La signora della porta accanto

Film 1981 | Drammatico 106 min.

Titolo originaleLa femme d'à côté
Anno1981
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata106 minuti
Regia diFrançois Truffaut
AttoriHenri Garcin, Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Roger Van Hool, Veronique Silver Philippe Morier-Genoud, Michèle Baumgartner.
TagDa vedere 1981
MYmonetro 3,80 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1981 con Henri Garcin, Fanny Ardant, Gérard Depardieu, Roger Van Hool, Veronique Silver. Cast completo Titolo originale: La femme d'à côté. Genere Drammatico - Francia, 1981, durata 106 minuti. - MYmonetro 3,80 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dopo dieci anni di lontananza, due ex amanti si scoprono vicini di casa. Sono entrambi sposati, ma riallacciano la loro appassionata relazione, che prende da subito una piega morbosamente violenta.

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Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,82
CONSIGLIATO SÌ
Truffaut rilegge l'amour fou senza farsi affascinare dalle derive del feuilleton ma osservando i suoi protagonisti oggettività, ma anche con comprensione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

In un paese vicino a Grenoble la signora Odile Jouve, che gestisce il circolo del tennis, introduce la vicenda di Mathilde e Bernard. Philippe, controllore di volo, e sua moglie Mathilde vanno a vivere in una casa che si trova di fronte a quella di Bernard Coudray, di sua moglie Arlette e il figlio Thomas. Mathilde e Bernard si sono amati di un amore passionale otto anni prima e ora fingono di non conoscersi. Era stata lei a voler troncare la loro relazione ma adesso entrambi si trovano di fronte a un sentimento che riesplode dando origine a una catena di eventi che coinvolgono anche le reciproche famiglie.
Il progetto risale a diversi anni prima della sua realizzazione e a cui si pensava dovessero partecipare come protagonisti Jeanne Moreau e Charles Denner. La collaborazione con Gérard Depardieu per L'ultimo metrò si unisce a questa riflessione: "Quando ebbi l'occasione di vedere, fianco a fianco, Fanny Ardant e Gérard Depardieu (alla serata dei Cèsars), ebbi la sensazione che cinematograficamente quella fosse una bella coppia, due figure alte, il biondo e la bruna, un uomo apparentemente semplice ma complicato, una donna apparentemente complicata ma in realtà semplice come un arrivederci."
Truffaut ha spesso amato il numero dispari nelle vicende amorose identificandolo con il numero 3, In Jules e Jim, in La calda amante così come in Le due inglesi, le opere più rappresentative in materia mutavano le appartenenze sessuali ma il cosiddetto triangolo dominava. Ora il rischio è quello della 'banalità' delle due coppie ma viene evitato grazie al personaggio di madame Odile. E' colei che ha vissuto il fuoco della passione che ha lasciato un segno indelebile sul suo corpo così è accaduto a Mathilde. E' alla sua 'saggezza' che viene chiesto di introdurre e chiudere la vicenda ma anche di indicare una possibile via d'uscita grazie a una scelta che compie con grande consapevolezza. Truffaut rilegge l'amour fou senza farsi affascinare dalle derive del feuilleton ma osservando i suoi protagonisti con l'oggettività, ma anche con la comprensione, di chi, in fasi diverse della vita, ha vissuto le loro angosce, le loro ansie, i loro abbandoni. Lo fa, senza preoccuparsi delle possibili critiche degli intellettuali, recuperando anche la cultura erroneamente ritenuta 'bassa': "Ciascun film, ciascun romanzo, sempre che siamo ancora in grado di vedere e di leggere, sembra parafrasare la nostra pietosa avventura, ogni canzone sentita alla radio parla di noi, denuncia i nostri errori e conferma il nostro annientamento : 'senza amore non si è niente'".

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Recensione di Stefano Lo Verme

Bernard Coudray vive serenamente con la giovane moglie Arlette e il loro bambino Thomas in una villa nella campagna francese; almeno fino al giorno in cui non arrivano i loro nuovi vicini di casa, Philippe e Mathilde Bauchard. Tra Bernard e Mathilde, che in passato erano stati amanti, non ci vuole molto tempo perché si riaccenda la passione, una passione che li riporterà l'uno fra le braccia dell'altra...
Nel penultimo film della sua carriera, il mitico regista François Truffaut torna ad occuparsi di uno dei temi centrali del suo cinema, ovvero quello dell'amour fou, dell'incontrollabilità della passione amorosa e del potere (auto)distruttivo dell'Eros. Sceneggiato dal regista insieme a Suzanne Schiffman e Jean Aurel, e interpretato da un eccellente Gérard Depardieu e da una splendida Fanny Ardant (al suo debutto sul grande schermo, e all'epoca compagna di Truffaut anche nella vita), già avviata a diventare una delle maggiori attrici del cinema europeo, La signora della porta accanto è un commovente e toccante melodramma dei sentimenti che costituisce una delle vette più alte nella produzione del celebre cineasta francese.
L'intera storia del film è raccontata in flashback attraverso la voce narrante di uno dei personaggi chiave della pellicola, madame Jouve (la bravissima Véronique Silver), la proprietaria di un club di tennis che è stata testimone impotente degli eventi riguardanti i due protagonisti, e che incarna lei stessa l'esempio più perfetto di un'assoluta dedizione alla persona amata, anche a costo di sacrificare se stessi e la propria felicità (come lo spettatore apprenderà quando verrà a conoscenza delle tristi vicende private della donna). Alla descrizione delicata e realistica della vita in una placida cittadina di provincia, che scorre imperturbabile tra cene con i vicini di casa, partite a tennis, ricevimenti in giardino e chiacchiere tra amici, fa da contrappunto l'amore esplosivo e incontenibile fra Bernard e Mathilde; un amore però (come accade in moltissimi altri film di Truffaut, da Jules e Jim a La calda amante, da Le due inglesi ad Adele H.) impossibile da conciliare con la realtà quotidiana, e destinato irrimediabilmente a sfociare in tragedia.
Girato con un tono sincero e a tratti malinconico, sempre emotivamente vicino agli stati d'animo dei suoi personaggi, La signora della porta accanto è un accurato resoconto dell'aspetto irrazionale e sfuggente dell'amore, abilmente rappresentato nella sofferenza repressa e negli improvvisi scatti di follia dei protagonisti (la Mathilde muta e disperata di Fanny Ardant nell'ultima parte del film non può non ricordare la tormentata Adele H. di Isabelle Adjani), così come nello scioccante finale tinto di noir.

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Recensione di Stefano Lo Verme

Dopo dieci anni di lontananza, due ex amanti si scoprono vicini di casa. Sono entrambi sposati, ma riallacciano la loro appassionata relazione, che prende da subito una piega morbosamente violenta. Finirà male, naturalmente: lei, dapprima ricoverata in un clinica psichiatrica, lo ammazzerà a colpi di pistola. Classica storia d'amore e morte, condita da spunti sociali (l'ipocrisia piccolo-borghese) e psicologici (la passione come follia), oltre che dal genio di Truffaut.

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LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 16 dicembre 2011
fedeleto

Un uomo felicemente sposato e con un bambino,viene profondamente colpito quando scopre che una sua vicina e' una donna con cui ha avuto una storia parecchio tempo prima.Si reincontreranno e non resisteranno alla loro passione ,ma entrambi si renderanno conto di aver commesso solo una sciocchezza( in tempi diversi),anche se ormai e' troppo tardi.

martedì 14 giugno 2011
a17540

L’amore che è allo stesso tempo gioia e sofferenza è uno dei temi chiave della poetica di Truffaut. E’ un motivo presente in quasi tutti i suoi film ma è il tema centrale di almeno quattro: Jules e Jim, La mia droga si chiama Julie, Adele H. e appunto La signora della porta accanto. In questa pellicola i due protagonisti, F.

giovedì 16 febbraio 2017
Great Steven

  LA SIGNORA DELLA PORTA ACCANTO (FR, 1981) diretto da FRANçOIS TRUFFAUT. Interpretato da GéRARD DEPARDIEU, FANNY ARDANT, HENRI GARCIN, MICHèLE BAUMGARTNER, VéRONIQUE SILVER, ROGER VAN HOOL Alla periferia di Grenoble vive Bernard Codret, pilota di barche trentaduenne felicemente sposato con la ricercatrice scientifica Arlette, da cui ha avuto il figlioletto [...] Vai alla recensione »

domenica 1 agosto 2010
paride86

Una storia d'amore raccontata con la freddezza di una telecronaca, con uno stile prettamente francese. Molto bravi gli attori a mantenere una certa ambiguità fino alla fine, in modo da non suggerire allo spettatore elementi per intuire la fine della storia, ma per il resto l'ho trovato un po' troppo distaccato dai sentimenti e incastrato nella sua logica, come il meccanismo di un [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 marzo 2016
dario

Solito film di Truffaut, senza narrazione, ma con siparietti reiteranti la scena iniziale. La storia è così bloccata, scontata, non ha respiro e non gode di narrazione, di sviluppo. Dialoghi al limite del sopportabile, sceneggiatura inesistente,m attori spaesati, specie Depardieu, del tutto inadatto al ruolo. Raggiante l'Ardant, e brava, ma non sa da che parte andare.

martedì 9 agosto 2011
silvana

e' molto bello poter rivedere films di questo livello anche se non recenti i registi che sono stati grandi come truffaut sono nell'enciclopedia del cinema, film molto attuale e introspettiva dei due protagonisti molto efficace.  

martedì 26 luglio 2011
Elizabeth 91

In questo film ho rivisto qualcosa che più tardi sarà presente in film come 'Matchpoint': passione e morte. Il film per buona metà non mi aveva appassionato ma devo dire che ha guadagnato molto alla fine. Una fine a mio avviso inaspettata ma perfetta e coinvolgente. Una passione talmente forte che prima sembra portare sull'orlo della pazzia lui, una pazzia che si impadronisc [...] Vai alla recensione »

lunedì 14 luglio 2014
Fujiko Nime

Truffaut narra una storia d'amore come solo lui avrebbe potuto fare, delicata e tremenda al tempo stesso. L'amore come ardente passione e come dilaniante sofferenza é in questa pellicola espresso attraverso la storia di due vicini di casa che un tempo si erano amati e che ora, ingabbiati in vite all' apparenza perfette e lontane da quell' antico sentimento, si ritrovano a fare [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 novembre 2011
Luca Scialo

In un tranquillo paesino collinare della Francia, Bernard vive in armonia con la moglie e il figlioletto. Arrivano i nuovi vicini e con sorpresa scopre che si tratta di una vecchia fiamma, Mathilde, lasciata 8 anni prima in malomodo. Tra i due riscoppia inevitabilmente la passione, ma le loro vite ora hanno preso altre vie e dunque è un amore difficile da portare avanti.

Frasi
Quel ragazzo fa parte del genere: facile da avere, impossibile a tenere.
Una frase di Mathilde Bauchard (Fanny Ardant)
dal film La signora della porta accanto - a cura di Giulia
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Stefano Reggiani

I sentimenti assoluti non abitano in personaggi eccezionali, l'amore folle è tra noi, chiude la gola della bella signora un po' inquieta che vediamo al supermercato, coinvolge il giovanotto un poco torvo che incontriamo in ascensore o al campo da tennis, costruisce la storia e la memoria (dunque, letteralmente, l'esistenza) di qualche pensionata senza grazie particolari.

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