiana, e destinato irrimediabilmente a sfociare in tragedia.
Girato con un tono sincero e a tratti malinconico, sempre emotivamente vicino agli stati d'animo dei suoi personaggi, La signora della porta accanto è un accurato resoconto dell'aspetto irrazionale e sfuggente dell'amore, abilmente rappresentato nella sofferenza repressa e negli improvvisi scatti di follia dei protagonisti (la Mathilde muta e disperata di Fanny Ardant nell'ultima parte del film non può non ricordare la tormentata Adele H. di Isabelle Adjani), così come nello scioccante finale tinto di noir.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Dopo dieci anni di lontananza, due ex amanti si scoprono vicini di casa. Sono entrambi sposati, ma riallacciano la loro appassionata relazione, che prende da subito una piega morbosamente violenta. Finirà male, naturalmente: lei, dapprima ricoverata in un clinica psichiatrica, lo ammazzerà a colpi di pistola. Classica storia d'amore e morte, condita da spunti sociali (l'ipocrisia piccolo-borghese) e psicologici (la passione come follia), oltre che dal genio di Truffaut.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 14 giugno 2011
a17540

L’amore che è allo stesso tempo gioia e sofferenza è uno dei temi chiave della poetica di Truffaut. E’ un motivo presente in quasi tutti i suoi film ma è il tema centrale di almeno quattro: Jules e Jim, La mia droga si chiama Julie, Adele H. e appunto La signora della porta accanto. In questa pellicola i due protagonisti, F.

Frasi
Quel ragazzo fa parte del genere: facile da avere, impossibile a tenere.
Una frase di Mathilde Bauchard (Fanny Ardant)
dal film La signora della porta accanto - a cura di Giulia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stefano Reggiani

I sentimenti assoluti non abitano in personaggi eccezionali, l'amore folle è tra noi, chiude la gola della bella signora un po' inquieta che vediamo al supermercato, coinvolge il giovanotto un poco torvo che incontriamo in ascensore o al campo da tennis, costruisce la storia e la memoria (dunque, letteralmente, l'esistenza) di qualche pensionata senza grazie particolari.

NEWS
TRAILER
mercoledì 31 gennaio 2024
 

Regia di François Truffaut. Un film con Henri Garcin, Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Roger Van Hool, Veronique Silver. Da lunedì 5 febbraio al cinema in versione restaurata. Guarda il trailer »

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