Poveri ma belli

Film 1956 | Commedia +13 101 min.

Regia di Dino Risi. Un film Da vedere 1956 con Memmo Carotenuto, Virgilio Riento, Lorella De Luca, Mario Carotenuto, Maurizio Arena. Cast completo Genere Commedia - Italia, 1956, durata 101 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,88 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Affettuoso ritratto di due bulletti romani, spacconi e attaccabrighe, ma fondamentalmente di buon cuore.

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Consigliato assolutamente sì!
3,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,63
CONSIGLIATO SÌ
Walter Veltroni
Walter Veltroni

Dino Risi è un traghettatore. La sua imbarcazione è leggera e prende il vento con grande naturalità. Risi la dispone nella direzione sicura. Raccontò in maniera indimenticabile il tempo del passaggio agli anni Sessanta in quel capolavoro che è Il sorpasso. E prima si era trovato a descrivere un’altra transizione. Avvenuta nello spirito degli italiani che uscivano dalla crisi della guerra e del dopoguerra e cercavano e scoprivano felicità. Siamo alla metà degli anni Cinquanta e l’Italia si sforza di essere allegra, di farsi spensierata. Sono i giovani, che non hanno vissuto in piena coscienza gli orrori della guerra, a ritrovare la leggerezza del quotidiano. Poveri ma belli è il film di questo tempo, con i suoi amori piccoli e le sue storie di negozi di dischi e di bagnini. Gran parte del successo del film fu il risultato di una scelta felice, quella degli attori principali. In particolare, le tre ragazze e il giovane fusto Maurizio Arena fecero epoca. Il neorealismo è ora davvero finito, è il tempo della commedia leggera e spensierata. Durerà, ma poco.
Da Certi piccoli amori. Dizionario sentimentale di film, Sperling & Kupfer Editori, Milano, 1994

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Un film solare e scanzonato, calato all'interno di una Roma trasteverina e dialettale: una pietra miliare della commedia all'italiana.
Recensione di Marco Chiani

Roma, anni Cinquanta. Romolo fa il bagnino in uno stabilimento lungo il Tevere mentre l'amico Salvatore è commesso in un negozio di dischi. Nonostante le loro due sorelle siano innamorate l'una del fratello dell'altra, l'arrivo nel quartiere della procace Giovanna farà saltare tutti gli equilibri: presto rivali, i due fusti trasteverini torneranno, per così dire, a casa quando riapparirà all'orizzonte Ugo, un ex fidanzato che Giovanna non ha mai dimenticato.
Titolo di grande importanza per la storia del cinema italiano, Poveri ma belli consacra quella forma generalmente nota come "neorealismo rosa", già rodata dal Comencini di Pane, amore e fantasia, sul cui definitivo successo si sarebbe ancora accapigliata la critica. Se, da una parte, c'era chi sosteneva e approvava una visione della vita più serena e riappacificata, dall'altra, si rimproverava l'abbandono della lezione dei vecchi maestri della scuola neorealista. Aveva ragione da vendere lo stesso Dino Risi quando inquadrava il suo film all'interno dell'inarrestabile mutamento del boom economico: «Le persone non volevano vedersi fotografate nella miseria della guerra e del dopoguerra. La società cambiava, il tessuto sociale stava cambiando, insieme alla maniera di vivere. Nel suo piccolo ambito Poveri ma belli rappresentava questo passaggio da un modo di vita ad un altro» (Fernaldo Di Giammatteo, Dizionario del cinema italiano, Editori Riuniti, 1995).
Scritto dal regista, insieme a Pasquale Festa Campanile e Massimo Franciosa, è un film gentile e divertente, solare e scanzonato, perfettamente calato all'interno di una Roma trasteverina e dialettale messa in risalto da due contributi di eccezione come la fotografia di Tonino Delli Colli e il montaggio di Mario Serandrei. Oltre alla scelta vincente di scritturare Marisa Allasio nel ruolo della procace Giovanna è altrettanto azzeccata la composizione dell'intero cast con Maurizio Arena, Renato Salvatori, Alessandra Panaro e Lorella De Luca, che conquistarono, ciascuno a suo modo, la notorietà.
Sebbene non sia uno dei risultati migliori del regista, che in quegli stessi anni firmava titoli come Il vedovo o Venezia, la luna e tu, si tratta di una pietra miliare della commedia all'italiana anche per meriti diversi da quelli strettamente artistici: non è un segreto che Poveri ma belli abbia inaugurato quel filone, legato alle schermaglie d'amore, al sentimento e all'amicizia tra giovani, forse mai più abbandonato dal nostro cinema. Il grande successo riscosso al botteghino condusse Risi a tornare sugli stessi personaggi con Belle ma povere (1957) e Poveri milionari (1958).

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Bulli e pupe a Trastevere, gli uni e le altre buoni come il pane. In due (Arena e Salvatori) fanno la corte a Giovanna (Allasio), commessa di sartoria, che flirta con entrambi, ma poi preferisce un terzo (Manni). I due si consolano con le rispettive sorelline (Panaro e De Luca). Scritto da D. Risi con P. Festa Campanile e M. Franciosa, prodotto a basso costo dalla Titanus, 2° incasso italiano della stagione 1956-57 dopo Guerra e pace , è il miglior prodotto del neorealismo rosa urbano e dell'Arcadia romanesca, raro esempio di commedia di successo non affidata a comici di professione, ma all'abilità del copione e della regia. "L'ironia del gallismo trovò così altre dimensioni, cessando di essere un patrimonio del solo Sordi" (M. d'Amico). Queste pupe così civette e, nel fondo, così vergini; questi bulli così sfaticati e, nel fondo, così onesti divertirono il pubblico dalle Alpi a Pantelleria e fecero la gioia dei professionisti della morale nazionale che tanto avevano deplorato i panni sporchi. Tutti i 6 giovani attori principali sono doppiati. Seguito da Belle ma povere (1957) e Poveri milionari (1959).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 dicembre 2011
Gianni Lucini

"Volgarmente pornografico" e "turbatore delle coscienze", con questi giudizi, a detta dei giornali il Papa Pio XII in persona sarebbe intervenuto per chiedere la censura del manifesto del film "Poveri ma belli", una commedia diretta da Dino Risi interpretata da Marisa Allasio, Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Maurizio Arena e Renato Salvatori.

giovedì 9 luglio 2009
Luscè

Non sono mai riuscito a dimenticare la meraviglosa Marisa Allasio ! Semplicemente fantastica !

Frasi
Romolo : quanti ne ha baciati prima di me?
Giovanna : te l'ho detto no,
Dialogo tra Romolo (Maurizio Arena) - Giovanna (Marisa Allasio)
dal film Poveri ma belli - a cura di loredana
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