| Titolo originale | Jungfrukällan |
| Anno | 1960 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Ingmar Bergman |
| Attori | Max von Sydow, Birgitta Pettersson, Gunnel Lindblom, Birgitta Valberg, Axel Düberg Tor Isedal, Allan Edwall, Ove Porath, Axel Slangus, Gudrun Brost, Oscar Ljung, Tor Borong, Leif Forstenberg. |
| Tag | Da vedere 1960 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,70 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 giugno 2023
Una ragazza viene violentata e uccida sotto gli occhi di una serva. La famiglia invocherà vendetta. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, In Italia al Box Office La fontana della vergine ha incassato 846 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Medioevo. Nell'abitazione di un ricco la serva Inger adora il dio pagano Odino mentre i padroni sono cristiani e inviano al mattino presto la figlia Karin a portare le candele alla chiesa che si trova oltre il bosco. Si tratta di un compito affidato alle giovani vergini. Ad accompagnarla è la stessa Inger che è rimasta incinta dopo una violenza carnale. Incontrano due pastori con un bambino. Gli uomini violentano e uccidono Karin senza che Inger abbia la forza di reagire. Raggiungeranno poi l'abitazione dei genitori della ragazza che non tarderanno molto a capire cosa è accaduto.
Ulla Isaksson trae questo film da una ballata svedese risalente al 14° secolo e Bergman ne utilizza la struttura narrativa per tentare un esperimento formale e per affrontare in modo mai finora così diretto la tematica religiosa.
L'esperimento formale consiste nel ridurre al minimo indispensabile l'uso della parola e lasciare che siano la qualità della fotografia e il calibrato uso della colonna sonora a costruire un clima di misticismo da cui non viene però espunta la violenza più atroce. Ed è di fronte alle atrocità che percorrono la storia che Bergman pone il suo confronto con Dio scegliendo un periodo storico in cui paganesimo e cristianesimo si combattevano. Nella figura del padre di Karin sembra risiedere il conflitto che dilania l'animo del regista. Gli fa infatti pronunciare queste parole: "Ma tu vedi, Dio! Tu vedi, vedi la morte di un'innocente, vedi la mia vendetta e non l'hai impedito. Io non ti capisco." È il silenzio di Dio ciò che più tormenta Bergman anche se in questo caso riserverà al finale, in via del tutto eccezionale, un segno di effettiva speranza che fornirà anche la spiegazione del senso del titolo.
Tre fratelli stuprano e uccidono una fanciulla. Suo padre la vendica uccidendoli tutti (anche il più giovane, che era innocente). Poi decide di espiare costruendo una chiesa con le proprie mani. Nel luogo dove la fanciulla è morta, miracolosamente sgorga una fontana.
"La Fontana della Vergine” è fondamentale nella filmografia di Ingmar Bergman, perché è la prima ed unica opera del regista svedese nella quale la tematica religiosa, quasi sempre presente nei suoi film, è sviluppata sino al punto di risolversi in una possibile coincidenza del piano umano e di quello divino. Quella di Bergman non è la fede che smuove le montagne, la Fede perfetta di Dreyer, che in [...] Vai alla recensione »