Un altro mondo

Film 2010 | Drammatico, 110 min.

Regia di Silvio Muccino. Un film con Silvio Muccino, Isabella Ragonese, Michael Rainey Jr., Maya Sansa, Flavio Parenti. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, Gran Bretagna, 2010, durata 110 minuti. Uscita cinema mercoledì 22 dicembre 2010 distribuito da Universal Pictures. - MYmonetro 2,31 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 29 ottobre 2012

Alla vigilia del suo ventottesimo compleanno, Andrea riceve una lettera dal padre, emigrato vent'anni prima in Kenya, che lo informa di essere in fin di vita. Una volta raggiuntolo, il giovane scopre di avere un fratellino nero. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Un altro mondo ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 2,6 milioni di euro e 754 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,31/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,00
PUBBLICO 2,93
CONSIGLIATO NÌ
Romanzo di formazione alla ricerca di uno sguardo rinnovato.
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 21 dicembre 2010
Recensione di Edoardo Becattini
martedì 21 dicembre 2010

Andrea è giovane, ricco e mantenuto dagli assegni in bianco di una madre algida e schiava delle buone apparenze. La sua vita attraversa continue notti mondane in compagnia della bella fidanzata Livia, ballerina con problemi di bulimia, e del migliore amico Tommaso, organizzatore di grandi feste a sorpresa e di festini alcolici. Alla vigilia del suo ventottesimo compleanno, riceve una lettera da parte del padre, che gli annuncia di essere prossimo alla morte in un letto d'ospedale a Nairobi. Più per noia e curiosità che per reale affetto verso una figura scomparsa nel nulla venti anni prima, Andrea decide così di partire per il Kenya, dove trova ad accoglierlo una volontaria italiana pronta a fargli sapere che suo padre ha avuto un figlio con una donna locale e che, dopo la morte di lui, ne diventerà l'unico parente responsabile.
Quanto pesano le colpe dei padri sui figli e quelle dei fratelli maggiori sui minori? In che misura possono incombere le responsabilità genitoriali e quelle fraterne su una giovane coscienza? Difficile non pensare a una questione di oneri familiari e desideri di espiazione riguardo a un film come Un altro mondo, opera in cui testo e paratesto, racconto e biografia del suo giovane autore paiono latentemente intrecciarsi. Alla seconda regia, Silvio Muccino sembra infatti volersi caricare delle colpe di una generazione considerata ignava, superficiale e viziata, così come dei mali di un cinema intimista e vacuamente cerebrale, di cui il fratello maggiore è stato per anni ritenuto quasi la figura eponima. La necessità, in quanto autore-attore, di trasformarsi in due personaggi radicalmente opposti, eppure così simili nel bisogno di dimostrare la propria autarchia (in Parlami d'amore, un orfano bohémien romantico e tormentato; qui, un ricco insensibile in crisi esistenziale), pare procedere di pari passo con il desiderio di riformulare un cinema dalle ambizioni e dai contenuti più alti, più universali, non semplicemente destinato a contare i passi che separano la cucina dalla camera da letto.
A questo proposito, il film segue tre movimenti ampi e differenti: una lunga introduzione dove scopriamo la vita dissoluta di Andrea, il suo disagio e le sue inquietudini accompagnati da un montaggio veloce e dalla sua voce fuori campo; una seconda parte dedicata al viaggio in Kenya alla scoperta del fratellastro Charlie, dove invece lo stile si fa più duro, di taglio realistico, e predominano la macchina a mano e i colori saturi; e infine l'ultima parte, quella in cui Andrea inizia la sua vita a Roma con il piccolo e, al ritmo di una playlist accattivante e di un montaggio ellittico, scopre la propria vocazione affettuosa alla paternità e alla fratellanza.
La frase di lancio pronunciata dal personaggio di Maya Sansa ("Le cose non cambiano mai, cambiamo noi") diviene tuttavia anche il metro per misurare tanto l'altezza delle aspirazioni poetiche di Muccino, quanto la profondità del loro insuccesso. Un altro mondo rivela la grande ambizione di voler vedere lo stesso mondo attraverso altri occhi, raccontando un'ordinaria storia di maturazione-redenzione in cui quello che manca è proprio uno sguardo rinnovato, la possibilità di guardare l'evoluzione del percorso di vita di un uomo attraverso un effettivo progresso nelle modalità del narrare. Invece, Muccino guarda ad About a Boy, ma senza ironia, riproponendo tutti i cliché relativi a quell'enorme insieme di figure del cinema americano folgorate dall'umanesimo che va dai personaggi di James Stewart nei film di Frank Capra a quelli di Tom Cruise in Rain Man e Jerry Maguire (quest'ultimo, citato anche attraverso la canzone di Springsteen "Secret Garden").
Frasi già sentite, musica già ascoltata, immagini già viste sono il problema principale di un film che nelle intenzioni e nelle implicazioni umanitarie è molto di più di un banale romanzo di formazione. Al Muccino-regista manca in definitiva quella stessa rabbia che caratterizza i personaggi interpretati dal Muccino-attore e che non gli consente di creare né un appello-manifesto per le nuove generazioni, né un colpo ben assestato alle tendenze melodrammatiche del cinema medio italiano. Non c'è bisogno di invocare un altro mondo per proporre un altro cinema. Basta un po' più di audacia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 29 dicembre 2010
violettailaria

questo film mi è piaciuto molto perchè ci porta a riflettere sull'egoismo umano. su come a volte ci chiudiamo in noi stessi senza prenderci responsabilità e senza volerci quasi affezionare alla gente che ci circonda. bensì tendiamo ad affezionarci inutilmente alle cose materiali e ogni possibile cambiamento ci preoccupa, ci mette paura poichè abbiamo timore di [...] Vai alla recensione »

FOCUS
INCONTRI
lunedì 20 dicembre 2010
Edoardo Becattini

Maturità professionale e ambizioni in crescita per Muccino "il giovane". Alla sua seconda opera come regista, il giovane attore continua a parlare d'amore ma allarga il senso della definizione, cercando di abbracciare un mondo "altro" che unisca romanzo di formazione e impegno civile, critica al giovanilismo effimero e manifesto per un'etica umanitaria. Un altro mondo è quello che cerca Andrea, neo-ventottenne che vive ovattato in un mondo fatto di lusso, festini e assegni in bianco, dal quale comincerà a emergere solo in seguito ad un viaggio in Kenya alla ricerca di un padre scomparso e di un [...]

INCONTRI
lunedì 13 luglio 2009
Marzia Gandolfi

Prodotto dalla Cattleya e ancora una volta scritto a quattro mani con Carla Vangelista, è pronto al "ciak si gira" il nuovo film di Silvio Muccino. Regista e interprete, il Muccino minore ci riprova e ricomincia dall'Africa e da un padre che non c'è. Libero adattamento del romanzo "Un altro mondo" di Carla Vangelista, il suo prossimo progetto è un film di formazione, di ricerca e di crescita. Al centro c'è un giovane uomo, Andrea, cresciuto in assenza del padre e incapace di gestire e governare la sua vita.

Frasi
Ci Sono Ricordi Che Ti Saltano Addosso All'Improvviso, E Ti Accorgi Che Non Hai Mai Smesso Di {r i c o r d a r e}
Una frase di Andrea (Silvio Muccino)
dal film Un altro mondo - a cura di Gabriella
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Una coppia di giovani ricchi di denaro e quindi viziati, poveri d'affetti e quindi inquieti e insoddisfatti. Del genere «affondo nell'alcool, nella bulimia, nell'anoressia, nel sesso e nella droga», finché non arriva dal Kenya la lettera di un padre scomparso da anni nel nulla e ora moribondo. Per chiudere i conti con questo fantasma del passato che gli avvelena il presente, Andrea parte per Nairobi [...] Vai alla recensione »

NEWS
GALLERY
martedì 21 dicembre 2010
 

Le foto dell'ultimo film di e con Silvio Muccino, Un altro mondo. Il protagonista è Andrea, giovane, ricco e mantenuto dagli assegni in bianco di una madre algida e schiava delle buone apparenze. La sua vita trascorre in compagnia della bella fidanzata [...]

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