66esima edizione del Festival dei Popoli, il programma dei 39 film genere documentario. Firenze - 1/9 novembre 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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A Taranto, tra rovine industriali e visioni oniriche, tre anime erranti esplorano un paesaggio sospeso tra disastro e bellezza. Espandi ▽
Taranto, sud Italia, 20XX d.C. Un artista sonoro registra echi e interferenze radio tra bunker e cantieri dismessi. Un anziano cieco abita una comune utopista, coltiva l'orto e cita Dostoevskij. Una donna inquieta si aggira per i boschi con un pitbull nero, fa riti, disegna tormenti, sogna esplosioni. Queste cose non avvennero mai ma sono sempre esplora rovine industriali e mondi invisibili attorno al distretto siderurgico più grande d'Europa, ritraendo un paesaggio umano sospeso, tra disastro e bellezza. Recensione ❯
Una denuncia sulla condizione paradossale di coloro che si trovano ingabbiati tra le maglie giudiziarie di un Paese che volta le spalle a chi fugge per tutelare i propri diritti civili. Espandi ▽
Il 31 dicembre 2023 l'attrice, regista, giornalista e attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi, nata nel 1996 nel Kurdistan iraniano, approda con un'imbarcazione di fortuna sulle coste calabresi, insieme ad altri 77 migranti. Appena sbarcata viene fermata e poi arrestata dalla polizia locale, che la identifica come un'aiutante e complice del capitano. Per l'accusa di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, poi rivelatasi inconsistente, sconterà 310 giorni di reclusione, prima nel carcere di Castrovillari e poi nella Casa Circondariale Panzera di Reggio Calabria.
Nel febbraio del 2025 il processo di primo grado presso il Tribunale di Crotone si concluderà con l'assoluzione di Majidi, che era tornata in libertà il 22 ottobre del 2024. Vincenzo Caricari e Barbara Di Fabio l'hanno filmata in quell'intervallo, per documentare i mesi in attesa della sentenza, a Sant'Alessio in Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, dove Majidi ha risieduto temporaneamente.
Il doc si colloca a metà tra inchiesta giornalistica dal basso e instant movie, con i mezzi del documentario indipendente low budget e il pregio innegabile di dare voce finalmente a un nome rimbalzato a lungo sui media e di fare chiarezza. Affida infatti a Maysoon Majidi la ricostruzione dei fatti, alternandola ad alcuni estratti del dibattimento in aula. Recensione ❯
Un documentario scioccante che ci mostra quanto sia lunga la strada per il rispetto dei più basilari diritti umani. Espandi ▽
In epoca coloniale, l'isola indonesiana di Sumba era famosa per i mercati di schiavi gestiti dalle famiglie reali. La schiavitù, benché legalmente abolita, viene praticata ancora oggi. I servi - chiamati 'ata' - sono di proprietà delle famiglie della casta superiore - i 'maramba'. Il film del belga Jimmy Hendrickx è stato realizzato in collaborazione con l'attivista Jeremy Kewuan e lo segue quando, determinato a denunciare l'abominevole ingiustizia, entra in contatto con Lucky, un uomo che difende con orgoglio il proprio diritto a possedere schiavi, e con i piccoli Witta, Rangga e Kedo, in servitù presso di lui. Quando uno dei tre scompare, la missione di Jeremy di sradicare il traffico di esseri umani diventa una faccenda personale. Con l'aiuto di Mama Lina, che da bambina fu schiava dello stesso uomo, Jeremy si mette alla ricerca di Witta, deciso a mettere con le spalle al muro Lucky e le sue abiette convinzioni. Recensione ❯
L'emigrazione dal Senegal è un tema contemporaneo e pregnante; in questo film il fenomeno è osservato dalla parte di chi resta nel Paese. Espandi ▽
In Senegal ci sono condizioni di vita difficili, la povertà, la mancanza di risorse tecnologiche. A scuola, un professore domanda a studenti e studentesse: "Se ne aveste la possibilità, partireste per l'Europa?". Nel corso del dibattito emergono le difficoltà a vivere in Senegal; ma emerge anche la consapevolezza del razzismo del vecchio continente, la durezza estrema della vita di chi è emigrato in Europa, l'isolamento, la solitudine, lo sfruttamento, il rischio di finire in schiavitù. È uno sguardo lucido, consapevole, quello che emerge da un film attento e preciso in ogni sua inquadratura. Recensione ❯
Il ritratto spiazzante e coraggioso di Piero Pelù che diventa anche invito a tornare a guardarsi negli occhi. Documentario, Italia2025. Durata 82 Minuti.
Il racconto intimo diretto dal regista Francesco Fei su un capitolo cruciale nella vita dell'icona del rock italiano Piero Pelù. Espandi ▽
Ha inizio con un ronzio persistente il film di Francesco Fei: un disturbo uditivo invasivo e menomante, destinato a ritornare sotto varie forme in Rumore dentro, documentario dedicato a Piero Pelù, ex frontman dei Litfiba, band simbolo del rock italiano dagli anni Ottanta in avanti.
Non sappiamo se fosse un'idea originaria, ma certo è che, a conclusione del film, "acufene" risulta essere la parola pronunciata più volte dal protagonista. È una condizione fisica concreta, ma anche il perno metaforico di un racconto: la difficoltà di convivere con un suono interiore che non si spegne mai, e che per un musicista abituato a vivere di decibel, energia e volume è una condanna difficile da accettare.
Il film è un ritratto spiazzante e coraggioso e non è il rilancio di una carriera - parola che Pelù rifiuta e disprezza - ma un invito a ripensare la comunità, a tornare a guardarsi negli occhi. Recensione ❯
Un doc toccante su un'immortale figura dal fascino magnetico. Con una voce vertiginosa che risuona nel vuoto della sua assenza. Documentario, USA2025. Durata 106 Minuti.
Amy Berg dirige un documentario sulla vita del cantautore americano Jeff Buckley, con materiali inediti e testimonianze intime. Espandi ▽
La parabola di Jeff Buckley è materia da romanzo. Gentile e disponibile dove il padre era scostante, innamorato di un rock aperto e contaminato - un improbabile quanto elettrizzante incontro tra Nina Simone e i Led Zeppelin -, Jeff sembrava voler scrivere una storia completamente diversa. Eppure, il destino avrebbe finito per accomunarlo al padre nella stessa aura tragica, segnata da una fine prematura.
Il documentario di Amy Berg, già autrice del toccante ritratto di Janis Joplin in Janis: Little Girl Blue, chiarisce fin da subito il proprio intento: non ricostruire semplicemente il mito di Jeff Buckley, ma avvicinarsi all'uomo dietro la leggenda.
Il film restituisce la complessità di una figura che continua a esercitare un fascino quasi magnetico, proprio perché incompiuta. Come se la sua voce - limpida, fragile, vertiginosa - continuasse a risuonare nello spazio lasciato vuoto dalla sua assenza. Recensione ❯
Il ritratto intimo di Ivo, che culmina in un folgorante e memorabile confronto tra l'artista e i suoi reazionari genitori. Espandi ▽
Ivo - si pronuncia 'aivo', all'inglese, affinché non suoni come 'evil' - è un cantante queer bulgaro, assurto a caso internazionale per il curioso mix tra stile e contenuti: voce da crooner con testi espliciti e trasgressivi, scandalosi per l'omofobo paese natio. Durante la pandemia, Ivo affronta il pericolo suonando 400 concerti gratis a casa di persone comuni. Il film di Kristina Nikolova alterna la testimonianza di questi momenti di grande spontaneità a stralci di vita privata dell'eccentrico artista. Filmato in situazioni assurde, oppure a lui più congeniali, la costante rimane il coraggio con cui Ivo affronta qualsiasi situazione: a viso aperto e senza paura. Recensione ❯
17 anni di filmati della cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Espandi ▽
Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un'artista stimolante, dotata di un'energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte. Recensione ❯
Marie Losier firma un controverso ed affascinante documentario su Genesis P-Orrige e Lady Jaye. Espandi ▽
Una love story, un ritratto intimo di due vite che l'amore e l'arte hanno trasformato radicalmente. Genesis P-Orrige, figura culto della musica underground, fondatore dei Throbbing Gristle e di Psychic TV, e Lady Jaye, sua compagna e collaboratrice, hanno performato artisticamente la loro storia d'amore decostruendo i propri corpi, "Creating the Pandrogyne", alla ricerca di una terza identità indivisibile. Recensione ❯
Un ritratto di un grande artista che non smette mai di vivere con la musica nella sua testa. Espandi ▽
Entra nel mondo della sperimentazione di Felix Kubin e della creazione del suono musicale e della sua padronanza del suo strumento di predilezione, il KORG MS20. Recensione ❯
Un villaggio italiano abbandonato vive una silenziosa rinascita quando il regista Ruedi Gerber stringe amicizia con gli ultimi contadini. Espandi ▽
Nel corso di decenni di globalizzazione, innumerevoli comunità rurali in tutto il mondo si sono ritrovate abbandonate: dal Midwest americano ai villaggi di montagna italiani, luoghi come Tatti rischiano l'estinzione. In questo piccolo borgo della Maremma toscana, gli anziani residenti non hanno avuto la forza di reinventare il loro mondo in declino, fino all'arrivo degli stranieri, come il regista Ruedi Gerber. La sua amicizia con gli ultimi agricoltori locali, i gemelli Marco e Massimo, ha dato il via a una silenziosa rinascita: insieme ad altri nuovi abitanti hanno iniziato a ripristinare i terreni abbandonati, restituendo speranza alla piccola comunità. La rinascita del villaggio trova il suo apice emotivo nella crisi personale di Marco, costretto a fare i conti con radicali trasformazioni, onorando le sue radici e reinventando il suo futuro. Questo film è sia un ritratto intimo che una storia universale di resilienza e mostra come le comunità possano rinascere quando il vecchio e il nuovo uniscono le forze, preservando ciò che merita di essere tramandato, senza il timore di evolversi. Recensione ❯
Il film riporta in vita la Firenze degli anni Ottanta, tra new wave e sottoculture. Espandi ▽
All'imbocco degli anni '80, Firenze si trasforma da aristocratica meta di contemplazione turistica a capitale delle culture giovanili. Nascono fenomeni battezzati "Rinascimento Rock" o "Fauna d'Arte" e la città, insonne, diventa un'esplosione di creatività, edonismo, sperimentazione. Com'e` cominciato tutto questo? Quale traccia ha lasciato nel tessuto urbano e in coloro che sono arrivati dopo? A farci da guida in questa rievocazione del decennio infuocato del capoluogo toscano c'è Bruno Casini, operatore culturale cruciale nell'alimentare il fermento dell'epoca, e non mancano i principali protagonisti: Piero Pelu`, Sandro Lombardi, Federico Fiumani, tra i tanti e le tante. È attraverso il loro racconto e le loro gesta che si articola il film, scandito da un flusso di immagini e di parole, di visioni e di stimoli, nel tentativo di restituire l'energia di quello straordinario fuoco effimero. Recensione ❯
Un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Espandi ▽
"Non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà". A trentacinque anni dalla scomparsa di uno dei presidenti della Repubblica più amati, un ritratto rigoroso e affettuoso di Sandro Pertini, dalla formazione come socialista e partigiano, fino alla presidenza della Repubblica. Durante gli anni di piombo dimostrò una capacità unica di rappresentare i sentimenti più profondi di un popolo intero. Il documentario di Dario Ceccarini e Mario Molinari delinea il percorso umano e politico di una figura unica nella storia italiana: sempre attento agli emarginati e agli indifesi, Sandro Pertini ha svolto il proprio ruolo con coraggio, integrità e passione, incarnando i più alti ideali di libertà e antifascismo; un punto di riferimento per intere generazioni. A rendergli omaggio e ricordarlo nel film (con musiche di Nicola Piovani e disegni di Gianluigi Toccafondo) intervengono, tra gli altri: Fausto Bertinotti, Emma Bonino, Luciana Castellina, Furio Colombo, Walter Veltroni. Recensione ❯
Filmati inediti della leggendaria Nova Convention, dove William Burroughs, Patti Smith, Zappa, Ginsberg e altri si scontrarono in un'esplosione di idee, arte e ribellione. Espandi ▽
Tra il novembre e il dicembre 1978, al Entermedia Theatre di New York, andò in scena la "Nova Convention", una celebrazione del genio di William S. Burroughs irriducibile alla normalità, al pari del suo ispiratore. Alla corte dello scrittore di culto accorrono, in qualità di discepoli eccellenti, alcuni dei protagonisti della scena newyorchese: Laurie Anderson, Patti Smith, Allen Ginsberg, Philip Glass e molti altri, tra cui il californiano di adozione Frank Zappa. Ogni artista recupera un aspetto della mirabile inventiva del 'cattivo maestro' e lo interpreta secondo il proprio estro, dimostrando come sensibilità molto distanti tra loro traessero ispirazione dall'autore de Il pasto nudo. Le riprese integrali di Howard Brookner, che filmò quelle serate, sono state ritrovate e restaurate tra il 2012 e il 2024 dal nipote Aaron e da Rodrigo Areias, dando vita ad una testimonianza straordinaria, meravigliosamente sottratta alle nebbie del tempo, di anni folli e creativi in cui, per le strade di New York, si cambiava il mondo della musica e delle arti in genere. Recensione ❯
L'allestimento della Turandot di Ai Wei Wei. Espandi ▽
Nel 2018, in occasione del centenario pucciniano, il Teatro dell'Opera di Roma commissionò all'artista visuale Ai Weiwei, al debutto nella regia per la lirica, la messa in scena della Turandot. Il visionario artista cinese accoglie l'invito e intraprende la sfida di attualizzarne i temi, raccontare le sovrastrutture che regolano la società, il potere oppressivo degli oligarchi e la manipolazione delle masse. La produzione prende il via con il fondamentale apporto della coreografa e amica di lunga data Chiang Ching, finché il mondo esterno non irrompe sulla scena, complicando la lavorazione: prima il Covid costringe l'intera troupe a una lunga pausa, poi l'invasione dell'Ucraina spinge quasi all'abbandono Oksana Lyniv, la direttrice dell'orchestra. Noto per le sue opere di denuncia, Ai Weiwei porta anche nella lirica il suo attivismo iconoclasta, riflesso in questo film - girato da un figlio di dissidenti russi - che ruota attorno ai temi del potere dell'arte come forma di resistenza e della libertà di espressione. Recensione ❯
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