Festival internazionale del cinema di Berlino 2017
67° Festival internazionale del cinema di Berlino, il programma dei 167 film. Berlino - 9/19 febbraio 2017. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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L'ossessione di un uomo per la paura di perdere tutto. Espandi ▽
Loktak Lake è un ecosistema unico dove i pescatori hanno sempre vissuto in capanne costruite su zattere galleggianti. Nel 2011 le autorità, in nome della tutela dell'ecosistema, hanno bruciato le capanne lasciando migliaia di pescatori senza casa. Tomba, una delle vittime, vive con l'incubo straziante di un nuovo intervento delle autorità che lo lascerebbe senza casa per sempre. Confinato nella sua capanna di fortuna, Tomba percepisce lo spirito del male ovunque, mentre la moglie Thambalsang lavora sodo per mantenere una vita dignitosa. Un mattino Tomba trova accidentalmente una pistola nascosta all'interno delle reti da pesca. Superata la meraviglia iniziale decide di conservarla per proteggersi dai mali. Un giorno una vecchia signora che si aggira misteriosamente sul lago, bussa alla sua porta nel mezzo della notte. Timoroso, Tomba, vedendo la donna come lo spirito di tutti i mali, la insegue finendo per commettere un crimine imperdonabile. Recensione ❯
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La storia di un finesettimana come altri che si trasforma in tragica catastrofe con una festa fermata sul più bello dalla polizia. Espandi ▽
Tre giovani sono alla ricerca di un posto dove organizzare una festa per trascorrere al meglio il finesettimana. Discutendo sulle varie opportunità che offre la città, si trovano d'accordo per andare a casa di un anziano signore che non conoscono molto bene. All'inizio sembra andare tutto bene, poi l'uomo pensa che siano venuti per derubarlo, e questa scelta avventata si rivela una catastrofe per tutti. Recensione ❯
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Il film è stato presentato nella sezione forum al 67. Festival di Berlino. Espandi ▽
A Tokyo, Mika lavora come infermiera durante il giorno mentre di notte fa la cameriera nel bar di un'amica. Un giorno per caso Incontra Shinji, che lavora come bracciante e dal quale viene profondamente attratta. Recensione ❯
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La storia di un colonnello donna che ha deciso d'istituire il primo corso di difesa personale nella regione del congo con il più alto tasso di stupri mai registrato. Espandi ▽
Nella Repubblica Democratica del Congo orientale, lo stupro di massa è una delle armi più utilizzate dai gruppi ribelli senza scrupoli.
In questa regione conosciuta come la «capitale mondiale dello stupro», un colonnello di polizia donna, Honorine Munyole, sta aiutando le donne, usando il suo piccolo ufficio per accogliere le looro denunce e ascoltarle.
Recentemente, ha ideato un nuovo progetto sorprendente: insegnare alle donne vittime di stupro a difendersi grazie a un corso di box. Al di là del comfort psicologico e morale che vuole dare loro il progetto del colonnello si presenta anzitutto come un atto di resistenza, un modo di combattere ancora la violenza gratuita nonostante tutto. Recensione ❯
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Adattamento dell'monima novella breve scritta da Yi Beomseon. Ritenuto a lungo il miglior film coreano di tutti i tempi. Espandi ▽
Lo stipendio di un commercialista è di gran lunga troppo piccolo per riuscire a garantirgli una stabilità e riuscire di conseguenza a sostenere la sua famiglia. Tuttavia, l'uomo deve in qualche modo provvedere a una madre malata di demenza senile, alla moglie incinta e malnutrita, un fratello minore con un piccolo ritardo mentale, una sorella non sposata che si prostituisce agli stranieri per denaro extra, e, come se non bastasse, a due figli piccoli. Recensione ❯
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In un villaggio tra le montagne dell'Alto Atlante, al bivio tra tradizione e cambiamento, due sorelle sperimentano le ultime stagioni dell'infanzia. Espandi ▽
In un villaggio tra le montagne dell'Alto Atlante, al bivio tra tradizione e cambiamento, due sorelle sperimentano le ultime stagioni dell'infanzia. Recensione ❯
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In un angolo remoto di mondo, un giovane misterioso dovrà combattere per il proprio diritto a una vita pacifica e tranquilla. Espandi ▽
Dione è un giovane uomo misterioso che vive con la propria famiglia in un luogo rurale e remoto. Un giorno la tranquillità della regione viene disturbata dall'arrivo di un ricco proprietario terriero che cerca di acquistare la piccola proprietà dove Dione e la famiglia vivono. Recensione ❯
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La vita di Yoel Kanovich sembra sull'orlo del fallimento: il suo matrimonio con Sigal è alla fine, il padre è recentemente morto di un attacco di cuore, e per di più ha perso il lavoro d'insegnante che tanto amava. I suoi nervi hanno ceduto durante una lezione sulla 'Dichiarazione Balfour'. Di tutte le molte dichiarazioni fatte nel corso degli anni, questa promessa di una patria per il popolo ebraico in Palestina era la preferita del padre. Ma con tutto ciò che Yoel racconta circa la sua città natale, Tel Aviv, si potrebbe ugualmente ipotizzare che questa stessa dichiarazione è responsabile dello stato di emergenza messo in scena dal film. Utilizzando ritagli di notizie di cronaca e immagini televisive di repertorio il film mette più volte in luce la violenza onnipresente della società e il caos che regna nell'intimità della vita privata di Yoel. Recensione ❯
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Due amici sono costretti da un signorotto di paese a prendere drastiche decisioni per riuscire a sopravvivere. Espandi ▽
Miloud è un barbiere a Darb el-Soltane, un antico quartiere proletario di Casablanca, che lotta per mantenere una parvenza di dignità. Hmida è un ragazzo di campagna, trasferitosi in città dopo essere stato ripudiato dal padre, commette piccoli furti per sopravvivere, per cui sarà costretto a scontare una pena in carcere. Hmida è senza lavoro, mentre Miloud è ombroso e scoraggiato dalle attività discutibili dell'amico. Quando un ricco imprenditore che esercita il potere nel quartiere riesce a sfrattare il barbiere e sua moglie dal negozio per costruire un centro per l'istruzione coranica, Hmida incita il suo amico a reagire. Considerato uno dei capolavori sottovalutati del cinema marocchino, Hallaq Darb al-fuqara è intriso di una disarmante grinta realista. Adattato da un racconto di Youssef Fadel, un drammaturgo celebre romanziere e sceneggiatore che proveniva da Darb el-Soltane e fu imprigionato per il suo romanzo "The War". Recensione ❯
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"La Septième Porte" (la settima porta) è il titolo di un'analisi di 300 pagine dedicata al cinema marocchino tra il 1907 e il 1986. Scritta da Ahmed Bouanani (1938-2011) nel corso di molti anni, non è mai stata pubblicata per motivi di censura. Né il suo contributo alla storia del cinema, né i cinque film (di cui quattro sono cortometraggi) che l'autore ha realizzato tra il 1966 e il 1980, che perseguono anche la politica della memoria, hanno potuto contare sul sostegno del governo marocchino. Ali Essafi prende ugualmente una posizione contro la politica della "dimenticanza" con un film che esplora l'opera e la vita dell'autore, recentemente scomparso. Il regista, poeta e romanziere Bouanani ha condotto una vita solitaria in un remoto villaggio. Con la moglie Naïma e molti gatti ha vissuto in mezzo a enormi pile di libri e manoscritti, i pochi risparmiati da un rovinoso incendio. Era fisicamente fragile ma puro e forte di spirito. Le discussioni su come ha vissuto la sua posizione, la censura, il divieto di produzione cinematografica e il lavoro come montatore, sono sapientemente intervallati con estratti di film, foto, un'intervista televisiva e altri documenti per tracciare i contorni di un artista indipendente e profondamente rivoluzionario. Recensione ❯
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Ramona Diaz rivela grandi verità circa la mancanza di politica sanitaria in merito alla maternità in uno dei paesi più popolosi del mondo. Espandi ▽
Nel cuore delle Filippine, tra paesaggi frenetici e corridoi sovraffollati, è situato l'ospedale con il reparto maternità più trafficato al mondo. Bambini persi e poi ritrovati dormono accanto a madri costrette a condividere letti singoli con altre madri.
La macchina da presa scivola intimamente e senza sforzo intorno all'ospedale, mettendo in luce sfumature di questo intricato ecosistema. C'è un'aria straordinariamente calma di accettazione del tumulto, che può essere compresa solo da una madre che sta per mettere al mondo il suo settimo figlio. Nonostante le circostanze siano dure, una comunità solidale di donne, tra medici e infermiere, rende questo mondo tollerabile e quasi piacevole. Con ottimismo, umorismo, e una forza speciale, le madri escono dalle porte dell'ospedale per tornare coi neonati alla vivace vita di strada con serenità. Recensione ❯
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Con immagini d'archivio che riproducono il contesto mediatico tra la fine degli anni '60 e primi anni '70, Albertina Carri tesse una storia in cui è coinvolta la figura mitica del combattente Isidro Velazquez, assassinato dal governo di Onganía, a cui il padre della regista, da poco scomparso, ha dedicato le ricerche di tutta una vita. Recensione ❯
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I sogni di una rivoluzione popolare, cancellati per sempre dalla guerra civile. La storia recente del Libano nelle indagini dell'autrice sulla misteriosa figura di Fatima Khaweja, una giovane donna uccisa dall'esercito libanese durante uno sciopero in fabbrica a Beirut nel 1972. Il film riflette sul perché si sia arrivati a tale violenza inaudita, sul perché, contro lo sfruttamento, si debba arrivare a pagare con la vita. Una meditazione sulla rivoluzione, sul cinema e le future possibilità, passate e presenti. Recensione ❯
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La storia di una donna sola racconta di come non sia mai tardi per cominciare ad amare. Espandi ▽
Il film racconta la vita di Pia, sessantenne danese intellettualmente disabile. Pia vive nella Danimarca rurale insieme alla madre ottantaquattrenne Guittou che si prende cura di lei. Guittou sta inesorabilmente invecchiando e Pia è preoccupata di cosa accadrà il giorno in cui la madre non sarà più con lei. L'attanaglia la paura di rimanere sola e per questo decide che è arrivato il momento di trovare un uomo da amare per sopravvivere... Recensione ❯
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La parte finale della serie "Streetscapes" di Heinz Emigholz si presenta a sua volta come un trittico: il prologo prende in esame tre edifici del 1930 disegnati da Julio Vilamajo per la città di Montevideo, che potrebbero aver ispirato il lavoro di Eladio Dieste, oggetto della parte centrale del film. Gli edifici industriali e funzionali presentati coprono il periodo tra il 1955-1994; la loro costruzione - in mattoni organici - è sorprendente e stimolante. la fotocamera del Emigholz segue senza sosta le linee eleganti di un'architettura galleggiante, che permette sia all'aria e alla luce di passarvi attraverso, ma anche di esaminare l'ambiente circostante per scoprire parallelismi con la natura. Poi la telecamera si fa strada attraverso aree industriali cosparse di spazzatura, e tristi capannoni che ospitano montagne inquietanti di sostanze non identificate. Recensione ❯
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